Chi legge "esamini tutto, ma ritenga solo ciò che è giusto".

La mente non è un vessillo da riempire, ma un fuoco da accendere.

martedì 26 luglio 2011

IUS 41



Grande come Piazza del Comune, simile all'otturatore centrale di una macchina fotografica, la bocca gigante si trovava perfettamente al centro del cratere. Lentamente ci avvicinammo e con la medesima lentezza una serie di lamelle poste sullo stesso piano, sei per la precisione - imperniate su due circonferenze concentriche che si muovono una al contrario dell’altra - si mossero verso l’esterno e ci consentirono di passare. Una corrente fluida mi sospinse dolcemente fuori dalla tavola volante e mi sentii sospeso e con un movimento rallentato planai verso il piano sottostante. Gli uranidi, con le rispettive navicelle interdimensionali, scomparvero alla mia vista e mi ritrovai solo soletto dentro un cratere lunare. Cacchio! E adesso? Una debole luce verdastra a mala pena illuminava quel luogo. Le lame sopra di me si richiusero senza rumore. Già, sulla Luna non essendoci atmosfera i suoni... A quel punto, ebbi uno scuotimento formidabile per tutto il corpo. Vomitai pure quello che non c'avevo e colpi di tosse che sembravano non finire mai mi fecero stramazzare al suolo. Percepii tutto il mio corpo e la mia natura di essere umano, proprio lì dentro. Chiuso e, pensai, prigioniero. Lo stato sidereo era meno di un ricordo. La carne mi bruciava e le sensazioni psichiche ritornarono ad invadere la mia mente. Il peso dell'umano si faceva sentire, eccome. Caspita. Era tutto vero, reale, maledettamente tosto. Respiravo, sentivo l'ossigeno che mi riempiva i polmoni. Ma allora prima, quando quegli esseri eletti mi traghettavano da un universo ad un altro, come facevo? Non avevo memoria di aver respirato. E ora? In quel momento, l'esperienza e gli insegnamenti di Scandurra – dove sei? - mi ridiedero forza.

Quando procedo da solo - mi suggeriva il rapporto ispirativo scandurriano cui non sarei stato più in grado di sfuggire - mi lascio abbandonare all'istinto magnetico, esso mi guiderà sostenendomi anche e specialmente in quei posti senza voce, senza variazione di forme. Un altro aspetto del bagliore, del lumen che viene in mio soccorso. Grazie ad esso, non mi prenderà al collo la cosmofobia. Sarò invece investito da una provvidenziale onda rivelativa senza limiti di spazio e di tempo, attraverso impulsi di alto magnetismo immaterializzato.

L'area circolare dentro la quale mi trovavo, divenne più chiara. Ciò mi permise di intravedere sulle pareti pannelli di metallobronzo e meccanismi composti da perni, rocchetti, ruote seghettate; riquadri indicatori, leve e pulsanti di varia grandezza. Vu meter quadrati rotondi, triangolari si alternavano a maniglie verticali e bobine. E poi morsetti, raccordi, canaline, manicotti. Da alcuni condotti fuoriuscivano vapori grigiocelesti che formavano colonne-serpentoni che toccavano il soffitto del locale. Mi trovavo veramente sul satellite della Terra e in quale epoca? Tutto lasciava intendere che mani umane avessero toccato quel posto dimenticato. Sentivo, ormai, con assoluta certezza che uomini come me si trovavano sulla Luna da un bel po' di tempo. Mi avvicinai a quei pannelli elettro-termo-meccanici. Toccai una maniglia. Era concreta, solida. La superficie dura e porosa, mi dava la strana sensazione di essere familiare e al tempo stesso extraterrestre. Mi feci guidare da quell'istinto magnetico che mi diresse verso una porta rettangolare. Come per magia si aprì da sola e una valanga di vapore caldo mi investì.

Mi venne in mente l'immaginario letterario di Giulio Verne. Forse non era fantascienza quella che leggevamo da ragazzi. Eravamo proprio sicuri che la tecnica e la scienza nata dalla modernità fossero il prodotto più avanzato della storia umana?

La civiltà di Atlantide aveva raggiunto livelli di conoscenza incredibili. Avevano esplorato mondi e dimensioni, costruito macchine stellari e manipolato ogni tipo di energia e dopo la sparizione del continente, un bagaglio di sapienza e di tecnologia era pur sopravvissuto e trasmesso a pochi superstiti. Scandurra era considerato in quella parte di universo, un atlantideo. Usava spolette che gli permettevano di immergersi in varchi interdimensionali attraverso botole cosmiche. Era lui stesso una spoletta e ne avevo potuto apprezzare le gesta. Perché escludere che la Luna fosse abitata? Perché considerarla soltanto un ciottolone che girava intorno al nostro pianeta? Quali segreti custodiva? Non era solo appannaggio di poeti e romantici credere alla sua natura animata e qualcosa mi diceva che tracce del continente scomparso le avrei trovate proprio lì.

Gli esuli di Atlantide avevano comunque conservato intatte le capacità fantastiche tipiche del loro elevato grado di sviluppo, ciò non escludeva quindi che potessero muoversi a piacimento dappertutto, indipendentemente dalle ere storiche. Extrastorici, tuttavia interagivano a volte con noi. Operavano in segreto, sebbene qualcosa traspariva dalle cronache e dai miti degli antichi popoli sumeri, maya, indù. Egiziani, greci, romani e germani ci raccontavano cose prodigiose, magiche, sovrumane. Innalzavano monumenti immani per collegarsi al faro-pinnacolo galattico. E i costruttori di cattedrali? Le pietre soniche, gli archi a basso magnetismo e gravità limitata, i demoni cristallizzati da furbi alchimisti, le loro ubicazioni a terra che rimandavano ad una mappatura celeste, gli spinotti cosmotellurici... Quante conoscenze andarono sepolte o tradotte male? Quanti uomini si fecero custodi di segnacoli ed energie mascherate per i profani?

Attraversai la porta. Ero in ballo. Avrei incontrato sicuramente qualcuno che mi avrebbe parlato del futuro della Terra. Avevo un compito pazzesco, ingombrante e pesante per le mie possibilità, ma non potevo certo tornare sui miei passi. Mi toccava. Un'altra porta di ferro a pochi metri si aprì e intravidi un salotto, credo stile ottocento, decisamente terrestre. Vi entrai. Una lampada dalla luce soffusa era accanto ad un signore seduto in poltrona. Era un giovane uomo vestito in linea con l'epoca dell'arredamento. Egli si alzò e mi venne incontro con fare cordiale, anzi, si mostrava contento. Ma io lo conoscevo. Un vecchio allievo di Scandurra... e che abitava sulla Luna. Ero fuori di testa, evidentemente.

  • Angelo ti aspettavo. Bello rivederti. Siediti – mi indicò una poltrona a fianco della sua - che sarai abbastanza scosso dal viaggio. Il nostro compito è quello di far comprendere a tutti che soltanto un atto di conoscenza può farci uscire dalle paludi del nostro tempo. Esso prelude al grande cambiamento. Ricordo che sei astemio, ma un brandy è quello che ci vuole.


