In
questo periodo oscuro, travagliato dalle brutture e dai sospetti,
resti sempre memore in noi lo scopo delle nostre missioni terrene:
ricerca dell'Amore e dell'Armonia; è così, soltanto così, che
riusciremo a dissipare il velo che divide la nostra materia da ciò
che è Giusto e Perfetto.
Chi legge "esamini tutto, ma ritenga solo ciò che è giusto".
La mente non è un vessillo da riempire, ma un fuoco da accendere.
lunedì 5 ottobre 2015
martedì 22 settembre 2015
La fonte nascosta
In
certi ambienti iniziatici, ciò che scrivo su fb o sul blog può
essere qualificato come profanazione del sacro sol perché tratto di
argomenti esoterici fuori dalle segrete stanze. Fermo restando il
fatto che non appartenendo a nessuna conventicola misteriosofica, mi
sento libero di esprimere pensiero e dottrina senza costrizioni
alcune; forse certuni avrebbero preferito un acquariano o un
teosofista, che divulgando pacchetti preconfezionati di occultismi a
buon mercato, che promettono poteri e chissà quali meraviglie, non
disturbano il “conducente”. Ora, a parte il fatto che si conosce
ciò che va taciuto e ciò che invece può divulgarsi, desidero
sottolineare che il compito divulgativo che mi sono assunto è valso
più e più volte a correggere in senso tradizionale aspirazioni che
altrimenti rischiavano di disperdersi in tutt'altre direzioni. Non
dico altro, altrimenti mi lodo e sbrodolo da solo.
Detto
questo, mi preme fare alcune considerazioni, spero utili.
- Da anni invito ad aprirvi alle influenze spirituali (che sono altra cosa degli eggregori). Certo, l'impresa è difficile a realizzarsi e non priva di pericoli, ma è meglio cadere lungo la via che non appagarsi di teoriche ciance. E seppur si cede, stremati e disillusi, sovente da lontano appare il soccorritore (un angelo, una guida, un viaggiante) che ci aiuterà a rialzarci e, magari, provvederà ad alleggerirci il peso. La Vita ci riserva sorprese stupefacenti attraverso segni e incontri, sta a noi accorgercene. Quando compare una Stella sulla superficie del nostro athanor, siamo a un buon punto... di cottura.
- La Tradizione (principio superiore dell'essere; regalità come pilastro di ogni potere, di rito, di iniziazione, di spirito della cavalleria, di una diversa concezione del tempo) è la possibilità per il singolo di superare la propria individualità e non ridurre la propria vita al quotidiano, un'idea-forza che mira al ricongiungimento spirituale dell'Io con la sua Essenza, che utilizza i simboli come veicoli per comunicare quella Conoscenza che può essere raggiunta con l'intelletto del cuore, che stimolano quell'aspetto sovrasensibile di ogni essere umano che permette il risveglio, la seconda nascita, la visione del Graal. Far parte del Tutto e prenderne coscienza, è il conseguimento celestiale.
- Feci il mio primo passo sulla via iniziatica, quando da bambino fui immerso nel rumore dell'acqua di un fontanile. Intuii un segreto che non seppi definire. Credetti di avere di fronte una fontana qualunque. Un momento casuale? Macché. Non esiste il caso, semmai bisognerebbe opporre l'ordine al caos. Vorrei che l'abbandono che ci mortifica avesse fine e il motivo per cui fummo creati fosse noto, che la nostra memoria restasse nel tempo e il vivere nell'angusto spazio non fosse la nostra condanna. Ascoltare è il primo passo.
giovedì 2 luglio 2015
L'ERA DELL'ACQUARIO ELETTROMAGNETICO
Il
mistero della fine dei tempi è strettamente legato a quello di
Atlantide. L'era a venire è in opposizione con la Parola di Dio: la
rinnega, la perseguita, la copre col rumore del caos dilagante, la
diluisce fino a mutarne il significato. Tuttavia, e forse proprio per
questo, già si manifestano le avvisaglie della venuta dell'Acquario.
