Chi legge "esamini tutto, ma ritenga solo ciò che è giusto".

La mente non è un vessillo da riempire, ma un fuoco da accendere.

domenica 1 giugno 2014

Riflessi di un'unica Luce



Estratti dal discorso di Georges Bernanos alle Piccole Sorelle di Charles De Foucauld, autunno 1947, Algeria.
È vero che siamo stati creati a immagine e a somiglianza di Dio.
Noi gli assomigliamo più di quanto pensiamo, più di quanto i filosofi ci lasciano pensare.
Creato a immagine e a somiglianza di Dio: come è misteriosa, terribile questa frase!
E come ha perso, a poco a poco, con l'uso, il suo significato, come una moneta perde la sua effigie dopo essere passata per troppe mani...
Quanti di noi cristiani abbiamo veramente coscienza di essere a immagine e a somiglianza di Dio? Chi si preoccupa più del significato di queste parole così sorprendenti?

Se sono vere, allora non è l'osservazione delle cose che ci rivela il mondo, il segreto del mondo sta dentro di noi, nel più intimo di noi stessi, dove evidentemente non scendiamo mai. E perché non potrebbe essere proprio in noi la chiave dell'enigma del mondo? Il destino ordinario dell'uomo non è forse quello di cercare molto lontano, spesso a rischio della propria vita, ciò che senza saperlo ha a portata di mano?
Questa chiave dell'enigma del mondo noi speriamo di trovarla attraverso l'osservazione pratica delle cose ma in questa ricerca la scienza, invece di collaborare con la natura la inganna. La scienza vuole solo volgere a proprio profitto la maggior parte possibile delle colossali risorse di energia dell'universo, impresa questa in cui l'umanità finirà con l'essere stritolata tra la scienza e la natura come tra l'incudine e il martello.
La carne dell'uomo è fragile, i suoi nervi prima o poi dovranno cedere per la tensione sempre crescente di una vita la cui attività normale è decuplicata, centuplicata dall'uso delle macchine. La macchina vi procurerà delle ore di svago si predica. Ma nel paradiso delle macchine il riposo sarà più sfibrante del lavoro, sarà il lavoro che farà riposare dalle ore di svago.

Quando dico che tutto lo sforzo dell'intelligenza porterà soltanto ad impegnare sempre di più l'umanità in un'impresa i cui rischi cresceranno continuamente, fino ad essere sproporzionati ai benefici - non siamo forse già arrivati a rischiare l'esplosione del pianeta, l'avvelenamento dell'atmosfera? - non ne segue che io disprezzi l'intelligenza.
Se è vero che siamo creati a immagine di Dio, come potremmo disprezzare una delle più nobili facoltà dell'uomo? Voi mi direte che pur senza disprezzarla l'ho dichiarata impotente. No, non impotente a trarre profitto dalla creazione...Ma incapace di penetrarne il significato, incapace di comprenderla nel significato preciso della parola.
Se la creazione fosse opera della sola intelligenza, l'intelligenza umana potrebbe fare di meglio che scoprire qualcuna delle sue leggi per usare questa conoscenza come si usa una macchina. E non sarebbe sempre così pronta a condannare la creazione nel nome della logica o della giustizia.
Ma la creazione è un'opera d'amore. L'intelligenza, ridotta alle sue proprie forze, crede di trovare nella natura soltanto indifferenza, crudeltà ma non scopre altro che la sua stessa crudeltà. Propriamente parlando l'intelligenza non condanna la sofferenza ma quella che le pare una anomalia, uno sperpero, una cattiva organizzazione della sofferenza.
L'intelligenza è più crudele della natura. Noi cominciamo a comprendere, per esempio, che una società organizzata dall'intelligenza - o almeno da quella forma degradata di intelligenza che si chiama tecnica - sarà spietata, non solo verso gli elementi sospettati di non produrre o di non consumare abbastanza ma anche verso chi semplicemente non andrà d'accordo con la mostruosa coscienza collettiva.
Per parlare solo dei malformati, la natura ne lascia sussistere a milioni ma questi domani non sfuggiranno ai tecnici incaricati di mantenere e accrescere il rendimento della colossale officina universale. L'intelligenza non si ribella contro la sofferenza, la rifiuta come rifiuta un sillogismo mal fatto, salvo poi servirsene lei stessa, secondo i suoi metodi, dopo aver rimesso a posto il sillogismo.
Chi parla del dolore come d'una intollerabile violazione dell'anima, o anche di una pura assurdità, è sicuro dell'approvazione degli imbecilli. E a fronte di un manipolo di ribelli sinceri, quanti altri cercano invece nella ribellione contro la sofferenza una giustificazione più o meno subdola della loro indifferenza e del loro egoismo di fronte a quelli che soffrono! Diversamente, per quale miracolo gli uomini che accettano, con tutta umiltà e senza comprenderlo, lo scandalo permanente della sofferenza e della miseria, sono quasi sempre proprio quelli che si dedicano con grande tenerezza ai sofferenti, ai miserabili, gente come San Francesco, San Vincenzo de Paoli?
Lo scandalo dell'universo non è la sofferenza: è la libertà. Dio ha fatto libera la sua creazione: questo è lo scandalo degli scandali, tutti gli altri scandali vengono da questo.
Lo so, qui sembra di essere in piena metafisica ma che ci posso fare? Se mi faccio capire male è perché mi spiego male. Ma poi a che serve spiegare?

In questo stesso momento c'è nel mondo, in qualche chiesa sperduta, in una casa qualunque, alla svolta di una strada deserta, un pover uomo che congiunge le mani e dal fondo della propria miseria, senza sapere bene quello che dice oppure senza dire nulla, ringrazia Dio di averlo fatto libero, di averlo fatto capace di amore.
C'è, in qualche parte del mondo, non so dove, una mamma che affonda il suo volto in un piccolo petto che non batterà più, una madre che, presso il figlioletto morto, offre a Dio il gemito di una rassegnazione spossata, come se la voce che ha lanciato i soli nello spazio come una mano lancia il grano, la voce che fa tremare i mondi, le mormorasse dolcemente all'orecchio perdonami, un giorno saprai, un giorno comprenderai ma ora quello che voglio da te è il tuo perdono: perdonami.
Questa donna sfinita, quel pover'uomo a mani giunte sono penetrati nel cuore del mistero, nel cuore della creazione universale e nel segreto stesso di Dio.
Cosa vi devo dire: il linguaggio...è al servizio dell'intelligenza...E quello che quei due hanno capito l'hanno capito con una facoltà superiore all'intelligenza, anche se non in contrasto con essa...O meglio: l'hanno capito per un profondo, irresistibile impulso dell'anima che impegnava tutte le facoltà insieme, che impegnava a fondo tutta la loro natura...Sì, nel momento in cui quell'uomo, quella donna, accettavano il loro destino, accettavano se stessi, umilmente, il mistero della creazione si compiva in essi, mentre correvano così, senza saperlo, tutto il rischio della loro condotta umana, si realizzavano pienamente nella carità di Cristo, diventando essi stessi, secondo la parola di San Paolo, altri Cristi. Insomma, erano dei santi.