mercoledì 6 luglio 2011

IUS 40



Contemplando quella magnifica natura, mi lasciai condurre dal fiume dei miei pensieri; meditazioni su svelamenti. Non esiste un solo universo, e quello che vediamo non è il più importante. Ho scoperto cosa c’è “dietro” il visibile, l’invisibile, l’altro sole... lo spazio è contenuto nel Pensiero. Con i viaggi cosmici scoprivo l’infinito nelle cose. Perché la vera mistica non è che lo straordinario dell'ordinario. Il reale è molto di più di quello che i nostri sensi possono percepire. Il miracolo è alla radice delle cose, è l’essere stesso di ciò che siamo e di ciò che ci circonda. Scandurra mi dimostrava ad ogni occasione che il sovrannaturale è implicito nel naturale. Noi troviamo la vita al suo più alto grado d’intensità. Siamo alchimisti perché purifichiamo la terra col nostro corpo. Noi viviamo ogni istante l'esperienza d'un Universo la cui immensità, mediante l'alchimia dei nostri sensi e della nostra ragione, si raccoglie sempre più semplicemente in ciascuno di noi. Non da tutti è percepita coscientemente, ma è comunque vissuta, registrata, interiorizzata. Anche il nostro corpo è tessuto di immensità, attraversato da linee epidermiche, strade connesse all'infinito. Parti di un tutto. Si stabilisce sin dall'inizio un vincolo organico tra il Divino e ogni uomo. Il decadimento dei mondi e dell'asse strutturale ontologico poi, attenuerà tale rapporto, ma non potrà mai essere reciso, perché noi esseri viventi siamo penetrati nell'Universo da una porta sovrannaturale. Scandurra direbbe che l'umanità così come la conosciamo e tutte le civiltà extraterrestri, sono apparse da un numero consistente di botole, athanor cosmici al servizio di fabbricanti d'universi. Le botole, ma cosa sono in realtà? Sono punti di transito che possono essere confrontati ai cambiamenti di stato (solido, liquido, vapore) dei corpi fisici. Quando la superficie si riduce a un punto, il solido cede, il liquido bolle. Sarebbe come dire che al punto critico di una curva geometrica si produce una reazione chimica, l'intensificazione di un colore produce l'energia elettrica, ecc. La sfera intera delle cose si trova ad avere la proprietà essenziale di contrarsi poco a poco sul suo centro, per avvicinamento sempre più riflesso degli elementi [centri] che la compongono. L'Universo si completa in una sintesi di centri, in conformità perfetta con la legge dell'Unione. Scandurra era l'icona di questa legge, difatti cercava, quando accoglieva qualcuno nella sua bottega magica, di farsi vuoto, di non interporsi, di aprirsi simultaneamente all’altro e al Divino. Quello che compresi e feci mio dopo è che, per arrivare a questo doppio vuoto, bisogna aver raggiunto la preghiera “spontanea” che non si separa più dal respiro e dal battito del cuore.. Allora l’uomo non prega più, è egli preghiera, in lui si formula la celebrazione dell’universo, egli diviene sull’altare del cuore, il ponte del mondo. Tutto è riempito di luce.

Su quell'altissimo pinnacolo stava per accadere qualcosa di grande e, tanto per cambiare, mi sentivo inadeguato. Qualunque esperienza si possa fare, non arriveremo mai a comprendere interamente il concetto di immortale, che domina i cieli, le stelle e i pianeti, le tempeste elettroniche e termonucleari, gli orrori e gli incanti della Natura. Lassù, in prima fila cresceva in me il desiderio di eterno, di immortale. Eppure ero agitato, inquieto. Stavo per compiere un viaggio sino ai limiti del creato, del tempo e dello spazio. Certamente ci sarebbe voluta una penna ben più agile e immaginifica di quella mia, per descrivere le sensazioni sovrumane che avrei provato. Ma i grandi eventi sembrano capitare ai dilettanti volenterosi... Ogni cosa che vidi rimase impressa a fuoco nella mia giovane anima, sebbene le parole non riusciranno mai a descrivere compiutamente quanto da me vissuto.

Fissavo smarrito quel panorama, mi confondevo con esso. La coppia di stelle luminosissime si avvicinava decisamente alla nostra postazione. Mentre le osservavo concentrato, con la coda dell'occhio feci caso di sfuggita ad un fatto che la mia mente non poteva, non voleva accettare. D'un tratto, delle onde mostruose stavano sormontando le montagne tutt'intorno a noi. Dapprima sembrava un ammasso di nuvole, poi si faceva sempre più evidente un'onda immane che scavalcò le cime montane. Il paesaggio mutava velocemente. Ebbi un moto di terror panico. Cercai il braccio di Scandurra. Non riuscivo nemmeno ad emettere un suono. Il cielo diventò nuvoloso e l'onda-oceano coprì tutta la valle in un batter d'occhio a velocità altissima, fino ad infrangersi di poco sotto la piattaforma della torre. Il mare era mosso, agitato da enormi cavalloni che però rallentavano curiosamente, rasentando il bordo del piano dove ci trovavamo, senza sommergerci. Spumeggiavano, ci incalzavano, ma c'era qualcosa che li frenava, solo alcuni schizzi freddi ci colpivano. L'aria s'era fatta pregna di acqua salsoiodica polverizzata. Stavamo in mezzo ad un mare grigioazzurro. Impressionante il rombo sordo di quella massa d'acqua, come un maglio mi colpiva al plesso solare. Il maestro mi strinse il polso e ne ebbi un giovamento immediato di elettricità diffusa in tutto il corpo. Di fronte a certe cose emergeva la mia vulnerabilità, la mia debolezza.
Le stelle si avvicinavano sempre più verso la nostra direzione. E così vidi due lance volanti, che emettevano quel bagliore accecante. Sì, due barche leggere che sfiorarono agilmente la superficie delle acque, come se nulla fosse. A bordo di ogni lancia vi erano due esseri misteriosi in piedi, che ci guardavano. Il cuore mi batteva forte e la mia coscienza si accorciava in un punto piccolo piccolo. A pochi metri da noi, sospesi sulle acque, stavano quattro esseri rivestiti d'una succinta tunica rosso cupo, che lasciava vedere le gambe nude e senza maniche, stretta ai fianchi da una cintura colore dell'olivo. Giovani, dalle sembianze umane, portavano un berretto nero, che sulla fronte si apriva a raggiera e si ripiegava sulla nuca. Con mia evidente sorpresa, uno di loro mi parlò in italiano o almeno così intesi.

  • Rasserenati come la nuova veste che ti ricopre!
Guardai i miei vestiti e con meraviglia mi vidi addosso una tunica blu. Dove erano andati a finire i miei vestiti? Vivevo un'allucinazione? O cosa?

  • È il tuo corpo sidereo – mi fece Scandurra rassicurante – ora stai percependo questo tuo nuovo stato.
  • Ma chi sono? Angeli?
  • Uranidi, per la precisione, soltanto uranidi – mi corresse il maestro.

L'essere che mi aveva parlato fece un gesto universale per invitarmi a bordo della piccola barca. In maniera dapprima maldestra poi, quasi con naturalezza, spiccai un salto ed entrai nella lancia luminosa. Non sentii paura né disorientamento.

  • Approderemo oltre la linea dei mondi, per meglio vedere i tempi che verranno.

Quasi li sfioravo. Erano alti 190cm o poco più. Avevano una pelle luminosa e bianca. Letteralmente bianca. Profumavano di cose belle, anche se non saprei dire quali. Bello l'aspetto, dolce l'atteggiamento. Erano angeli?

  • Riferirai agli uomini. Comunque pochi ascolteranno. Altri navigatori prima di te, hanno visto e riferito. Ti scambieranno per folle o per profeta, l'ennesimo. Siamo esseri provenienti da altri mondi, fatti di forma che governa l'energia, come te.

Quelle frasi mi rinfrancarano. Anche se non erano angeli, sicuramente mi trovavo di fronte ad esseri così progrediti da sembrarlo. Uranidi, secondo Scandurra. Balbettai non so quali parole. Pochi istanti dopo, mentre tentavo di porre qualche domanda, la lancia si oscurò. All'improvviso l'oscurità fu rotta da due linee abbaglianti, che sfrecciavano fino all'infinito, dove pareva si congiungessero in un cerchio potentissimo, che diffondeva fasci di luce dai riflessi d'oro. Le linee partivano dalla nostra navetta sulla quale mi trovavo. Essa però aveva perduto ogni luminosità; ma correva velocemente e sicura sulle acque in tempesta, tutto superando, tutto vincendo.
Dove mi avrebbero condotto gli uranidi? Il mistero avvolgeva la mia vita. Cosa mi avrebbe riservato il destino?

  • L'atlantideo ha formato una forte genìa nel corso degli anni. Hai molto tempo davanti per crescere. Prima di te, altri della talenti si sono immersi nei varchi. Hanno veduto quello che verrà. Saprai descrivere, trasmettere e trasformare la gente che ti seguirà? È un peso conoscere, a volte acceca, perciò gli umani spesso chiudono gli occhi.

