Il
principale obiettivo di questo spazio virtuale è quello di
costituire una faglia energetica, un portale in grado di risvegliare
la mente e l’anima perché voglio ridare il via a qualcosa di
inopinatamente rivoluzionario, evocare forme ancestrali, tradizioni
dimenticate, poteri in esilio. Per operare scelte radicali ci vuole
coraggio che sfoci nell’atto eroico, anche se le nuvole
all’orizzonte minacciano tempesta. L’originario – il destino di
ogni essere – è il chiarore in cui tutto si illumina.
Chi legge "esamini tutto, ma ritenga solo ciò che è giusto".
La mente non è un vessillo da riempire, ma un fuoco da accendere.
domenica 24 dicembre 2017
domenica 17 dicembre 2017
MARIA VERGINE SCHIACCERÀ IL SERPE MASSONICO
IL
PUTRIDO MONDO MASSONICO
Da
anni tento di smascherare la satanica menzogna massonica, fatta di
gnosi spuria e di stregoneria privata; satanica menzogna che sin
dall’inizio ha travolto i progenitori e che oggi ha raggiunto un
vertice prossimo allo sterminio di uomini e cose. L’umanità
difficilmente si salverà dalle allucinanti manie di
autodivinizzazione e dall’idolatria del Vitello d’oro. Oggi il
programma satanico è all’ordine del giorno presso tutti i governi
d’Occidente, nelle forme più varie, utilizzando la semantica più
garbata per realizzare l’obiettivo di sostituire la realtà
dell’Essere, donatore di ogni bene, con il non-essere luciferino,
abisso in progressiva discesa di morte e di ogni male a cominciare da
quello delle tenebre mentali. Filosofia, scienza, morale pubblica,
medicina, cultura di massa, mass media, sessualità, ovunque troviamo
il non-essere, la putrida concezione dell’uomo moderno. Le stesse
gerarchie ecclesiastiche dal Vaticano proclamano l’evoluzionistica
dignità dell’uomo e di una materialistica sua promozione sociale,
come se Dio non entrasse più nelle umane vicende. Il potere segreto
internazionale ci sta precipitando in un genocidio universale che ci
elimina fin dal seno materno e ci accompagna con la cosiddetta buona
morte verso la fine, prima del tempo stabilito dall’Onnipotente.
Cultura di morte, è questa la mossa del governicchio italico, che
osa perfino definirla come un atto di civiltà, mentre Bonino piange
dalla gioia per una legge mortale. Se poi abbiamo la fortuna di
sopravvivere, la nostra vita non avrà un attimo di pace e libertà,
distrutti nei nostri valori fondamentali: lo Spirito, immagine di
Dio, l’anima, purificante soffio divino, e il corpo che con la sua
mente si disseta nell’acqua della verginità, zampillante sino alla
vita eterna. In queste tenebre sento blaterare una ossessiva
ripetizione sui “valori” che si riduce ad una babele navigante
sul nulla contro ogni vera Rivelazione divina.
ALCHIMIA
MARIANA
Tuttavia,
amici in sintonia d’onda, è necessario gridare ancora che il Regno
di Dio è prossimo. Allo stato attuale delle cose, secondo una
visione profana, può sembrare utopico proclamare un nuovo e salutare
cambiamento epocale, alla maniera new age. Eppure dobbiamo guardare
all’esempio di tutti i profeti, martiri e santi, noti e meno noti,
che si sono trovati spesso nella nostra situazione. Se noi avessimo
conservato la veste candida ricevuta nel battesimo avremmo potuto
continuare questa redenzione totale dell’uomo. Invece ora sopra di
noi fumiga e rumoreggia l’inferno, che non è certamente vuoto ma
zeppo fino all’inverosimile di anime dannate e diavoli.
Guardiamo
per primi ai doni naturali, giunti come siamo ad un inquinamento (più
psichico che fisico, checché ne dicano Bergoglio e i professorini
dell’ecosistema) che rende la terra anziché giardino dalle
immense capacità produttive per il sostentamento dei popoli e luogo
di bellezza pura da contemplare, atomo opaco del male carico di
scorie chimiche e mentali velenose. Dai doni naturali passiamo a
quelli preternaturali della nostra vita, soffio purissimo, palpitante
dallo Spirito divino. La chiave di volta per ottenerli è quella di
mantenere immacolato e splendente questo soffio che ci dona la salute
della mente e del corpo con la vittoria sulla morte, sull’ignoranza,
sulle basse passioni, sul lavoro alienante. Con questi doni si
ritrovano I tempi felici dell’Eden. L’unica via per conquistarli
è la venerazione alla sempre Vergine Maria che ci conduce a Gesù,
figlio di Dio. Da Lei, piena di Grazia, otteniamo l’aiuto per
superare le immonde passioni, in primis, la voluttà della conoscenza
proibita. Soltanto questo colpo d’ala mariana misteriosamente eleva
e trasfigura la linfa magnetica del nostro corpo per farne un’antenna
radiante nei miliardi di circuiti del nostro cervello, in un’alchimia
trasmutante. Allora si fa sentire al nostro spirito la voce e il
calore del colloquio dolcissimo ed estasiante col Padre Celeste, in
sintonia e pace perfetta con tutto il Creato a cominciare dal nostro
organismo, sanato da ogni malanno e isteria nevrastenica. Così si
riceve la sapienza nell’intima comunione con la Trinità di cui
siamo immagine.
martedì 12 dicembre 2017
Siate argini ai margini del mondo
Gesù non è un agitatore politico. Non gli interessa quale regime governa i popoli, né si fa sindacalista a favore del salario garantito. Lui ci parla dell’altro mondo, del Regno di Dio che è già tra noi e in noi, ed è un regno spirituale. L’azione umana non illuminata dallo Spirito causa solo divisioni e diatribe. Il diavolo è precisamente colui che divide. Malkutha è la parola aramaica per regno e la radice mlkh è anche quella per consiglio. Quando preghiamo “venga il tuo Regno” stiamo invocando la guida di forze spirituali e divine già presenti dentro di noi. Il regno è la presenza divina, la sovranità divina, non è un dominio terreno come lo immaginano gli ebrei. Nessun potere terreno può raddrizzare il legno storto dell’umanità, senza essere guidato da una coscienza illuminata. Con il passare del tempo il numero di miracoli compiuti da Gesù si riduce a zero, fino alla Resurrezione, miracolo assoluto di tutti i tempi. Eppure non chiede nulla a nessuno, se non ospitalità in cambio dei suoi insegnamenti. Il minimo indispensabile. Dio vede e provvede. Gesù è moralmente e spiritualmente esigente, non lo è materialmente. Gesù non acquista nulla. Dà e riceve in un costante flusso di scambi che non priva nessuno di niente, perché nessuno accumula più di quanto sia necessario. Non c’è un senso di inappagamento nel suo mondo, non c’è noia, non c’è frustrazione e quindi non c’è shopping compulsivo, c’è moneta di luce che va acquisita ma non c’è consumismo. C’è beatitudine, il piacere di un lavoro ben fatto e di un’interazione umana rispettosa, onorevole con tutti gli esseri degli universi. Questo è il Regno.
“I
provocatori, i soverchiatori, tutti coloro che, in qualunque modo,
fanno torto altrui, sono rei, non solo del male che commettono, ma
del pervertimento ancora a cui portano gli animi degli
offesi.”
Alessandro Manzoni
Alessandro Manzoni
“Qual
è il parassita più resistente? Un batterio? Un virus? Una tenia
intestinale? No, un’idea. Persistente, contagiosa. Una volta che si
è impossessata del cervello è quasi impossibile sradicarla. Un’idea
pienamente formata, compresa, si avvinghia qui dentro, da qualche
parte.” Film Inception di Chris Nolan.
