Chi legge "esamini tutto, ma ritenga solo ciò che è giusto".

La mente non è un vessillo da riempire, ma un fuoco da accendere.

lunedì 15 gennaio 2018

L'ONDA RIVELATIVA DI ATLANTIDE



Svanire e apparire sono una cosa sola. Le navi lasciano una scia e cancellano le loro tracce simultaneamente mentre solcano i mari. Le persone invecchiano e ringiovaniscono allo stesso tempo. Piano A e piano B. Mondo e intermondo. Destrorso e sinistrorso. Benvenuti nel mondo parallelo di Alice, che usa uno specchio per avere accesso a una versione alternativa della realtà, e il suo metodo di commutazione conduce al concetto che le entità non sono sovrapponibili alla propria immagine speculare. Leggetevi “Alice nel paese delle meraviglie” e “Oltre lo specchio”, i migliori manuali di magia analogica alla portata di tutti, li trovate in libreria reparto “romanzi per bambini”, pensate un po', come far studiare la fisica dei quanti alla ministra Fedeli.
Se il prete e matematico Lewis Carroll con il romanzo di Alice volle lasciare spunti interessantissimi sulle possibilità di accedere ad un'altra dimensione, giocando a rimpiattino con la logica e la semantica, altre chiavi di accesso, oggi invece la cultura egemone ricicla il vecchio illuminismo rifacendogli il make-up. A parte le virate psichedeliche della fisica quantistica (di cui nutro dubbi davanti ai suoi comportamenti stocastici), leggo con fastidio - ma del resto se voglio valutare devo prima conoscere - le tesi di Mauro Biglino che tanto piace alle cariatidi dell'ufologia italiana e i libri di Igor Sibaldi, che tanto piace ai frikkettoni new age, entrambi sostengono un revisionismo biblico e religioso demitizzante, in un'epoca in cui la confusione, come si dice, regna sovrana. Se Bergoglio ripone il trascendente nella soffitta del tempo (che ritiene superiore allo spazio), per sostituirlo con un nuovo umanesimo pericolosamente affine al progetto massonico, per le persone comuni come me, l'ago magnetico è puntato sul lontanissimo passato, che gli storici definiscono mitico. È una fuga dalla realtà? Sì, visto che questa che spacciano per tale, mi appare poca cosa.
Ho avuto la fortuna (ma un po' l'ho cercata) di incontrare Scandurra e mi si sono aperte le porte della percezione, senza far uso di stupefacenti a parte la mentuccia romana. Ciò che mi ha trasmesso è il lumen, luce proveniente da altre dimensioni e stati dell'essere. Una cosa tremendamente concreta sebbene fuggevole. Il lumen che fa? Beh, posso dire che da esso scaturisce l'onda rivelativa. Cos'è? Andiamo per ordine e a passo regolare.
L'onda rivelativa si trasforma e si innesta ad una corrente psico-animica per manifestarsi alla mente addestrata che può così captarla. È, detta onda, il primo raggio della Creazione, attraverso il quale comprendiamo la totalità anche se per un centesimo di secondo: intravediamo per un attimo il progetto divino. Non ci siamo inventati nulla di nuovo. La storia dell'onda rivelativa è nota e si ripete già in ere lontanissime, in cui civiltà progredite oltre ogni immaginazione furono travolte dal Grande Tempo. Le fonti principali dalle quali trarre qualche riferimento, non sono neanche i codici come i Veda, l'Y-King, il Tripitaka, lo Zend Avesta, ecc., bensì opere ancor più remote, scolpite su ruderi di pietra, non dissepolte dalle tombe di civiltà scomparse (i Rasena custodiscono gelosamente tali tracce in barba agli archeologi di Stato, così come le piramidi d'Egitto non hanno ancora svelato ciò che è nascosto) e, aspetto da tenere in gran conto, in opere non scritte ma tramandate oralmente fra gli iniziati, custodi dei misteri. Se considerate l'antichità indiana un periodo relativamente moderno a confronto di una civiltà superiore di un continente e di una razza, l'Atlantide; che i Veda sono la