Ascoltavo sbalordito. Mi trovavo con esseri cosmici elevatissimi. Sembravano divinità greche o indù. Eppure erano come me, come ogni altro essere umano della Terra. Ogni vivente possiede un'essenza, è ciò che ci accomuna tutti.
Osservai meglio la lancia che mi trasportava. Sembrava più una tavola come quella usata dagli sportivi californiani per cavalcare le onde dell'oceano. Il suo colore era celeste chiaro. La sua base era piana ma semitrasparente. Uno strato, tipo silicone o gomma, lasciava intravedere intricati geroglifici sottostanti. Non capivo come facessero a guidare la navetta. Né comprendevo come potessi stare in piedi, dritto, senza alcuna fatica e senza avvertire la gravità e la forte accelerazione. Incominciammo ad allontanarci dalle acque, e mi sentii ad un tratto come trasportato da una forza sovrumana che mi attraeva. Salivamo a velocità pazzesca. Stavamo lasciando Deya. In quell'universo, gli astri e i pianeti li avvertivo vicinissimi, li vedevo in movimento e la mia mente comprendeva, così naturalmente, come le varie forze, sviluppantisi dai movimenti impressi loro dal Creatore, generassero altre forze, che con i loro contrasti, tenevano sospesi i corpi celesti. Ogni sole o pianeta che incontravamo, emetteva un suono. Guardavo e ascoltavo. Mi commossi. L'infinito azzurro, seminato di astri, mi attraversava. Poi, una domanda scema mi distolse. Come facevo a respirare nello spazio? Lo percorravamo sopra una tavola non più grande di una barca, scoperta, e respiravamo senza problemi. Mi spaventai. Notarono la mia paura, evidentemente. L'altro che non aveva ancora parlato, sorrise e appoggiò la sua mano sulla mia spalla. Provai un tepore strano ma positivo. Gli chiesi quale fosse il suo nome, se poteva dirmelo.

  • Bina, è il mio nome. Mio fratello è Saril-Da. Gli altri due si chiamano Tion-De e Farà. Abbiamo visitato già la tua terra ed è bella. Voi siete così estremi nel sentire e nell'agire. Ho conosciuto degli uomini e delle donne. Ho apprezzato le vostre speranze, compreso le vostre paure. Attendete un segno dal cielo perché la vostra epoca è così povera di futuro. Ma perdonami, tu volevi farmi anche un'altra domanda. Non posso fare a meno di sentirla dentro di te, ma per rispetto rivolgo altrove il mio fuoco.
  • Bina, volevo chiederti come facciamo a muoverci sopra questa tavola e, poi, beh io respiro pur trovandomi nello spazio. Come è possibile questo?
  • Vuoi che ti sveli i misteri degli uranidi, così come ci chiama Scandurra? Non abbiamo divieti né limitiamo la conoscenza a pochi prescelti. Abbiamo donato tutto a tutti negli universi in cui siamo stati, e ognuno ha preso secondo possibilità e fine. Non si può riempire una brocca più della sua capacità, e la sua misura è sempre quella giusta. Talvolta gli esseri dei mondi terreni non hanno cognizione della loro grandezza ma nemmeno della loro finitudine. Ah! Vuoi sapere come ci muoviamo. Conosci di massima come certe civiltà costruiscono le loro navi stellari, come scivolano tra i varchi. Alcune usano elementi naturali seppur trasformati, altre ancora, poche per la verità, hanno raggiunto livelli insuperati. Parlo di materia binomiale, filosofale direbbe Scandurra. Ora tu ti trovi sulla prima navicella interdimensionale costruita dagli ingegneri cosmici. Viene descritta nei libri sacri di tutti i popoli. Non è immateriale come tu puoi ben vedere, eppure il suo stato è sottile. Ha due facce, esterna e interna. È indistruttibile, può essere durissima ma anche fluida. La guida è semplice: c'è un rapporto d'ordine cosmobiologico che collega la navicella al suo pilota. Attraversa i varchi tra dimensioni, perché è in grado di farsi attraversare da essi. Non è in vendita, però.
Battuta regolare. Si fece una gran risata e questo me lo rese umano.

  • Ma allora la Bibbia sarebbe una cronaca che descrive i vostri viaggi nel nostro mondo?
  • Tutte le religioni hanno origine da un'accadimento speciale: una interferenza terra-cosmo. I racconti sulle origini delle civiltà, sono descrizioni puntuali di questi contatti. Vanno però distinte le gerarchie tra i celesti e noi. Entrambi abbiamo comunque assolto a dei compiti elevati per il bene dell'umanità. Noi siamo fatti come voi, forma ed energia, i celesti, invece, sono pura energia. Poi ci sono gli oscuri e come ben sai, perseguono la distruzione dei mondi. Anch'essi si dividono in due manifestazioni, evanescenti e densi. Gli oscuri, diciamo, più densi hanno stabilito alleanze con i titani provenienti dal sottomondo. Gli altri hanno scelto di colonizzare l'anima degli uomini e di deviarne il cammino.

Ero tutto preso ad ascoltare Bina che non mi resi conto che ci stavamo avvicinando all'emisfero della Luna avvolto nella notte. La riconobbi facilmente perché intravidi la nostra Terra, azzurra e bellissima, sospesa sull'orizzonte del satellite. Insomma, avevamo attraversato un altro universo per ritornare dalle mie parti. E senza passare dagli scali. Rimasi interdetto, ma non cercai risposte subito, attesi gli eventi. Mi si offrì allo sguardo un paesaggio grigio, eppure interessante. Crateri qua e là d'ogni grandezza, catene di montagne e pianure, si delineavano nitide in quel sereno tempestato di stelle. Ma quello chi vidi mentre ci avvicinavamo ad un gigantesco cratere, fu qualcosa di stupefacente. Mai e poi mai mi sarei aspettato di vedere una cosa simile lì.


mercoledì 15 giugno 2011

IUS 39




  • Perché collaborano con noi? Perché si fidano così tanto da farci vedere la fine del nostro mondo? O ci vogliono fregare per indurci a cambiare il futuro già scritto?
  • Il mondo non finirà, Angelo, credimi. Si sposterà soltanto. Loro non si fidano di noi né ci sono alleati. In questa guerra cosmica il nemico non sempre è quello che ci sta di fronte, quindi raccogliamo le forze e partecipiamo insieme agli eventi grandiosi che riguarderanno tutti i popoli degli universi, pur mantenendo le nostre posizioni e ragioni. Qui non uccidono l'avversario, magari se lo mangiano per ... beh a loro interessa incasinare le nostre manovre. Fregarci una spoletta che ritengono più utile di altre. Rubarci informazioni su questo o quello... sono stranetti, Angelo, non ragionano come noi, quando ragioniamo... ma non per questo sono stupidamente cattivi. Diffondono il morbo perché magari sbrirciando sui possibili futuri leggono tracce che gli suggeriscono che il male minore è la morte di migliaia di cristiani per evitare il peggio. Hanno la capacità di prevedere disastri, cataclismi, fine di mondi, leggono le tracce del movimento del Tempo e del Kaos e per questo la sanno lunga.
  • Si sostituiscono a Dio, cacchio.
  • Angelo Angelo, ci sono cose più complicate, diverse da quello che ci raccontano sulla terra. Dio? Chi ha creato tutto, ha messo a disposizione ogni cosa. C'è chi si prende la potenza senza chiedere il permesso, chi non la prende per paura di commettere un peccato, chi nemmeno ci fa caso che c'è tutto questa roba a disposizione. Noi non ci prendiamo niente, noi sappiamo abbastanza per farne buon uso e poi bilanciamo tutte le energie in gioco. Abbiamo bisogno anche dei cosiddetti cattivi così come loro hanno bisogno di noi. Perfino gli artefici, gli ingegneri cosmici che hanno costruito le botole tra universi, non hanno potuto fare a meno dell'aiuto di chi li ha traditi. Giuda era l'uomo che portava la borsa, ossia la conoscenza e sapeva quel che faceva, sebbene fosse infame il suo gesto. Alla fine i contrari si riuniscono. Ma i carnefici non vivranno mai assieme alle loro vittime in qualche paradiso inventato dai preti. C'è sempre un codice da rispettare, pure tra opposti. Chi sgarra paga sempre e comunque. Giuda era una superspia in grado di leggere i tracciati temporali. Riuscì a sconfiggere il Sinedrio illudendoli che se avesse consegnato nelle mani della giustizia il Cristo, la sua azione sarebbe stata ridotta e dimenticata. Agli occhi del mondo, Giuda sarebbe lo stesso passato come il traditore di sempre. Da quel momento, invece, è iniziato tutto.

