Chi legge "esamini tutto, ma ritenga solo ciò che è giusto".

La mente non è un vessillo da riempire, ma un fuoco da accendere.

lunedì 25 aprile 2016

SATURNO SU ROMA




SUMMA PROPHETICA E STRATEGIA ANTIMONDIALISTA: OVVERO, COME CI SI DIFENDE CONOSCENDO I PIANI DEL NEMICO

Se dunque si dice che il mondo moderno subisce una crisi, ciò che così si vuole abitualmente esprimere è che esso è giunto ad un punto critico, o, in altri termini, che a breve scadenza, volendolo o no, in un modo più o meno brusco, con o senza una catastrofe, dovrà inevitabilmente sopravvenire un mutamento di orientazione. R. Guénon, La crisi del mondo moderno, Mediterranee 1972, p. 18

Viviamo tutti dentro il nuovo ordine dell’anomia (deficienza della Legge), fondato sulla mobilitazione forsennata, linsofferenza di ogni confine, la liquidazione di ogni etica. Siamo nel regno in cui domina la libido, che ha assunto il volto narcisistico della realizzazione mercuriale invertita, nell’immediato, di qualsivoglia desiderio. Sostengo (e non sono il solo, grazie a Dio) che il mondo sia governato da élites, che però sono in conflitto fra loro perché incapaci di accettare e comprendere potenze che vadano al di là del loro campo di azione. Tuttavia agiscono quasi indisturbate nel loro compito, adottando misure arcontiche, formulari e grimori arcaici ma in continuità con i tempi. Nessuna Nazione può dirsi salva, ma nel Piano è individuata una in particolare da colpire e oltraggiare… l’Italia, dove terminano tutte le trame e tutti gli orditi.

La guerra si fa con linformazione e consiste nel ridurre allunità tutto il mondo conosciuto: ciascun fenomeno della realtà dovrà avere una comune radice. Perché io, tu e tutto il popolo dovremmo sottostare al dominio di una congrega che organizza genocidi, impone piani economici, causa crisi e cadute di imperi da almeno 250anni? Un vecchio eroe televisivo, Cesare Polacco, concludeva il suo Carosello, affermando di aver commesso un errore fatale: ecco, anche noi, anche se siamo entrati nel gioco mortale a cose fatte, abbiamo commesso lerrore più grande della nostra esistenza. E si sa, chi sbaglia perde e si ritrova su un ramo secondario dellalbero della vita (da non confondersi con quello metafisico dellEden). Quale errore? Al tempo.

Noi italiani, siamo istintivamente comunitaristi, badate, non comunisti. Nei nostri paesi una volta ci si aiutava tutti, si aveva il senso identitario e di appartenenza ad un comune destino, ognuno lavorava per sé e per la comunità. Il rapporto con la Natura era di rispetto, secondo la legge della reciprocità, non la si sfruttava, la si lavorava, trasformando le materie prime che essa ci concedeva generosamente: la Natura è camerata.
Trame e orditi, quindi, qui hanno la loro conclusione. Lo stile italiano, la creatività riconosciuta in tutto il mondo, il senso estetico comune, la passione caratterizzante, sono solo alcuni tratti del genio del nostro Paese. Ma ciò si scontrava con i piani degli Illuminati (gli oscurantisti del pensiero). LItalia magica non doveva sopravvivere.

Qualche giorno fa, il Presidente della Repubblica Mattarella incautamente (mi permetto di dire) ha ospitato la riunione straordinaria della Commissione Trilaterale, famigerata cricca di stregoni fondata il 23 giugno 1973 per iniziativa di David Rockefeller, presidente della Chase Manhattan Bank, e di altri dirigenti e notabili, tra cui Henry Kissinger e Zbigniew Brzezinski. La ragione sociale che potete leggere sul suo sito è una evidente fesseria. Uso il termine stregoni nellaccezione usata dagli antropologi culturali. Far cadere un albero si dice in inglese to fell, ma significa pure Vello (Giasone lo cercò) e Capigliatura (Sansone vi raccolse la sua forza sovrumana). Rockfeller (da intendere come nome collettivo) ha infatti assolto, almeno in parte, la sua missione: quella cioè di abbattere il Muro (roccia) di Berlino, rubare il Tesoro (il Capitale, così come lo intendeva Carletto Marx), quanto a carpire il segreto della Potenza (irraggiamento dellIo Solare) ho seri dubbi che ci sia riuscito. La Potenza sarebbe legata a certe specifiche condizioni psicoanimiche che travalicano quelle degli arconti. 