Se si è turbati o
stanchi, se si ha una mente rigorosamente scientifica, consiglio
vivamente di fare a meno di leggere quanto scrivo. Per i profani di
professione, le mie asserzioni sembreranno antistoriche, fantastiche,
assurde; e lo sono per certi versi. In altri tempi, sicuramente
migliori, si sarebbe parlato di miti, di simboliche rappresentazioni,
ma non di fesserie buone per irrazionalisti patologici. Ma tant’è.
L’uomo moderno ha sovvertito tutto con capricciosi esperimenti
filosofici, scientifici, industriali, attirando la rovina su se
stesso e la sua famiglia. Io non sono servo di nessuno, amo Dio che
dona la vita e seguo leggi non scritte sui codici ma sul Libro
Universale; ciò che scrivo risulterà irrilevante a quelli che sono
legati agli ingranaggi del sistema, ma sbagliano a snobbare
indicazioni liberatrici, perché potrei dar loro la chiave della
prigione in cui si trovano senza saperlo, gratuitamente. So che il
denaro può comprare tutto tranne che la verità, perciò sono povero
di risorse materiali ma ricchissimo di ‘altro’ che qualcuno
ucciderebbe pur di averlo.
Ho una specifica
capacità della mente, la capacità di ritrarre la mia attenzione da
tutto ciò che si trova all’esterno, al di fuori di “Io”,
rivolgendola verso me stesso. E cosa scopro? Una sorgente
potentissima di energie radianti, elettricità allo stato puro, fonte
di conoscenza in cui passato presente futuro non sono più divisi ma
coesistono in un continuum. Non bisogna essere maghi o sensitivi, lo
siamo tutti almeno a livello latente. Bisogna però dedicarci una
vita per affinare, assimilare, sperimentare, risvegliare, le potenze
insite. Non prevedo ma vedo, leggo le dominanti, gli archetipi che
dirigono le umane cose. Come con i 22 Arcani Maggiori, finestrelle
che si affacciano sul mondo di là dal mondo. Perciò ‘vedere’ è
auspicare, è condurre le energie verso il traguardo desiderato,
oppure ‘vedere’ è percepire l’aria che tira.
Sento nell’aria un
profumo nuovo che sa d’antico. L’Italia potrebbe cambiar faccia,
Sì, perché la sua attuale sudditanza pietosa nei confronti di
potentati internazionali, che ha causato miseria e disperazione tra
noi contribuenti (non abbiamo più lo status di liberi cittadini), è
destinata a finire, in un modo o nell’altro, come tutte le
dittature che spargono veleni, già, perché a furia di seminar
trappole si rimane vittime delle stesse. I comunisti o quello che
resta, stanno per sloggiare da Palazzo Chigi. Alle prossime elezioni
prenderanno una tranvata di dimensioni storiche, paragonabile alla
caduta del muro di Berlino, e non perché l’opposizione sia
superiore per morale, cultura e capacità, macché. Saranno sbalzati
dalle poltrone del potere (effimero, poiché chi governa in Italia è
la Germania) perché il popolo, noi del web in buona parte, ci siamo
stufati del politicamente corretto, dell’umanitarismo peloso, delle
coop rosse, dei giudici organici alla sinistra, di Matteo Renzi,
dell’amatissima Laura Boldrini, di Grasso, Jovanotti, Littizetto,
fabiofazio, della redazione di La Repubblica insieme al guru Eugenio
Scalfari, della Stampa di Torino, del Corrierone e via elencando.
Dopo aver assaporato l’amaro calice della sconfitta, si
consoleranno ripetendosi che i barbari, i deplorevoli, le forzeoscure
hanno vinto, ma in loro si è ormai insinuato il germe del dubbio che
conduce alla paura. L’incantesimo di massa sta per essere infranto.
Ma quanto finora detto è solo la punta dell’iceberg di quanto sta
effettivamente succedendo. Ho ragione di credere che noi del web,
razza poco apprezzata dai piani alti, ecco, noi internauti dobbiamo
diventare gli argini del fiume in piena che vuol travolgere tutto.
Argini che dovranno dimostrare forza e coraggio per i tempi che ci
attendono. Intanto facciamo una considerazione sul profilo dei nostri
governanti, cioè di quelli che stanno in Parlamento, insomma su chi
risiede ufficialmente nella sala comandi. Si ritiene che la politica
mondiale sia tremendamente complicata e quindi incomprensibile, ma si
tratta solo di un poker per il potere, spesso incredibilmente
semplice, grossolano, primitivo. L’unica cosa che conferisce ai
politici un alone di superiorità è il fatto che essi mantengono
segrete le loro mosse e poi ci mettono di fronte ai fatti compiuti.
La nostra sorpresa e il nostro stupore ci inducono a pensare che
dietro il tutto debbano esserci state manovre estremamente
complicate, ma in realtà la cosa si distingue appena dai giochi di
guerra dei bambini: si tratta solo di un gioco di banditi. Basta solo
leggere le biografie degli uomini di Stato e dei magnati
dell’industria, dei banchieri, per rimanere colpiti dalla banalità,
dalla scarsità di variazioni nei motivi che li spingono ad agire.
Non è tutto. Dietro i politici di professione si muovono esseri dai
connotati sfuggenti, immorali, antiumani. Lo ripeto fino allo
spasimo: esiste un cerchio sovrastrutturale al sistema, che anni fa
denominai Il gruppo, oggi commissione Ultramondo. Codesto cerchio ha
le stesse caratteristiche dell’insieme delle forze che si
scagliarono e crocifissero Gesù Cristo, un mix di potere temporale
unito ad un’autorità spirituale oscura, sempre operante da
millenni, dai mille volti ma dal medesimo intento, quello di
distruggere il mondo per costruire sulle sue macerie una civiltà di
tenebra.
“Persecutori
dei buoni, odiatori della verità, amanti della menzogna, che non
conoscono la ricompensa della giustizia, che non si attengono al bene
né alla giusta causa, che sono vigilanti non per il bene ma per il
male; dai quali è lontana la mansuetudine e la pazienza, che amano
la vanità, che vanno a caccia della ricompensa, non hanno pietà del
povero, non soffrono con chi soffre, non riconoscono il loro
creatore, uccisori dei figli, che sopprimono con l’aborto una
creatura di Dio, respingono il bisognoso, opprimono i miseri,
avvocati dei ricchi, giudici ingiusti dei poveri, pieni di ogni
peccato. Guardatevi, o figli, da tutte queste colpe”. Didaché,
Dottrina degli Apostoli V, 2, I secolo
“[Satana]
sa di aver forza solo se si fa passare per uno che sta dalla parte di
Dio, per uno che sostiene la sua causa. Solo se si presenta come
devoto a Dio il serpente può essere malvagio. […] “Se il male si
mostra nella propria totale separazione da Dio, allora è del tutto
privo di forza, è uno spauracchio per bambini, non occorre temerlo,
anzi il male non concentra lì la sua forza, e per lo più su questo
punto attrae l’attenzione per distrarla da quell’altro punto in
cui effettivamente vuole aprirsi la breccia ed irrompere”.
Dietrich Bonhoeffer
DON
JUAN: «Rifletti per un momento e dimmi come spiegheresti la
contraddizione esistente fra l’intelligenza dell’uomo che
costruisce, organizza e la stupidità del suo sistema di credenze,
oppure la stupidità del suo comportamento contraddittorio. Secondo
gli sciamani, sono stati i predatori a instillarci questi sistemi di
credenza, il concetto di bene e di male, le consuetudini sociali.