Non mi accorsi della fine corsa. I sei soldati dell'Ombra ci scortarono fuori dalla stanza e ci trovammo dentro un tunnel lunghissimo, pieno di condotti e cavi, sporco di fango e detriti, malamente illuminato da lampade schermate blu. I militi ci precedevano con passo veloce e io stentavo a stargli dietro, mentre Scandurra sembrava pienamente a suo agio in quella fogna. La puzza di escrementi era ai limiti del sopportabile e ciò rendeva ulteriormente curiosa la situazione. Già, perché mi ero immaginato ampi saloni pieni di schermi o chissà cosa altro; macchinari, scale mobili. Insomma, lo scenario era bel lontano da qualsiasi previsione. Chiesi a bassa voce che diavolo di posto fosse quello in cui ci trovavamo. Il maestro ridacchiò.

  • Vuoi conoscere le fondamenta di Babilonia? Vuoi sbirciare oltre le mura del Tempo? Dovrai sempre passare dalle fogne dei mondi. Ci troviamo nei condotti di Deya, dove tutto riposa stagna muore sopravvive strilla trapassa fonde e ritorna come prima. Guardati soltanto da quei topacci neri. Spuntano all'improvviso e azzannano le palle dei malcapitati. Se ti mozzicano non mollano più. Io li chiamo rosicapalle. Brutte bestie, certo, ma che vuoi... pure loro tengono famiglia.
  • Ah! Pure.

Misi in allarme tutti i sensi, soprattutto accesi il bagliore. Continuavo a non capire. I condotti, il Tempo, Babilonia. Il tunnel deviò ad un certo punto verso sinistra. Stesso spettacolo. Intrigo di fili, tubi e merda in quantità industriale. Poco distante dai soldati una cosa, una bestia scura delle dimensioni di un cane di taglia media scappò fuori dalla melma e si diresse velocissima verso il primo. Scandurra emise un suono basso e poi un altro stridulo e il rosicapalle sgattaiolò – non conosco un verbo per il topo – verso il soffitto del condotto per poi imbucarsi in un pertugio che non avevo notato prima. Il capo del manipolo ringraziò il mio maestro in un italiano stentato ma comprensibile. Ma il pericolo non era ancora finito. A circa cinquanta metri, un branco di quelle bestiacce si dirigeva con passo di carica verso di noi. Caspita, da dove erano sbucati? Guardai con speranza Scandurra. I soldati si fermarono e seppur armati rimasero come bloccati. Forse non potevano far fuoco dentro quel condotto e si girarono anch'essi speranzosi verso il maestro. Evidentemente ne conoscevano le doti, non lo so, ma non c'era molto tempo da perdere. Alloro il fruttarolo di Viterbo si fece strada tra i soldati e fece un cenno con la mano di accucciarci. Una scarica elettrica azzurroverde luminescente, un suono di basso profondo e via. Ci trovammo tutti carponi in un altro tunnel, sempre maleodorante ma libero da ospiti indesiderati. Scandurra aveva aperto e chiuso una botola occasionale, di quelle che trovava sempre e comunque.

+ + +

1. A proposito della capacità speciale di Scandurra di attraversare o, come direbbe lui, di scivolare da un posto ad un altro violando i limiti di spazio tempo ed energia, credo meriti qualche approfondimento. Sarà non di poco conto tentare di racimolare piccoli elementi per poi inserirli in una qualche inquadratura concettuale. Non sono in grado, per la verità, di elaborare un teorema generale che includa il meraviglioso. Forse non è proprio possibile circoscrivere ciò che non può essere legato. Carpisco qualche frammento qui e là dalle imprese del maestro e da quanto mi concede. Non posso nemmeno pretendere di usare i parametri della ragione per cose che vanno oltre ogni ragione umana. Blaise Pascal a tale proposito ci ricordava che il cuore ha ragioni che la ragione non conosce. Persino sui foglietti acclusi nei cioccolatini Baci Perugina, si trova questa massima fondamentale, sebbene usata in ambito sentimentale. La Realtà, quella immensa, non può essere inclusa da nessuna teoria esauriente. Ci confidava Scandurra che a volte riusciva a far cose che andavano ben oltre i suoi mezzi. Ci riusciva e basta. Era l'intuizione, l'illimitata sapienza racchiusa nel non sapere. E per quanto riguarda lo strumento principe delle immersione nei varchi interdimensionali, la spoletta, beh, le notizie su di essa non erano mai esaurienti. Scoprivamo sempre qualcosa di nuovo sulle sue caratteristiche e significati.
Ogni spoletta è un mondo a sé. È un pò come guardare dal buco della serratura di una stanza contigua con leggi e situazioni uniche. Dal buco della serratura si vede la Natura in tutta la sua vastità e meraviglia, perché il buco è nella Porta di Giano, la quale non immette in una stanza vicina, ma nell’altra metà della stanza intera della manifestazione materiale, di cui la nostra mezza stanza è quella del mondo sensibile. L’Universo è bilocale. C'è un filo dal quale è possibile riaggomitolare gli eventi.

2. Entriamo proprio nel cuore della missione. Del senso ultimo della nostra storia. In quegli anni Settanta di apprendistato e di consapevolezza crescente al seguito di un maestro insolito, forse unico, sicuramente sconosciuto; in quegli anni di rivoluzione underground vera o presunta che divampava in tutto il mondo, da una bottega di 'frutta e verdura', in quel di Viterbo, avvenivano trasformazioni. Le informazioni che stavamo mano a mano acquisendo, non potevamo capire fino in fondo quanto valessero, quanto potessero tornarci utili. Era un impresa ardua ricucire tutti i dati in una trama leggibile. L'anonima talenti si stava formando nostro malgrado. Le esperienze dei singoli erano patrimonio di tutti. Un passo che facevo io, portava avanti tutti e così era per gli altri. Un fascio di forze benigne nei gangli del sistema dei mondi. Non era soltanto la nostra terra ad essere schiava di potenze occulte. Certe trame coinvolgevano tutti gli universi. Uno spiraglio di luce acceso quaggiù, riverberava ovunque. La responsabilità delle scelte che ogni uomo è portato a fare, è enorme. Oltre ogni immaginazione. Pochi se ne rendono effettivamente conto.

3. I tempi ultimi che stiamo vivendo, non sono la continuazione scalare dei precedenti: come una linea retta che proceda stancamente verso chissà quale futuro. No, la cesura epocale ci nasconde impreviste manifestazioni, macrocosmiche e individuali. Il futuro rimanente si insinua nei nostri sogni come se la mente, di notte, compisse ricognizioni lungo la quarta dimensione. Come si insinua? Con un segnale che ci avverte anche in pieno assetto diurno della coscienza, malgrado ci troviamo risucchiati dalle correnti samsariche, dal contingente, dal transitorio. Un segnale imperioso, un richiamo, che irrompe dal profondo e si modula in svariate maniere, la più tenue delle quali è rappresentata dal presentimento immotivato che 'qualcosa sta per succedere'. Non tutti i presentimenti hanno valore precognitivo; ma in molti casi la correlazione con l'evento epocale della fine dell'anno 2012 è innegabile. Non mi sorprende se a fronte di tali fenomeni insoliti, metapsichici, l'establishment culturale è irridente e scettico. Del resto è ostile ad ogni pensiero innovatore, tanto più se noi, 'fuori dal coro', sosteniamo che il futuro spiega il passato. Cosa volete che pensino i depositari della scienza ufficiale su le crisi di angoscia e paura che assalgono moltissime persone e che riguardano la fine di un mondo: fobie, nevrosi, fughe dalla realtà, sarebbero le diagnosi. C'è uno stretto rapporto tra nevrosi e premonizioni. Se da qualche parte tuona da un'altra lampeggia. Il futuro di ciascuno di noi è registrato nelle profondità della coscienza. Lo sperimentiano ogni giorno. La vita stessa è formata in buona parte di contatti con la realtà futura, spesso sono contatti furtivi, sovente inavvertiti. È la mente cosciente che tende a difendersi e li mette fuori legge. Se così non fosse, il presente e il futuro tenderebbero ad accavallarsi disordinatamente anche sul nostro schermo mentale diurno, e non sarebbe l'ideale per condurre la propria esistenza in un mondo a tre dimensioni, dove il tempo viene vissuto istante per istante, mentre l'attenzione si focalizza in continuazione sul mondo circostante e su ciò che esso pretende da noi che si faccia. Alla luce della problematica extrasensoriale è inevitabile adottare un antico e quanto mai attuale concetto magico, secondo cui noi viviamo due vite in parallelo. Una sul piano tridimensionale e terrestre, dove tutto appare soggetto alla legge di causalità e condizionato dalle localizzazioni e limitazioni spazio-temporali. Un'altra che si dispiega nelle dimensioni superiori dell'universo, le quali sono inaccessibili alla mente cosciente e si sottraggono per loro stessa natura a quelle limitazioni. Quel tipo di realtà superiore si inserisce ogni tanto nella nostra; e quando si inserisce, detta legge.

