Chi legge "esamini tutto, ma ritenga solo ciò che è giusto".

La mente non è un vessillo da riempire, ma un fuoco da accendere.

lunedì 12 novembre 2012

Dopo il crepuscolo, il grande mattino del mondo.

-->

-->
L’umanità che osserviamo e costituiamo appare come un’umanità decaduta . Essa lo è anzitutto in ciascuno di noi , perchè l’io è un teatro di ombre , di personaggi nevrotici che noi non dominiamo ma dai quali siamo dominati . Anche le nostre facoltà sono separate e la loro gerarchia è sconvolta : sono un’intelligenza puramente cerebrale , un cuore oscuro abbandonato alle forze del subcosciente . Siamo capovolti e non disponiamo piu’ di un centro in cui comporre il tutto . Divisi nel nostro intimo , lo siamo anche tra noi …Queste tenebre , però , sono attraversate da bagliori di luce . Nella follia dell’amore o  della creazione , nella trasparenza di uno sguardo , nel semplice e repentino stupore di esistere , si rivelano delle profondità luminose . L’uomo non si spiega a livello dell’uomo …e il vecchio Eraclito diceva : ”La dimora dell’uomo è Dio ”  Olivier Clement : Riflessioni sull’uomo , Jaca Book 1991


Le Cronache di Atlantide narrano di miti cosmici la cui conoscenza è stata finora riservata a pochi - nella Terra Nera, esuli atlantidei istruirono i sacerdoti dai quali Platone attinse, ritrasmessa alle confraternite esoteriche medievali, la Conoscenza fu custodita nel cerchio interno Templare e depositata come influenza spirituale diretta all'anonima talenti, che dovrà divulgarla a tutti -, ove si raccontano gesta e storie di uomini, uranidi e saturniani, appartenenti alla lotta fra la luce e le tenebre, che rappresenta la bilancia dei destini delle nove dimensioni. Le Cronache, ripropongono l'intervento di mediatori provenienti da mondi lontani, che ridestano negli umani quelle domande esistenziali che l'ordinarietà della vita terrestre ha fatto assopire.
Le grandiose e inarrivabili civiltà, dall'Iperborea fino all'ultima Atlantide, si distanziano da noi tramite una curva temporale, forse necessaria, la quale ci ha impedito una conoscenza immediata di tale immenso passato e causato la pochezza di tracce culturali e monumentali, almeno ad un'esame sensoriale ordinario. Scandurra – per citare la mia unica e fortunata esperienza con un discendente di Atlantide – alzando il doppio velo del tempo e dello spazio, ci ha indicato il fondamento della Realtà, quello analogico del pensiero risonante; che l'Ignoto è senza volto, eppure è dietro infinite maschere; che possiamo vivere di qua e di là; che per navigare attraverso le botole dobbiamo prima aprire i nostri rubinetti mentali; che l'Inconscio ossigena la Coscienza, ma pure la inonda; che lo Spirito è il versante nascosto del Corpo, e questi è la sua sponda manifesta. Egli ci ha permesso di accedere ai continenti sepolti della memoria attraverso le materie oscure, donandoci le spolette interdimensionali per accedere ai Nove Mondi al fine di bilanciare eventi ed energie.