riproduzione di insegnamenti di età perdute nel buio del passato e gli Shastra (per gli esperti accademici risalirebbero al XIII° sec. av. C.) dalla cronologia bramanica son fatti risalire a sette milioni d'anni; che il più antico codice morale, il papiro di Phat-hotep, si appoggia all'autorità di antenati di epoche immemorabili già al tempo del compilatore; che in Tibet si celavano a migliaia gli studiosi i quali, in centinaia di secoli anteriori ad ogni èra conosciuta, accumulavano biblioteche di opere in idiomi ignoti; quando si pensi che l'Egitto, colonia atlantidea, possedeva sessanta mila anni fa un catalogo delle stelle e che in Caldea lo zodiaco era perfettamente conosciuto settanta secoli prima dell'età moderna; che l'India conosceva nell'akasha, l'Egitto nel telesma, la Persia nel fuoco vivente, quello che noi chiamiamo etere, negato troppo presto da Alberto Einstein e da Marco Todeschini riabilitato con lo spazio fluidodinamico, mentre gli antichissimi sapevano che era un'energia di natura cosmica, con ciò spiegandosi i fenomeni extrasensoriali ed extrafisici e, per metamorfosi, i fenomeni della Natura; e potrei continuare con gli esempi, non solo tutto ciò è a domandarsi se sia possibile, ma è a meravigliarsi che l'antichità ci risponda. Tutto ciò è giunto a noi grazie all'onda rivelativa, messaggero di tradizioni e sapienze, codici d'accesso e simboli, altrimenti perduti e confusi nei meandri dei testi sacri e dei segni rupestri. Soltanto così è possibile comprendere il senso recondito, i misteri, la filosofia fondamentale fin dalla fondazione del mondo; potrebbero diventare conquiste di un'umanità più saggia un domani, dopo il rivolgimento del ciclo cosmico. Niente va perduto se si sa dove cercare.
Quando mi giunse l'onda rivelativa la prima volta, fu una scarica elettrica terribile, un'esplosione cerebrale, un boato che rimbombò nella mia testa e per più giorni ebbi fenomeni simili. Cosa capii? Poco, ma feci comunque capolino nel tutto. E ciò che compresi non fu frutto di elaborazioni intellettuali: vidi, vedo anche adesso, l'unicità dell'origine e le applicazioni conseguenti. Scoprire l'inconoscibile equivale a cogliere la Verità e quando accadde l'evento, solo allora compresi cosa voleva intendere Gesù col Regno di Dio.
A 13anni si ha soltanto una sensazione primitiva di cosa sia realmente la Vita. Bene, in quell'istante di rivelazione, sentii ben altro e oltre. La Vita non si limita nella materia, come se fosse un effetto vibratorio o molecolare, non è una relazione fissa e statica tra elementi del mondo: essa è il segno di un processo universale, centrale, esigente. Cosa contrasta la Vita? Cosa gareggia con essa in grandezza? Vogliamo chiamarla entropia o satana? È tutto ciò che è involuto, che tende a ripiegare, ad ogni istante, su di sé, le falde dell'energia cosmica. È un duello finale per il dominio dell'Universo. Dualismi manichei? No, bilanciamento e oscillazione. La Vita ci permette di pareggiare i conti col distruttore di mondi. Dio ci consente di affrontare la titanica impresa, ci rende partecipi di eventi cosmici al di là di ogni immaginazione, purché ci apriamo al Suo Regno. Quanti di noi hanno capito di essere al centro fondamentale dello scenario generale? Siamo liberi, è vero, di accettare o meno, tuttavia i precedenti parlano a nostro sfavore: il potere religioso, il Sinedrio, e quello politico, Roma, condannarono e giustiziarono Gesù, Dio incarnato sceso quaggiù per ricordarci chi eravamo e cosa dovevamo fare della nostra vita. Ci fu data l'ultima occasione redentiva e salvifica, e cosa ne abbiamo fatto? E oggi, siamo disposti alla metanoia col suo potere radioattivo che faccia saltare e smolecolare tutte le sovrastrutture ideologiche e parassitarie che il sistema ci propina come medicine salutari?