Che cos’è lo scacco matto? Non è la demolizione dellavversario, ma semplicemente la dimostrazione ragionata che il Re del colore avverso non può più muoversi. Questa dimostrazione pone termine alla partita di scacchi. Il Gioco di Saturno è una variante religiosa del gioco degli scacchi, e le mosse consistono nel cambiare significati delle cose mediante le informazioni (demoni dellaria) prima e nel porre in essere le conseguenze dopo, affinché noi popolaccio che usiamo un modo di pensare ed immaginare diversi, e soprattutto che non siamo mai stati informati che stiamo giocando una partita mortale ci troviamo impantanati in una rete di ragionamenti che paralizza ogni libertà.

La conclusione dovrebbe essere la nostra scomparsa e quindi lonnipotenza di chi rimane. Questa mossa finale lascia solo un Re sulla scacchiera, e visto che si tratta di posizioni assunte con il ragionamento da parte di tutti i giocatori questo Re si identifica col punto di osservazione mondiale.
Il punto di vista lo troviamo sia nella fisica che nei monumenti, infine nei libri di storia: è il potere di escludere gli altri dalla libertà di dare definizioni politicamente corrette. Il simbolo degli altri, visto dal punto di vista che fa le definizioni, è lambiente, che vuol dire per gli stregoni fuori dal mondo. Per creare lambiente è necessario separarsi dalla Natura, e soprattutto è necessaria la collaborazione delle vittime, perché sono loro che debbono separarsi dalla Natura. 

Lambiente (= il mondo senza luomo) si crea principalmente con limmondizia. Perciò ci insegnano a raccoglierla pazientemente, per poterla accumulare, eventualmente riciclare ossia rimettere ancora una volta in circolazione: è la pantomima di una delle fasi alchemiche dellOpera al Nero, cioè selezionare esperienze, eventi, peccati e bruciarli, dopodiché utilizzare le ceneri per manipolazioni ulteriori. Perché serve questa prova? Perché gli stregoni tecnicamente hanno bisogno del nostro lavoro, quello delle stesse vittime. Naturalmente non ci raccontano che rischiano anchessi la stessa fine. Quando lo stregone lavora con la massa (noi popolo), sviluppa unenergia enorme (prajna, etere delle emozioni) che, però, estendendosi a velocità prossima a quella della luce, non può essere controllata fino in fondo.

Per dichiarare scacco matto in questa partita, che sembra mondiale (mondiali sono le vittime) ma che purtroppo è una questione italiana, è necessario ridurre tutti i ragionamenti, tutte le definizioni, ad una sola. La teoria del Nominalismo (le parole sono tutto) e delle Lettere Disperse (diverse esegesi dei Libri Sacri di Qumran), permettono una notevole libertà di azione a filosofi, teologi e psichiatri che inventano e poi interpretano le stesse parole. Un luogo comune, unetichetta, uno slogan, un simbolo, creano forme-pensiero e stati danimo: stregoneria allo stato puro. Invertire i significati delle parole è la nuova scienza semiologica per prendere il potere definitivamente. Umberto Eco, R.I.P. se può, è stato messo in cattedra con questa mission: dare definizioni e creare realtà alternative a quella consolidata da millenni. Bergoglio usa la parola misericordia nel senso di accoglienza di milioni di migranti nel nostro Paese. Lo stesso papa, vuole abbattere i muri, anche lui, e costruire ponti: ma caduto un limite, tutto precipita. Matteo Renzi usa la parola-iettatura, gufo, a chi dissente da lui. Ho appreso di una stupidissima proposta di legge presentata dal parlamentare del PD (e chi altrimenti) Emanuele Fiano, secondo la quale chiunque detenga materiale da collezione che rappresenti Benito Mussolini o lItalia da lui fondata sarebbe ancora fascista e andrebbe condannato con la galera da 6 mesi a due anni. Quindi io che posseggo lenciclopedia Treccani fondata da Giovanni Gentile, sarei perseguibile per detenzione di materiale eversivo. Quindi si continua a processare i morti e ciò che simboleggiano. Così come la parola muro indicherebbe, secondo i nuovi definitori, razzismo, egoismo e chi erige muri diventerebbe nemico dellumanità. I confini sarebbero perniciosi perché impediscono la libera circolazione delle persone. La pelle stessa delluomo potrebbe essere tassata poiché delimiterebbe il nostro corpo dal resto del mondo. La nostra religione storica non può più definirsi cattolica, per esempio, perché tenderebbe a discriminare, a escludere chi prega un altro Dio: tutti siamo uguali di fronte a Dio, e questo è vero, però sul piano naturale non trascendente. Ma questa è solo dottrina, al papa bis non interessa. Eppure cattolico significa universale nelle intenzioni, ossia al di sopra dei branchi. Questo concetto va insieme alla definizione di prossimo, che è il punto in cui i definitori si differenziano dai definiti.