Gli atlantidi ritenevano che il mondo invecchi, e che all'età della Luce succeda quella dell'Ombra. Giunta all'estremo, qualunque cosa sulla Terra deve rinnovarsi o soccombere. E l'intrusione di un tempo “altro”, caratteristico motore del cambiamento dell'era, comporterà trasformazioni psico-animiche nell'umano. Gli einsteniani confondono, però, il tempo con la sua misura, per tale motivo, oggi, pochi comprendono come stanno veramente le cose. Il tempo non si scioglie come l'orologio di Dalì, si riduce in quanto energia fino ad esaurimento scorte, per lasciar posto alla nuova modalità temporale: autoreverse ad incremento di valore. Nuovi cieli e nuova terra si avvicinano, come preannuncia Cristo che dimostra, se ce ne fosse bisogno, di saperla molto più lunga di quei tromboni dell'establishment scientifico odierno. Sebbene il Grande Tempo condizioni in maniera decisiva il mutare dello spazio, i mondi appartenenti alle Nove Dimensioni poggiano, entro certi limiti, su quelli che vennero prima. Una continuità, scarsa a dire il vero, comunque permane. Una eco, un anello per quanto debole aggancia l'eterna catena cosmica. Il giorno dopo del mondo, non ci sarà del tutto alieno, ma tutto verrà trasformato e ricondotto all'origine. La materia è spirito che fuoriesce da sé, così, per la Nuova Era, tempo spazio e dimensione saranno contratti a tal punto che partoriranno la Luce altrimenti imprigionata.
Le materie oscure scandurriane, mi hanno insegnato che Madreterra (Kaos primigenio, creta plasmabile nelle mani dell'Altissimo) è matrice del Cosmo; l'olismo; il principio binario (la simmetria); il creazionismo. Tali concetti mi permettono di vedere tutte le cose munite di uno scopo, anche le più terrificanti e distruttive rientrano nei cardini del Vivente. La fine della realtà come la percepiamo, non è il nulla bensì è la rinascita, la ripresa del pulsare del Cuore del Mondo. Il Grande Mattino ci mostrerà il volto di Dio.
In questi ultimi 250 anni, non dimentichiamolo, si sono sviluppate due tremende fenomenologie: la corrosione della frontiera-dentrofuori da parte del piano sublunare; e la penetrazione del medesimo nei territori del subconscio umano come del mondo esterno. Il meticciato spirituale collassò Atlantide portandola nell'intercapedine dimensionale, così come lo stesso coacervo di pulsioni basse e volontà di potenza, condurrà l'umanità e lo spazio/tempo verso la fine accellerata dell'Era ultima. Ancora una volta ci troveremo ad affrontare potenze in azione. Due stendardi contrapposti, di cui uno dai molteplici colori fluorescienti, riduttore somatico e moltiplicatore sensoriale, e l'altro, semplice nella sua divisa, bianco e nero, simbolo di carne spiritualizzata. Una minoranza dell'umanità rimarrà per vestire i panni dell'uno o dell'altro emblema, la maggioranza passerà il Grande Varco. La coscienza della fazione psichedelica sarà di natura larvale, quella uranide non potrà che essere solare. Questi ultimi saranno meno di un decimo rispetto agli altri: il fattore decisivo non riguarderà il numero.
I primissimi raggi del Grande Mattino della Creazione, si fanno già strada tra l'oscurità e chi è dotato di vista profonda e cuore incantato, può rimaner sereno pur in mezzo alla Tempesta.