Impegnarsi interamente...Lo sapete: la maggior parte degli uomini impegnano nella vita soltanto una piccola parte, una parte ridicolmente piccola del loro essere, come quei ricchi avari che un tempo morivano perché spendevano soltanto l'utile dei loro utili.
Un santo non vive dell'utile dei suoi utili, neanche vive soltanto dei suoi utili, vive proprio del suo capitale, impegna tutta quanta la sua anima. In questo differisce dal saggio, che secreziona la sua saggezza alla maniera di una lumaca che secreziona il proprio guscio per trovarvi un asilo.
Impegnare la propria anima! Non è un'immagine letteraria. E non bisognerebbe nemmeno stiracchiarla troppo fino a darle un significato sinistro.
Se si accetta la distinzione classica dell'uomo diviso tra corpo, anima e spirito, c'è da dire con spavento che innumerevoli uomini nascono, vivono e muoiono senza essersi nemmeno una volta serviti della loro anima, sia pure per offendere Dio. Chi può riconoscere chi sono questi disgraziati? E non possiamo anche noi appartenere in qualche modo a questa specie? La dannazione non consisterà forse nello scoprire troppo tardi di aver avuto un'anima assolutamente inutile, ancora accuratamente piegata in quattro e deteriorata, come certe sete preziose, per mancanza d'uso?
Chiunque si serve della propria anima, anche se con estrema balordaggine, partecipa subito alla vita universale, si mette in sintonia col suo ritmo immenso, entra senza difficoltà, immediatamente, in quella comunione dei santi che è la comunione di tutti gli uomini di buona volontà ai quali fu promessa la pace, in quella santa Chiesa invisibile che, come sappiamo, conta anche pagani, eretici, scismatici, increduli, e il cui numero è noto soltanto a Dio.

La comunione dei santi...Chi tra di noi è sicuro di appartenervi? E se ha questa fortuna quale parte ha in essa? Chi sono i ricchi e i poveri di questa comunità sorprendente? Chi sono quelli che danno e chi sono quelli che ricevono? Quante sorprese!
Oh certo, niente pare meglio regolato, più strettamente ordinato, gerarchizzato, equilibrato della vita esterna della Chiesa. Ma la sua vita interiore trabocca di prodigiose libertà, vorrei quasi dire di divine stravaganze dello spirito, dello spirito che soffia dove vuole.
Quando si pensa alla severa disciplina che mantiene quasi implacabilmente al posto stabilito ogni membro di questo grande corpo ecclesiastico, dal più modesto vicario fino al Santo Padre coi suoi privilegi, coi suoi titoli, direi quasi col suo vocabolario particolare, non sono forse delle stravaganze quelle promozioni improvvise, talvolta troppo improvvise, di oscure religiose, di semplici laici o anche di mendicanti divenuti bruscamente patroni, protettori, dottori della Chiesa universale?
Oh, non si tratta di opporre la Chiesa visibile alla Chiesa invisibile.
La Chiesa visibile non è soltanto la gerarchia ecclesiastica: siete voi, sono io, perciò non sempre è gradita, anzi qualche volta è stata anche molto sgradita, come nel secolo XV, al tempo del Concilio di Basilea...In questi casi siamo naturalmente tentati di rammaricarci che non sia la Chiesa invisibile, ci si rammarica che un cardinale sia riconoscibile da lontano per la sua bella cappa scarlatta, mentre un santo, durante la vita, non si distingue per nessun abito particolare...
Lo so: questa che sembra una battuta, per molte anime invece è un pensiero torturante.
Ma non è giusto ragionare come se la Chiesa visibile e la Chiesa invisibile fossero due chiese, la Chiesa visibile è quello che noi possiamo vedere della Chiesa invisibile e questa parte visibile della Chiesa invisibile varia con ognuno di noi. Perché noi conosciamo tanto meglio l'umano che c'è in lei quanto meno siamo degni di conoscere il divino che c'è in lei. Diversamente, come spieghereste una bizzarria come questa: che i più qualificati a scandalizzarsi dei difetti, delle deformazioni, delle difformità della Chiesa visibile, voglio dire i Santi, siano proprio quelli che non se ne lamentano mai?
La Chiesa visibile è ciò che ognuno di noi può vedere della Chiesa invisibile, secondo i propri meriti e la grazia di Dio. È troppo bello dire vorrei vedere ben altro , non quello che vedo. Certo, se il mondo fosse il capolavoro di un architetto scrupoloso della simmetria o di un professore di logica, di un Dio deista insomma, la Chiesa allora ci darebbe lo spettacolo della perfezione, dell'ordine. In essa la Santità sarebbe il primo privilegio del comando e ogni grado della gerarchia corrisponderebbe a un grado superiore di santità, fino al più santo di tutti, il nostro Santo Padre.
Ma dai! Vorreste una chiesa così? E vi sentireste a vostro agio?
Non fatemi ridere! Invece che sentirvi a vostro agio rimarreste sulla soglia di questa congregazione di superuomini, rigirando il vostro berretto tra le mani come uno straccione alla porta del Ritz o del Claridge.
La Chiesa è una casa di famiglia, una casa paterna, e nelle case di famiglia c'è sempre un po' di disordine, le sedie mancano d'un piede, i tavoli sono macchiati d'inchiostro e i barattoli di marmellata si vuotano da soli nelle dispense, queste cose le so, ne ho esperienza...

La casa di Dio è una casa di uomini, non di superuomini.
I cristiani non sono dei superuomini. E neanche i santi sono dei superuomini. Anzi meno che mai i santi, che sono i più umani tra gli umani! I santi non sono sublimi, non hanno bisogno del sublime, piuttosto il sublime avrebbe bisogno di loro! I santi non sono degli eroi alla maniera degli eroi di Plutarco. Un eroe ci dà l'illusione di essere al di là dell'umanità, il santo non sta al di là dell'umanità: la assume, si sforza di realizzarla il meglio possibile.
Capite la differenza? Il santo si sforza di accostarsi quanto più vicino può al suo modello Gesù Cristo, cioè a colui che è stato perfettamente uomo, con una semplicità perfetta fino al punto da sconcertare gli eroi rassicurando gli altri, perché Cristo non è morto soltanto per gli eroi, è morto anche per i vili.
Quando i suoi amici lo dimenticano i suoi nemici non lo dimenticano. Voi sapete che i nazisti non cessarono mai di opporre alla santissima agonia di Cristo nell'orto degli ulivi la morte gioiosa di tanti giovani hitleriani. È che Cristo vuole sì aprire ai suoi martiri la strada gloriosa di un trapasso senza paura ma vuole anche precedere ognuno di noi nelle tenebre dell'angoscia mortale. La mano ferma, impavida può all'ultimo passo non appoggiarsi alla spalla di Cristo...Ma la mano che trema è sicura di incontrare la sua.

Vorrei concludere con un pensiero che mi ha sempre accompagnato in questa conversazione come il filo del tessitore che corre sotto la trama.
Quelli che incontrano tanta difficoltà a capire la nostra fede hanno un'idea troppo imperfetta della dignità eminente dell'uomo nella creazione, non lo mettono al suo posto nella creazione, al posto a cui Dio lo ha elevato per potervi discendere.
Noi siamo creati a immagine e somiglianza di Dio perché siamo capaci di amare.
I santi hanno il genio dell'amore. E questo genio non è come quello dell'artista, che appartiene a un piccolo numero di privilegiati. Sarebbe più esatto dire che il santo è l'uomo che sa trovare in sé, sa far sgorgare dalle profondità del suo essere, l'acqua di cui Cristo parlava alla samaritana: chi ne berrà non avrà mai sete...
In ognuno di noi c'è la cisterna profonda aperta sotto il cielo. Certo, la superficie è ancora ingombra di detriti, di rami spezzati, di foglie putride da cui sale un odore di morte. Su questa superficie brilla una specie di luce fredda e dura che è quella dell'intelligenza ragionatrice. Ma al di sotto dello strato malsano, l'acqua è subito tanto limpida e tanto pura. Ancora un po' più addentro e l'anima si ritrova nel suo elemento natale, infinitamente più puro dell'acqua più pura: quella luce increata che avvolge tutta quanta la creazione: in lui era la vita e la vita era la luce degli uomini.
La fede che alcuni di voi si lamentano di non conoscere è in voi, riempie la vostra vita interiore, è quella stessa vita interiore mediante la quale ogni uomo, ricco o povero, ignorante o dotto, può entrare in contatto col divino, cioè con l'amore universale, di cui tutta la creazione è l'inesauribile zampillamento. Contro questa vita interiore cospira la nostra inumana civiltà con la sua attività delirante, col suo furioso bisogno di distrazione e con quell'abominevole dissipazione di energie spirituali degradate attraverso cui si disperde la sostanza stessa dell'umanità.