domenica 24 dicembre 2017

LA VELOCITÀ DELL'OMBRA E L'ELETTROSTATICA DELLA LUCE


Il principale obiettivo di questo spazio virtuale è quello di costituire una faglia energetica, un portale in grado di risvegliare la mente e l’anima perché voglio ridare il via a qualcosa di inopinatamente rivoluzionario, evocare forme ancestrali, tradizioni dimenticate, poteri in esilio. Per operare scelte radicali ci vuole coraggio che sfoci nell’atto eroico, anche se le nuvole all’orizzonte minacciano tempesta. L’originario – il destino di ogni essere – è il chiarore in cui tutto si illumina.

domenica 17 dicembre 2017

MARIA VERGINE SCHIACCERÀ IL SERPE MASSONICO




IL PUTRIDO MONDO MASSONICO
Da anni tento di smascherare la satanica menzogna massonica, fatta di gnosi spuria e di stregoneria privata; satanica menzogna che sin dall’inizio ha travolto i progenitori e che oggi ha raggiunto un vertice prossimo allo sterminio di uomini e cose. L’umanità difficilmente si salverà dalle allucinanti manie di autodivinizzazione e dall’idolatria del Vitello d’oro. Oggi il programma satanico è all’ordine del giorno presso tutti i governi d’Occidente, nelle forme più varie, utilizzando la semantica più garbata per realizzare l’obiettivo di sostituire la realtà dell’Essere, donatore di ogni bene, con il non-essere luciferino, abisso in progressiva discesa di morte e di ogni male a cominciare da quello delle tenebre mentali. Filosofia, scienza, morale pubblica, medicina, cultura di massa, mass media, sessualità, ovunque troviamo il non-essere, la putrida concezione dell’uomo moderno. Le stesse gerarchie ecclesiastiche dal Vaticano proclamano l’evoluzionistica dignità dell’uomo e di una materialistica sua promozione sociale, come se Dio non entrasse più nelle umane vicende. Il potere segreto internazionale ci sta precipitando in un genocidio universale che ci elimina fin dal seno materno e ci accompagna con la cosiddetta buona morte verso la fine, prima del tempo stabilito dall’Onnipotente. Cultura di morte, è questa la mossa del governicchio italico, che osa perfino definirla come un atto di civiltà, mentre Bonino piange dalla gioia per una legge mortale. Se poi abbiamo la fortuna di sopravvivere, la nostra vita non avrà un attimo di pace e libertà, distrutti nei nostri valori fondamentali: lo Spirito, immagine di Dio, l’anima, purificante soffio divino, e il corpo che con la sua mente si disseta nell’acqua della verginità, zampillante sino alla vita eterna. In queste tenebre sento blaterare una ossessiva ripetizione sui “valori” che si riduce ad una babele navigante sul nulla contro ogni vera Rivelazione divina.

ALCHIMIA MARIANA
Tuttavia, amici in sintonia d’onda, è necessario gridare ancora che il Regno di Dio è prossimo. Allo stato attuale delle cose, secondo una visione profana, può sembrare utopico proclamare un nuovo e salutare cambiamento epocale, alla maniera new age. Eppure dobbiamo guardare all’esempio di tutti i profeti, martiri e santi, noti e meno noti, che si sono trovati spesso nella nostra situazione. Se noi avessimo conservato la veste candida ricevuta nel battesimo avremmo potuto continuare questa redenzione totale dell’uomo. Invece ora sopra di noi fumiga e rumoreggia l’inferno, che non è certamente vuoto ma zeppo fino all’inverosimile di anime dannate e diavoli.
Guardiamo per primi ai doni naturali, giunti come siamo ad un inquinamento (più psichico che fisico, checché ne dicano Bergoglio e i professorini dell’ecosistema) che rende la terra anziché giardino dalle immense capacità produttive per il sostentamento dei popoli e luogo di bellezza pura da contemplare, atomo opaco del male carico di scorie chimiche e mentali velenose. Dai doni naturali passiamo a quelli preternaturali della nostra vita, soffio purissimo, palpitante dallo Spirito divino. La chiave di volta per ottenerli è quella di mantenere immacolato e splendente questo soffio che ci dona la salute della mente e del corpo con la vittoria sulla morte, sull’ignoranza, sulle basse passioni, sul lavoro alienante. Con questi doni si ritrovano I tempi felici dell’Eden. L’unica via per conquistarli è la venerazione alla sempre Vergine Maria che ci conduce a Gesù, figlio di Dio. Da Lei, piena di Grazia, otteniamo l’aiuto per superare le immonde passioni, in primis, la voluttà della conoscenza proibita. Soltanto questo colpo d’ala mariana misteriosamente eleva e trasfigura la linfa magnetica del nostro corpo per farne un’antenna radiante nei miliardi di circuiti del nostro cervello, in un’alchimia trasmutante. Allora si fa sentire al nostro spirito la voce e il calore del colloquio dolcissimo ed estasiante col Padre Celeste, in sintonia e pace perfetta con tutto il Creato a cominciare dal nostro organismo, sanato da ogni malanno e isteria nevrastenica. Così si riceve la sapienza nell’intima comunione con la Trinità di cui siamo immagine.