+ + +

La puzza che emanava quel luogo era veramente insopportabile. E proprio per questo motivo i soldati avevano indossato delle mascherine trasparenti che gli coprivano bocca e naso. Ci feci caso soltanto in quel frangente. E noi? Ci dovevamo sorbire quei miasmi fetenti, forse pure tossici? Scandurra intuì il mio reclamo.

  • Respira profondamente tutta la puzza del posto, fa bene per l'asma.
  • Ma io non soffro di asma.
  • E se un giorno ti dovesse venire?

Mi sfotteva come al solito. Perché non sfruttavamo i poteri di trasferimento istantaneo del maestro per spostarci senza il rischio di incontrare pericoli? Me lo chiedevo spesso, ma sarebbe stato inutile pretendere una sua risposta. Intanto il tragitto incominciava a farsi sentire sulle gambe. Mi dolevano gli stinchi. Eppure credevo di essere allenato; mi ritenevo un discreto sportivo, ma sembrava che in quella dimensione andassero riviste pure le certezze acquisite.
Improvvisamente ebbi la curiosa sensazione che qualcuno ci seguisse. Paranoia frutto di anomalie magnetiche? Eppure... dovevo urgentemente voltarmi e così feci. A non più di 40/50metri, un tizio effettivamente ci seguiva senza produrre alcun rumore. Sottovoce avvertii Scandurra di quella presenza. Lui mi sussurrò che avevo fatto un buon lavoro accendendo i sensi, per il resto non mi dovevo preoccupare, ché la strada era di tutti. Cominciai a respirare affannosamente quando i soldati si fermarono. Il condotto ebbe come uno scossone per poi inclinarsi di 45gradi verso destra. Non avvertimmo però la pendenza: eravamo tutt'uno con l'ambiente che ci conteneva. Poi, ebbi la sensazione che tutto ruotasse lentamente di 90gradi verso sinistra. Sembrava essersi stabilizzato il tutto. Un rivolo di sangue uscì dal mio orecchio destro e mi colò giù fino al collo. Mi spaventai, ovviamente. Il maestro mi prestò il suo fazzoletto; somigliava a quello di un carrozziere dopo una giornata di lavoro.

  • Ma è sporco, Scandurra. Mi verrà un infezione.
  • Quello che non strozza ingrassa.

Cercai un lembo pulito, invano, e mi detersi il sangue. I soldati nel frattempo ci avevano circondati assumendo una posizione di protezione. Non riuscivo ad immaginare cosa dovevo aspettarmi. O chi ci avrebbe raggiunti? Le lampade cominciarono a pulsare ad intermittenza, per poi cambiar di colore: giallo, verde, rosso, azzurro, blu. Ad ogni colore si univa un suono diverso. Poi, il silenzio e il buio. Non più di 30secondi e si aprì sopra di noi il soffitto e fummo elevati verso l'esterno, verso un cielo al tramonto, rosa rosso viola. Ci trovavamo su di una piattaforma circolare posta sopra un pinnacolo altissimo, forse di 10km.. Un forte vento freddo ci colpì senza ritegno. Il panorama cieloterra era grandioso. Cime altissime di montagne blu e rosso ci circondavano imperiose e noi stessi poggiavamo su di un rilievo non meno eminente. Non vi erano segni viventi espliciti ma poi comparvero a ore tre, due grandi stelle affiancate, splendenti, che sembravano aspettarci chissà da quanto. Non erano però finite le sorprese. Nell'aria c'era un non so ché di strano, un senso di attesa imminente. Di cosa? Non riuscivo a figurarmi niente di possibile, in quell'universo incredibile.

  • Angelo, registra tutto quello che vedrai. Quando sarai un uomo maturo, dovrai parlarne a chi sarà in grado di ascoltare su quanto vedrai da adesso in poi. Poco importa se ti crederanno. Conta ri-trasmettere l'energia scaturita dalle fondamenta del cosmo. Si è destinati a cose non riconoscibili subito, ma tempo verrà che tutto sarà più chiaro, evidente. Sarebbe meglio che gli uomini facessero un atto di fede per riconoscere la verità. Credere per conoscere. Predisporsi internamente. Aprire la porta. Poiché ciò che avverrà non attenderà i ritardatari. Te e gli amici della talenti, sarete chiamati ad un lavoro sottotraccia, cioè quello di ripristinare il ponte sulla Via Lattea, di modo ché la gente farà provvista di vastità.




giovedì 2 giugno 2011

CORRADO MALANGA, COLLABORAZIONISTA SUO MALGRADO



Secondo Corrado Malanga, demoni e dèi sono alieni. Respingendo la tesi di tutte le religioni e metafisiche, secondo le quali la Luce contrasta per sua intrinseca natura le Tenebre, l'ex ricercatore del CUN convalida acriticamente quanto sostenuto dagli addotti: demoni e divinità rendono schiavo l'uomo da sempre. Il Malanga ritiene che gli alieni trovino alloggio soprattutto dentro la nostra coscienza (e questo potrei pure condividerlo); che l'ipnosi regressiva può diventare l'arma letale nella battaglia contro gli alieni (al contrario, è la porta aperta ai ladri); che il sistema politico fa di tutto per insabbiare le sue analisi e ricerche (non più di tanto); che la Chiesa di Roma si rende complice del Nuovo Ordine Mondiale (preti che tradiscono ce ne sono, eccome). Per lui i fenomeni di adduzione sono fondamentali, centrali per risolvere l'enigma dei dischi volanti. Uso tale espressione obsoleta sia per nostalgismo, che per riportare gli eventi aerei inesplicabili agli albori dell'ufologia, nei termini che assunsero con le due principali ipotesi interpretative: 'viti e bulloni' e parafisica.
Il lavoro certosino di Malanga sui racconti degli addotti, lo ha portato verso lidi pericolosi, forieri di conseguenze disastrose per lui e per gli altri. Desume dalle sue sedute di ipnosi, principii e dottrine che ritengo devastanti e dissolutive per la già traballante struttura psicoanimica dell'uomo. Senza un minimo di discriminazione, di salutare dubbio, beve incautamente tutto quello che fuoriesce dalle gole profonde dei suoi soggetti. Non si rende minimamente conto del danno che sta facendo, perché è ignorante di metapsichica e di occultismo. Perché trovata una pista, non si è mai domandato se fosse un dono greco – cavallo di Troia docet.
Non voglio però dilungarmi sui moventi che hanno spinto Malanga ad imbarcarsi in questa avventura senza guida sicura, senza equipaggiamento e senza mappa. Credo utile affrontare il problema in profondità e ampiezza. Spero che Malanga legga questo post e mi risponda, meglio ancora, che rifletta un attimo sulla strada che ha intrapreso.