All'inizio vi dicevo che lo scandalo della creazione non sta nella sofferenza ma nella libertà. Avrei potuto dire benissimo: nell'amore. Se le parole avessero conservato il loro significato, direi che la creazione è un dramma dell'amore. I moralisti considerano la santità come un lusso. Invece è una necessità. Finché la carità non si era troppo raffreddata nel mondo, finché il mondo ha avuto la sua parte di santi, alcune verità si son potute trascurare ma esse oggi riappaiono come la roccia durante la bassa marea.
La santità, i santi alimentano quella vita interiore senza cui l'umanità si degraderà fino a morire. È nella propria vita interiore che l'uomo trova le risorse necessarie per sfuggire alla barbarie o a un pericolo peggiore della barbarie: la schiavitù bestiale del formicaio totalitario. Certo, si potrebbe credere che questa non è l'ora dei santi, che l'ora dei santi è passata. Ma io dico che l'ora dei santi viene sempre.

* * *


L'ORDINE DEL SACRO FUOCO
Compito primario delle antiche Civiltà era quello di provvedere a trovare il modo di collegarsi alla Tradizione primordiale rappresentata da Iperborea, tramite riti liturgie simboli, non di rado usavano ponti di Luce, opere monumentali, sia grezze che sofisticate, talismani catalizzatori di energie cosmo-telluriche. A tale compito, delicatissimo, venivano coinvolti maestri della pietra e maghi, che se pur tra mille insidie assicuravano il contatto. Il sacro fuoco non doveva estinguersi. L'originario necessitava di protezione.

E noi, donne e uomini del terzo millennio, abbiamo di nuovo compiuto e in parte ritessuto il viaggio nei territori spirituali odierni, sia residuali (l'antica sapienza) che rinascenti (le periferie delle fedi, dove i monoteismi oggi in conflitto generano – a sorpresa – terreni di coabitazione), in questi tempi di atroce tirannia del denaro e di globale volgarità. Fedi passionali, che i chierici etichettano spesso come superstizione. Fedi popolari, radicate al territorio, all’anima delle acque, dei boschi, alla tomba di un profeta o di un santo. Ma capaci, anche, di travolgere le frontiere implacabili delle confessioni. Una risorsa formidabile, miracolosa e spesso ignorata. Minoranze, comunque. Non possiamo nasconderci un dato di fatto, che il segnale è flebile a causa del rumore di fondo assordante di una civiltà disorientata dalla perdita di memoria. Il Tempo sta esaurendo la sua corsa, manca di energia. Le nostre anime sono inondate di aria elettrificata, ne soffrono, ne sono vampirizzate. Il circuito cerebrale di internet ci entra, surroga il pensare e tesse la sua rete fino a delocalizzarci. I padroni del mondo già progettano che vita e mente diventeranno un circuito elettrico collettivo, nutrito di istinti. La conoscenza mi insegna, invece, che la Vita è etere che si aggrega nel corpo pur restandone fuori. Chi pianifica la nostra destrutturazione psicosomatica, può considerarsi figlio d'uomini? Fin dalla prima razza-madre, un contingente di esseri proveniente da mondi lontani segue i nostri passi; loro si mostrano come divinità e spesso si rendono invisibili ad occhi inesperti. Cosa vogliono da noi? Invaderci? Lo avrebbero già fatto. Domandiamoci: che cosa abbiamo di tanto prezioso? Siamo il crocevia dei Nove Mondi, e Viterbo è il centro della spirale cosmica, dove tutto a partire dall'anno Mille si concentra, il luogo in cui sono nascosti i grandi triplici segreti: mela, albero e serpente.

...il Sapere è Uno e la Tradizione che è Sapere, Gnosi, può anche apparire in tanti volti e differenti immagini o discorsi, ma colui che è condotto dalla virtus del Cuore, inteso come centro vivente dell'Essere e quindi nous in senso arcaico, ne vedrà l'unica natura, riconoscendo sé stesso in essa come in uno specchio..." Giandomenico Casalino



MATERIE OSCURE: ABBIAMO TUTTO DENTRO
  • Esistono svariati modi d'ottenere risultati specifici per quelli che conoscono gli effetti dell'etere prodotto dalla mente umana, in pratica, l'uso magico del pensiero. Un procedimento è questo. Rafforza il pensiero dal suono intercalato a pause (armoniche) o da recitazioni ripetute (mantra), dirigilo verso un bersaglio (oggetto del desiderio) tramite una visualizzazione (l'arte di immaginare) o addirittura con l'ausilio di un'immagine disegnata o realizzata tridimensionalmente.
  • L’umanità soggiace a una macchinazione planetaria ad opera di un collegio di Invisibili.
  • Ho il fondato sospetto che i più alti esponenti della massoneria bancaria facciano parte di un cenacolo esoterico dedito al culto gnostico delle reliquie.
  • Il dio massonico definito Grande Architetto dell'Universo, è una femmina dai mille volti.
  • Temere Dio e fuggire il male guarisce l'interno.
  • L'ombelico (l'ampiccione, secondo il lessico scandurriano) è la porta chiusa dell'energia vitale contenuta nel ventre, energia così decisiva per la vita e la morte che per esprimerla il Creatore ha costruito un pozzo turato con una pietra, una finta finestra. Eppure c'è una via per aprirla.
  • Tutto quel che è vuoto, come il deserto, un fosso, un retrobottega, una carcassa, una piccola scatola, è una parte del Grande Ignoto, significa attesa di qualcuno, di una presenza occulta.
  • I fossi sono luoghi di transito per i Nove Mondi, voragini dove c'è un punto di acqua notturna, il superconduttore cosmico.
  • Non rispettare l'Ordine, la vera forza che regge gli Universi, è una rivolta nevrotica contro la conoscenza.
  • Il Varco scende ma non si contrae e non si abbassa, perché il Giorno è venuto, ma pochi uomini alzano la testa. Eppure gli astronomi non lo rilevano. Le spiegazioni della scienza non fanno vivere; stiamo crepando tutti di spiegazioni.
  • Chi distrugge il mito e il miracolo fa come quel tizio che mette la testa in un tritacarne e gira la manovella con le sue mani.
  • Nemmeno Dio riempie il vuoto del Grande Ignoto, ci lascia la libertà di entrarvi.
  • Diventare civili è rifiutare la tenebra dell'inconscio.
  • Si è andata atrofizzando quella parte dell'intelletto umano (che sta in quella zona del capo verso il cervelletto, della grandezza di un'ostia) dove l'onda di sintonia celeste, trova il punto e la condizione fisica d'incontro che facilita l'operare prodigi.
  • Ho la forte sensazione che gli specchi non siano superfici, ma porte.
  • Il lumen opera in continuazione in tutti, ma nella maggioranza degli uomini “gocciola” invece di “fluire”. Predestinazione? Qualità del codice genetico? Karma? No...
  • Chiesi a Scandurra “Che cosa sono realmente le stelle?”. “Gli occhi di Dio”, mi rispose sorridendo.
  • Sirio è quella stella così luminosa da riflettere l'essenza dei mondi ignoti, incandescenti, e perciò fonti di pericolo per l'umanità.