Il senso del segno è chiaro ed è esemplificato ed interpretato da
Febo avvolto nel suo mantello che versa l'acqua dall'anfora adagiata
sulla sua spalla nell'urna spalancata davanti a sé. Appare
interessante assai il geroglifico costituito da due linee ondulate,
l'una sopra all'altra, che forniscono l'immagine espressiva delle
onde in movimento, che siano esse materiali od elettromagnetiche. Che
sia un'anticipazione di quello che ci succederà, attraverso un
ricambio delle coordinate spaziotemporali con immissioni massicce di
elettricità dal centro della Via Lattea? Il mondo troverà la sua
fine nel Fuoco elettrico? Desertificazione progressiva o subitanea,
dal giorno alla notte? Ma ogni deserto, si sa, è pieno di energia ed
è anche il luogo da dove Dio, per un'antica abitudine, preferisce
parlarci. C'è ancora qualcuno di noi capace di ascoltare la Parola?
Una possibile via di fuga è il Varco, comparso alla fine dell'anno
2012: ma chi lo ha visto? Chi ne ha avuto contezza? Vediamo soltanto
ciò che è armonico col nostro pensare, preferendo così il diniego
aprioristico all'esperienza che svela. Io vi ho indicato la porta,
spetta a voi aprirla.
sabato 20 giugno 2015
SUCCHIASANGUE
Succhiano
energia dal mondo i satanisti (ma il termine può cambiare secondo il
vostro punto di osservazione), ma sono pochi, meno di quanto si
vocifera da fonti però sospette. Tali “fulminati” - altro nome
che ben si adatta alla loro patologia dell'anima - hanno assoluto
bisogno della collaborazione delle stesse vittime dei loro malefici.
Naturalmente alle vittime che cooperano, i succhiasangue non vanno a
raccontare che anche loro sono destinati alla stessa fine. Però
intanto hanno inventato il mito che i fedelissimi schiavi che hanno
fabbricato la tomba del faraone sono stati murati insieme al
cadavere. Come tutti del resto, anche loro hanno un tallone
d'Achille, solo che si atteggiano a semi-dei per eludere il punto
debole di tutta la baracca.
Per
dichiarare scacco matto in questa drammatica partita, che sembra
mondiale ma che di fatto è italiana (mondiali sono le vittime), è
necessario ridurre tutti i ragionamenti ad uno solo. Il nominalismo
(le parole sono tutto) ci permette, paradossalmente, una notevole
libertà d'azione: per la legge omeopatica, abbassando il dosaggio
del veleno esso diventa antidoto. Limitare, concentrare, isolare,
minimizzare, sono i punti programmatici degli stregoni e partendo da
tale camicia di Nesso, potremmo risalire alla sua origine, quindi
alle secrete del castello. Una volta entrati, e cambiando
l'interfaccia, si spariglieranno le cose, i codici, le trappole. Si
gioca di fino, senza spargimento di sangue, né ghigliottine o capri
espiatori. La Storia, non quella studiata a scuola, si fa in una
stanzetta, al lume di candela, senza linee elettriche, sussurrando
nomi di potenza e invocando gli esseri di Luce, come buon auspicio
prima della battaglia.
mercoledì 17 giugno 2015
Bisogna lasciarsi trovare
Entrare
profondamente nella Realtà, è impresa titanica. Come fare? Cercarla
in un solo punto. Lo scopo, però, non è quello di raggiungere il
bersaglio, ma di dedicarsi ad un lungo, continuo ed estenuante
esercizio interno che permetta l'irruzione del Divino. Non date
credito a chi la fa facile. Oggi, si vendono per non modiche cifre
“intensivi di illuminazione”, si spacciano ricette miracolose per
alchemiche trasmutazioni, tutto sembrerebbe alla portata, ma non è
così. Miglia e miglia si dovranno percorrere; anni e anni
passeranno; sacrifici e delusioni si affronteranno, prima di vivere
un barlume di esperienza unitiva con l'Assoluto.