Sono stati loro a definire le nostre speranze e aspettative, nonché
i sogni di successo e i parametri del fallimento. Ci hanno dato
avidità, desiderio smodato e codardia. Ci hanno resi abitudinari,
centrati nell’ego e inclini all’autocompiacimento».
CARLOS CASTANEDA: «Perché questo predatore ci avrebbe sottomessi nel modo che stai descrivendo, don Juan? Dev’esserci una spiegazione logica.»Don Juan: «Una spiegazione c’è ed è la più semplice che si possa immaginare. I predatori hanno preso il sopravvento perché siamo il loro cibo, la loro fonte di sostentamento. Ecco perché ci spremono senza pietà. Proprio come noi alleviamo i polli nelle stie…»
«sfruttiamo noi stessi senza ritegno i nostri animali: li mungiamo, li tosiamo, prendiamo loro le uova e poi li macelliamo o li rendiamo in diversi modi sottomessi e mansueti. Li leghiamo, li mettiamo in gabbia, tagliamo loro le ali, le corna, gli artigli ed i becchi, li ammaestriamo rendendoli dipendenti e gli togliamo poco a poco l’aggressività e l’istinto naturale per la libertà».
«La coscienza delle suole rispecchia la nostra immagine, la nostra superbia e il nostro ego, i quali alla fine non sono altro che la nostra vera gabbia.»
«La nostra mentalità da schiavi, che nella cultura giudeo-cristiana ci promette consolazione nell’aldilà, non porta alcuna vantaggio a noi stessi, bensì ad una forza estranea, che in cambio della nostra energia ci fornisce credenze, fedi e modi di vedere che limitano le nostre possibilità e ci fanno cadere nella dipendenza».
CARLOS CASTANEDA: «Ma come ci riescono, don Juan?» chiesi, sempre più irritato. «Ci sussurrano queste cose all’orecchio mentre dormiamo?»
DON JUAN: Sorrise. «Certamente no. Sarebbe idiota! Sono infinitamente più efficienti e organizzati. Per mantenerci obbidienti, deboli e mansueti, i predatori si sono impegnati in un’operazione stupenda, dal punto di vista dello stratega. Orrenda, nell’ottica di chi la subisce. Ci hanno dato la loro mente! Mi ascolti? I predatori ci hanno dato la loro mente, che è diventata la nostra. La mente dei predatori è barocca, contraddittoria, tetra, ossessionata dal timore di essere smascherata. Benché tu non abbia mai sofferto la fame, sei ugualmente vittima dell’ansia da cibo e la tua altro non è che l’ansia del predatore, sempre timoroso che il suo stratagemma venga scoperto e il nutrimento gli sia negato. Tramite la mente che, dopotutto, è la loro, i predatori instillano nella vita degli uomini ciò che più gli conviene, garantendosi un certo livello di sicurezza che va a mitigare la loro paura».
Carlos: «Ma se gli sciamani dell’antico Messico e quelli attuali vedono i predatori, perché non fanno nulla?»
Don Juan: «Non c’è nulla che tu e io possiamo fare se non esercitare l’autodisciplina fino a renderci inaccessibili.Ma pensi forse di poter convincere i tuoi simili ad affrontare tali rigori? Si metterebbero a ridere e si farebbero beffe di te, e i più aggressivi ti picchierebbero a morte. Non perché non ti credano. Nel profondo di ogni essere umano c’è una consapevolezza ancestrale, viscerale, dell’esistenza dei predatori».
Carlos Castaneda, Il Lato Attivo dell’Infinito
CARLOS CASTANEDA: «Perché questo predatore ci avrebbe sottomessi nel modo che stai descrivendo, don Juan? Dev’esserci una spiegazione logica.»Don Juan: «Una spiegazione c’è ed è la più semplice che si possa immaginare. I predatori hanno preso il sopravvento perché siamo il loro cibo, la loro fonte di sostentamento. Ecco perché ci spremono senza pietà. Proprio come noi alleviamo i polli nelle stie…»
«sfruttiamo noi stessi senza ritegno i nostri animali: li mungiamo, li tosiamo, prendiamo loro le uova e poi li macelliamo o li rendiamo in diversi modi sottomessi e mansueti. Li leghiamo, li mettiamo in gabbia, tagliamo loro le ali, le corna, gli artigli ed i becchi, li ammaestriamo rendendoli dipendenti e gli togliamo poco a poco l’aggressività e l’istinto naturale per la libertà».
«La coscienza delle suole rispecchia la nostra immagine, la nostra superbia e il nostro ego, i quali alla fine non sono altro che la nostra vera gabbia.»
«La nostra mentalità da schiavi, che nella cultura giudeo-cristiana ci promette consolazione nell’aldilà, non porta alcuna vantaggio a noi stessi, bensì ad una forza estranea, che in cambio della nostra energia ci fornisce credenze, fedi e modi di vedere che limitano le nostre possibilità e ci fanno cadere nella dipendenza».
CARLOS CASTANEDA: «Ma come ci riescono, don Juan?» chiesi, sempre più irritato. «Ci sussurrano queste cose all’orecchio mentre dormiamo?»
DON JUAN: Sorrise. «Certamente no. Sarebbe idiota! Sono infinitamente più efficienti e organizzati. Per mantenerci obbidienti, deboli e mansueti, i predatori si sono impegnati in un’operazione stupenda, dal punto di vista dello stratega. Orrenda, nell’ottica di chi la subisce. Ci hanno dato la loro mente! Mi ascolti? I predatori ci hanno dato la loro mente, che è diventata la nostra. La mente dei predatori è barocca, contraddittoria, tetra, ossessionata dal timore di essere smascherata. Benché tu non abbia mai sofferto la fame, sei ugualmente vittima dell’ansia da cibo e la tua altro non è che l’ansia del predatore, sempre timoroso che il suo stratagemma venga scoperto e il nutrimento gli sia negato. Tramite la mente che, dopotutto, è la loro, i predatori instillano nella vita degli uomini ciò che più gli conviene, garantendosi un certo livello di sicurezza che va a mitigare la loro paura».
Carlos: «Ma se gli sciamani dell’antico Messico e quelli attuali vedono i predatori, perché non fanno nulla?»
Don Juan: «Non c’è nulla che tu e io possiamo fare se non esercitare l’autodisciplina fino a renderci inaccessibili.Ma pensi forse di poter convincere i tuoi simili ad affrontare tali rigori? Si metterebbero a ridere e si farebbero beffe di te, e i più aggressivi ti picchierebbero a morte. Non perché non ti credano. Nel profondo di ogni essere umano c’è una consapevolezza ancestrale, viscerale, dell’esistenza dei predatori».
Carlos Castaneda, Il Lato Attivo dell’Infinito
“Quando
diranno: «Pace e sicurezza», allora una rovina improvvisa verrà
loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non
scamperanno”.