mercoledì 17 ottobre 2012

LA NOSTRA MAGIA

Molte persone non credono nella magia, è per quello che non la vedono, ma c'è un posto dove l'acqua è fluida, tutti sono felici e girano le fate ovunque.
Vi chiederete dove è questo posto; beh, non c'è un nome vero per questo luogo perché è dentro di noi! Si! Nelle nostre menti. Anche se non ci credete perché pensate che siete grandi, dentro di voi sarete sempre bambini perché l'immaginazione, anche se non la trovate o non la cercate, ci sarà sempre.
Non ci credete? Chiudete gli occhi, pensate a tutti i vostri desideri e guardatevi dentro!Trovata? Ve lo avevo detto! Se leggete questo e pensate che siano sciocchezze... quando avete letto ''fata'' avete usato l'immaginazione e avete pensato a quella piccola lucetta? Visto! Comunque la vostra mente è il luogo più bello del mondo!!!
(Aurora, 10anni)

martedì 11 settembre 2012

FORZE IMMENSE STANNO PER SCATENARSI


La dea Iside non abita più qui



In USA, alcune centinaia di famiglie si stanno preparando ad affrontare il grande cataclisma/passaggio del 2012, barricandosi dentro casa, facendo scorta di viveri, acqua, medicinali, benzina, gas liquido e munizioni per pistole e fucili, non si sa mai... In Europa, tali iniziative vengono sbrigativamente bollate come farneticazioni di persone malate, figuratevi noi italiani poi, furbi cinici uomini di mondo, siamo bel lungi da fisime millenaristiche. La stessa Chiesa diffida chiunque a parlar di fine del mondo... non ci credono nemmeno loro che possa, o prima o poi, avvenire. I nostri governanti, li avete presenti, no?, quelli non eletti dal popolo, quelli invocati da fuori e dall'alto, quelli impicciati con i club segreti e palesi che guidano le sorti mondiali; sì, quelli lì, grigi esperti tecnici bankieri che ci deliziano ogni giorno con i loro grafici, con la loro proverbiale supponenza professorale; quelli lì, appunto, se ne guardano bene anche solo a parlare di cose umane, di sofferenza, di dolore, di prospettive esistenziali, di anima, di sorte, di destino dei popoli, di Dio... già, il signor Monti non parla di Dio, anche perché lui ne venera uno ben preciso, di professione architetto e chissà se è lo stesso dio che onoro io. Il signor Monti è persona sobria e proba, non credo abbia mai rubato in vita sua, frequenta periodicamente la Chiesa ed è padre amorevole. Non ne dubito. Il problema è un altro. A quale divinità effettivamente offrono tributi uomini come Mario Monti? Alla tributaria? Certamente no. Potenze anticristiche sono all'opera da millenni per preparare il terreno nell'ultima fase; si son mescolate tra i popoli e i regnanti, hanno assunto mille volti e promosso mille rivoluzioni. Non appaiono mai in prima fila e assoldano uomini in grigio senza che questi sospettino chi sia il loro padrone. Mario Monti, Barack Obama, Mario Draghi, per fare i primi nomi che mi vengono in mente, son solo garzoni di bottega che si credono titolari dell'esercizio.
Ritorniamo a quelle famiglie made in USA, pronte ad affrontare quegli eventi che da più parti vengono annunciati. Profezie maya, configurazioni astrali, salti quantistici, quartine di Nostradamus reinterpretate mille volte da esoteristi di professione, ecc. ecc.. annuncerebbero per la fine di Dicembre prossimo, cambiamenti epocali. Io, posso benissimo fare a meno di citare i Maya Nostradamus Barbault Braden, perché Scandurra già il 1971, anno del mio incontro con lui, mi accennò per sommi capi alla fine di un mondo così come lo conosciamo, prevista proprio per questo anno fatidico. La brava gente di quelle sperdute contee americane non conosceranno Scandurra - sebbene mi è stato riportato che alcuni dalle parti del Nevada, Vermont e così via elencando, si son presi la briga di tradurre tutte le mie Cronache di Atlantide in inglese, per poi passarle ad amici e conoscenti - tuttavia prendono assai sul serio certe notizie raccolte qua e là da blog come il nostro, e sebbene molti parenti e vicini rideranno di loro, fanno la cosa giusta, o meglio, tentano di prepararsi al Grande Varco come possono e sentono. 
Non c'è bunker, sito fortificato, installazione sotterranea, base militare, in grado di far fronte con successo a ciò che si sta preparando. Non valgono denari, posizione politica, finanze, insomma a nulla serve il potere di fronte a cesure epocali come quella imminente. Semmai, chi ha fatto parte del sistema e ne ha scientemente favorito il dominio, ha oscurata la propria anima e questo status sarà una aggravante quando la Luce dovrà attraversare cristalli opachi. Ciò che è spesso subisce la gravità ontologica, ciò che è volatile la vince. È auspicabile comunque di farsi trovare pronti, a costo di apparire dei perfetti cojoni agli occhi dei più. Non importerà poi così tanto, quando il gioco sarà finito e inizierà il dramma.

lunedì 10 settembre 2012

BATTE IL TAMBURO LENTAMENTE


La loro fine ha segnato la fine di un'epoca. Avevano spada ed economia proprie. L'indebitato Filippo il Bello, Re di Francia, li processò e li condannò al rogo, grazie anche alla colpevole inerzia della Chiesa di Roma. La loro guerra, quella dei tre guna, Sattva Rajas Tamas, non avrà mai fine, e ciclicamente è destinata a riaffiorare.

venerdì 31 agosto 2012

IUS 53




La speranza spezzata
è la tua eredità.
Fallimento di una vita
di coraggio e di viltà.
Troverai sul cammino
fango e corruzione.
E la voglia tu avrai
di sdraiarti al suolo
per guardare come in un film
i colombi in volo.
Ti faranno fumare
per farti sognare che
il futuro od “un messia"
presto tutto cambierà.
Ed avrai come vanto
una nuova condanna
ti diranno che il vento è
il respiro di una donna
per far sì che un lamento, uno solo,
copra ogni tormento di un velo.
Ma se tu rifiuterai
di giocare all'attore
forse un libro scriverai
come libero autore.
E tu forse parlerai
di orizzonti più vasti
dove uomini celesti
portandoti dei figli
ti diranno: "Scegli!"
ben sapendo che ridendo tu
tu a loro ti unirai...
[Mogol/Battisti - Gli uomini celesti]