Intanto,
ciò che conta, è il modo di esserci. Il nostro io superficiale non
deve partecipare all'azione interiore. Ogni santa mattina è un
giorno guadagnato e di ringraziamento: questa è meditazione. Non ci
sono tecniche decisive. Il cammino spirituale inizia con il non
identificarsi con ciò che si fa: auto-osservarsi, non collocarsi
nella testa. Si incomincia a penetrare in un altra dimensione, si ha
la percezione (provare per credere) di essere attraversati da un asse
verticale che ci dà una forza straordinaria. Dovremo imparare a
possedere qualcosa senza possederlo. Svilupperemo la visione della
totalità: vedere cose e persone nel loro insieme. Arrivare
all'evocazione dell'archetipo e da lì all'invocazione dell'Essere,
trovare l'immagine divina in sé, diventare ciò che si è sempre
stati: questa disciplina è alla base dell'insegnamento antico.
Niente di nuovo per diventare uomini nuovi.
Certo,
le prove, gli inganni, le presunzioni, sono all'ordine del giorno.
Non scordiamoci che bisogna rimuovere, far scomparire gli ostacoli
psicologici che si oppongono al sorgere del Divino. La superbia sarà
un nemico quasi invincibile: sentirsi superiori soltanto per aver
letto qualche libro che parli di spiritualità o di via iniziatica.
Un conto è discettare di tecniche dell'estasi, di stati molteplici
dell'essere, altra cosa è vivere realtà separate,
multidimensionali, magiche. Si tratta di una forma di terapia
d'accesso, che dalla malattia dell'anima (perché oscurata) passa
ad un altro piano, quello aurorale.
Siamo
tutti sull'orlo di una grande scoperta, fin da quando torniamo su
questo mondo. Il problema che ci angoscerà per tutta la vita, però,
è la paura. Paura di vedere oltre il mondo. Questo ci lacera, ci fa
sentire piccoli detriti trasportati dalle onde del Grande Fiume
samsarico, senza sapere dove ci porterà.
Dobbiamo
avere fede in chi possiamo essere. Ci diranno che non siamo nulla,
che siamo dei falliti perché non puntiamo alle cose concrete. Ci
ostacoleranno in tutti i modi. Il sistema ci riterrà degli
antisociali, dei pericolosi eversivi. La Chiesa ci considererà degli
eretici. Gli esoteristi ci irrideranno perché non apparteniamo ad
Ordini regolari, come se poi la trasmissione iniziatica avesse
bisogno di accrediti legali. Dobbiamo avere fede in chi possiamo
essere.
Meditare.
Già, cos'è? È comunicare ad un livello superiore. Importante è
trovare un linguaggio idoneo. Perché l'umanità è disorientata? Non
sa più perché vive. Lo scopo è favorire nell'uomo il sorgere del
Divino, l'esperienza che non può essere descritta con le parole e
che provoca in noi l'intensità della gioia. Ogni volta che il Divino
ci afferra, il retroscena psichico cambia. Compaiono una potenza, un
amore che sembrano incomprensibili e privi di qualsiasi motivo a
quell'io che cerca di cogliere tutto razionalmente. È una
comunicazione trascendente tra noi, antenne riceventi dalla radio di
Dio.
Non
è solo la sfera interiore ad essere tirata in ballo; quello che
voglio farvi intendere è che la terapia d'accesso di cui accennavo
prima, riguarda pure l'apertura, l'espansione del corpo. Da cosa si
comincia? Semplice, in certe condizioni, un rilassamento, anche
minimo, basta per creare un cambiamento di atmosfera interna.