OSPITI NON INVITATI
Dopo decenni di sforzi investigativi sull'enigma dei dischi volanti, inchieste e ipotesi, siamo giunti alle rivelazioni a puntate di uomini mascherati, testimonianze di rapiti rese sotto ipnosi, il tutto condito da una confusione sovrana. L'ufologia italica e internazionale (sempre meno conformista, comunque), sono ad un impasse ideologico profondo. Magari ancora rincorrono il tizio che rivela chissà quali segreti, ma poi, fatte le dovute analisi e considerazioni, i nostri ricercatori son costretti a voltare pagina e ricominciare daccapo, ma lo studio degli oggetti volanti non identificati è ben lungi da portare a qualche risultato utile. Gli anni '60 e '70 furono una fucina di ricerche e interpretazioni, tanto da credere che di lì a breve si sarebbe svelato il mistero. Le tesi extraterrestre nota come “viti e bulloni” di Allen Hynek, Antonio Ribera, quella terrestre di Renato Vesco e Marcello Coppetti e, non ultima, l'ipotesi parafisica-mitica di Brinsley Le Poer Trench, Ivan Sanderson, Brad Steiger, per non dimenticare il lavoro encomiabile di elaborazione dati degli italiani Roberto Pinotti e Pier Luigi Sani, dicevo, le tesi occupavano il dibattito mondiale e venivano seguite da stuoli di appassionati. Si confrontavano i sostenitori delle diverse posizione in meeting, convegni, programmi radio e televisivi. Lo statunitense John Keel ricostruiva uno scenario amplissimo e suggestivo. Entità ultraterrestri, provenienti da un'altra dimensione che da millenni interagivano nella nostra, hanno assunto rappresentazioni/maschere adeguate all'epoca storica scelta: semi-dei, titani, giganti, gnomi elfi demoni, fino ad esoforme in linea con l'evoluzione scientifica terrestre. Sarò nostalgico, non mi importa, ma in quegli anni la rivoluzione culturale e cognitiva dell'umanità sembrava vicina, fattibile. Si prospettavano orizzonti sempre più vasti, qualcuno, forse non a torto, prevedeva il contatto con civiltà aliene ed una espansione della coscienza grazie al risveglio dei poteri in esilio; ma qualcosa andò storto, ci fu chi spense i fuochi con la strategia della normalizzazione. Il milieu della nuova frontiera fu diviso in mille correnti, ufologi parapsicologi spiritualisti, ritornarono nel privato.

Oggi, ai congressi sugli Ufo, c'è una omologazione stagnante delle idee da far venire il latte alle ginocchia, tipica dei nostri tempi. Si discetta di esopolitica, neognosi, demiurghi e arconti all'amatriciana, rapimenti e rivelazioni di ex agenti dei servizi. Ma il punto della situazione è volutamente eluso. Pochi hanno il fegato di ammetterlo: siamo ancora alla raccolta dati. I governi, quelli che contano (ovviamente escludo quello italiano, maggiordomo d'Europa) fanno muro e non si sognano certo di divulgare il poco che sanno sull'enigma del secolo. Gary McKinnon ci ha provato intrufolandosi per le segrete della Nasa, ma gli è costata la galera e non è servito a scuotere l'opinione pubblica, distratta da altre faccende contingenti. Una coltre informativa, pare insuperabile, che copre tutto.

Allora di che stiamo parlando? Beh, chi segue il blog conosce le mie esperienze. Racconto ciò che mi è capitato. Esperienze soggettive? Come no? E quali non lo sono? Prove? Ce l'ho a iosa, ma non sono così fesso da darle in pasto all'establishment, colpevole, a mio parere, di aver celato certe cose all'umanità da tre secoli a questa parte. Tuttavia chi ha letto con occhi vivi e sgombri da pregiudizi il flusso della mia storia fantastica, ha potuto farsi un'idea su come funzionano le cose. Attraverso il web credo di poter svolgere al meglio quanto mi sono prefisso: trasmettere la libera conoscenza a quanti, uomini liberi, siano in grado di riceverla attraverso le Cronache di Atlantide e la specialissima avventura cominciata il 1971 in quel di Viterbo, in una modesta bottega di frutta e verdura, il cui titolare non era un commerciante qualsiasi. Il suo talento, probabilmente unico al mondo, era quello di viaggiare fra dimensioni con la stessa facilità con cui si prende la metro. Quanto finora descritto è una parte esemplare, e comunque, per me, condividerla con voi è un svelare quanto di più intimo sentito, vissuto, patito. Piccole esperienze psi le avevo avute prima di quei tempi spettacolari ed epici, mi costruivo una cultura alternativa divorando il mensile-pioniere del genere, il fiorentino Il Giornale dei Misteri e poi Peter Kolosimo, Ugo Dettore, Louis Pauwels. Dopo l'incontro straordinario con Scandurra, la mia vita è cambiata alla grande, perché ho potuto poggiare il piede sulle rive di Atlantide e si sono aperti tutti i confini. Ho conosciuto esseri di altri mondi e universi, civiltà pazzesche, ed entrando nei punti di inserimento, i fossi, ho sperimentato il fatidico passaggio scoprendo che, oltre la spoletta, dentro di me si annida una particella cosmica, la chiave di accesso senza la quale sarei disperso chissà dove. Predestinazione? Mah, direi piuttosto passione estrema per ciò che ci affianca sparendo sempre non appena tentiamo di acchiapparlo, che come la febbre dell'oro non si estingue, pena la follia. Se è abbastanza forte il nostro desiderio di infinito, diventiamo magneti che attirano le stelle.

Non mi sono mai posto il problema di veder riconosciute dai lettori le mirabolanti esperienze che feci. Ingenuo? Mitomane? Ho divulgato cose private, della mia vita, esponendomi al facile diniego degli scettici o agli sberleffi dei cinici. E allora? Tiro innanzi lo stesso. Non vendo né prodotti commerciali né cerco voti; ho visto l'incredibile partendo da un fosso, tutto il resto è noia, come cantava quel marpione di Califano.

CAMBIO DI PARADIGMA: NELLA TANA DEL CONIGLIO
I parapsicologi in genere manifestano la tendenza a credere che i poteri psichici siano doni abbastanza rari. In tutti può esserci un tocco di incanto, ma solo pochi sono potenti. Scandurra ha un'altra idea a riguardo. Siccome tutti gli uomini sono uguali e se alcuni soggetti molto dotati possono mettere in luce alcune capacità particolari, questo significa che esse sono presenti in ognuno di noi e si tratta soltanto di risvegliarle. Abbiamo canali preferenziali, tutto sta a capire quali. Le tecniche di accesso da noi praticate durante l'apprendistato degli anni '70, erano centrate sulla memoria bio-storica, al fine di seguire l'innato e tralasciare l'acquisito. Il maestro apriva lo scrigno del nostro destino che descriveva come un libro composto da 7 capitoli, 6 di questi erano già scritti e quindi immutabili, ne rimaneva 1 in bianco da riempire. Lui lo chiamava antimonio, sostanza vivente che trasforma. Ecco, nostro compito era quello di riconoscerlo: una volta individuato potevamo dare un nuovo corso alla nostra vita, aprire un rubinetto mentale definitivamente. Potevamo bazzicare le strade alte, da sempre poco frequentate.

C'è un errore di fondo nella ricerca ufologica. Errore derivato da un approccio a dir poco paradossale a cui hanno aderito, in perfetta buona fede, già i pionieri dei piatti volanti negli anni '50. Nello stesso errore madornale son caduti i parapsicologi ed i fisici. A cosa alludo? Presto detto. Tentare di capire cosa siano quelle strane cose che svolazzano sulle nostre teste e verificare la fondatezza di una percezione extra sensoriale, adottando il modello standard delle scienze fisiche e naturali (implicante un osservatore e un oggetto indipendente di osservazione), equivale a mangiare il brodo con la forchetta.

Diventa necessario rivedere il vecchio approccio alla realtà, se vogliamo finalmente comprendere il nostro posto nell'universo, senza escludere aprioristicamente ciò che non riusciamo a spiegare. Il modello classico di “soggetto” e “oggetto” separati e distinti, è superato dalla realtà di fenomeni che violano a bella posta lo spazio/tempo e le leggi fisiche oggi conosciute.