L'uomo che sogna è soprattutto un essere vivente, e tutto ciò che egli vede acquista vita. È il regno di Proteo, ovvero della cosa che si trasforma per un'interiore forza. [Simone Weil]

La natura ci pone un limite che se lo superiamo diventa ingestibile: quando ci ritroviamo confinati in un angolo reagiamo per disperazione e paura ed in questo contesto facebook e twitter possono amplificare le nostre emozioni ed accellerare i tempi di formazione di una massa critica. I figli della vedova nel loro delirio di onnipotenza (il potere è un pagliativo, l'illusione misera e patetica di poter sconfiggere la morte) credono di avere gli strumenti per controllare ogni cosa ed è un errore che si perpetua da sempre! Corrono il rischio di finire appesi ai lampioni: lo insegna la storia! In ambienti popolari dove ancora la gente si aggrega e socializza: bar, osterie, piccoli negozi, l'umore è quello di chi sta aspettando il "LA"... non lo auspico ma ho la sensazione che siamo vicini. [anonima talenti]

La nostra arte è misura dell'intensità. [Scandurra]

E se quei giorni non fossero abbreviati, nessuna carne si salverebbe; ma a motivo degli eletti quei giorni saranno abbreviati. [Matteo 24,22]

Immagina un cerchio e immagina che ne stai percorrendo la circonferenza. Qualunque sia il punto in cui cominci il percorso, quello è il tuo inizio. Ma, una volta che cominci a muoverti, non c’è fine; continui a girare in tondo. Se vuoi uscire fuori dal cerchio senza fine, devi essere consapevole che il cerchio ha un centro e che tu devi stare in quel centro, invece che lungo la circonferenza. Cos’è questo centro? È la realtà che risiede permanentemente nel Cuore di tutti gli esseri. È la coscienza, è verità ed amore. Tutti devono conoscere quel centro, se vogliono smettere di girare in tondo all’infinito, spostandosi continuamente da un punto all’altro (…). Non c’è né inizio né fine nel centro, perché lì cessa ogni direzione, distinzione e movimento. (…) Se riposi in quel centro, il mondo non potrà turbarti o toccarti in alcun modo.
[H.W.L. Poonja, maestro vedanta indiano del secolo scorso]

[Satana] sa di aver forza solo se si fa passare per uno che sta dalla parte di Dio, per uno che sostiene la sua causa. Solo se si presenta come devoto a Dio il serpente può essere malvagio. […] Se il male si mostra nella propria totale separazione da Dio, allora è del tutto privo di forza, è uno spauracchio per bambini, non occorre temerlo, anzi il male non concentra lì la sua forza, e per lo più su questo punto attrae l’attenzione per distrarla da quell’altro punto in cui effettivamente vuole aprirsi la breccia ed irrompere. [Dietrich Bonhoeffer]


***

LA BOTTEGA DI SCANDURRA
Ci accucciammo e brrrrrr... oltre i limiti terracielo, al di là della frontiera degli spazi ignoti, sull'istmo dei Nove Mondi. Ed eccoci a Deya città-labirinto, immensa, lontana eppure familiare, soltanto collocata in un altro universo. Entrammo in una taverna, riconoscibilissima per i tavoli e gli avventori che chiacchieravano bevendo con allegria. Era a pianta quadrata iscritta in una croce greca. Geometria deyana, talvolta semplice come le costruzioni dei bambini. L’odore di fritto si espandeva anche all'esterno. Ci sedemmo ad un tavolo vicino la porta d'ingresso. Scandurra fece un cenno all'oste, insomma al titolare dell'esercizio. Questi con passo lento e strascicato si avvicinò. Era un omone dalla faccia paciosa ma con un ghigno poco rassicurante, indossava un sinalone zozzo-sporco; ci tirò un fogliaccio rigido dall'apparenza di menù, anch'esso lordo e grasso. Scandurra gli chiese in una lingua ignota non so cosa, lo compresi dal modo interrogativo. L'omone si fece serio e chinò il capoccione stempiato. Con inattesa velocità scomparve nel retrobottega. Chiesi al maestro cosa gli avesse detto.