Chi paga gli immigrati a fuggire dai loro paesi? Se si puzzano di fame, dove rimediano tutto quel denaro? Migliaia di dollari a testa, con i quali potrebbero aprirsi qualsiasi attività commerciale a casa loro e invece che fanno? Affrontano pericoli mortali per venire qui da noi e farsi mantenere dallo Stato. Chi paga è lo stesso che abbatte i muri, il cui programma ce lha nel nome: ROCKFELLER. Invasione è una parola tabù, nessuno la usa nel governo italiano, accoglienza invece è la più citata. Basta cambiare le parole e si costruisce una nuova realtà

I Definitori (facitori della Parola Inversa) operano stregonerie ingaggiando il dottor Strange (detective dellOcculto) che sembrerebbe roba da fumetti, in realtà è colui che conosce il potere del Segno del Comando (noto sceneggiato Rai che nasconde la duplice parola di Potenza, Lord Byron-Roma), per fare stregonerie, ossia per rubare i beni pubblici facendo sparire dal paesaggio le tracce del passato. Spostano i confini fino a farli sparire. Un esempio su tutti. Il Patto Shengen/Carta 19 per leliminazione dellItalia come entità giuridica.

E tutto ciò avviene sotto i nostri occhi, alla luce del Sole. Invece i Massoni, onde evitare langelo sterminatore, hanno una targa sulla porta di casa che simboleggia un demone cornuto. Lorigine di questa orchestrazione è unica, e i metodi sono sempre gli stessi: ogni affermazione nasconde un codice che è la sua negazione, ogni interpretazione è equivoca. Volete conoscere i piani segreti che segreti non sono più? Leggetevi il New York Times, la documentazione insieme a quella opposta le trovate nel giornale più liberal e più fetente del mondo. Le stregonerie ormai sono palesi e distruggono, la magia è nascosta e risveglia. 

Il piano del Nemico è alla fine sin troppo chiaro, almeno per me: mettere in atto un colossale furto di anime per renderci sacchi di pelle riciclabili, commestibili per inverosimili alieni (profetico il film del 1988, Essi vivono, di John Carpenter). Interrompere i nostri collegamenti innati con Dio e alterare i comuni destini celesti, attraverso la sovversione del reale, così da spegnere ciò che ci anima e ci rende liberi. La componente vitale (divina particola di Luce) può essere isolata, innestata, potenziata, indebolita e anche imprigionata. Nelle mani sbagliate, questa possibilità donerebbe un potere devastante, scatenando un pericolo reale per tutti gli esseri viventi, non solo di questo pianeta e non solo di questo tempo.

La nostra colpa? Aver rinunciato alla magia (quella forma di fede che muove le montagne), in cambio della fisica dei quanti e della psicanalisi. Tradiamo noi stessi e la Creazione, da ciò la nevrosi planetaria. 

Vedo sul cielo di Roma apparire Saturno e i suoi anelli agganciare l’obelisco eliopolitano di piazza San Pietro. Il soglio è vacante, ma le chiavi sono ben custodite.

lunedì 15 febbraio 2016

Visioni di un antico avvenire




Quando siamo bambini sentiamo il futuro come i pesci del Diluvio. Sappiamo cosa succederà, ma non possiamo avvertire nessuno: chi mai ci crederebbe? Un senso di impotenza ci assale e col tempo perdiamo la magia. Man mano che cresciamo e che i nostri corpi si avvelenano di cibo e di sofferenza, e man mano che le nostre anime diventano sede di pensieri e di sogni contaminati, perdiamo quei sensi incantati, rinunciamo a quelle forze sovrumane. Per questo Scandurra, per esercitare appieno i poteri dell'aria e del fuoco, per sviluppare al massimo la potenza del suo sguardo, ha mantenuto intatta la sua natura creaturale, ancestrale. Ci diceva:

Risuonano ancora i passi degli dèi che siamo stati prima di diventare uomini, i passi delle potenze, delle energie, delle visioni, dei voli magici che ognuno di noi ha conservato. E anche ciò che abbiamo sentito prima, tutto questo risuona nella notte della selva* [*la memoria ancestrale]. Dentro ognuno di noi, nei ricordi di ciò che abbiamo ascoltato durante la nostra vita, balletti e pifferi e promesse e menzogne e paure e confessioni e grida di guerra e gemiti d'amore. Lamenti di agonizzanti, che abbiamo emesso o soltanto ascoltato. Storie vissute, storie future. Perché tutto ciò che ascolteremo risuona con anticipo, in mezzo alla notte della selva, nella selva che risuona in mezzo alla notte. La memoria è qualcosa di più; lo sapete? La memoria veritiera ricorda anche le cose che stanno per accadere. E persino quelle che non accadranno mai, anche questo ricorda. Pensate. Pensate un po'. Chi mai potrà riuscire a sentire tutto?, me lo potete dire? Chi potrà mai riuscire a sentire ogni cosa nello stesso momento e crederci?”.

Sul flipper la pallina corre, sbatte, accende luci, poi precipita inesorabilmente nella buca. Ecco, feci questo sogno più volte in un anno, il 1972, alternato all'incubo dell'onda gigantesca che mi sorprendeva sul bagnasciuga, mentre giocavo a riempire di sabbia un secchiello. La pallina del flipper era una piccola Terra, tutta azzurra e marrone che rotolava velocemente verso il game over. L'onda oscurava il cielo tanto era alta e altri bagnanti fuggivano atterriti. Sogni premonitori? No, sono soltanto visioni di segmenti temporali appartenenti ad una dimensione parallela alla nostra, che potrebbero tracimare nel nostro mondo, o almeno questa è la mia sensazione. Entrambi mi lasciarono sconvolto, un terrore profondo si avvinghiò intorno alla mia anima senza mai abbandonarmi.
Ho speso decenni ad osservare la nascita della paura. Dal niente, da un piccolo istante restiamo senza difesa, ecco nascere la paura. I più furbi si affrettano a ricoprirla come i cani i propri escrementi, riprendono il cammino con inalterata dignità, un'occhiata a destra, una a sinistra: niente, nessuno pare essersi accorto, la recita può continuare.
La paura e la viltà ci paralizzano, facendoci dimenticare chi siamo veramente; l'onestà, la comprensione, il coraggio, la potenza, vengono sostituiti con parvenze di personalità, stralci di essere, psichismi contorti e stitici, assumiamo un profilo sempre basso per non disturbare il grande Manovratore, il mastermind. Eppure l'insostenibile pietà che provo per il mio corpo mi persuade della sua naturale trascendenza, della potenza racchiusa nelle mie membra solo per pochi attimi messa a frutto: una qualunque mano aperta potrebbe rubare la scintilla divina e riversarla vittoriosa sulla malattia e la morte, incenerirle come lo specchio ustorio le navi assalitrici con la potenza del Sole. Ciascuno di noi sarebbe capace di miracoli per il semplice fatto di essere vivo e composto di un organismo, cioè di una forma organizzata, poi di forze vitali, poi di un’anima. Ho visto mani imposte su teste brucianti, su corpi dove già si era insediato il nemico; ammirato uomini e cose levitare; visto passare esseri attraverso i muri senza apparente cambiamento di stato; levarsi titani dai laghi vulcanici e avvicinarsi pericolosamente verso di noi; mi sono immerso dentro fossi puzzolenti per poi uscire su altre dimensioni. Siamo una piccola parte di Dio per il solo fatto di essere uomini. Dio aveva dunque dimenticato uno spiraglio nella rete compatta e micidiale della Creazione, una fessura nelle porte ferree del Regno, e da quel pertugio potevamo penetrare e depredarne i granai. Ci era del resto consentito, ma poi decidemmo di allargare la nostra conquista, la sete di dominio e di conoscenza crebbe a dismisura in noi. Violammo il limite e lo pagammo a caro prezzo. Il Padre Celeste però non ci sottrasse i poteri cosmici, li nascose nel posto più segreto dell'universo, dentro la nostra mente confusi tra sovrastrutture e latenze.
E così ci avviciniamo alla resa dei conti. Credevamo davvero di sfuggire al termine della notte? Ci risveglieremo in un'alba senza più i filtri della pietà e dell'onore. Sarà come riaprire gli occhi dopo una sbornia di vino dolciastro, conosceremo il sacrosanto terrore, antico quanto il mondo, attuale come la morte. Esso arriva in punta di piedi. Al mattino, il cielo sarà metà rosso e metà seppia. Ma non è il temporale. I padroni vi diranno che non è nulla, che si tratta soltanto di un incidente: pare, vi diranno, che abbia preso fuoco una raffineria. Fesserie. Non date mai credito a chi governa il mondo. Quel giorno la Terra sarà pallida e trasparente come mai la avrete vista prima. Accontentatevi di guardarla, non chiedete ancora spiegazioni.