martedì 12 dicembre 2017

Siate argini ai margini del mondo



Gesù non è un agitatore politico. Non gli interessa quale regime governa i popoli, né si fa sindacalista a favore del salario garantito. Lui ci parla dell’altro mondo, del Regno di Dio che è già tra noi e in noi, ed è un regno spirituale. L’azione umana non illuminata dallo Spirito causa solo divisioni e diatribe. Il diavolo è precisamente colui che divide. Malkutha è la parola aramaica per regno e la radice mlkh è anche quella per consiglio. Quando preghiamo “venga il tuo Regno” stiamo invocando la guida di forze spirituali e divine già presenti dentro di noi. Il regno è la presenza divina, la sovranità divina, non è un dominio terreno come lo immaginano gli ebrei. Nessun potere terreno può raddrizzare il legno storto dell’umanità, senza essere guidato da una coscienza illuminata. Con il passare del tempo il numero di miracoli compiuti da Gesù si riduce a zero, fino alla Resurrezione, miracolo assoluto di tutti i tempi. Eppure non chiede nulla a nessuno, se non ospitalità in cambio dei suoi insegnamenti. Il minimo indispensabile. Dio vede e provvede. Gesù è moralmente e spiritualmente esigente, non lo è materialmente. Gesù non acquista nulla. Dà e riceve in un costante flusso di scambi che non priva nessuno di niente, perché nessuno accumula più di quanto sia necessario. Non c’è un senso di inappagamento nel suo mondo, non c’è noia, non c’è frustrazione e quindi non c’è shopping compulsivo, c’è moneta di luce che va acquisita ma non c’è consumismo. C’è beatitudine, il piacere di un lavoro ben fatto e di un’interazione umana rispettosa, onorevole con tutti gli esseri degli universi. Questo è il Regno.

“I provocatori, i soverchiatori, tutti coloro che, in qualunque modo, fanno torto altrui, sono rei, non solo del male che commettono, ma del pervertimento ancora a cui portano gli animi degli offesi.”
Alessandro Manzoni

“Qual è il parassita più resistente? Un batterio? Un virus? Una tenia intestinale? No, un’idea. Persistente, contagiosa. Una volta che si è impossessata del cervello è quasi impossibile sradicarla. Un’idea pienamente formata, compresa, si avvinghia qui dentro, da qualche parte.” Film Inception di Chris Nolan.

