[...]Gli Anelli del pianeta
Saturno funzionano da scalo interdimensionale ad un secondo luce
dalla Terra. Essi sono artificiali, piazzati lì da antichi ingegneri
cosmici, ma da millenni in disuso. Il loro movimento è musicale.
Aspettano che qualcuno riapra le danze.
Da ''Le Cronache di Atlantide'' di
Scandurra e Angelo Ciccarella, testo inedito
Quanto
detto sopra succintamente è, per qualsiasi manualetto astronomico,
farneticazione pura e semplice, non ne troverete certo accenno su
NatGeo, così come non ne troverete traccia nemmeno nel supermarket
del mistero del Giacobbo nazionale. Al massimo le antiche cosmogonie
sono considerate materie di pesanti studi accademici per addetti ai
lavori e nulla più. Vetuste conoscenze di superstiziosi popoli,
analizzate con occhio distaccato da paludati professori. Programma
per licei classici. Li abbiamo accantonati da tempo. Oggi viviamo nel
cyberspazio grazie al silicio e all'elettricità, comunichiamo quasi
solamente col cellulare e leggiamo distratti la prima pagina del NYT
sull'ultimo marchingegno della 'mela mozzicata'. Che ci manca?
Abbiamo, sì, qualche problemino climatico sociale politico
energetico medico genetico spirituale ecc., ma che volete, uno scotto
lo dobbiamo pur pagare. La religione? Beh, è una faccenda privata,
no?, in fondo siamo un po' tutti laici e contenti. Certo, hai visto
mai? Un santino di padre Pio fa sempre comodo nel portafoglio. Una
lettura di oroscopo e di tarocchi, aiuta, però è meglio non dirlo
al collega d'ufficio, lui sì che è un tipo progressista, legge
Micromega, tiene sul sedile del suv l'ultimo di Eco, il noto
semiologo che ci dice che non esiste né la verità né Dio, perché
siamo tutti un po' bugiardi e i meno attrezzati culturalmente, a
qualcosa dovranno pur attaccarsi. Insomma, l'uomo moderno o post o
ex, a farla breve, l'uomo 'laico' finalmente si è scrollato di dosso
la polvere della credenza, l'unica fede rimasta la trova sui
diagrammi di Borsa e negli inserti scientifici dei quotidiani radical
chic. Eppure, amici, credo che mai come oggi l'uomo sia in balia di
forze, di potentati, di complotti universali. La nostra conoscenza è
limitata ad un sistema particolare, come nel caso dell'Universo,
giacché noi stessi ne facciamo parte. Eppure viviamo in un mondo
dove gli archetipi universali si fanno comunque strada e ci
comunicano essenzialmente un solo messaggio: siamo immortali. Il
rumore di fondo nasconde il segnale, che però non cessa di arrivare.
Perché
non ci ricordiamo queste cose? Perché non diamo più ascolto ai
miti? Non risuoniamo più alla vibrazione del simbolo? Quanto più la
notte del mondo va verso la mezzanotte, quanto più si perdono le
tracce, tanto meno è possibile ad un'umanità giacente nell’abisso,
poter riconoscere un cenno o un segno. Tutto sembra ormai tacere. Chi
ci ha ridotti così? Perché non abbiamo reagito in tempo? Siamo
tutti incappati nella rete della Salamandra senza nemmeno accorgerci
di quello che stava succedendo. Una trappola psichica, strisciante
nel suo sviluppo: rompe la struttura dell'uomo interiore, la volontà,
l'intelligenza e il sentimento. E tutto questo per abbandonarci nel
chaos delle tenebre inferiori.
Contro
la realtà blindata, Scandurra mi ha insegnato a vedere il mondo
under construction / en
cours de construction / in costruzione,
non finito, e così tengo il mio sguardo lasciando intatto il senso
del mistero. Ma un occhio profetico capace di vedere anche nel dramma
la traccia di un destino. L’occhio deve vedere che il suo orizzonte
finito non offre spiegazioni plausibili e non cerca nemmeno risposte
dinanzi al male. Inonda di luce l'oscurità.
Dicevo
di Saturno e dei suoi spettacolari anelli. Ebbene, se mettessimo
insieme alcuni elementi centrali derivati dalle materie oscure
scandurriane sulla visione delle cose e dell'uomo, il quadro che ne
emergerebbe sarebbe più un patchwork che una tela iperrealista.
Almeno ad una prima lettura. Proviamo a disegnarlo:
- Magia: pensiero risonante che delinea una forma analogica di rapporto col mondo;
- il Grande Tempo ciclico che modella lo Spazio;
- l'uomo come potenza che dà forma alla Luce;
- contrapposizione tra ricerca di sé e autoaffermazione dell'io;
- Atlantide scalzata dalla volontà di potenza di goeti e sospesa in una piega dello spazio-tempo;
- Civiltà cosmiche elevate e libertarie – gli Uranidi – visitano sotto copertura la nostra Terra, limitando al massimo ogni interferenza;
- Civiltà cosmiche autoritarie e spiritualmente oscurate – i Saturniani – interferiscono massivamente sulle umane sorti;
- Ingegneri cosmici hanno realizzato e disseminato portali interdimensionali colleganti i 9 universi;
- l'interazione tra universi è determinante per l'equilibrio cosmico;
- un manipolo di anonimi talenti detiene la capacità e i mezzi per Immergersi in Varchi Interdimensionali, tale retaggio deriva dalla trasmissione atlantidea sopravvissuta alla scomparsa del continente;
- esiste un sistema iperfisico che contempla l'eterna sussistenza del passato;
- i Saturniani creano ad arte i nuovi paradigmi culturali che sostituiscono la tradizione e l'esperienza umana;
- il Varco 2012 si presenterà in un certo modo, il tempo cessando di scorrere diventerà “spazio”.