lunedì 8 febbraio 2016

OLTRE QUELLA PORTA



È ora di dismettere i costumi di scena dell'Io sociale, usati, stracciati e miserabili, a costo di restare nudo. Il Sistema ci ha procurato tutta una serie di maschere, di sovrastrutture, al fine di allontanarci da ciò che siamo veramente; c'è riuscito attraverso il pensiero a senso unico, la propaganda, l'ideologia, l'adesione incondizionata a feticci scientifici, la scolarizzazione, l'ipnosi mediatica, presentandoci una religione umanitaristica svuotata da ogni anelito verso il trascendente. Gli arcontici oligarchi hanno vinto facile, dopo decenni di lavorio psichico. E ora? Beh, è tempo di levare le maschere, il carnevale dell'esistenza deve finire; è tempo di deporre gli scudi pomposi e i cuscinetti protettivi bagnati dal sudore di provvisorie agonie. Via le gratificazioni, le medaglie, via gli autoinganni e le sontuose inutilità del mondo moderno. Vogliamo rendere tutto, anche le cose usurpate.
Infine varcheremo la soglia della nostra essenza – presente ai confini dell'alba. Finalmente proveremo ad Essere, in preda ai travagli del parto pieno di promesse d'eternità. Vogliamo essere ebbri della nostra legittimità ancestrale.
Dovremo restare immobili, silenziosi nel cuore della trasmutazione, poiché regniamo su un frammento di Spazio ai margini della realtà. È il mistero dell'evidenza. Basta denudarci con un atto di coraggio e il Tempo si fermerà. Scopriremo che la linfa dei pensieri fa maturare le parole che incarnano l'idea: un'azione autenticamente magica. Se riuscissimo ad animare il nostro corpo da un ritmo universale, esso si libererà per un attimo dalla solita schiavitù. E allora ciò che diremo diventerà Parola.
Abbiamo capito che solo una notte invernale (il kali yuga, per intenderci), con tutta la sua tristezza, potrà permetterci di risuscitare l'interminabile battaglia metafisica, il senso per cui siamo qui, su questa Terra. Dovremo intravvedere un segno di intelligenza per non smettere di braccare la vita – la nostra vita; ma non ci dobbiamo illudere, lo specchio della mente farà in modo da farci vedere solo la nostra vecchiaia, l'impotenza che ci si è appiccicata addosso dopo anni di sociologiche adesioni. Dobbiamo osare, amici, osare correndo il rischio di entrare nell'ombra e cercando il passaggio segreto verso l'Io introvabile, tanto a lungo sognato. È giù in fondo al nostro abisso quell'Io antico, per millenni sepolto: eravamo dèi, tali nella nostra complessità vissuta come un insieme, capaci di assorbire tutta la sofferenza dell'umanità ma anche l'energia che alimenta gli Universi. E pensare che avevamo a disposizione la coppa dell'Abbondanza e l'abbiamo barattata per una pensione d'anzianità.

domenica 7 febbraio 2016

La porta nascosta




Il Graal è una frequenza ed ha una forma, sacra erotica magica, ed è quella della rosa; risplende di un'immensa luce, appartenente ad un altro mondo. È anche un calice? Sì, raccoglie lo spirito universale e lo dispensa a chi è in grado di captarlo perché ha sete di Cielo. Ma non è soltanto questo. Il Graal è una porta, una via d'accesso, un punto di inserimento verso un'altra dimensione. Esso è un varco nella realtà in cui noi uomini possiamo entrare e, nell'attraversarlo, il nostro corpo muta frequenza. Al di là del passaggio nascosto c'è una terra senza tempo. Tenacia e nobiltà d'animo, i requisiti richiesti. Purificazione continua, la procedura.
New age? Mah, cosa volete che mi importino le etichette, le classificazioni, le scuole esoteriche, le sociologie delle religioni, i settarismi, i movimenti ereticali, le ideologie. Io so solo una cosa importante, un segreto evidente. Veniamo alla luce qui per viaggiare altrove.