Sulla base delle mie esperienze ho scoperto che le intenzioni dirigono le cose percepite altrettanto quanto le cose percepite influenzano le intenzioni. Per conoscere cos'è il pane l'uomo ne mangia; mangiandolo l'assimila, ed il pane diviene in qualche modo parte di lui. Questa è la conoscenza secondo l'antico sapere. Se vogliamo conoscere veramente dobbiamo perseguire mutamenti in noi, gli osservatori; familiarizziamo col piano tangente al nostro, sentiamolo nel profondo; facendo silenzio, senza movimento alcuno, si avverte l'emersione di una energia che si trasforma in Potenza che dà forma alla Luce.

La riluttanza dei ricercatori, ufologi e parapsicologi soprattutto, ad assumere un superamento del modello empirico “osservatore e osservato” è decisamente ingiustificato. Basta prendere in considerazione i tanti esperimenti sugli stati di coscienza speciali svolti in laboratori scientifici militari, soprattutto americani e russi, e alle tecniche indirizzate alla scoperta di nuovi piani dell'esistenza. L'elenco delle ricerche effettuate da eminenti scienziati è lungo: yoga e zen, prolungamento degli stati alfa dell'encefalo con le apparecchiature di bio-feedback, training autogeno, ipnosi. Non escluderei nemmeno le pratiche, meno note al grande pubblico, usate da millenni in gruppi e conventicole di orientamento esoterico e occultistico, dove si tentava di liberare energie altrimenti in sonno e di contattare alternativi livelli di Realtà, sfera dentro sfera. L'obiettivo comune di tutte queste vie è quello di stabilire differenti rapporti tra uomo e universo, e sviluppare strade nuove di pensiero e di vita creativa.

Mi sembra che se ammettiamo la possibilità di poter penetrare in tipi diversi d'esperienza, dentro regni che possono essere paragonati al Paese delle meraviglie di Alice, gli ufo e i fenomeni paranormali potrebbero apparirci come segni ubiquitari ed erratici, nonché manifestazioni di tali regni, di tali differenti mondi.

Vi è come uno specchio che separa il nostro mondo da altre dimensioni. Gli stessi dischi volanti lo attraversano infinite volte, accidentalmente per lo più; il medesimo specchio è l'interfaccia tra i limiti provvisori della nostra mente e le sue propaggini pressoché sterminate, dove si possono conoscere cose e fatti senza l'uso dei sensi fisici o spostare oggetti, farli comparire o sparire, contattare le anime dei trapassati o entità di terre leggendarie... non si può comprendere la Realtà escludendo spettri e alieni.

La nuova età dell'Oro dovrà produrre cambiamenti nella nostra valutazione globale di categorie fondamentali come il pensiero, la materia, i rapporti interpersonali, e in sostanza la vita stessa. La storia ci ha insegnato che grandi mutazioni possono attendersi se qualche idea fertile viene sufficientemente diffusa, e diventa un fattore condizionante del pensiero e del comportamento. Bisogna, però, rompere la camicia di Nesso imposta dal Potere che ci impedisce di muoverci per oltrepassare la soglia.

Scandurra ci racconta dell'esistenza di un'onda magnetico-spirituale che apre i rubinetti mentali in un sol colpo, prima di poterne fare uso, però, occorre riconoscerla. Già, e come? Specialmente di notte, quando ci svegliamo per non si sa bene quale motivo, si sente a volte dentro la nostra testa (ma sembra provenire da fuori) un boato, come di una esplosione di bomba; ma anche un lungo ronzio potrebbe essere il segnale. Scoprirlo ci aprirà orizzonti sconfinati e niente sarà più lo stesso. Certo, manca ancora un passaggio procedurale...

martedì 1 aprile 2014

Carbon Based Lifeforms




Quanto tempo credete ancora che saremo on-line?

LA CORRENTE DEL FIUME MAGNETICO
Essere dell’anonima talenti è lasciarsi portare via dal lumen senza cercare di fermarlo, di caratterizzarlo. Il lumen è una corrente di energia sottile sostenuta da una sorgente primordiale, che può essere attinta solo da un custode-mago, un rosa+croce sotto mentite spoglie, un templare del cerchio interno, uno sciamano andino ruminante coca, un sufi anche dopo una abbondante libagione, un saltafossi come Scandurra. Noi ci sintonizziamo con la corrente sulla base delle nostre capacità e formiamo una catena ininterrotta, assicurando così una continuità alla sapienza ancestrale. Non siamo migliori o superiori agli altri, sappiamo di essere spudoratamente fortunati perché ci siamo trovati anni fa in quella bottega magica di una amena città della Tuscia, sede invisibile dei lucumoni etruschi, esuli atlantidi. Scandurra si aspettava da noi assiduità e intensità, ecco tutto.
Non vi nascondo che il semplice contatto con un uomo di elevato livello spirituale è sufficiente per innescare il processo alchemico di trasformazione. Il trasferimento avviene per mezzo di una specialissima combinazione di sostanze che sono generate dal profondo dell’essere risvegliato – corpo planetario -  e ritrasmesse ad altri. Essa può assumere la consistenza, approssimativamente, di uno psicofluido (acqua caricata) che ha capacità terapeutiche e viaggianti (immersione in varchi interdimensionali). È il Vello d’Oro che ricompatta il cervello bicamerale e passa più in là: nel mondo cosmico dei Nove Mondi in cui il nostro mondo è immerso.
Non v’è segreto, tuttavia non c’è niente di più inafferrabile dell’anonima talenti. Non ce ne è per nessuno, se il fine è usarci. Nostro compito è quello di cercare nuovi pascoli per coltivare l’antico sapere, irrorando la terra col nostro fiume magnetico. Scandurra ha aperto un canale per fare scorrere di nuovo le acque della vita. È tutto quello che un manipolo di donne e uomini sono in grado di fare. Nel corso dei millenni, singoli e gruppi hanno realizzato il compito, la missione se volete, di non disperdere l’antica sapienza, la magia presente prima della scomparsa di Atlantide. I cicli discendenti della civiltà, hanno diradato l’influenza dell’antico sapere, fino a renderlo minoritario rispetto alla scienza; anzi, bandendolo dai comuni canali di apprendimento. Oggi la magia è sceneggiatura per film, soggetto di letteratura d’evasione, pretesto intrigante di furbi cialtroni, prestigiatori e mentalisti da palcoscenico: certo, una ben misera fine se si considera la sua centralità nelle umane vicende di altri tempi. Qualcosa si smuove però, gli archetipi ritornano sotto altre forme. L’attuale successo del fantasy, dei supereroi, di tutta una serie di tematiche misteriosofiche sul web, al di là di facili sociologie, dimostrano che nel cuore dell’uomo pulsa ancora il sacro fuoco. Voglia di evadere dal comune, piatto, asfittico, digitale senso della realtà? Se questa è patologia…