1 Tessalonicesi 5:3
1 Tessalonicesi 5:3
L’uomo
che fuma ce l’ha con Jeremiah Smith perché offre speranza agli
uomini e la speranza gli impedisce di controllarli:
L’Uomo Che Fuma: “Noi gli diamo la felicità, loro ci conferiscono l’autorità”
J.S.: “l’autorità di toglierli la libertà dietro la maschera della democrazia”
UCF: “gli uomini non possono essere liberi, perché sono deboli, corrotti, inutili ed irrequieti. La gente crede nell’autorità, si sono stufati di aspettare miracoli e misteri. La scienza è la loro religione. Non esiste una spiegazione più grande di questa per loro. E non devono mai credere in qualcos’altro se vogliamo che il piano proceda…Noi plachiamo la loro coscienza. Chiunque sappia quietare la coscienza di un uomo può spogliarlo della sua libertà”.Talitha Cumi, X-Files, Episodio 3X24
L’Uomo Che Fuma: “Noi gli diamo la felicità, loro ci conferiscono l’autorità”
J.S.: “l’autorità di toglierli la libertà dietro la maschera della democrazia”
UCF: “gli uomini non possono essere liberi, perché sono deboli, corrotti, inutili ed irrequieti. La gente crede nell’autorità, si sono stufati di aspettare miracoli e misteri. La scienza è la loro religione. Non esiste una spiegazione più grande di questa per loro. E non devono mai credere in qualcos’altro se vogliamo che il piano proceda…Noi plachiamo la loro coscienza. Chiunque sappia quietare la coscienza di un uomo può spogliarlo della sua libertà”.Talitha Cumi, X-Files, Episodio 3X24
Rischio
di citarmi addosso, ma credo di rendere bene il senso di quanto vado
dicendo da anni. Prendendo a prestito alcune riflessioni di uomini
dalla mente libera, posso allargare il discorso, prendere più scorci
dello scenario, in cui si mischiano elementi in apparenza diversi,
politici, religiosi, magici, escatologici, ma che alla fine
completano il quadro-mondo.
“La
nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di
carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di
questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano
nelle regioni celesti”. Efesini 6, 10
“Tutto
quanto esiste nell’universo, probabilmente, serve a un fine
positivo, cioè agli scopi dell’universo. Ma alcune parti o
sottosistemi di esso possono essere contrari alla vita. Dobbiamo
affrontarli come tali, senza pensare al loro ruolo all’interno
della struttura complessiva”. Philip K. Dick
“…Oggi
più che mai, disse, gli uomini dovevano imparare a vivere senza gli
oggetti. Gli oggetti riempivano gli uomini di timori: più oggetti
possedevano, più avevano da temere. Gli oggetti avevano la
specialità di impiantarsi nell’anima, per poi dire all’anima che
cosa fare…”
Bruce Chatwin, Le vie dei Canti
Bruce Chatwin, Le vie dei Canti
Cercate di valutare
nella giusta ottica il senso della mia tesi. Guardatela nell’insieme.
L’analisi distrugge l’interezza. Ci sono cose, cose magiche, che
devono restare intere. Se cominci a guardarne le singole parti,
svaniscono e ciò va impedito. Il Nemico si appoggia su questa
condizione della natura attuale dell’uomo, quella del solo
intelletto che di solito frammenta, analizza appunto, mette ogni cosa
sotto la lente d’ingrandimento e così gli sfugge la totalità del
reale.
“Credo
di riconoscere nell’opera di Hitler qualcosa che trascende le
responsabilità umane; credo insomma che il vero colpevole degli
orrori del nazismo non sia l’uomo-Hitler, ma una forza temibile
quanto gli Angeli di Rilke che si è servita di quell’uomo,
invadendo la sua volontà.”
Furio Jesi a Kerényi, 16 maggio 1965; Jesi & Kerényi, 1999
Furio Jesi a Kerényi, 16 maggio 1965; Jesi & Kerényi, 1999
mercoledì 6 dicembre 2017
Non ci resta che difendere il nostro diritto ad esistere
Scegliere come pontefice il nome Francesco essendo Bergoglio appartenente all'ordine dei gesuiti, è una
palese contraddizione. O la si coglie o si fa finta di niente. Il gesuitismo infatti mira a trasformare l'impulso del
Cristo in una signoria puramente terrena. Tradendo il volere del loro fondatore sant'Ignazio, pretendono di istituire il Regno di Dio in una patria terrena.
Senza chiedervi atti di fede scientifici o religiosi, posso affermare per esperienza che noi siamo immortali grazie alla nostra particolarità genetica ed animica che ci rende "presenti" all'interno di un sistema senza fine, sostanzialmente senza tempo; che facciamo parte di un universo in cui la materia e noi stessi siamo una dominante universale ed eterna; che il nulla e il vuoto non esistono perché il cosmo (a Nove dimensioni) è occupato da etere in movimento.
Scorgo purtroppo movimenti scomposti contro il nuovo ordine mondiale. Disorganizzati i tentativi di opposizione. Io che sono Nessuno ci provo a suonare la trombetta, ma fioca è la mia voce, scarsa l'energia, per dare corpo ad un movimento di opinione per donne e uomini risoluti a difendersi dal marchio della bestia. La massoneria francese addirittura ha la faccia come il culo di attaccare la Chiesa Cattolica definendola setta oscura, e chiede a Macron di levare di mezzo il presepe dalle scuole statali. In Italia senza che nessuno lo chieda apertamente, sempre più preti e insegnanti faranno a meno di usare simboli cristiani per il Natale ove possibile, per non offendere la sensibilità di ebrei e islamici. Siamo allo smantellamento progressivo del cattolicesimo, in cambio di una religione gandhiana, pacifista, volontarista, demitizzata, a-dogmatica. La puzza massonica inonda ogni plaga.
venerdì 24 novembre 2017
IL LATO OSCURO DELLA MELA E IL V° POSTULATO DI EUCLIDE
Oriente:
Nella Massoneria, si chiama Oriente ogni luogo dove si trova ed opera
una loggia; Grande Oriente è la loggia centrale, formata dai
rappresentanti delle varie logge di una nazione e presieduta dal Gran
Maestro. (dal Dizionario Enciclopedico Italiano – Treccani, 1958).
Se
un numero sufficiente di persone (da
3 a tutti i numeri dispari in poi))
riesce a volere fortemente la stessa cosa visualizzandola,
orientandosi verso la stella
di riferimento per riceverne influenza sottile, questa
cosa si realizza. Bisogna
che l'oggetto desiderato sia consono allo spirito del gruppo, ai suoi
fini, che vanno al di là degli interessi personali, altrimenti la
magia non funziona. La
parola Magia (come la parola Massoneria) viene dal greco massein,
fare, ammassare, to make, la massa del pane, il
libro Massa e potere di
Elias Canetti; il Kremmerz al
secolo Ciro Formisano, invece,
la fa derivare da mag, energia primordiale, lo
stesso Evola segue tale interpretazione; e
infine la terribile massa che tiene in movimento il pendolo di
Foucault, a Parigi, in rue Saint Martin 292, in cui Umberto Eco si
pone come testimone illuminato. Forse il segreto dei segreti sta
tutto qui. La Magia è un metodo (volontà x immaginazione2)
che gli antichi conoscevano e
adoperavano e che per Piero
Angela bisogna assolutamente dimenticare. La Massoneria in tutti i
suoi rami (v. Santa Alleanza nella Treccani) è una specie di Magic
business. Uniscono
gli utili al diletto di
praticare l'arte stregonesca.
Dispongo
sul leggio La sacra Bibbia, nell'edizione di padre Giuseppe
Ricciotti, e seguendo il consiglio di un vecchio amico comincio la
lettura a partire da Matteo 13.13 (“Per questo parlo loro in
parabole: perché pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e
non comprendono.”), dove si avverte che le parabole vanno
interpretate, altrimenti le cose che si ascoltano e che si vedono
non hanno senso. Questo aspetto vale anche per i testi esoterici e
magici. Non solo. La stessa Natura iniseme ai fatti storici debbono
esser letti sotto più angolature. Nel mio caso ho applicato diciamo
la seconda vista alla Realtà e alla Storia. Ho percepito la presenza
sotterranea di un'antica cospirazione globale, che pur con nomi e
simboli diversi ha interferito pesantemente sugli eventi noti ai più.