Se si è turbati o stanchi, se si ha una mente rigorosamente scientifica, consiglio vivamente di fare a meno di leggere quanto scrivo. Per i profani di professione, le mie asserzioni sembreranno antistoriche, fantastiche, assurde; e lo sono per certi versi. In altri tempi, sicuramente migliori, si sarebbe parlato di miti, di simboliche rappresentazioni, ma non di fesserie buone per irrazionalisti patologici. Ma tant’è. L’uomo moderno ha sovvertito tutto con capricciosi esperimenti filosofici, scientifici, industriali, attirando la rovina su se stesso e la sua famiglia. Io non sono servo di nessuno, amo Dio che dona la vita e seguo leggi non scritte sui codici ma sul Libro Universale; ciò che scrivo risulterà irrilevante a quelli che sono legati agli ingranaggi del sistema, ma sbagliano a snobbare indicazioni liberatrici, perché potrei dar loro la chiave della prigione in cui si trovano senza saperlo, gratuitamente. So che il denaro può comprare tutto tranne che la verità, perciò sono povero di risorse materiali ma ricchissimo di ‘altro’ che qualcuno ucciderebbe pur di averlo.
Ho una specifica capacità della mente, la capacità di ritrarre la mia attenzione da tutto ciò che si trova all’esterno, al di fuori di “Io”, rivolgendola verso me stesso. E cosa scopro? Una sorgente potentissima di energie radianti, elettricità allo stato puro, fonte di conoscenza in cui passato presente futuro non sono più divisi ma coesistono in un continuum. Non bisogna essere maghi o sensitivi, lo siamo tutti almeno a livello latente. Bisogna però dedicarci una vita per affinare, assimilare, sperimentare, risvegliare, le potenze insite. Non prevedo ma vedo, leggo le dominanti, gli archetipi che dirigono le umane cose. Come con i 22 Arcani Maggiori, finestrelle che si affacciano sul mondo di là dal mondo. Perciò ‘vedere’ è auspicare, è condurre le energie verso il traguardo desiderato, oppure ‘vedere’ è percepire l’aria che tira.
Sento nell’aria un profumo nuovo che sa d’antico. L’Italia potrebbe cambiar faccia, Sì, perché la sua attuale sudditanza pietosa nei confronti di potentati internazionali, che ha causato miseria e disperazione tra noi contribuenti (non abbiamo più lo status di liberi cittadini), è destinata a finire, in un modo o nell’altro, come tutte le dittature che spargono veleni, già, perché a furia di seminar trappole si rimane vittime delle stesse. I comunisti o quello che resta, stanno per sloggiare da Palazzo Chigi. Alle prossime elezioni prenderanno una tranvata di dimensioni storiche, paragonabile alla caduta del muro di Berlino, e non perché l’opposizione sia superiore per morale, cultura e capacità, macché. Saranno sbalzati dalle poltrone del potere (effimero, poiché chi governa in Italia è la Germania) perché il popolo, noi del web in buona parte, ci siamo stufati del politicamente corretto, dell’umanitarismo peloso, delle coop rosse, dei giudici organici alla sinistra, di Matteo Renzi, dell’amatissima Laura Boldrini, di Grasso, Jovanotti, Littizetto, fabiofazio, della redazione di La Repubblica insieme al guru Eugenio Scalfari, della Stampa di Torino, del Corrierone e via elencando. Dopo aver assaporato l’amaro calice della sconfitta, si consoleranno ripetendosi che i barbari, i deplorevoli, le forzeoscure hanno vinto, ma in loro si è ormai insinuato il germe del dubbio che conduce alla paura. L’incantesimo di massa sta per essere infranto. Ma quanto finora detto è solo la punta dell’iceberg di quanto sta effettivamente succedendo. Ho ragione di credere che noi del web, razza poco apprezzata dai piani alti, ecco, noi internauti dobbiamo diventare gli argini del fiume in piena che vuol travolgere tutto. Argini che dovranno dimostrare forza e coraggio per i tempi che ci attendono. Intanto facciamo una considerazione sul profilo dei nostri governanti, cioè di quelli che stanno in Parlamento, insomma su chi risiede ufficialmente nella sala comandi. Si ritiene che la politica mondiale sia tremendamente complicata e quindi incomprensibile, ma si tratta solo di un poker per il potere, spesso incredibilmente semplice, grossolano, primitivo. L’unica cosa che conferisce ai politici un alone di superiorità è il fatto che essi mantengono segrete le loro mosse e poi ci mettono di fronte ai fatti compiuti. La nostra sorpresa e il nostro stupore ci inducono a pensare che dietro il tutto debbano esserci state manovre estremamente complicate, ma in realtà la cosa si distingue appena dai giochi di guerra dei bambini: si tratta solo di un gioco di banditi. Basta solo leggere le biografie degli uomini di Stato e dei magnati dell’industria, dei banchieri, per rimanere colpiti dalla banalità, dalla scarsità di variazioni nei motivi che li spingono ad agire. Non è tutto. Dietro i politici di professione si muovono esseri dai connotati sfuggenti, immorali, antiumani. Lo ripeto fino allo spasimo: esiste un cerchio sovrastrutturale al sistema, che anni fa denominai Il gruppo, oggi commissione Ultramondo. Codesto cerchio ha le stesse caratteristiche dell’insieme delle forze che si scagliarono e crocifissero Gesù Cristo, un mix di potere temporale unito ad un’autorità spirituale oscura, sempre operante da millenni, dai mille volti ma dal medesimo intento, quello di distruggere il mondo per costruire sulle sue macerie una civiltà di tenebra.

“Persecutori dei buoni, odiatori della verità, amanti della menzogna, che non conoscono la ricompensa della giustizia, che non si attengono al bene né alla giusta causa, che sono vigilanti non per il bene ma per il male; dai quali è lontana la mansuetudine e la pazienza, che amano la vanità, che vanno a caccia della ricompensa, non hanno pietà del povero, non soffrono con chi soffre, non riconoscono il loro creatore, uccisori dei figli, che sopprimono con l’aborto una creatura di Dio, respingono il bisognoso, opprimono i miseri, avvocati dei ricchi, giudici ingiusti dei poveri, pieni di ogni peccato. Guardatevi, o figli, da tutte queste colpe”. Didaché, Dottrina degli Apostoli V, 2, I secolo

“[Satana] sa di aver forza solo se si fa passare per uno che sta dalla parte di Dio, per uno che sostiene la sua causa. Solo se si presenta come devoto a Dio il serpente può essere malvagio. […] “Se il male si mostra nella propria totale separazione da Dio, allora è del tutto privo di forza, è uno spauracchio per bambini, non occorre temerlo, anzi il male non concentra lì la sua forza, e per lo più su questo punto attrae l’attenzione per distrarla da quell’altro punto in cui effettivamente vuole aprirsi la breccia ed irrompere”. Dietrich Bonhoeffer