Ripeterò concetti già espressi nel blog, ma ripetere non è mai dannoso. Qualcuno potrebbe rilanciare su di me le stesse critiche che io rivolgo a Malanga sul piano metodologico, ma se fate un po' di attenzione scoprirete che certe cose risuonano al di là dei ragionamenti, della dialettica e delle formulazioni più o meno ben espresse.


  • È sperimentato (forse è meglio credermi sulla parola) che potenze avverse all'uomo - i saturniani insieme ai loro referenti terrestri - hanno rievocato sugli altari della modernità demoni arcaici e planetari da almeno due secoli, mascherandoli nelle forme più impreviste.
  • La più efficace strategia adottata da tali potenze, concerne la liberazione dell'inconscio attraverso i più disparati strumenti che vanno dalla psicanalisi alle droghe, dallo spiritismo alle ascesi invertite, fino all'uso di soggetti definiti 'addotti'. Obiettivo principale di questa azione, è la sovversione delle gerarchie dell'uomo interiore: l'intelligenza, la volontà e il sentimento.
  • Dall'inizio del kali-yuga albergano più o meno incontrastate forze immonde che dormono nella nostra psiche, nel corpo e nel sesso. Esse sono numina, presenze divine ma di segno negativo, che se risvegliate torneranno a dominare sul mondo.
  • È bene ribadire un concetto: le entità immonde, per manifestarsi nella maniera meno spettacolare ma più subdola, hanno bisogno di un medium. È necessario che il soggetto si trovi in uno stato crepuscolare di coscienza, spontaneo o indotto. Più la vigilanza è attenuata e più possono insinuarsi gli spettri, i parassiti della mente, che assumeranno identità via via diversificate, vestendosi degli abiti idonei al milieu culturale, sociale e storico.
  • Il nuovo medium, l'addotto, è una città assediata senza più porte.
  • Il passato arcaico del mondo, può rappresentare il più grande pericolo per il presente, a causa dell'ignoranza e della curiosità infantile di quegli scienziati alle prese con insediamenti monumentali di civiltà colluse con i saturniani. Per fare un esempio tragico: l'apertura di tombe protette magicamente al solo fine archeologico, è la prova dell'improntitudine umana di fronte all'ignoto profondo.
  • La personalità umana non è una roccaforte imprendibile: può essere occupata, invasa, assoggettata da intelligenze e volontà estranee dagli intenti sempre spregevoli.
  • Le entità che si sovrappongono alla coscienza dell'addotto, sono le stesse che si camuffano da spiriti dei defunti nelle sedute medianiche, grazie alla possibilità praticamente illimitata che hanno, di attivare i residui psichici e di pescare nel serbatoio inconscio.
  • L'ipnosi regressiva che Malanga assicura essere la chiave di accesso alla verità, funge da rituale necromantico, un mezzo potente per far accostare all'uomo le forze che lo sovrastano. Le forze in questione fanno parte di quel grande pantheon che racchiude innumerevoli entità distinte dai soggetti-addotti e pronte ad assumere il ruolo di suoi ospiti transitori o permanenti.
  • È decisamente pericoloso farsi attrarre e trascinare nell'orbita di forze e potenze che non si possono dominare. I riti magici, se si rivelano efficaci hanno effetti assai diversi, a seconda della zona dell'universo psichico – che va dall'infrarosso all'ultravioletto – con la quale tendono a stabilire il collegamento. I riti sacri si indirizzano in alto, verso la luce; gli altri, quelli stregoneschi, pescano nelle torbide zone sottostanti, che digradano dalla penombra fino al buio più fitto.
  • L'estasi ci porta verso l'alto, mentre ogni stato di coscienza che limiti la nostra libertà di scelta, non può che condurci verso l'abisso.
  • Gli invasamenti che subiscono gli addotti, sono scaramucce tattiche che gli oscuri, nel corso della guerra cosmica, accendono qua e là a scopo puramente diversivo, per distogliere l'attenzione dalle manovre strategiche che stanno compiendo. Infiltrando i loro incursori nel nostro territorio, usano l'arma della propaganda per indebolire le resistenze naturali e le credenze dell'umanità.
  • Malanga è convinto che l'uomo da solo, con le proprie forze, possa ergersi in mezzo alle rovine del mondo, scoprendo il divino dentro di sé, senza bisogno di dèi o avatar. Tale posizione denuncia una sorta di drammatica ingenuità di fondo, mista ad un superomismo di ritorno che ha portato gli uomini, nel corso degli ultimi secoli, ad infrangersi contro il muro del tempo e della storia. Non possiamo svincolarci dal divino creatore, non possiamo disconnetterci dalla fonte originaria, senza svuotarci e piegarci. La spiritualità del 'fai da te', tipica dei piazzisti americani del potenziale umano, poi deve tener conto della realtà nuda e cruda dell'esistenza. Siamo sì liberi di scegliere la strada da percorrere, l'eterno che è in noi promette sviluppi incredibili, ma guai a credere di poter fare a meno della sorgente da cui tutto proviene. Se ci priviamo dell'afflusso di luce permanente che proviene dall'Origine, diventeremo opache presenze come quei 'grigi' senza anima che svolazzano nei nostri cieli. Scandurra mi faceva sperimentare il risveglio del lumen, ma mi rammentava: - Ricordati sempre l'inventore.

    NON ENTRATE IN QUELLA PORTA

    SENZA VIA NESSUNA META

    SBAGLIA KRISHNAMURTI QUANDO CREDE DI POTER FARE A MENO DELLA TRADIZIONE E DELLE VIE DI ACCESSO ALLA VERITÀ

    LE RAZZE ALIENE SECONDO MALANGA: IN REALTÀ SONO MASCHERE CARNEVALESCHE CHE NASCONDONO LO STESSO MODELLO

    L'ETERNA TENTAZIONE DELL'UOMO

lunedì 23 maggio 2011

IUS 38



Le mura apparivano più alte di come le ricordassi. Il senso di impotenza nel trovarmi lì, fu forte. Non avrei dovuto provarlo, eppure mi sentii fragile in quel contesto così immenso, alieno, dove camminavamo a fianco di una potenza oscura inimmaginabile. Non capivo. Era considerato il nemico di quell'universo, un pericolo per tutti gli abitanti di Deya. Il nostro più temibile avversario. Invece che succedeva? Scandurra dialogava e scherzava tranquillamente con lui. Certo, aveva sabotato l'aeronave, tuttavia sembrava tutto così surreale. Mi ricordava le gesta dei cavalieri Templari che di giorno combattevano ferocemente contro i saraceni e poi, di notte, i rispettivi stati maggiori si riunivano a discutere di metafisica e geopolitica. Come i ladri di Pisa. Il giorno litigavano e di notte andavano a rubare insieme.

Un soldato dell'Ombra si avvicinò, porgendo al suo capo con deferenza assoluta una brocca rossomarrone. Lui la passò a Scandurra che la avvicinò alla bocca e ne bevve il contenuto, poi toccò a me. Pesava ed era ruvida. Conteneva dell'acqua.

  • Bevila Angelo, è acqua di stelle, distillato di guazza cosmica.

La bevvi. Frizzante, fresca, saporita e leggerissima. Ecco, non ne sentivo il peso sul palato. Acqua. Già. Ma gli effetti dopo qualche secondo non erano quelli di una gazzosa. Certo che no. La testa cominciava a girarmi come una trottola. Poi, avvertii una bella scarica elettrica che mi rimise in tono. Cacchio, un toccasana corroborante. Strano: avevo la sensazione di essere riempito d'acqua dalla testa ai piedi.
  • Dobbiamo recarci di nuovo a Deya. Cose grosse in vista, Angelo. Vedrai in prima fila come muore un mondo.
  • Quale mondo?
  • Il nostro.