Qualcuno si accontenterà di sentirsi bene, ma ci sono persone che
sentono improvvisamente risalire le cose del passato. Occorre,
quindi, essere prudenti: quando ci si apre si diventa vulnerabili. Il
vero, autentico rilassamento come lo intendo io, è dinamite. Basta
distendere il polso destro in una certa maniera, praticare una
qualche digitopressione, e ciò sarà sufficiente ad immergerci in un
oceano dimensionale. Nessun effetto speciale, niente di spettacolare
all'inizio: si flippa (dare un colpetto col dito), poi subentra un
leggero tremolio, compaiono vibrazioni e si cavalca la cometa.
lunedì 15 giugno 2015
La strada maestra
L'uomo,
a prescindere dal suo ambiente culturale e storico; indipendentemente
dal credere o meno in un principio trascendente; dicevo, l'uomo è
nato per incamminarsi lungo un tragitto che lo porterà, presto o
tardi, verso lo scopo per cui è nato. Ogni uomo nasce per
raggiungere un fine o, se volete, perché si compia un destino; se
poi a causa di un processo di acculturazione imposto dal sistema, se
il destino, appunto, lo ha fatto nascere in un momento storico come
l'attuale, degenerato, senza una luce che guidi i suoi passi,
comunque riceverà segni, opportunità, che lo porteranno verso la
direzione maestra. Come se possedesse un giroscopio dell'anima, non
potrà mai veramente smarrire la rotta; magari girerà a vuoto per
una vita senza il minimo sentore di sé e del senso del tutto,
tuttavia gli archetipi celesti non lesineranno per lui avvisaglie,
coincidenze significative, incontri fatidici, allo scopo di fargli
ridestare ciò che ha dimenticato. Nessuno, quindi, cerchi alibi.
Vi
è anche da sottolineare che, sebbene tutti siamo fatti per onorare
il mandato celeste, alcuni scelgono contro la loro stessa natura di
ostacolare in ogni modo il fine verticale dell'uomo. Imperi oscurati,
cosche del malaffare, consorzi finanziari, lobby, operano da millenni
per contrastare - consapevolmente o meno, poco importa - l'umanità a
ritrovare il sentiero perduto. Potenze estranee complottano affinché
la via delle stelle ci sia interdetta. I burattini della politica che
passano come subrettine davanti ai riflettori, nemmeno immaginano di
essere solo ombre accidentali, messe lì, a bella posta, per
ingannare i popoli. Pertanto si continua a danzare mentre la nave
affonda irrimediabilmente. Le ombre ci distraggono, ci confondono,
eppure potremmo disperderle se solo volessimo, se solo ascoltassimo
il centro di noi stessi, pur tra mille rumori. Aprire gli occhi ci è
naturale fin dalla nascita, difficile è tenerli aperti nella
direzione giusta.
Qualcuno
obietterà su cosa sia giusto, su cosa sia il bene e il male al tempo
della tecnica e del nichilismo, e giù a filosofare. Altri, sulla
base della loro impostazione scientifica, affermeranno che Dio non
esiste, caso e necessità hanno inventato l'universo e dirigono le
umane sorti, e allora solo in nome dell'etica e insieme alle scoperte
della fisica e della biologia, si potrà avere una chance per evitare
l'autodistruzione. Mah, potremmo discutere all'infinito mentre la
Terra si spacca in quattro senza giungere a nessuna soluzione. Non è
più tempo di vagare alla rinfusa, di appoggiarci a ricette
ideologiche. Le false strade intraprese da scienza, tecnica e
politica ci hanno fatto fallire miseramente: volevano sostituirsi a
Dio e ci hanno condotto verso la dissoluzione.
Giacobbe
mostra la via della giusta lotta, maltrattando l'angelo a cui vuole
strappare la benedizione. Essendo l'elezione messianica il compimento
di un atto positivo, essa ha le qualità dell'atto. “Bussate e vi
sarà aperto". Si deve dunque giungere all'ultima porta, perché
dopo secoli e secoli di oscurità dell'anima, il bene prezioso della
conoscenza non sarà più offerto in dono. Come Parsifal, bisogna
appropriarsene con le armi in mano. Questa, la lezione del mito di
Prometeo: non si può, non si deve soccorrere con la forza coloro che
non vogliono essere liberi, che desiderano anzi le catene. Nessuno
può loro dare quel che già non posseggono, né sostenere in loro
vece il lavoro che li aspetta. Eletti saranno quelli che si sono
svegliati da sé.
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