DON JUAN: «Rifletti per un momento e dimmi come spiegheresti la contraddizione esistente fra l’intelligenza dell’uomo che costruisce, organizza e la stupidità del suo sistema di credenze, oppure la stupidità del suo comportamento contraddittorio. Secondo gli sciamani, sono stati i predatori a instillarci questi sistemi di credenza, il concetto di bene e di male, le consuetudini sociali. Sono stati loro a definire le nostre speranze e aspettative, nonché i sogni di successo e i parametri del fallimento. Ci hanno dato avidità, desiderio smodato e codardia. Ci hanno resi abitudinari, centrati nell’ego e inclini all’autocompiacimento».
CARLOS CASTANEDA: «Perché questo predatore ci avrebbe sottomessi nel modo che stai descrivendo, don Juan? Dev’esserci una spiegazione logica.»Don Juan: «Una spiegazione c’è ed è la più semplice che si possa immaginare. I predatori hanno preso il sopravvento perché siamo il loro cibo, la loro fonte di sostentamento. Ecco perché ci spremono senza pietà. Proprio come noi alleviamo i polli nelle stie…»
«sfruttiamo noi stessi senza ritegno i nostri animali: li mungiamo, li tosiamo, prendiamo loro le uova e poi li macelliamo o li rendiamo in diversi modi sottomessi e mansueti. Li leghiamo, li mettiamo in gabbia, tagliamo loro le ali, le corna, gli artigli ed i becchi, li ammaestriamo rendendoli dipendenti e gli togliamo poco a poco l’aggressività e l’istinto naturale per la libertà».
«La coscienza delle suole rispecchia la nostra immagine, la nostra superbia e il nostro ego, i quali alla fine non sono altro che la nostra vera gabbia.»
«La nostra mentalità da schiavi, che nella cultura giudeo-cristiana ci promette consolazione nell’aldilà, non porta alcuna vantaggio a noi stessi, bensì ad una forza estranea, che in cambio della nostra energia ci fornisce credenze, fedi e modi di vedere che limitano le nostre possibilità e ci fanno cadere nella dipendenza».
CARLOS CASTANEDA: «Ma come ci riescono, don Juan?» chiesi, sempre più irritato. «Ci sussurrano queste cose all’orecchio mentre dormiamo?»
DON JUAN: Sorrise. «Certamente no. Sarebbe idiota! Sono infinitamente più efficienti e organizzati. Per mantenerci obbidienti, deboli e mansueti, i predatori si sono impegnati in un’operazione stupenda, dal punto di vista dello stratega. Orrenda, nell’ottica di chi la subisce. Ci hanno dato la loro mente! Mi ascolti? I predatori ci hanno dato la loro mente, che è diventata la nostra. La mente dei predatori è barocca, contraddittoria, tetra, ossessionata dal timore di essere smascherata. Benché tu non abbia mai sofferto la fame, sei ugualmente vittima dell’ansia da cibo e la tua altro non è che l’ansia del predatore, sempre timoroso che il suo stratagemma venga scoperto e il nutrimento gli sia negato. Tramite la mente che, dopotutto, è la loro, i predatori instillano nella vita degli uomini ciò che più gli conviene, garantendosi un certo livello di sicurezza che va a mitigare la loro paura».
Carlos: «Ma se gli sciamani dell’antico Messico e quelli attuali vedono i predatori, perché non fanno nulla?»
Don Juan: «Non c’è nulla che tu e io possiamo fare se non esercitare l’autodisciplina fino a renderci inaccessibili.Ma pensi forse di poter convincere i tuoi simili ad affrontare tali rigori? Si metterebbero a ridere e si farebbero beffe di te, e i più aggressivi ti picchierebbero a morte. Non perché non ti credano. Nel profondo di ogni essere umano c’è una consapevolezza ancestrale, viscerale, dell’esistenza dei predatori».