ASSIMILARE
Secondo Piero Angela e Mario Draghi esiste solo ciò che è funzionale e oggettivo, il resto rientrerebbe nella categoria dell’irrazionale, dell’astratto, attinente alla soggettività e, quindi, secondo loro, destituito di fondamento e ostacolo all’evoluzione dell’umanità. Ciò comporta la riduzione ontologica dell’essere, l’incapsulamento esistenziale-cognitivo-spirituale a favore di una realtà precostituita, ideologizzata e scientista oggi egemone. Col sorgere della scienza moderna matematico-meccanica, la Natura è ridotta a massa e movimento.
In una società siffatta è giocoforza sentirsi derisi e compatiti quando si è controcorrente; ma non mi lamento certo per così poco.  Io so che l’uomo vive in più di un mondo e che compito primario di ognuno di noi, è quello di trasformare la sostanza stessa di cui siamo costituiti. Chi è cieco qui, lo sarà anche oltre il velo opaco della morte.
Perfino la religione rimanda sempre al dopo-morte la possibilità di risvegliarci, di vivere realtà trascendenti. Ma il Regno di Dio non è già in mezzo a noi, non domani o dopodomani: qui e ora? Se meditassimo veramente il Vangelo, scopriremmo che non è un manuale di pensierini edificanti, né una compilazione di sermoncini ad uso e consumo delle prediche domenicali di vanesi sacerdoti. Non penso proprio che tutto si riduca ad un “Bignami” della morale progressista. Macché. In esso c’è il fuoco trasmutatore, l’acqua che dirime e compatta allo stesso tempo. Anzi, per certi versi il Vangelo è Parola perigliosa, poiché squaderna le certezze acquisite, scarnifica i satolli, induce alla rivoluzione delle anime, relativizza il bisogno umano di intermediazione: apre al Cielo così da rigenerare il nostro uovo-anima.
E allora mi domando: perché è così difficile per l’uomo contemporaneo ricevere le antiche conoscenze, farle proprie? Non sono soltanto i dinieghi ripetuti del sapere profano verso la magia e il mito, l’impedimento principale ad acquisire il mistero. Dipende invece dal tipo di attività mentale stimolato dall’educazione ricevuta; attività che non è in grado di assimilare la conoscenza antica. Si ha assimilazione quando la cosa assimilata entra a far parte della nostra vita. Oggi, il flusso ininterrotto di informazioni, nozioni, concetti, manda in saturazione la nostra capacità di assorbimento, mina le fondamenta della struttura stessa della realtà come era percepita in passato. Perfino i dati profani non si mescolano né si combinano, rimangono a galla sulla superficie della nostra coscienza. Figuriamoci se un sapere antico possa radicarsi, risuonare, illuminare una mente in default.

ADUNANZA
Dopo aver scritto centinaia di articoli, molti dei quali concernenti le Cronache di Atlantide, una sorta di convincimento profondo si è andato sviluppando nella mia anima. Vi sono ancora persone pronte a ricevere un sapere ancestrale, che viola le leggi di spazio-tempo e va oltre la ragione cartesiana. Una conoscenza gratuita ma che per assumerla ci vuole il coraggio di saper rimanere isolati dalla società e di superare prove durissime e una buona dose di follia controllata, quella salutare che ti permette di non istituzionalizzarti e capace di re-incantare il mondo. Molti si aspettavano da me un procedere ulteriore, che andasse al di là delle parole digitali. Ho sempre dichiarato che il compito affidatomi da Scandurra fosse fuori dalla portata delle mie possibilità. Già ricavare qualcosa di utile e operativo da quanto scritto, sarebbe un buon conseguimento; ma non mi nascondo dietro un dito. Riuscire ad usare le spolette e, prima ancora, lavorare per formarsi un corpo sidereo, richiedono guida e insegnamento diretti; non hanno potere trasformativo i libri o un blog, per quanto indicativi e profondi. La trasmissione interiore non può che essere diretta, dove due anime si toccano e un campo magico si forma. Io non sono un guru, parliamoci onestamente, ma non per questo mi ritraggo dalle responsabilità: ho lanciato un segnale ed ho ricevuto una risposta. È tempo ormai dell’adunanza.

L’ANTI-PIRAMIDE DEGLI OSCURI SIGNORI
La Grande Piramide era in stretto collegamento col nostro sangue, catalizzava i benigni influssi cosmici per irradiarli sottilmente negli organismi. Poi, qualcosa è accaduto, quasi di irrimediabile. Fu costruita l’anti-piramide, contraltare di quella luminosa, il suo rovescio, e tutto andò storto. Chi la eresse?
Saturno-Satana-Seth sono nomi che riconducono ad un unico demone planetario, massacratore di popoli. Un ibrido, forse, comunque in grado di assemblare una sorta di inconscio-memoria cristallizzato posto in un corpo abbastanza denso onde fabbricare una creatura, diciamo così, apparentemente simile all’essere umano, la cui identità psichica però è priva di alcun elemento di origine cosmica e spirituale: è l’innatt cbl. Solo Dio può creare, e non c’è alcun demiurgo per quanto potente in grado di fare altrettanto. Detto questo, siccome l’uomo non è più capace di vedere e distinguere, oggi sono fra noi gli innatt cbl costruiti dagli Oscuri Signori; si confondono tra la gente e magari è il cassiere di Banca che ci cambia un assegno, oppure è il vicino di casa sempre sorridente. Viviamo a stretto contatto con ibridi dall’aspetto più che umano e, ignari di certe realtà occulte, non ci accorgiamo di essere invasi. Anzi, ci vogliamo convincere d’esser soli nell’universo e rimandiamo alla letteratura fantascientifica l’ipotesi delle Terre parallele. Sembra la trama di “Essi vivono” di John Carpenter, eppure loro sono fra noi, ci spiano, ci pedinano, ci rubano effetti personali come fotografie, diari, sondano le nostre menti incustodite, violano i nostri sogni. La loro è un’invasione soffice, almeno così sembrerebbe, ma il loro scopo è feroce e blasfemo: sottometterci e farci odiare il nostro Creatore.
Amon-Mammona, l’anti-Dio, padre del superibrido Saturno, è come un sole esploso e per mantenersi in uno stato energetico minimo, vampirizza il Cosmo, noi compresi. Così stanno le cose. Siamo in trincea, ma la nostra miopia ci impedisce di andare oltre le apparenze. Eppure segni, epici racconti, miti e leggende gridano ad ogni crocicchio tale verità. Il Regno della Tecnica ci ha rubato la veggenza. Abbiamo sostituito Dio con il progresso, in nome di una evoluzione storica falsa e bugiarda. La stessa fissione atomica è frutto dell’intervento di ibridi, che così facendo hanno ulteriormente deviato il corso dell’umanità. Dietro alcune cosiddette innovazioni tecnologiche e scientifiche c’è lo zampino di Saturno, ne portano il sigillo.
Il lavoro oscuro non finisce qui. Si mina l’identità dell’uomo attraverso un piano di avvilimento, orchestrato dai demoni dell’aria, competenti in materia di comunicazione. L’inconscio diventa una sorta di fogna psichica contenente ogni più abietta tendenza. Gli argini saltano, il flusso psichico straripa.
Quando torneranno gli Iperborei, quei remoti viaggiatori del cosmo? Quanto dovremo ancora resistere?