mercoledì 3 febbraio 2016

Qui si raccolgono le stelle




Quando iniziai la Via indicatami da Scandurra, non avrei mai immaginato che un giorno potesse nascere la necessità di rendere pubblico ciò che confidavo a pochi intimi. Anzi, pensavo al silenzio come l'unica difesa dal sistema incombente. Ho riscontrato subito che le Istituzioni perseguitano chiunque fugga dai suoi mefitici tentacoli. Ora sostengo la libera diffusione della conoscenza, qualunque essa sia, a dispetto del Potere che ci vuole imporre un pensiero unico. Lo scotto da pagare per aprirmi un sentiero nella foresta del Sistema è alto, le aspettative che creo pure, ma che importa, visto che alcuni non sanno dove andare e cosa fare e gridano la loro voglia di sapere. La mia decisione è più forte della ragione: non posso sfuggire al destino che mi spinge a tener duro, a rilanciare un'antica sapienza. Angoscia, disorientamento spirituale, paura, valori tradizionali che crollano giorno dopo giorno; ecco, di fronte a tali miserie come si fa a rintanarsi nel privato, in quella cuccia comoda costruita apposta per professionisti dell'esoterico e monomaniaci?
Mano a mano che ho affinato la visione, ho percepito la disperazione della gente. Ho pure scoperto che gli uomini portano dentro l'opposto di ciò che appare all'esterno; accumulando inferni diventa irraggiungibile la dimensione estatica, luminosa, edenica della Vita. Scandurra ci ha dato gli strumenti per superare lo stato di tenebra e se non facessimo il possibile per sanare e liberare la coscienza ferita di chi si rivolge a noi, sarebbe un'omissione di soccorso.
Il racconto delle Cronache, i pensieri e le esortazioni applicabili alla vita quotidiana di un occidentale, rappresentano una basilare ortoprassi per la guarigione interiore e il ricongiungimento con la fonte superiore di se stessi. È la mistica della Via rossa atlantidea, rudimentale nella presentazione, ve lo concedo, farebbe inorridire Eliade o Jesi, seppur da opposte posizioni, ma non riesco ad essere sistematico, la mia è una forma di mitopoiesi accroccata per essere trasmessa il più possibile fedele a ciò che ho ricevuto. Quello che so, lo devo far conoscere. Trasformare la vita degli altri, certo, è impresa titanica, anche per chi sia ben disposto. Non mi nascondo, comunque, che le difficoltà a volte sembrano proprio insormontabili. Posso correre, brigare, per quanto estensivo io possa essere, vedendo la vastità della vita che ci circonda, mi accorgo che da solo non ho la possibilità di far fronte a tutto ciò. Col blog ho lasciato cadere un po' di colore sulla riva del mare, una piccola onda può pure colorarsi, ma per l'oceano non fa alcuna differenza. Tutto sembrerebbe disperdersi. Come trasmettere la frequenza della Rosa nel modo più esteso e intenso?
Se fossi interessato solo alla mia realizzazione spirituale, non arriverei mai alla liberazione, perché è come se costruissi una bellissima casa e non mi volessi preoccupare della terra desolata che mi circonda. Posso chiudere gli occhi, ma il deserto avanzerà ugualmente e alla fine non distinguerò più la mia sontuosa villa dal nulla. Potrei fuggire dal mondo, ma non riuscirei a star bene lasciandomi dietro gli altri, delusi e vaganti in un mondo oscurato dal collasso. Continuo ad aspettare, quindi, fermo e ansioso davanti al Varco. Per alcuni dovrei andare incontro ai pellegrini, io ho scelto di attendere che si avvicinino. Cosa intendo per “avvicinamento”?
Colui che sparge i semi, non può mai immaginare quanto grandi diventeranno gli alberi, tuttavia sa che cresceranno.