Che metodo uso? Comparo e sintetizzo: spulcio almanacchi, cronache,
raccolgo, decripto, cerco concordanze, tracce, fievoli orme, dicerie
e quanto utile per far luce sul mistero della Storia. Procedo
annaspando in un terreno perennemente scivoloso. Diventa sempre più
chiaro che certe cose non verranno dette ad alta voce; certi eventi
non saranno mostrati sul palcoscenico. La verità va sussurrata di
modo che le persone attente alla presenza dello straordinario possano
captarle e farne tesoro senza rischiare troppo. Alcuni uomini
appartenenti all'eterno complotto hanno ucciso, tradito, si sono
spesi oltre l'umano per appropriarsi del potere assoluto,
distruttivo, ossia il lato oscuro della mela; dicevo, per comprendere
i motivi di tale terribile corsa ad inseguire l'oscuro talismano
dell'arcano del potere, bisogna leggere in profondità, tra le righe,
scovare il metatesto, i simboli, disseminati tra mille libri,
monumenti, chiese, templi, racconti orali tramandati dai nostri
vecchi. Come si dice: leggere tra le righe. E cosa si trova tra le
righe? Spazi vuoti ma pieni di significato. Beninteso, il 90% delle
tracce son state rilasciate proprio dalla cricca degli oscuri, il
motivo? Innescare trappole e disseminarle nel bosco per ferire
l'ingenuo segugio in cerca di guai. Il rimanente 10% sono piccoli
semi, frutto di faticose indagini da parte di persone fededegne che
nel corso dei secoli si sono affaccendati per ricostruire uno
straccio plausibile di storia che non sia quella scritta dai
vincitori. Il noto saggio di politica Il Principe di Machiavelli, di
cui la CIA finanzia la pubblicazione in tutto il mondo, è il primo
tassello dove si dice che nella Città Nuova non c'è morale, il fine
giustifica i mezzi. Ecco, le persone che si cimentano nell'avventura
più folle di sempre, hanno la morale invertita.
Chi
non segue il pensiero invertito bensì aspira alla Luce come uomo di
desiderio alla maniera dei martinisti, rischia purtroppo sempre di
cadere, camminando sull'orlo può finire di cadere rovinosamente. Tra
i più noti cercatori della mela d'oro va riconosciuto Umberto Eco,
curioso ma non coraggioso abbastanza, ha fallito accontentandosi
della comoda appartenenza alla classe colta internazionale. Altro
“collezionista” di cose occulte è Quirino Principe, musicologo
di fama, traduttore de Il Signore degli Anelli (edizione
Rusconi-Bompiani) e sensibile all'odor di zolfo, non facendo parte
della cricca Ultramondo, è relegato ai margini (meglio per lui,
direi). Guido Ceronetti è un altro antiquario, ma è troppo
ammaliato dall'orrido, dalla patologia della civiltà, dall'estetica
del tavolo operatorio. Ovviamente considero Brizzi e Sibaldi,
volenterosi ragazzotti un po' in là con gli anni che giocano con
l'arte ma artisti non sono e mai potranno ambire a vedere i cieli
interni, troppo impegnati a vender teleprodotti. H.P. Lovecraft
poteva essere un eccellente cercatore del talismano, ma seguì i
propri incubi da non vedere la Luce in quel di Providence, per lui
esisteva solo il lato oscuro della Realtà e la sua condizione di
indigenza lo fiaccò parecchio e influì sulla visione d'insieme:
comunque i mostri partoriti dalla sua fantasia somigliano troppo a
quelli reali del basso astrale. Thomas Pynchon sarebbe sulla strada
giusta se non si facesse irretire dalle sirene letterarie post
moderne. Gustav Meyrink fu ad un passo, Kafka mai, uomo senza fede e
dedito all'onanismo, Tolkien vide oltre il velo grazie alla sua
fede, Thomas Merton vide l'unità grazie alla trappa, Simone Weil
sfiorò l'arcano e forse la Luce, Colin Wilson ci andò vicino,
Dalmazio Frau si sta attrezzando con buone chance, Heidegger girò
intorno al Logos, Ettore Majorana fu portato in alto dal neutrino e
contemplò il Grande Mattino del Mondo, Zolla perse la via per un
piatto di lenticchie Adelphi, Pirsig viaggiando in moto ci passò
davanti, John Blofeld percorrendo le vie della seta incontrò
viaggiatori dei regni nascosti, Sri Aurobindo agganciò il
sovramentale e lo fece discendere ma non lasciò eredi, Carlo
Carretto trovò Dio nel deserto e padre Pio squarciò maya e mostrò
la potenza di Gesù. La lista è lunga ma molti i fallimenti.
Ma
ora parliamo del lato oscuro. Volete degli esempi? Ve li do,
banalissimi, ma anch'essi se letti in codice svelano l'occulto:
l'uomo
brucia le foreste dell'Amazzonia;
la
Juventus favorita dall'arbitro nella partita contro il Napoli;
un
soldato spara contro un gruppo di bambini armati di sassi.
E
quest'altro:
”C'è
chi chiama bene il male e male il bene” (Isaia).
Sono
tutte affermazioni dove il giudizio morale non c'è ma ce lo mette il
lettore. Ha fatto bene o ha fatto male l'arbitro? O l'uomo? O il
soldato? Certamente a Napoli non hanno nessun dubbio, ma a Torino?
Perfino Isaia non sa risolvere il dilemma e non è l'unico: la Bibbia
è piena di affermazioni eticamente neutre. Prendiamo il caso di
Gesù. A noi cristiani piace pensare che Gesù, ossia Dio, sia
infinitamente buono e giusto, che non divide gli uomini tra eletti e
inferiori, che ci vuole liberi da costrizioni e da precetti, che
tutti possiamo accedere al Regno, ma è un'idea nostra, nasce dalla
cultura contadina e dai padri della Chiesa e non trova riscontro tra
i talmudisti. Per noi, Lui è Via, Verità e Vita e basta.
Eppure
ci sono persone maledettamente influenti che decidono le misure per
leggere la realtà. Quando alcuni uomini di potere (sia quello
economico-politico che quello occulto) dicono che è ora di cambiare
cultura, ed hanno ai piedi tutta la stampa per dirlo più forte,
intendono dire che dobbiamo tutti cambiare 'psi' o albero o
prospettiva o punto d'osservazione. La funzione psi per il fisico
Louis De Broglie: “La funzione psi rappresenta, preso nella sua
interezza, lo stato delle conoscenze di un osservatore, preso
nell'istante considerato, della realtà fisica che sta studiando. Non
c'è da stupirsi se in pratica la funzione psi cambia da un
osservatore all'altro». (Margins of Reality, 1986). Invece per me e
per voi fare il Male al posto del Bene è sbagliato, è appunto male,
e non si deve scambiare Dio col Diavolo. Semplice, no? Direi
naturale, senonché per quelli della commissione Ultramondo il Bene e
il Male se invertiti possono tornare utili in caso di conflitto
perché disorienta gli avversari, cioè noi cristiani. Sempre per
noi, il Bene e il Male sono due strade che non si incrociano mai,
simboleggiate da Dio e dal Diavolo. Ma è proprio vero che due rette
parallele non si incontrano mai?