PALLIDI GARZONI DI BOTTEGA
Tutto è legato: le segrete del castello oscuro e le torrette, e poi le stanze alte, su fino in cima. In realtà la piramide del potere occulto è rovesciata, dal punto di vista magico: gli ordini partono da sotto lungo tutta la linea di comando. I piani sono comunicanti: ognuno influenza l’altro. Per capire qualche cosa di come funziona il mondo, si può partire anche dal piano orizzontale, dalla cosiddetta criptopolitica, territorio assai sdrucciolevole perché percorso da cialtroni, assassini, provocatori, mezzani, prostitute sacre, spie, controspie, tecnocrati UE, bankieri massoni e politici geometri esperti di squadra e compasso, preti emuli di don Bèrenguer Saunière, cardinali pronipoti di Mazzarino e faccendieri baciapile, gesuiti traditori e lobbisti ben inseriti nei circoli che contano, comunisti finti sin dalla prima ora e capitalisti progressisti di comodo, boiardi di Stato, satanisti convinti e gnostici bricolage, scrittori illuministi e artisti fulminati, governativi yankee psicopatici e serial killer fedeli agenti dell’FBI, erotomani e pornografi, sadomasochisti e feticisti. Una corte dei miracoli spaventosa, capace di ogni ignominia e senza il minimo scrupolo. Sebbene molti di questi tipi umani nemmeno sospettano di appartenere ad una rete fitta e organizzata, è un fatto che tutti orbitino intorno al cerchio sovrastrutturale che domina il globo terracqueo.
La ritenzione del seme in presenza di eccitazione, è la tecnica più usata da alcuni personaggi del cerchio, credono che la Via sia dietro l’angolo, anzi dentro le mutande. Dico questo perché li ho incontrati anni fa, appartenevano ad un noto cenacolo tantrico-kremmerziano torinese con diramazioni a Napoli, Roma, Lione, Londra, Parigi, New York, Los Angeles, Boston. C’erano giudici senatori giornalisti medici, tutti seriamente presi da operazioni erotiche al sol fine di trasformare il proprio corpo saturniano. Alcuni di loro rivestivano importanti ruoli presso club dell’alta finanza mondiale, amministratori delegati di multinazionali. Il loro motto? Il mezzo è il massaggio. Una deviazione emozionale del karma. Vanno presi seriamente? Purtroppo sì.
Ma andiamo con ordine.
Una delle più evidenti novità della politica internazionale, è stato l’incremento costante delle attività segrete dell’intelligence. La politologia è in colpevole ritardo nel prenderne atto. I media si sono arresi a priori. Il flusso ininterrotto di notizie, le più svariate, rende ormai saturo e indifferente il popolo. Tivvù e carta stampata si accaniscono nel denunciare il preteso “dietrismo” di chi si sforza di andare controcorrente, piuttosto che la complicità di chi si fa docile strumento delle provocazioni, dell’inquinamento informativo, dei sistemi d’inganno dell’opinione comune che sono armi essenziali dei poteri occulti. L’aspetto più preoccupante nel dilagare delle attività segrete consiste nella crescente difficoltà dei servizi ufficiali a opporsi, su questo terreno, alla concorrenza di poteri nascosti di natura criminale. La politica che viene impropriamente definita di “destabilizzazione”, condotta da molti servizi anche di grandi potenze, non solo favorisce ma utilizza frequentemente canali estranei al controllo dei poteri costituzionali. Le connessioni sono molte, anche se non documentabili: si sa comunque che la malavita ha avuto contatti con servizi speciali in episodi - in ordine sparso - come l’assassinio di J.F.Kennedy, l’attentato a Papa Giovanni Paolo II°, l’attività criminale delle brigate Rosse dopo Curcio, la morte “accidentale” del leader conservatore austriaco Heider, l’assassinio del primo ministro svedese Olof Palme; e si intuisce che questo fenomeno si è ripetuto nelle più recenti azioni, apparentemente indecifrabili, del cosiddetto “euroterrorismo” fino al fondamentalismo islamico di Bin Laden, e la messinscena CIA dell’attentato alle Torri Gemelle di NYC costata migliaia di vittime. In generale – comunque – tutti gli sviluppi del terrorismo sono terreno di contaminazioni naturali fra correnti economiche illegali e attività politiche riservate. Servizi cosiddetti deviati, cupole, organizzazioni criminali transnazionali, circoli semisegreti dell’alta finanza mondialista, sembrano tutti possedere lo stesso marchio: la Salamandra.
Nel cercare di stabilire le logiche obiettive che determinano questo stato di cose, due filoni emergono sugli altri: uno è l’aumento dell’influenza dei militari nella politica; l’altro è lo sviluppo di un grande antagonismo, fuori dalla vista dell’influenza dell’informazione pubblica, tra la finanza tradizionale e gruppi finanziari emergenti, di natura anarchica e avventurista, per la spartizione di un mercato che non può più essere offerto al gioco della libera concorrenza se non a rischio di crack irrimediabili e guerre catastrofiche. Su questo terreno, assai più che su quello ideologico (ormai c’è un unico capitalismo che domina il mondo) si sta svolgendo uno scontro fondamentale per la nostra epoca.
Non è semplice delineare il profilo di questa battaglia mondiale, percepibile probabilmente solo dagli stati maggiori delle grandi concentrazioni di potere finanziario sovranazionale.
L’omologazione culturale, il pensiero unico, il relativismo etico, l’anomia, la distruzione sistematica di tutto ciò che è elfico al mondo, rappresentano il corpus strategico che i poteri occulti adottano per far tremare la muraglia metafisica che ci difende dall’abisso. Poiché se dentro di noi vacilla l’ordine, per il principio secondo cui ciò che è vissuto dentro si ripercuote all’esterno, il caos dominerà fuori.
I bankieri, i tecnocrati, i generali, potranno da soli far saltare l’equilibrio dei cicli cosmici? Certo che no! Sono solo garzoni di bottega che eseguono le direttive di potentissimi stregoni che fanno i pendolari tra la nostra ed altre dimensioni. A noi cosa resta da fare? Se non abbandonate la lettura, vi suggerirò fra poche righe il piano operativo.
Ed ora tanto per non far nomi: di seguito l’elenco delle prime 30 multinazionali della Piramide:

1. Barclays
2. Capital Group Companies Inc
3. Fmr Corportation
4. Axa
5. State Street Corporation
6. Jp Morgan Chase & co.
7. Legal & General Group Plc
8. Vanguard Group Inv
9. Ubs Ag
10. Merrill Lynch
11. Wellington Management Co Llp
12. Deutsche Bank Ag
13. Franklin Resources Inc
14. Credit Suisse Group
15. Walton Enterprise Llc
16. Bank of New York Mellon Corp
17. Natixis
18. Goldman Saxhs Group Inc
19. T. Rowe Price Group Inc
20. Legg Mason Inc
21. Morgan Stanley
22. Mitsubishi Ufj Financial Group
23. Northern Trust Corporation
24. Société Générale
25. Bank of America Corporation
26. Lloyds TSB Group Plc
27.
Invesco Plc
28. Allianz Se
29. Tiaa
30. Old Mutual Public Limited Company
I vertici delle corporation operano in perfetta sinergia ed eseguono punto per punto le direttive del basso astrale. Qualcuno si stupirà di questa mia affermazione. Una assicurazione o una fabbrica automobilistica, cosa c’entrano con la stregoneria, visto e considerato che il loro fine è il profitto, i quattrini? Lo dico e lo ribadisco: i consigli di amministrazione delle multinazionali rappresentano il campo magico ove l’eggregore viene creato diventando, così, operativo. Oh, certo, si discute di grafici borsistici, percentuali, investimenti, analisi di mercato; ma le riunioni non terminano con previsioni finanziarie annuali. Tira una strana aria, densa, qualcuno è atteso…
Chi?
L’emissario dei goeti che occupa la stanza segreta dell’anti-Piramide, è la “Salamandra”, al secolo Neal Gordon White (nome per cui è conosciuto nell’ambiente). Ha tutta l’aria di essere uno di noi, un essere umano insomma; magari dopo attento esame potrebbe apparire qualche piccola anomalia somatica, ma poca cosa come dimostra un suo indubbio allure. Se avete qualche rubinetto mentale aperto, potreste scorgere i colori di S. dissimile da qualunque altro sulla Terra, ma è assai difficile, anzi, impossibile avvicinarlo. Viaggia sempre sotto scorta e non esce mai alla luce del Sole, muovendosi unicamente su di una auto blindata per recarsi solo in posti muniti di accessi sotterranei.
Come faccio a sapere tutte queste cose? Seguo una vecchia indicazione di Scandurra: le porte dell’infinito che ci permettono di “vedere” il centro delle cose, sono tangenti la nostra realtà e, quindi, consultabili. Che fare contro i potentati? Di sicuro affrontarli in un’epoca simile è un rischio altissimo, è come fermare un fiume, costruire una diga con le mani. Prima o poi ti travolgono. La lotta, in effetti, non si può ridurre contrastando ordinariamente le oligarchie mondialiste, anche perché hanno in mano la politica, l’economia, la finanza, emettono moneta, costruiscono i movimenti di opinione, possiedono stampa e tivvù. Non ci sono mezzi profani a nostra disposizione capaci di opporsi a tali potentati.
Chi opera dietro le quinte delle compagnie, la punta rovesciata della piramide, sono stregoni. L’invisibile oscuro domina il visibile. A nulla valgono le rivoluzioni sociali, l’antagonismo pacifista, i movimenti politici reazionari e nazionalisti, contro il Regno del Male. Tra l’altro, è facile trovarci la presenza del nemico tra le file dei buoni rivoltosi.
Alle potenze del Grande Nulla ci opponiamo con la stessa moneta spirituale ma di segno opposto, luminosa. Al Caos rispondiamo con l’Ordine cosmico diventando ricettacoli del lumen, della corrente magnetica proveniente dal primo ciclo dell’umanità, quell’età dell’Oro che permane dentro il cuore degli uomini liberi. In un mondo buio solo un fotone divino può cambiare la natura delle cose, ripristinando ciò che abbiamo dimenticato.
Impariamo a ristabilire un ordine, senza la voglia di infliggere una pena. L’epoca dell’intervento divino sulle cose umane non è ancora finita, ma ciò non ci esime dal combattere per la libertà ogni momento. Un altro giorno nel cosmo.