E, infine,
scopriamo le principali ossessioni dei negromanti contemporanei,
braccio magico dei Saturniani:
1. L’ineluttabilità
dell’abiezione come passaggio alla rinascita;
2. Il sacrificio
cruento come necessario lasciapassare propiziatorio;
3. La ricerca del
contatto con gli dèi pagani che si celano nella discarica del nostro
subconscio.
IL PIANETA
PORTATORE DI MORTE E DISTRUZIONE
L'affascinante
struttura del mondo dei livelli, è fondamentale per capire quanto
Scandurra ci faceva sperimentare e così facendo, ci affinava. Dietro
ogni 'botola' la strada per un'altra dimensione, universo dietro
universo. La nostra però, non è un'epopea spaziale, una space-opera
sci fi anni '40. Perché il marcio inizia da casa nostra, propaggini
e bave di altri mondi popolati da civiltà aliene, distanti da noi
per cultura e religione. Forse per schematizzare o più probabilmente
per necessaria discriminazione, Scandurra ci ha parlato di Uranidi e
di Saturniani. Contrapposizioni durate per cicli cosmici, sotto soli
e bandiere diverse, ma distinti per fini e origini. E noi terrestri?
Vasi di cocci tra quelli di ferro: oggigiorno sicuramente, eppure...
eppure noi facciamo parte del genoma di Dio. Tuttavia il creare non è
dell’uomo. L’uomo quanto a corpo, è derivato dai genitori per
delega di Dio. Ma quanto anima razionale che ne costituisce il suo
Io, non può derivare che direttamente da Dio perché è immateriale,
è spirito e lo spirito non è fatto di parti; è semplicissimo, per
ciò incorruttibile. La consapevolezza di esistere deriva dal
rapporto complesso tra lo spirito e la materialità del corpo.
Sospesi tra queste due polarità diventiamo veramente individui
scegliendo di seguire il disegno di Dio. Non sempre è leggibile,
però. Dovremmo abbandonarci, alleggerirci, come diceva Scandurra, e
allora la scarica elettrica di Dio ci avrebbe attraversato. Del resto
è la nostra natura divina, perché non seguirla? Non mi sento meno
libero, se faccio ciò per cui siamo stati creati. L'esperienza della
vita terrestre ci servirà, eccome. Ma soltanto se entriamo dentro
noi stessi potremo scoprire l'eterno. Dio è la bussola cosmica, ci
indicherà sempre la giusta direzione. Potremo seguirla o meno, sta a
noi. Scandurra ci donò il lumen che ci permise di vedere chiaramente
chi siamo e cosa dobbiamo fare della nostra vita. E allora i nemici
dell'umanità ci faranno meno paura, perché sappiamo di essere
altro.
Saturno è lì, che
ci controlla, segue, origlia; ci influenza sul piano sottile e
grossolano, ma non si mostra per quello che è realmente. Noi ci
troviamo in mezzo, al centro dell'universo noto, tra forze galattiche
e potenze sotterranee, ma pochi di noi sanno questo, sentono questo.
Saturno è l'occhio del serpente circolare, ipnotico, seduttivo,
distruttivo. Per quanto bellissimo e spettacolare, è mortale con le
sue spire artificiali, protese a stringerci il collo fino al rantolo
finale. Ma noi siamo altro.
SENTINELLA,
QUANTO RESTA DELLA
NOTTE?
(Isaia 21,11)
Non
esiste un solo universo, e quello che vediamo non è il più
importante. Io ho scoperto – non per primo e nemmeno per ultimo -
cosa c’è “dietro” il visibile, l’invisibile, l’altro
sole... tutto un mondo dei livelli, attraverso la botola, il punto di
inserimento cosmico.
Ogni
botola interdimensionale (pozzo dello sprofondo) è una specie di
microcosmo a sé che si affaccia sull'Infinito. È come spiare dal
buco della serratura di una stanza segreta, di quelle mai aperte
prima, con esseri propri, leggi e situazioni a sè... si intravede la
Natura svelata, la Porta di Giano, la quale non immette in una stanza
prossima, ma nell’altra metà della stanza intera della
manifestazione immanente; ogni Universo è un bilocale, noi abitiamo
la parte sensibile. Sbirciando sull'altra parte, scopriamo che tutto
sembra onnicomprensivo e autosussistente. Cessa ogni obiezione. E
quello che pensavamo di sapere e credevamo di essere, non hanno più
consistenza obiettiva. C'è un filo dal quale è possibile
riaggomitolare gli eventi. E non possiamo non domandarci: quanto
resta della notte?




