  • Mah, gli ho chiesto di portarci un frizzantino aromatizzato, focacce in abbondanza con sciroppo marmellatoso e... un camion blindato.
  • Ma come pagherai la colazione... e il camion soprattutto?
  • Mi fa credito da una vita. Gli ho salvato il culo una volta e quando ho bisogno, lui è pronto e disponibile. Mi teme, ma non mi conosce bene, so “bbono” come il pane io.
  • Già già è proprio così... Maestro, tu sei una leggenda da queste parti. Cacchio, sono l'aiutante di un eroe.
  • Fregnacce. Eroe, bah. Sono un fruttarolo in trasferta. Salto fossi di universi, ma senza merito. Ho avuto più core di altri, tutto qua. Aiuto chi ha bisogno e lo fai pure tu, e questo mi rende felice. Sistemiamo certi squilibri e alterazioni. Siamo fatti di terra e stelle, solo che ce lo dimentichiamo spesso, allora i pochi che rammentano chi sono, si fanno carico dei casini degli altri e dei mondi. La stragrande maggioranza dell'umanità, perché smemorata, non è in grado di vedere la Realtà. I sensi la filtrano, per comprenderla. Si creano costrutti per affrontarla. Per vedere la Realtà autentica, la sua totalità, è necessario risvegliare il divino che dorme dentro di noi. Come si fa? Semplicemente ricordando chi siamo. A bottega questo facciamo, ricordiamo. E lo sperimentiamo mentre prepariamo il caffettuccio, cucinando il sughetto per le penne all'arrabbiata, sentendo l'uovo-anima presente in ogni cliente che entra. C'è tutto un cosmo da scoprire dentro il nostro angoletto d'universo. Gente che va e che viene, anime che fanno capolino e chiedono un momento d'attenzione per dipanare un nodo creato quando erano su 'sto mondo. Passeggeri di aeronavi d'Atlantide, gatti ubriachi di vita e gente di frontiera. Ecco, io sono lì, seduto dietro un banco, alla mia sinistra una vecchia bilancia bugiarda, alla destra una cassa leggera leggera, perché non sono io a far pagare i conti della vita. Un eroe? No, soltanto un uomo che crede nell'arte della magia e quel che è peggio, l'adopera.

Mi vennero in mente alcune domande da rivolgere a Scandurra. Nel frattempo l'oste ci aveva servito focacce, vino, sciroppi di frutta. Mangiammo di gusto.