ROMPERE LE CATENE
La nostra missione è infrangere maya che ci limita la percezione della Realtà; è nuotare ai margini del fiume per evitare di esser trascinati dalle centrali correnti samsariche, le onde delle dissipazioni terrene; è tagliare il velo d’Iside oppressore della nostra natura stellare; è uscire dalle convenzioni che ci impediscono di conoscere realmente chi siamo; fuggire dalla puzza ammorbante della narcoipnosi di massa: ci buttiamo nella melma per navigarla e vedere cosa c’è oltre. Il fine della Vita è veicolare qualcosa di superiore, una eredità cosmica oltre il passaggio terreno. Rimaniamo radianti tra gli scarti del mondo. Prima o poi ci faremo strada.
Si rende necessaria, almeno lo è per il sottoscritto, una postilla al testo, se volete di genere escatologico. Il ciclo finale, quello per intenderci dell’età oscura, è collegato ad Atlantide che, come ricorderete, per noi dell’anonima non fu sommersa dalle acque, ma scomparve a causa di una guerra fratricida, dove furono usate armi magnetiche capaci di alterare la stessa struttura della realtà, annullando la Parete di Bloch, che è un limite ideale di separazione tra due regioni caratterizzate da differenti proprietà. Eppure ritroviamo un facile nesso tra onde che raffigurano e simbolizzano l’acqua e quelle elettromagnetiche, che causarono la fine (sul piano visibile) del Continente rosso.
L’era in cui viviamo è allo stato terminale, poiché siamo continuamente separati dal Creatore e l’uomo della Brocca (da noi si dice che chi perde la Brocca perde il senno; ma vi è anche la curiosa assonanza con l’area di Broca che governa il linguaggio, parte dell’emisfero sinistro del nostro cervello) ha versato tutta l’acqua a disposizione. Due linee ondulate, l’una sopra l’altra, sono il geroglifico delle onde in movimento che si propagano lungo l’ultimo tratto del Tempo. L’Età dell’Acquario non è un’epoca a venire piena di meraviglie e cambiamenti gratuiti, come credono gli astrologhi e i volenterosi seguaci della New Age, la nuova era è una frequenza magnetica.
Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua [storicamente gli uomini a quel tempo non portavano l’acqua, essendo un compito da donne: allora chi era quell’uomo e che acqua conteneva la sua brocca?]; seguitelo e là dove entrerà dite al padrone di casa: Il Maestro dice: Dov'è la mia stanza, perché io vi possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli? Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala con i tappeti, già pronta; là preparate per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono per la Pasqua. Vangelo di Marco 14,2



martedì 4 febbraio 2014

CRONACHE ITALIANE


“Quando la città retta a democrazia si ubriaca di libertà confondendola con la licenza, con l’aiuto di cattivi coppieri costretti a comprarsi l’immunità con dosi sempre massicce d’indulgenza verso ogni sorta di illegalità e di soperchieria; quando questa città si copre di fango accettando di farsi serva di uomini di fango per potere continuare a vivere e ad ingrassare nel fango; quando il padre si abbassa al livello del figlio e si mette, bamboleggiando, a copiarlo perché ha paura del figlio; quando il figlio si mette alla pari del padre e, lungi da rispettarlo, impara a disprezzarlo per la sua pavidità; quando il cittadino accetta che, di dovunque venga, chiunque gli capiti in casa, possa acquistarvi gli stessi diritti di chi l’ha costruita e ci è nato; quando i capi tollerano tutto questo per guadagnare voti e consensi in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola ed ordine; c’è da meravigliarsi che l’arbitrio si estenda a tutto e che dappertutto nasca l’anarchia e penetri nelle dimore private e perfino nelle stalle? In un ambiente siffatto, in cui il maestro teme ed adula gli scolari e gli scolari non tengono in alcun conto i maestri; in cui tutto si mescola e si confonde; in cui chi comanda finge, per comandare sempre di più, di mettersi al servizio di chi è comandato e ne lusinga, per sfruttarli, tutti i vizi; in cui i rapporti tra gli uni e gli altri sono regolati soltanto dalle reciproche convenienze nelle reciproche tolleranze; in cui la demagogia dell’uguaglianza rende impraticabile qualsiasi selezione, ed anzi costringe tutti a misurare il passo delle gambe su chi le ha più corte; in cui l’unico rimedio contro il favoritismo consiste nella molteplicità e moltiplicazione dei favori; in cui tutto è concesso a tutti in modo che tutti ne diventino complici; in un ambiente siffatto, quando raggiunge il culmine dell’anarchia e nessuno è più sicuro di nulla e nessuno è più padrone di qualcosa perché tutti lo sono, anche del suo letto e della sua madia a parità di diritti con lui e i rifiuti si ammonticchiano per le strade perché nessuno può comandare a nessuno di sgombrarli; in un ambiente siffatto, dico, pensi tu che il cittadino accorrerebbe a difendere la libertà, quella libertà, dal pericolo dell’autoritarismo? Ecco, secondo me, come nascono le dittature. Esse hanno due madri. Una è l’oligarchia quando degenera, per le sue lotte interne, in satrapia. L’altra è la democrazia quando, per sete di libertà e per l’inettitudine dei suoi capi, precipita nella corruzione e nella paralisi. Allora la gente si separa da coloro cui fa la colpa di averla condotta a tale disastro e si prepara a rinnegarla prima coi sarcasmi, poi con la violenza che della dittatura è pronuba e levatrice. Così la democrazia muore: per abuso di se stessa. E prima che nel sangue, nel ridicolo” . (Platone – La Repubblica Cap. VIII, Atene 370 A.C.)

lunedì 13 gennaio 2014

TUTTO CI RICONDUCE AL CODICE SALAMANDRA



INTERFACCIA DEL MONDO OCCULTO

IL KAOS DA LÌ PROVIENE

INTERFACCIA DEL MONDO OCCULTO

SITO SATANICO

LORO NON PARLANO

LA SETTA DEL GRUPPO ISIDEO

TALISMANO DELLA SETTA

PUÒ UN UOMO SOLO COMBATTERE LA SETTA?

I SUOI PROTOCOLLI FANNO TESTO PER LA SETTA

L'EROS È IL PRANA DELLA SETTA


SAREBBE ORA DI SPEGNARLI... MA CHI HA IL CORAGGIO DI RISCHIARE LA PROPRIA VITA?