Scandurra con quel suo modo di raccontare le cose più incredibili come se stesse elencando la lista della spesa, mi rimise in agitazione. Del resto stavamo in trincea, sebbene non comprendevo bene contro chi combattevamo. Intanto l'Ombra si era dileguata, forse questo era il termine giusto, o più semplicemente non me ne ero accorto. Il maestro mi fece cenno di seguirlo al centro della piazza d'armi. Lì, sarebbe atterrata l'aeronave che ci avrebbe condotti alla città-labirinto.
Percepii una pressione sulla testa. Ed ecco atterrare una specie di vascello senza vele ed alberi, che per il resto sembrava dover salpare da qualche porto marino. Ricorreva, evidentemente, in quell'universo la forma 'a nave' per le astronavi. La forma rivela la funzione. In fondo si navigava sempre. Una passerella come una lingua ci permise di salire a bordo. Due militari ci fecero accomodare in una stanza quadrata, di simil-legno con una simil-finestra che occupava tutte le pareti e che ci permetteva di ammirare il paesaggio. La televisione a pannelli era così realistica da farci sembrare di stare all'aperto, sul ponte della nave. La giornata era splendida, i boschetti si alternavano ai laghi e alle colline, come in un plastico ideale.

  • Scandurra, non riesco a capacitarmi. Ma con chi stiamo? L'Ombra è un demonio da tenersi alla larga o dobbiamo farci pace?
  • Negoziare, innanzitutto. Romperci a vicenda il c*** non aiuterà nessuno. Non sappiamo tutti gli esiti delle nostre azioni. Siamo legati a tutti e a tutto, in una rete intrigata. L'Ombra? È potente, eccome, ha mire di dominio, certo, ma c'ha un codice pure lui. Non è lo stesso degli altri popoli, comunque ci si può mettere in equilibrio. Un peso noi e un peso lui. Bilanciare, sì, questo dobbiamo fare. Qui non dobbiamo fare la gara a chi ce lo ha più grosso, come spesso accade sulla Terra anche tra i più inteligentoni. Bilanciare i contrari.
  • Mi sembra di aver capito che andiamo a vedere come muore la nostra Terra? Allora non ci ritorniamo più? Ma come?
  • Non è cosa di adesso, sebbene da millenni il Tempo ha iniziato a scorrere più in fretta. Così ci siamo avvicinati al suo esaurimento. L'inverno dell'anno 2012 sarà particolarmente caldo.
  • Maestro, vorrei comprendere cosa intendi per fine del mondo. Le religioni annunciano delle cose, la scienza dice altro ancora. In base a cosa si crede...
  • Angelino mio, credo che sia giunto il momento di chiarire o di velare. Se ci troviamo qui è pure per vedere come andranno le cose. L'umanità e la natura sono legati allo stesso destino.
  • Quale destino, Scandurra?
  • Si trasformeranno entrambi in luce e pura forma. Non sarà però un fatto meccanico. Dall'ordine dentro di me dipende quello del mondo attorno a me. Se divento pura e infinita luce, la materia che mi circonda muterà allo stesso modo.
  • Come posso diventare pura luce?
  • Il tuo carattere darà forma al tuo destino. Se porti la lunghezza d'onda del tuo cuore verso l'alto, la vibrazione, la frequenza si riduce in basso, questo processo risuona nella natura tutta.
  • Se pecco, quindi...
  • Ah, i peccati. Dipende. Essi ti ispessiscono a volte e così rendono più erta la realtà. Disfunzioni nell'ordine delle cose. Dalla luce provengono i migliori frutti. Cioè, sono le cose buone, vere, giuste. È la Vita, quella con la vi maiuscola. Tu mi chiedevi ragione sulla mia, diciamo, amicizia con l'Ombra. Ebbene, solo se separi la luce dalla tenebra, cioè se capi [spicchi] il frutto dalla buccia, è possibile che tutti e due risorgano nel seme. Tu, io, tutti, il frutto e il guscio, saranno riuniti, riassorbiti nell'origine comune: il seme. Per giungere a tale immane impresa, non spegnere mai il lumen. Esso deve divampare, come fuoco. All'inizio è fumoso. Progressivamente, da fumoso diverrà lucente, come progressivamente l'anima da acquosa diventerà oliata.
  • Qual'è il modo migliore, la tecnica per raggiungere questo stato?
  • Devi diventare come il mormorio dell'acqua viva di sorgente. Come il movimento delle foglie di un albero pennellato dal venticello d'estate. Adesso divento pure poeta, stai a vedere. Vivi scorrevolmente. Questo è pregare. Questa è purificazione. Scorri dalla pancia, non dal cervello. L'acqua di vita deve emergere dal plesso solare. È la presenza. Falla sgorgare dal cuore, dalle viscere.
  • Maestro, se dovrò affrontare dei pericoli effettivi?
  • Tutto ha una forza, o la afferri o la eviti, perché contrastarla?

Atterrammo su di una piattaforma circolare, posta sul fianco di un palazzo altissimo, in pieno stile gotico – sembrava il Duomo di Milano - nel bel mezzo di Deya. Ci fecero scendere e poi entrare in una stanza legnometallo e tutto il palazzo cominciò a muoversi.

  • Grazie all'acqua stellare, non sentiremo la velocità di entrata nei piani interni. Ci schiaccerebbe altrimenti.
  • Ma come mai è tutto lo stabile a muoversi? E poi, perché non usare le nostre spolette?
  • A loro piace fare le cose in grande. Noi abbiamo la bottega a Viterbo come interscalo. Quando sei invitato, bisogna rispettare le consuetudini della casa... a volte. Eh, eh, eh...
  • Ci faranno vedere la nostra terra come finirà?
  • No. Soltanto gli ultimi battiti della Via Lattea, prima di spostarsi...
 
Entrare nella Luce.

Il Tempo sta finendo.

Iside governa sotto mentite spoglie.

David Icke lontano dai riflettori.

Senza vergogna.

martedì 10 maggio 2011

IPOTESI DI COMPLOTTO




''Loro immettono nell'acquedotto urbano il fluoro che indebolisce la volontà e rende schiavi del potere. Loro collezionano il seme dei padri dei vincitori di premi Nobel e lo conservano ibernato, per creare al momento giusto una razza eletta. Loro hanno scatenato la guerra del Vietnam per via d'una scommessa tra Howard Hughes e Aristotele Onassis. Loro conoscono il legame tra Oliver Stone e George Bush.'' Jerry Fletcher tassista paranoico nel film 'Ipotesi di complotto', di Richard Donner.

Serve ancora disquisire se sia in atto un complotto o se tutto avvenga per forza di cose ed eventi?
È sufficiente attenersi ai dati di fatto spurgati dalle ideologie. E il dato che balza agli occhi di chi sa vedere è che un'élite di tecnogoeti sta operando senza sosta per sostituire le categorie mentali esistenti con altre, di origine controllata. Queste nuove categorie sono antitetiche a quelle della nostra civiltà. Anzi, sono anti-umane. Aliene. Però c'è chi complotta anche inventando complotti, in un gioco infinito di scatole cinesi.

ESOTERISTI DI PROFESSIONE
Alcuni neo-gnostici si cimentano nella difficile arte dell'interpretazione dei fatti di cronaca, privi però di sistemi di riferimento robusti e sperimentati. Interpretare i segni è arte assai speciale e difficile, tanto più se l'ideologia ne contamina la lettura. Sulle tesi di questi sedicenti esegeti della Realtà, dottori dell'invisibile, piazzisti del thelema-tico, mi sono già espresso, ma non mi sottraggo comunque alla sfida di analizzare gli ultimi accadimenti, anche per tentare di dare qualche strumento utile, meglio, portare alla vostra attenzione la necessità di una visione globale, una griglia interpretativa della storia senza la quale ci perderemmo in mille ipotesi, teorie, profezie. Peccherò di superbia, ma mi imbatto troppo spesso nelle tirate parolaie di 'esoterici' dell'ultima ora, ufologi ipnotisti, nichilisti di ritorno, atei alla Cacciari che insegnano teologia, epigoni di Mike Plato che straparlano di cose soltanto lette e mal digerite, insomma, mi riferisco a quei praticoni dell'oltremondo che dopo aver fatto incetta di libri di Guènon, Scholem, Jung, pretendono di discettare di arconti e cicli cosmici e poi, guarda il caso, si riducono a praticare lo sport nazionale di attaccare Silvio Berlusconi, a loro dire pericoloso massone e dittatore d'Italia, vero e proprio demiurgo malefico che starebbe dietro ad ogni nefandezza. In questo curioso mestiere più culinario che filosofico, altri ingredienti fanno parte del piatto servito su tanti siti web, dove la denuncia di complotti e trame nere diventa l'unica ragione sociale: l'agenzia di intelligence americana nota come CIA, insieme all'FBI, la NSA, il servizio segreto israeliano Mossad, rappresenterebbero gli esecutori implacabili, con ogni tipo di licenza, nel piano del Nuovo Ordine Mondiale. Troppo vero e scontato per essere così.