Carlos Castaneda, Il Lato Attivo dell’Infinito


“Quando diranno: «Pace e sicurezza», allora una rovina improvvisa verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno”.
1 Tessalonicesi 5:3

L’uomo che fuma ce l’ha con Jeremiah Smith perché offre speranza agli uomini e la speranza gli impedisce di controllarli:
L’Uomo Che Fuma: “Noi gli diamo la felicità, loro ci conferiscono l’autorità”
J.S.: “l’autorità di toglierli la libertà dietro la maschera della democrazia”
UCF: “gli uomini non possono essere liberi, perché sono deboli, corrotti, inutili ed irrequieti. La gente crede nell’autorità, si sono stufati di aspettare miracoli e misteri. La scienza è la loro religione. Non esiste una spiegazione più grande di questa per loro. E non devono mai credere in qualcos’altro se vogliamo che il piano proceda…Noi plachiamo la loro coscienza. Chiunque sappia quietare la coscienza di un uomo può spogliarlo della sua libertà”.
Talitha Cumi, X-Files, Episodio 3X24

Rischio di citarmi addosso, ma credo di rendere bene il senso di quanto vado dicendo da anni. Prendendo a prestito alcune riflessioni di uomini dalla mente libera, posso allargare il discorso, prendere più scorci dello scenario, in cui si mischiano elementi in apparenza diversi, politici, religiosi, magici, escatologici, ma che alla fine completano il quadro-mondo.


“La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti”. Efesini 6, 10
“Tutto quanto esiste nell’universo, probabilmente, serve a un fine positivo, cioè agli scopi dell’universo. Ma alcune parti o sottosistemi di esso possono essere contrari alla vita. Dobbiamo affrontarli come tali, senza pensare al loro ruolo all’interno della struttura complessiva”. Philip K. Dick
“…Oggi più che mai, disse, gli uomini dovevano imparare a vivere senza gli oggetti. Gli oggetti riempivano gli uomini di timori: più oggetti possedevano, più avevano da temere. Gli oggetti avevano la specialità di impiantarsi nell’anima, per poi dire all’anima che cosa fare…”
Bruce Chatwin, Le vie dei Canti

Cercate di valutare nella giusta ottica il senso della mia tesi. Guardatela nell’insieme. L’analisi distrugge l’interezza. Ci sono cose, cose magiche, che devono restare intere. Se cominci a guardarne le singole parti, svaniscono e ciò va impedito. Il Nemico si appoggia su questa condizione della natura attuale dell’uomo, quella del solo intelletto che di solito frammenta, analizza appunto, mette ogni cosa sotto la lente d’ingrandimento e così gli sfugge la totalità del reale.

“Credo di riconoscere nell’opera di Hitler qualcosa che trascende le responsabilità umane; credo insomma che il vero colpevole degli orrori del nazismo non sia l’uomo-Hitler, ma una forza temibile quanto gli Angeli di Rilke che si è servita di quell’uomo, invadendo la sua volontà.”
Furio Jesi a Kerényi, 16 maggio 1965; Jesi & Kerényi, 1999

mercoledì 6 dicembre 2017

Non ci resta che difendere il nostro diritto ad esistere

Scegliere come pontefice il nome Francesco essendo Bergoglio appartenente all'ordine dei gesuiti, è una palese contraddizione. O la si coglie o si fa finta di niente. Il gesuitismo infatti mira a trasformare l'impulso del Cristo in una signoria puramente terrena. Tradendo il volere del loro fondatore sant'Ignazio, pretendono di istituire il Regno di Dio in una patria terrena.

Senza chiedervi atti di fede scientifici o religiosi, posso affermare per esperienza che noi siamo immortali grazie alla nostra particolarità genetica ed animica che ci rende "presenti" all'interno di un sistema senza fine, sostanzialmente senza tempo; che facciamo parte di un universo in cui la materia e noi stessi siamo una dominante universale ed eterna; che il nulla e il vuoto non esistono perché il cosmo (a Nove dimensioni) è occupato da etere in movimento.

Scorgo purtroppo movimenti scomposti contro il nuovo ordine mondiale. Disorganizzati i tentativi di opposizione. Io che sono Nessuno ci provo a suonare la trombetta, ma fioca è la mia voce, scarsa l'energia, per dare corpo ad un movimento di opinione per donne e uomini risoluti a difendersi dal marchio della bestia. La massoneria francese addirittura ha la faccia come il culo di attaccare la Chiesa Cattolica definendola setta oscura, e chiede a Macron di levare di mezzo il presepe dalle scuole statali. In Italia senza che nessuno lo chieda apertamente, sempre più preti e insegnanti faranno a meno di usare simboli cristiani per il Natale ove possibile, per non offendere la sensibilità di ebrei e islamici. Siamo allo smantellamento progressivo del cattolicesimo, in cambio di una religione gandhiana, pacifista, volontarista, demitizzata, a-dogmatica. La puzza massonica inonda ogni plaga.