A
rigore due rette parallele non si incontrano mai perché sono così
per definizione, ossia se si incontrassero non sarebbero più
parallele. Il problema incuriosisce un po' tutti, e non è limitato
al Bene e al Male. Oltre che nella morale l'abbiamo incontrato in
fisica, in politica, e – naturalmente – in geometria. Infatti, il
problema è rappresentabile con il teorema delle rette parallele che
formano sempre angoli uguali quando una retta le incrocia entrambe, e
ciò significa che non si incontrano mai. Il quesito è contenuto
nella Stella di Raffaello che Euclide mostra agli allievi in
Vaticano, nel famoso affresco delle Segnature. Il disegno che Euclide
indica agli allievi è la segnatura di partenza. Il disegno è stato
fatto col gesso su una lavagna per simboleggiare che può essere
corretto. Secondo la geometria corrente due rette parallele non si
incontrano mai a causa del postulato di Euclide, e quindi è lecito
immaginare che cambiando postulato le rette alla fine possano
incontrarsi pur essendo parallele. Su tutto questo però aleggia un
certo sospetto. A che serve il postulato di Euclide? Se non basta la
definizione a far rimanere staccate due rette parallele, come mai
invece basta la definizione a far rimanere retto un angolo di 90
gradi? Come mai una retta non ha bisogno di postulati per proseguire
retta verso l'infinito?
Dato
il mondo in cui stiamo vivendo, viene in mente che Euclide col suo
postulato è stato messo lì da Raffaello proprio per essere tolto
quando avrebbe fatto comodo. Quando sarebbe arrivato il mortale piano
massonico dell'inversione di significato.
In
Vaticano, grazie a Dio, Bene e Male da due millenni a questa parte
sono come le rette parallele, ma non escludo che da oggi niente sarà
più come prima. Raffaello ha espresso la questione così: ha dipinto
Euclide (che simboleggia la geometria basata sui suoi postulati) lo
ha circondato di giovani apprendisti, e lo ha raffigurato curvo su di
una lavagnetta, mentre con un compasso esamina un disegno fatto col
gessetto. Il disegno rappresenta una stella a sei punte e al suo
centro si vedono due rette parallele attraversate da una retta che le
incrocia. È il teorema che tutti i ragazzi conoscono, in cui si
dimostra che una retta, che attraversa due rette poste in un piano,
genera angoli uguali se le due rette sono parallele. Euclide col suo
postulato tiene diviso il Bene dal Male e infatti sembra che sia a
causa di questo postulato che la Juventus vincerà la partita anche
se il Napoli avesse ragione. Se non ci fosse Euclide a dividere le
due categorie assolute, la squadra di Torino vincerebbe con la
prepotenza avendo anche ragione. A questo serve l'inversione di
significato, e ai bambini di adesso, il cui addestramento alla vita è
affidato ad internet e alla televisione, gli insegnano che nella
favola del lupo e dell'agnello è il lupo che ha ragione perché è
il più forte, detta le regole del gioco, come il maschio alfa è
dominatore.
Ricordate
il presidente della Democrazia Cristiana, onorevole Aldo Moro? Alla
luce di quello che accade oggi sembra una parabola oltre che una
tragedia. La chiave sta in quella frase che i giornali gli
attribuivano spesso: le convergenze parallele tra democristiani e
comunisti. Se le convergenze restano parallele avviene quello che
avviene con il Bene e il Male dei contadini, che viaggiano su due
binari che non si confondono mai. Moro, nella parabola, era
l'ostacolo che si frapponeva alla convergenza delle parallele.
Togliendo di mezzo Aldo Moro è stato possibile realizzare la
convergenza delle parallele, ossia l'inversione di significato.
Chissà se il povero Moro si rendeva conto che lui stesso era il
simbolo vivente (in coppia con Giulio Andreotti) del teorema di
Raffaello. Moro non significa “scuro di pelle”, ma
latino/arabo=chiunque di noi. Pensate alle zone di diffusione
dell'arte moresca. Il cambiamento di significato della parola negli
ultimi duecento anni è stato indotto ed è uno degli innumerevoli
trucchi che la cricca imperante ha fatto grazie al sistema scolastico
e mediatico. Il mondo intero ha saputo che le convergenze non sono
più parallele quando il Presidente Moro è stato ucciso. Andreotti
(andros, “uomo” nella lingua greca, altro nome simbolico) ha
rappresentato l'antica arte della politica, quella del compromesso,
dell'inciucio permanente col nemico, l'unica strategia per tenere a
bada comunisti e massoni, così da relegarli in posizioni secondarie,
non predominanti. C'era riuscito? A furia di toccare la merda, il suo
puzzo si attacca alle mani, per quanto sapone si usi.
Una
delle sculture più famose, a Roma, è la statua di Mosè, che
contiene dei significati nascosti, rappresentati dalle corna e dal
ginocchio nudo. La metafora di chi è Mosè è abbastanza scoperta.
La statua famosa con le corna e col ginocchio nudo è di Michelangelo
Buonarroti e sta a San Pietro in Vincoli. Dove sta? Dove sta Mosè
San Pietro (ossia il Vaticano) è in vincoli, è legato. Questa è la
prima metafora. L'altra è costituita dalle corna, che offrono
diverse interpretazioni. La prima è quella delle guide turistiche:
“Michelangelo scolpì le corna per errore. Comunque la statua
appena fatta sembrava viva, e Michelangelo le dette una martellata
sul ginocchio e disse non parli?”. La seconda interpretazione è
questa: quelle corna Michelangelo le scolpì al posto di raggi,
perché aveva letto male il contratto, che era in lingua greca.
Infatti in greco “raggi” si traduce con una parola simile a
“keren”, corna. Codesta spiegazione rassicura quelli che
conoscono la storia segreta del segno del comando menzionata nella
pietra di Bajazet. L'errore fu voluto dal genio di Michelangelo come
l'ombelico che disegnò ad Adamo. Le corna sono le parallele che non
si incontrano (ma anche le antenne che captano lo Spirito Universale
alchemico), conferma se ci fosse bisogno che il cristianesimo è
davvero la creazione da un genialissimo e segretissimo know-how e per
tale motivo è il bersaglio prediletto che dovrà essere distrutto o
cambiato dall'interno dai massoni e dagli araldi del pensiero
liberale illuminista-illuminazionista. La Repubblica di Eugenio
Scalfari e Il Corriere della Sera svolgono abilmente il compito e i
gesuiti da par loro, giorno dopo giorno seminano bocconi avvelenati
sul terreno dottrinale del mondo cattolico.
Il
segno del comando è l'arcano del potere per antonomasia, è il
frutto proibito dell'Eden, la mela tagliata in due parti, oggetto di
meditazione presso il cerchio interno dell'alta massoneria azzurra,
porta che aprirebbe ai segreti del 33° grado R+C. Gli stregoni
credono di possedere il catalizzatore di energie e potenze occulte
(il baphomet), ma alla fine è esso che li possiede e come recita la
Treccani, “catalizzatore è quell'elemento, fatto, avvenimento che
favorisce o accelera il formarsi e lo svilupparsi di tendenze,
processi...”.
domenica 5 novembre 2017
Il viaggio non è la meta
Per
aprire lo scrigno della Sapienza bisogna reperire un mazzo di chiavi
di vetro. Cosa alquanto difficile, ma anche trovandole si rischia
facilmente di romperle. Non si può scassinare la serratura, essa è
a prova di ladro perché soltanto chi ha il potere di “vedere”
può trovare il buco della serratura e inserirci l'apposita chiave.