INFORMAZIONI QUASI VERE, ANZI FALSE
Ora, mi si potrà imputare di tante cose, non certo di intelligenza col nemico; però, dobbiamo metterci d'accordo su chi sia il nemico. Non basta seguire le news su Sky, per credere di avere a disposizione i meri fatti. Il padrone di Sky non è un missionario né un volontario dell'esercito della salvezza. È un plutocrate finanziatore di candidati-presidenti, un monopolista dell'informazione che insieme a Bill Gates, altro noto boy-scout dai buoni sentimenti, arraffano tutto quello che gli capita a tiro. I loro scopi però non riguardano solo i profitti. Un altra centrale di informazione che si definisce indipendente, è il canale satellitare Current. Ebbene, basta seguire i suoi programmi per un giorno e vi accorgerete facilmente che aria tira: l'ideologia. L'elenco è lungo. Di fonti a bassa indipendenza che si reputano libere ce ne sono molte e collocabili in tutte le categorie del politico. Non esiste una informazione libera e men che mai corretta, ficchiamocelo bene in testa. Scandurra mi ha insegnato a cercarmela da solo la verità. È impresa difficilissima, spesso pericolosa e da pochi perseguita.

Tiene banco sui giornali e in tivvù, la morte vera o presunta dell'orco Bin Laden, ad opera di una squadraccia di super-soldati statunitensi. Negli States hanno esultato, mentre in Europa c'era già chi dubitava. Oramai non ci si fida più delle agenzie stampa, dei portavoce presidenziali, dei tg. Ci potrebbero pure mostrare il barbuto terrorista dilaniato dai colpi di mitraglietta, tanto penseremmo che si tratti di trucco e parrucco digitalizzato da photoshop, quindi la solita 'patacca' made in USA. L'11 settembre fu data da ricordare non solo per gli innocenti ammazzati, ma anche per tutta una serie di ipotesi di complotto che mano a mano comparivano su internet e che denunciavano la stessa amministrazione Bush jr., quale mandante dell'attacco terroristico alle Torri Gemelle di Nuova York. Quelli che dicono di saperla lunga, hanno incolpato la lobby ebraica; altri c'hanno visto lo zampino di alieni fetentoni o dell'uomo-falena che passava da quelle parti. Per me... migliaia di uomini donne e bambini hanno trovato la morte in modo tremendo. E questo è un fatto. A tavolino è stato pianificato tutto: sia un piano A che un piano B per ogni eventualità. Gli attori erano collaudati. Il regista non parlava inglese. Il produttore era poliglotta.

L'ultimo decennio che ha visto una crisi galoppante dell'economia e della finanza occidentale; l'emergere di India e Cina come paesi risorti dall'oblio del medioevo la prima e dal comunismo maoista la seconda, e in grado di contendere e superare l'egemonia USA sui mercati internazionali e di comprarsi i debiti di alcune nazioni europee; l'ultimo decennio è stato pure il tempo della guerra al terrorismo di matrice islamica, o meglio, di un certo fondamentalismo bombarolo. Ecco, questa succinta disanima ce la potrebbe raccontare Bruno Vespa, con qualche distinguo pure il tribuno Santoro la confermerebbe, sicuramente la ascolterete 'pari pari' sulla CNN. Ma è la lettura della realtà?

QUELLI DEL MURO
Quando ci mostrano nei notiziari la diretta dell'apertura della Borsa di Wall Street, dove quei cojoni in doppio petto applaudono, assistiamo in realtà ad un vero e proprio rito magico che incarta e incanta il mondo. Lì c'è più di quanto si immagina. In quegli applausi c'è il cerimoniale per cui si innescano schemi di energia per intrappolare l'umanità; dopo ogni apertura del circuito si consumano crimini di ogni sorta, intrighi internazionali, mattatoi. E tutto questo in presa diretta, dove volti gaudenti ti prendono per il c*** senza mascherarlo nemmeno. In quei pochi secondi abbiamo una informazione vera, senza filtri né manipolazioni, molto più oggettiva di mille servizi redatti da giornalisti free-lance, più dei documentari di History channel o di NatGeo, più delle puttanate di Piero Angela o della propaganda progressista dei sinceri democratici Fazio/Saviano. Sì, amici del blog, la storia non è un almanacco del giorno dopo, ma un cerchio sovrastrutturale che ci piscia tutti in testa. Scusate il francesismo.

Una curiosità. Nelle vicinanze dell'edificio di Wall Street, al n. 8 di Broad St., si trova presso un grande palazzo sede del cambio valori di New York una piccola biblioteca, attigua ad un locale adibito a mostra permanente dedicato alla storia della Borsa. Per entrare nella biblioteca non ci vogliono pass o abbonamenti, bisogna conoscere una parola di passo che cambia ogni ora e riferirla ad una specie di portiere. Si legge sulla minuta insegna posta sulla porta, che la biblioteca è aperta soltanto un'ora al giorno, festivi inclusi, dalle 23.00 alle 24.00. Sembra una burla o forse è uno scalo. Chi detiene le parole d'ordine e perché è tutto così riservato, non ci è dato sapere almeno a livello ufficiale. La biblioteca c'è ma non si sa perché.

POTENZE DELL'ARIA E DELLA NOTTE
Il mondialismo attraverso la fabbrica del consenso e all'industria culturale, crea nuovi paradigmi che sostituiscono le nostre visioni tradizionali, così da renderci permeabili a ricevere le notizie dalle fonti ufficiali, e per non lasciare nulla al caso, istituiscono pure un fronte di informazione alternativa al sistema per meglio fregarci. In fondo è la sempreverde magia nera, quella che muove le potenze dell'aria, l'arte usata dalle guide del tramonto con i loro servi, quelli del Muro. Simboli convenzionali come il denaro sono i nuovi talismani, molto più efficaci di quelli dei grimori perché a diffusione globale e la quantità, lo sapete, ha il suo peso. Ma dietro a queste tattiche vi è un quadro d'insieme che spesso si perde di vista. Le potenze dell'aria hanno bisogno, per manifestarsi sul piano psicoanimico, di medium consapevoli o meno. Il nostro mondo è diventato ormai come una casa priva di imposte: da quelle aperture possono irrompere pioggia, vento, tuoni e fulmini. Il quinto elemento sarà determinante per l'imminente Varco 2012.

Ci sono due tipi di verità. Quella ovvia, che cade sotto i nostri sensi e quella intangibile, indimostrabile secondo i parametri ordinari. La tangibile è facilmente deformabile, subisce il messaggio, l'immagine, l'idea. Quella invisibile non è meno reale ma è più sottile, è tangente alla nostra comune percezione ma ci parla dentro, comunque, anche se abbiamo perso la facoltà di sentirla e di capire che cosa muove il tutto. Bene, la verità diciamo così occulta è meno labile, meno trasformabile, lì è più chiara la manifestazione, nascono le cause degli eventi, si mette a nudo l'esistente. Dietro i fatti e gli uomini si muovono forze, archetipi, di diversa polarità e concomitanti. Per ogni cosa c'è il suo archetipo, guerra, amore, gioia, dolore, liberazione, prigionia. Essi scelgono con chi stare e contro chi combattere, e malgrado ciò, noi possiamo ancora dire la nostra.

Your step in life is the root.

L'UOMO CHE MORÌ DUE VOLTE

SOLO SILVIO POTRÀ DISTRUGGERE LA MATRICE

CHI LO PAGA?

IL MURO DEL TEMPO

CHI TOCCA GLI UFO...

SI FA PRESTO A DIRE PARANOIA

IL SUPERSPETTRO

JACK THE RIPPER HA COLPITO ANCORA

JACK SPARROW E LE CHIAVI DEL CIELO

I TEMPLARI C'ENTRANO SEMPRE

L'ECO DEL TEMPIO CHE FU