CONTEMPLA LA CREAZIONE


  • Noi come ci poniamo nei confronti degli universi? In fondo siamo sempre stranieri a casa degli altri. Hai detto che raddriziamo torti, mettiamo ordine nei casini altrui... tuttavia dici pure che a volte non si può, non si deve intervenire né chiudere definitivamente un caso.
  • Quando si dà una bella botta contro la solida consistenza dell'essere, è stilosa 'sta espressione, sa di filosofia... la solida consistenza dell'essere... insomma quando vai a “sbatte” contro una porta, non a caso si dice: «Ho visto le stelle!». La Creazione è stata la rivoluzione più grande della storia, la sola unica indispensabile rivoluzione positiva, e noi uomini abbiamo bisogno di allenarci continuamente alla meraviglia per l'esserci del mondo. Non c'entra il sentimento eh, anzi è una faccenda concreta mettersi a guardare l'essere delle cose attorno a noi con la coscienza che esse sono il giornale quotidiano scritto dal Padre Celeste per non farci dimenticare che il suo gesto supremo è stato quello di aver sottratto ogni cosa al nulla. I segni che ci mette davanti sono semplici, come una foglia, o spettacolari come le galassie o travolgenti come i mondi intermedi. Se vi ho insegnato veramente qualcosa di utile è stato quello di allenarvi alla meraviglia; non è l'ottimismo per reagire alle batoste della Vita, è anzitutto una naturale vocazione dell'uomo alla battaglia. Quando le forze soccombono, quando si perde la presa, quando le cose della vita ci inchiodano senza la possibilità di reazione, c’è ancora una missione da compiere, c’è ancora una testimonianza da dare. La nostra nascita somiglia molto a un servizio di leva con cui il Creatore ci ha assunto nel suo progetto di operosa opposizione al nulla. Questo ci fa sentire vivi, pronti a fare qualcosa, poco o tanto poco importa, contro ciò che è avverso alla Vita, contro chi agevola il kaos, senza piangerci addosso o, peggio, senza prenderci per il culo, senza considerare i costi e i profitti. Ci troviamo in prima linea, basta e avanza.
    Gli Universi sono il polverone esplosivo, entusiasmante, drammatico, gioioso sollevato da Dio contro il nulla. E noi ci siamo finiti in mezzo; a volte è difficile vederci chiaro. Ogni giorno siamo alle prese con piccole e grandi battaglie e diventa ultimamente frustrante fondare l'equilibrio della nostra vita sul bilancio tra risultati positivi e negativi, tra successi e disfatte. Allenarsi alla meraviglia è, perciò, un esercizio e non una teoria per ricordarci che il nostro agire è accompagnato da una solida speranza di fondo: ci costringe a vedere il lavoro della vita non misurandolo con una lente d'ingrandimento, ma piuttosto con il cannocchiale di un progetto universale in cui siamo coinvolti.
    La Creazione è il disegno di Dio, e il suo disegno prevede che anche noi ci mettiamo a disegnare. È questo l'orizzonte vero in cui ogni nostra azione trova equilibrio, senso: gli esiti altalenanti delle nostre opere sono solo il fumo di superficie di una battaglia ben più importante che ci tiene davvero tutti in piedi. Perché, in ogni caso e in qualunque circostanza, noi siamo parte e testimonianza di questo operoso spettacolo che è l'essere.
    Mettersi a guardare, a ritrovare le stelle è un sano e vigoroso esercizio di piena umanità. Ricordati che l'Essere, come creato, è la bandiera che sventola in ogni remoto angolo dei Nove Mondi. Ricordati, l'Ombra con i suoi battaglioni ombrati non sono il Grande Nulla. No, l'Ombra è la forza che si contrappone a noi, ma è parte di quel codice binario che mette ordine al Kaos. Soltanto scontrandoci portiamo in equilibrio i piatti della bilancia.
  • Cosa vedi maestro alla fine del 2012? Credi che la gente capisca e scelga bene da che parte stare?
  • Il futuro è già all'opera adesso, qui, su Deya e noi dobbiamo ancora combattere una guerra passata. Quanti uomini vedi al nostro fianco? Pochi, vero? È sempre stato così. L'Ombra, sì, Shiva lo stupratore di mondi, incantatore di sensi e di coscienze, dirottatore di sessi, mostra meraviglie e poi... poi alza il velo e appare il suo volto sotto la maschera ed è mostruoso. I potenti della Terra che credevano di guidare il mondo con le loro squadrette compassate, usando l'oro fregato all'Ordine rossocrociato e adorando idoli tebani, scopriranno troppo tardi di essere pupazzi nelle mani di potenze ignote. Eppure ne hanno fatti di danni. Hanno fondato un impero e quando hanno agito, hanno creato la realtà. E mentre il resto del mondo stava analizzando quella realtà, loro agivano di nuovo creandone un’altra e poi un’altra ancora. È così che sono andate le cose per secoli. Arriveranno aiuti luminosi da ogni dove, è vero, ma anche creature sulfuree si ritroveranno sulle colline intorno Gerusalemme. Un lavoro da fare per il 2012 è quello di attrarre dal firmamento l'energia nel nostro spazio esistenziale.
    Quanto amo 'sta benedetta Terra, ma quanto è tosto difenderla. Angelo, fra poco mi leverò dai cojoni per poi tornare alla fine. Sai a me piacciono le uscite e le entrate spettacolari. Non sono l'attore principale ma un buon caratterista che sulla scena cosmica fa la sua bella figura, dando sostanza alla trama. Interpretiamo dei ruoli, decisivo è non stare fra gli spettatori quando andrà a fuoco il teatro.

PLANANDO SOPRA BOSCHI DI BRACCIA TESE
 

Finimmo le cibarie e ci alzammo veloci. Girammo intorno allo stabile ed entrammo nel suo cortile interno: una camionetta blu di forma circolare, blindata tipo militare, era parcheggiata in bella mostra. Scandurra spinse un pulsante in prossimità della portiera che si aprì. La guida era a destra come in Inghilterra. Mi accomodai al posto del passeggero. L'abitacolo era avvolgente, anatomico, perfettamente avvolti. Il maestro prese la cloche e... decollammo. In pochi secondi dominavamo Deya dall'altezza di alcuni kilometri. Bellissima, intricata e intrigante, si estendeva a perdita d'occhio.

  • Maestro ma sai guidare un aereo?
  • No, perché?