domenica 3 gennaio 2016

La conoscenza è moneta per mendicanti di Dio




Dopo anni di pubblicazioni su questo blog e all'inizio del 2016, dovrei fare il punto della situazione. Nessuno me lo chiede, ma siccome ho stabilito un dialogo con voi, amici che seguite Il Grande Ignoto, e visto che da un po' di tempo son sempre più rari i miei interventi, credo sia giunto il momento di fare un bilancio.
Dopo l'entusiasmo che ha destato il mio racconto dell'esperienza scandurriana, si è verificata una flessione di contatti, dovuti in buona parte alle speranze disattese di molti fra voi. Speranze di dare una continuità, di ri-fondare l'anonima talenti, di sperimentare ciò che ho provato e descritto.
Poco mi importa di passare per inattendibile. Lo metto sempre in conto. Infatti Scandurra mi avvertiva di non preoccuparmi degli scettici, ma dei credenti. Già, perché un principio a me caro riguarda proprio questo: per vedere bisogna prima aver fede. È un atteggiamento decisivo per poter accedere a certi stati mentali e, quindi, entrare in altre dimensioni. Scrollarci di dosso la corazza dei pregiudizi, dell'acculturazione istituzionale, lasciarci alle spalle la secolarizzazione, rompere le catene della prigionia esoterica che potenze invisibili ci hanno messo addosso da secoli, è il primo passo.

Io credevo a 13anni di sapere e Scandurra mi fece capire che non avevo ancora aperto gli occhi. Il mondo era occupato a fare esperimenti con la materia, la Scienza ci diceva che dovevamo credere solo a ciò che era dimostrabile, poi apprendevo di non conoscere chi ero, cosa ci facevo qui, quali forze, quali intelligenze interferivano nella mia mente. L'uomo del XX° secolo era il più stupido mai esistito e me ne accorsi giorno dopo giorno. Il resto l'ho descritto in centinaia di post. L'intelligenza di fronte al mistero, amici miei, è l'umile serva del temperamento; usa le proprie risorse nella ricerca di giustificazioni apparentemente razionali per inclinazioni e impulsi che affiorano dal profondo e che, a ben guardare, di razionale hanno poco o nulla. L'inconscio rimuove in automatico tutto ciò che dà fastidio alla mente ragionante, che a sua volta è brava nel cercare appigli logici per giustificare ciò che logico non è. Poi ci sono le fobie, che consistono nella ripulsa immotivata verso situazioni ricorrenti che, se non evitate, possono scatenare l'angoscia.

Devo dire, a onor del vero, che chi mi ha seguito si è messo in una posizione di attesa, di sospensione dell'incredulità, per fare in modo che irrompesse il magico. E ciò è fondamentale, perfino attraverso un mezzo digitale, che mette una distanza tra chi racconta e chi ascolta. Ma certi messaggi son fuori da tempo e spazio, parlano direttamente all'anima ed io ho fatto affidamento su questo: chi è stato in grado di sentire ha ricevuto. Il segnale è stato forte e chiaro, il rumore di fondo non ha sporcato poi così tanto la ricezione.

Tutto ciò che ho descritto, dall'esperienza alle materie oscure, è sufficiente, mi domando, a mettere in moto un cammino iniziatico? Bisogna far parte di una confraternita regolare per procedere lungo il cammino? È mai possibile surrogare l'insegnamento con scritti digitalizzati? Leggere un libro che tratta di esoterismo è sufficiente per intraprendere la Via? A sentire Guénon, è impossibile prescindere da un Ordine tradizionale. Scandurra, invece, ha sempre affermato che molti possono essere gli strumenti per l'accesso, purché funzionali: un sogno, un incontro, una frase letta di sfuggita sul giornale, un segno dal cielo, un incubo, un trauma fortissimo. Tutto può servire per cambiare, per rivoluzionare la propria vita, basta essere disposti e cogliere l'occasione al volo. I riti d'iniziazione possono uscire dalla norma, spogli pure di liturgie canoniche, senza spade né mantelli. Il sacro e le energie che lo caratterizzano non sono vincolabili. A volte gli esoteristi peccano di ingenuità, mostrando pure una certa dose di timore di fronte alle potenze celesti e allora cercano di cristallizzare lo spirito, di legarlo a codici, a leggi che reputano definite. Come fai a imbrigliare il vento se non sai nemmeno da dove viene? Come puoi tentare di stabilire i limiti di manovra a ciò che è veloce come il fulmine? Il paradosso di una certa scolastica guenoniana sta proprio in questo: si denuncia i limiti della ragione e poi si vuol presentare l'Illimitato con i criteri cartesiani. Srinivasa Aiyangar Ramanujan traeva ispirazione dalla dea per le sue bellissime formule; Einstein leggeva con interesse Mondi in collisione di Velikovskij, libro eretico di cosmologia; Leonardo disegnava paesaggi alieni sullo sfondo della Gioconda; Kurt Gödel, logico e matematico di rilievo mondiale, vedeva demoni dietro la realtà ordinaria; Newton cercava la pietra dei filosofi e lo stesso Cartesio inseguiva i Rosa+Croce per tutta Europa. C'è dell'altro oltre ciò che si percepisce e i grandi uomini, noti e sconosciuti, lo cercano da sempre.