Per dire che quanto appare non è la realtà, è un riflesso di essa
e bisogna essere attrezzati per tentare di vedere oltre l'apparenza,
il cammino infatti è assai tortuoso e pieno di insidie, facile
confondersi e prendere lucciole per lanterne. Ora, i Massoni moderni
hanno ricevuto per eredità lo scrigno, ma purtroppo per loro hanno
smarrito la chiave e anche se ce l'avessero sotto il culo, non se ne
accorgerebbero perché ciechi. È la iattura che subisce un antico
Ordine che ha perduto la strada di casa. La stessa interdizione la
subiscono gli studiosi del passato, storici, antropologi,
psicanalisti junghiani, soprattutto i cultori degli antichi misteri
alle prese con materiali ermetico-alchimistici di cui ignorano le
leve di comando. Per non parlare dei cosiddetti interpreti delle
Centurie di Nostradamus.
Tutti
gli esperti del famoso profeta, almeno nell'immaginario comune, si
son fatti un nome per tradurre le sue centurie, tentando inutilmente
di venirne a capo, partendo dal presupposto arbitrario che si
trattasse di profezie. Quanto ai risultati, beh, le previsioni si
sono rivelate sbagliate come quelle di Renucio Boscolo. Mi domando: è
mai possibile che nessuno si sia chiesto se ci fosse un'altra chiave
di lettura di quegli scritti oltre alla tesi profetica? Nostradamus
non fu un profeta nel senso profano che intendono i moderni, che
seguono le banalità astrologiche di furbi “esperti” televisivi;
il visionario francese intorno al 1550 produsse una mole di scrittura
oracolare, nel senso di criptico, che solo un iniziato ai grandi
misteri poteva elaborare. Michel De Nostradame, il suo nome, redasse
le famigerate quartine ad uso interno di un ordine iniziatico che
raccolse la scottante eredità templare, malgrado la riservatezza del
materiale fu necessario divulgarlo poiché molti dei suoi componenti
erano sparpagliati se non nascosti in tutto il continente. Ognuno di
loro possedeva le chiavi d'accesso per interpretare le istruzioni
onomantiche. Hanno un valore pure oggi? Sono solo reperti di un'epoca
scomparsa, oppure conservano valenze procedurali iniziatiche ancor
oggi per qualche degno cercatore? E qui vengo al nocciolo della
questione. Esistono ancora regolarità iniziatiche nell'anno del
Signore 2017? Chi si fregia del titolo di regolarità, di legittimo
depositario dell'arcano, lo è effettivamente o millanta crediti
inesistenti? Non solo. Vi sono adepti che virtualmente possiedono a
pieno titolo la legittima successione, ma hanno tradito il mandato ed
invertito il segno, così da diventare un bubbone pernicioso nel
tessuto sociale delle nazioni. Il panorama non è dei più rosei,
almeno per chi come me considera le società esoteriche necessarie
per custodire il linguaggio dei simboli, i rituali, le dottrine
sapienziali. Finché c'erano, assicuravano la continuità della
Tradizione in ogni suo aspetto, la difendevano contro eresie e colpi
di mano. Il percorso era sicuro per ogni aspirante alla Luce: seguire
un iter una volta ammessi nel cenacolo interno di un Ordine, in
grazia del quale l'adepto dovrebbe pervenire alla integrale
corpificazione dello spirito e spiritualizzazione del soma, secondo
gli assiomi alchemici. Oggi sembrano illusioni, sicuramente lo sono
per chi ignaro segue i corsi di quei praticoni dell'occulto che
mischiano dottrine e tecniche in un minestrone insipido e privo di
nutrimenti: Gurdjieff-tantra-yoga-alchimia, vi viene in mente
qualcuno? Eppure malgrado la latitanza di ordini iniziatici
legittimi, si può sempre cercare la Salvezza e la Liberazione che
sono le mete sempre valide dall'alba dei tempi. È pur vero che per
raggiungere codesti traguardi si debbano acquisire stati di coscienza
ampi e profondi, per giungere all'illuminazione. Scandurra più
prosaicamente indicava come aprire i rubinetti mentali per attingere
le energie che sostengono le dimensioni. Il resto è superstizione,
appagamento psicologico, narcisismo, vanità
sabato 28 ottobre 2017
La fiamma è ancora accesa
Nel
Vangelo di Matteo i sacerdoti zoroastriani sono presentati come ‘Re
Magi'. Sono indovini (e infatti sapevano già cosa cercare, dice
Matteo «cercano il neonato che è re dei Giudei») e sono astrologi
(infatti lo seguono seguendo la Stella) e portano doni, oro, incenso
e mirra. I Re Magi dei Presepi che le chiese cattoliche preparano per
Natale, e anche quelli che attraversano Roma in barca, sono vestiti
come 'Turchi' e sono scuri di pelle. Quelli del gruppo marmoreo della
chiesa Aracoeli a Roma sul Campidoglio sono neri come il catrame. I
tre Magi sono al servizio di Erode, ma dopo la nascita di Gesù
“essendo avvertiti nel sonno” tornano al loro paese in Oriente
passando per un altro cammino. I Re Magi oggi riposano a Colonia,
dentro un sarcofago aureo. Prima stavano a Milano da dove — dice la
guida — “furono trafugati”. Con tutto il resto? Mago in
Matteo 2 designa l'adepto
di un ordine o casta di sacerdoti astrologi e indovini della
religione persiana di Zoroastro (Zaratustra). Nell'Antico Testamento
si designano così i saggi di corte, i consiglieri e gli indovini
ufficiali dei re. Negli Atti degli Apostoli sono menzionati Simon
Mago e Elima Bargesù, che praticano
le arti magiche.
Oggi la
magia per noi
Cattolici è
la preghiera, l'imposizione delle mani e l'unzione con l'olio santo.
La
magia per i massoni, invece,
è importantissima perché sta nel nome: massa
moltiplicata e sublimata grazie alla volontà, thelema, notoriamente
decisiva per ogni operazione occulta.
I
seguaci di Martino
de
Pasquali,
Claudio di San
Martino e
di altri celebri illuminati, sostenevano la possibilità di
comunicazioni dirette con l'invisibile e in Russia, dove queste idee
trovarono un terreno fertilissimo, nel 1818 il libro prediletto (in
questo contesto) era la Bibbia, il
principale manuale di arti ermetiche.
Storie
mitologiche e bibliche furono il primo soggetto dei primi scrittori.
Servivano ad attribuire a forze esterne la magia e a sostituire
quelli che Carlo
Gustavo
Jung chiama gli archetipi inconsci del comportamento umano. Fondatori
della santa alleanza massonica erano Russia, Prussia ed Austria, che
quindi hanno operato in concordia. Metternich li chiamava
scherzosamente i Re Magi. Napoli e Spagna erano definite zone di
intervento, e fu preso l'impegno di non deporre le armi fino al
raggiungimento dello scopo: la
Santa Alleanza. Il mondo del paranormale comprende la magia spicciola
di tutti i giorni che la scienza non sa spiegare. Un fenomeno è
definito paranormale quando non è spiegabile. Se un fenomeno è
spiegabile oppure lo diventa, come le meteoriti che erano fenomeni
paranormali fino ai primi del secolo tra i fautori del vecchio
firmamento, allora non è più paranormale. Col risultato che chi si
dedica allo studio del paranormale studia dei fenomeni che a priori
sono definiti inspiegabili. Mangiare il brodo con la forchetta. Il
paranormale è magia spontanea senza dottrina e
perciò non ripetibile a piacimento.
E se la gente vuol sapere che cosa pensano gli scienziati della
magia? La maggioranza degli scienziati sono razionalisti, ossia
negano potere all'intuizione. Gli scienziati illuminati sono
veramente pochi, e questi trovano già ciò che gli serve col sistema
della “verità plausibile”. Al di fuori della loro cerchia alcuni
scienziati hanno tentato qualche indagine, secondo il biologo Lyall
Watson, e in particolare Platone, Pitagora, Kammerer (il Linneo delle
coincidenze), Eddington, certamente il cripto-alchimista Isacco
Newton ''tutti sospettavano l'esistenza di un qualche principio che
trascende le leggi di causa-effetto, qualche tipo di forma che
modella gli eventi, una specie di armonia dell'universo che precede e
forma il contenuto delle cose''. Per questi scienziati fu preparato
un libro importantissimo, da Wolfango
Pauli, premio Nobel per la fisica e da C.G. Jung, psicologo, che uscì
nel 1952. Nel libro le coincidenze inspiegabili vengono attribuite ad
un principio che collega tutto senza rapporto di causalità ed opera
indipendentemente dalle leggi conosciute della fisica classica. Hanno
escluso che questa forza sia controllabile dagli uomini, o che
controlli gli uomini. «È una forza che tende ad imporre il suo
stile di disciplina sul caos imposto dal secondo principio della
termodinamica», che i due non mettono in discussione. Le leggi
naturali, hanno osservato, non sono assolute. Sono verità
statistiche che funzionano secondo la legge dei grandi numeri e
lasciano spazio alle eccezioni. E quando queste eccezioni operano
contro il tempo o lo spazio e legano gli avvenimenti in modi strani
ed inaspettati, in quei casi si tratta di coincidenze significative.
A quei fenomeni hanno dato nome “sincronicità”.
Vengono presi in considerazione quel mazzetto di fenomeni notissimi
che vanno sotto il nome di parapsicologia, oppure il mondo dei
quanti, che è totalmente paradossale ma nessuno se ne accorge perché
è studiato in una materia che si chiama fisica. C'è gente che si
siede davanti ad una goccia d'acqua che cade su una lama e cerca di
spingere di qua o di là la goccia col potere della mente, e
moltissimi ci riescono. La psicocinesi è una magia ammessa; la
sovietica Nina Kulagina, è il nome più noto, e la documentazione
relativa (un film la mostra mentre separa con la mente il tuono
dall'albume di un uovo rotto in un acquario davanti alle cineprese)
fu presentata al mondo dall'Accademia sovietica delle Scienze. Che
succede se uno scienziato scopre qualcosa contrario allo schema
antimagia? All'inizio, fine Settecento (ma gli anni si contavano
diversamente) gli illuminati credevano che la mente dell'umanità
generasse tutto, visto il potere che gli uomini avevano dimostrato in
Egitto, dove il metallo più duro era il rame e le tombe dei re
sembravano scavate nel formaggio. Fino a metà Ottocento non erano
ammissibili scoperte come i fossili (immaginati da chi, se l'uomo non
c'era ancora?) oppure la profondità del Firmamento, oppure i
meteoriti. Galileo Galilei rappresenta lo scienziato italiano che
incontra durante le sue ricerche una verità diversa da quella
dell'Accademia. Il succo della parabola di Galileo è che deve cedere
ai teologi, anche se è padrone di tenersi le sue opinioni in
privato. I teologi al vertice sanno perché: non si può generare la
vera magia con l'ammaestramento degli uomini perché questo non
basta. Il massimo che possono sperare è una sostituzione finale
della magia artificiale con quella naturale, dopo che la gente ha
dimenticato come si faceva. La magia naturale, quella che toglie il
peso alle cose (la
gravità è uno stato mentale)
e rende belli i paesi ed i paesaggi fatti dall'uomo, richiede la
collaborazione dell'intero tri-regno e non può essere violentata. La
storia della scienza e della religione è la storia di continui
rappezzamenti delle idee originali perché gli illuminati man mano
che la scienza procede, non si accorgano del furto sbagliato. Nei
libri la doppia informazione consiste in questo: solo agli illuminati
viene insegnato che il mondo è generato dalla magia ('mente',
oppure 'mana')
mentre a tutti gli altri si danno versioni diverse di tutti i
fenomeni altrimenti senza
spiegazione,
a seconda del livello accademico
in cui si trovano. La teoria vuole che il mondo immaginato dagli
illuminati, con un po' di aiuto, prenda vita: la magia, appunto.
La simbologia delle parole, dei numeri e dei significati fa parte del
cerimoniale, così
le maschere e i codici per individuarle. Tutto è collegato da segni
nelle tre dimensioni, e con le regole della cabala occidentale
(l'argotico) si possono immaginare tutti i nuovi mondi che si vuole
fino a
vederli per davvero, ma
non sono allucinazioni bensì focalizzazioni.
Cominciata forse con un po' di luce, la scienza è finita nel peggior
oscurantismo: l'hanno messa a servizio del
tecnomillenarismo apocalittico
e i vertici istituzionali
sono stati lentamente convertiti al postulato di Euclide. Sono le
baronie universitarie e le grandi case editrici. Anche i gesuiti ad
un certo punto si sono mossi verso
la demitizzazione.
Bergoglio e il suo Generale dell'Ordine sono
particolarmente indaffarati nell'imporre
il riduzionismo
al
cattolicesimo,
in un'opera
senza precedenti in perfetta linea con i nuovi amichetti luterani.
Se è impossibile dimostrare che i dinosauri siano
stati creati dalla mente dell'uomo, togliamo almeno il sospetto che
la creazione sia un fatto continuo, di adesso mentre sto scrivendo.
Diciamo tutti che la creazione “ci fu” un tempo, e non occorre
nemmeno insistere tanto sul concetto del Creatore. Induciamo
a credere, a colti e a ignoranti,
la banale
teoria del Big
Bang iniziale e lasciamo la Creazione fuori dai programmi di studio.
Nemmeno gli illuminati si accorsero che la verità era stata scoperta
e subito nascosta di nuovo. Alle
facoltà di
fisica
Alberto
Einstein è
ancora un'icona intoccabile,
se
poi la
negazione dell'etere
non risolve
i buchi logici e sperimentali, pazienza.
I dati raccolti fin qui a LHC dai due esperimenti del
CERN di Ginevra responsabili della scoperta del bosone di Higgs, non
hanno trovato nulla. Dov'è allora la notizia, e qual è il
significato di questa "non scoperta" per la fisica delle
particelle, e in generale per la nostra comprensione delle leggi
fondamentali che regolano la natura? In
realtà la prova latita
malgrado i miliardi di dollaroni generosamente offerti da enti
internazionali (chi c'è veramente dietro le congrue donazioni?). A
cosa servirebbe 'sto bosone?
Sembra
anch'esso una cosa magica spurgata però dalla dimensione
trascendente. Una particella basica che darebbe
peso e realtà alle cose, ma
la natura dell'Universo sfugge ai
cosmologi
perché mutevole ed elusiva, proprio come i dischi volanti. La
magia, derisa e vituperata dagli scienziati, ha già risposto da
tempo immemore alle domande topiche:
- Chi, o che cosa è, Dio?
- E se esiste, dove si nasconde?
- E se riuscissimo a trovarlo, che cosa faremmo?
- Saremmo ancora in grado di stabilire un dialogo, come fece Mosè?
- E se sì, quale linguaggio dovremmo utilizzare?
- E una volta scoperto di poter comunicare, che cambiamenti potremmo operare nella nostra vita e nel mondo intorno a noi?
Noi
viviamo in uno stato di creazione continua... ma
continuiamo a guardare dalla parte sbagliata.
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