L'Iniziazione è un levare e un anteporre, che non tende a riduzione, ma che cerca una sorgiva, l'essenza ineffabile della prima-volta dell'apparire. Dopo decenni di viaggi, oggi studio il dramma cosmico. Ho ricevuto per far questo, il lumen quale energia irradiante sostenuta dalla disciplina dell'arcano. Atlantide, l'India, l'Egitto, Platone e i laconici presocratici, sono l'originaria fonte sapienziale del lucumone Scandurra, mediomante e psicopompo, oracolo cosmico e pioniere solitario dei Nove Mondi. Venditore di frutta e verdura ma pure agricoltore celeste, che ha operato su coloro cui il suo magistero ha potuto rivolgersi, manuductio ad coelum chimicum, per mostrare lo spirito della materia, l'ordine di tutte le cose e la voragine sempre rigenerantesi dell'immaginale; questo suo condurre è l'esperimento del più antico nel più profondo.
Per essere degni del suo insegnamento, non dovevamo farci abbagliare dal piacere, nemmeno confonderci col mondo delle masse e delle merci, pur rimanendo umili e disponibili ad aiutare il prossimo. Non ci sentivamo superiori a nessuno e non ci consideravamo migliori degli altri, ma eravamo gli unici a rinunciare a tutto. Il nostro compito, però, non è ancora terminato. Una missione che è di là dall'essere compiuta. Ci vorrebbe nuova linfa, nuovi viaggiatori disposti a tutto e senza rimpianti. Non me la sono presa comoda, ma attendo donne e uomini capaci di camminare senza grucce, in grado di vedere lontano e sentire in profondità. Vi è un polo dinamico e concettuale che collega tutte le energie, un fluido vitale alchemico che pervade agisce e muove, manifestandosi in vibrazioni ad alta frequenza che attende catalizzatori e casse di risonanza.

Ogni limite ha valore sacro. Ogni svolta è una decisione. Io ho rivelato più cose in pochi articoli di quante ne appresi i primi anni da Scandurra. Il problema qual è, ora? Mettere in fase la sintonizzazione col lumen in un processo di irradiamento della coscienza a potenziale elevato e per questo devo avere un contatto diretto col neofita. Attivazione catara, innesco del punto meraviglioso secondo il templarismo del cerchio interno, via isiaca: l'arte muta, il principio non può.

giovedì 31 dicembre 2015

Custodi del sacro fuoco


Tutti dovrebbero comprendere ed accettare la propria eredità spirituale, seguendo il sentiero che scava nel profondo dell'anima e conduce a luoghi segreti, ove sono ricchezze che la mera tecnologia non potrà mai offrire e che rendono l’Uomo capace di meraviglie.
Il blog IL GRANDE IGNOTO, è come una terra di passaggio, sottesa tra i mari, porto di partenza per le Terre Imperiture dove la nostalgia edenica spinge gli uomini spirituali a ritornare. “Beato chi trova in Te la sua forza e decide nel suo cuore il santo viaggio.” Queste parole del Salmo 83 sono riecheggiate per secoli nel cuore degli uomini: ovunque un eroe, un folle, un uomo di frontiera, un mistico o un avventuriero prendessero la difficile decisione di lasciare la propria casa e inoltrarsi verso l’ignoto, mettendosi in cammino. Da qui nasce l’esigenza di connettersi ad una rete verticale per il navigatore del nostro tempo, a cui viene offerta solo la possibilità di collegarsi ad una rete orizzontale – internet. Eppure nell’era della velocità, dello spaesamento e del sapere labile e nomade, si avverte la necessità di ancoraggi e di saperi non precari, non volatili. Da qui nasce l’impresa di ripensare la Tradizione.