 

venerdì 24 novembre 2017

IL LATO OSCURO DELLA MELA E IL V° POSTULATO DI EUCLIDE



Oriente: Nella Massoneria, si chiama Oriente ogni luogo dove si trova ed opera una loggia; Grande Oriente è la loggia centrale, formata dai rappresentanti delle varie logge di una nazione e presieduta dal Gran Maestro. (dal Dizionario Enciclopedico Italiano – Treccani, 1958).

Se un numero sufficiente di persone (da 3 a tutti i numeri dispari in poi)) riesce a volere fortemente la stessa cosa visualizzandola, orientandosi verso la stella di riferimento per riceverne influenza sottile, questa cosa si realizza. Bisogna che l'oggetto desiderato sia consono allo spirito del gruppo, ai suoi fini, che vanno al di là degli interessi personali, altrimenti la magia non funziona. La parola Magia (come la parola Massoneria) viene dal greco massein, fare, ammassare, to make, la massa del pane, il libro Massa e potere di Elias Canetti; il Kremmerz al secolo Ciro Formisano, invece, la fa derivare da mag, energia primordiale, lo stesso Evola segue tale interpretazione; e infine la terribile massa che tiene in movimento il pendolo di Foucault, a Parigi, in rue Saint Martin 292, in cui Umberto Eco si pone come testimone illuminato. Forse il segreto dei segreti sta tutto qui. La Magia è un metodo (volontà x immaginazione2) che gli antichi conoscevano e adoperavano e che per Piero Angela bisogna assolutamente dimenticare. La Massoneria in tutti i suoi rami (v. Santa Alleanza nella Treccani) è una specie di Magic business. Uniscono gli utili al diletto di praticare l'arte stregonesca.

Dispongo sul leggio La sacra Bibbia, nell'edizione di padre Giuseppe Ricciotti, e seguendo il consiglio di un vecchio amico comincio la lettura a partire da Matteo 13.13 (“Per questo parlo loro in parabole: perché pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e non comprendono.”), dove si avverte che le parabole vanno interpretate, altrimenti le cose che si ascoltano e che si vedono non hanno senso. Questo aspetto vale anche per i testi esoterici e magici. Non solo. La stessa Natura iniseme ai fatti storici debbono esser letti sotto più angolature. Nel mio caso ho applicato diciamo la seconda vista alla Realtà e alla Storia. Ho percepito la presenza sotterranea di un'antica cospirazione globale, che pur con nomi e simboli diversi ha interferito pesantemente sugli eventi noti ai più. Che metodo uso? Comparo e sintetizzo: spulcio almanacchi, cronache, raccolgo, decripto, cerco concordanze, tracce, fievoli orme, dicerie e quanto utile per far luce sul mistero della Storia. Procedo annaspando in un terreno perennemente scivoloso. Diventa sempre più chiaro che certe cose non verranno dette ad alta voce; certi eventi non saranno mostrati sul palcoscenico. La verità va sussurrata di modo che le persone attente alla presenza dello straordinario possano captarle e farne tesoro senza rischiare troppo. Alcuni uomini appartenenti all'eterno complotto hanno ucciso, tradito, si sono spesi oltre l'umano per appropriarsi del potere assoluto, distruttivo, ossia il lato oscuro della mela; dicevo, per comprendere i motivi di tale terribile corsa ad inseguire l'oscuro talismano dell'arcano del potere, bisogna leggere in profondità, tra le righe, scovare il metatesto, i simboli, disseminati tra mille libri, monumenti, chiese, templi, racconti orali tramandati dai nostri vecchi. Come si dice: leggere tra le righe. E cosa si trova tra le righe? Spazi vuoti ma pieni di significato. Beninteso, il 90% delle tracce son state rilasciate proprio dalla cricca degli oscuri, il motivo? Innescare trappole e disseminarle nel bosco per ferire l'ingenuo segugio in cerca di guai. Il rimanente 10% sono piccoli semi, frutto di faticose indagini da parte di persone fededegne che nel corso dei secoli si sono affaccendati per ricostruire uno straccio plausibile di storia che non sia quella scritta dai vincitori. Il noto saggio di politica Il Principe di Machiavelli, di cui la CIA finanzia la pubblicazione in tutto il mondo, è il primo tassello dove si dice che nella Città Nuova non c'è morale, il fine giustifica i mezzi. Ecco, le persone che si cimentano nell'avventura più folle di sempre, hanno la morale invertita.
Chi non segue il pensiero invertito bensì aspira alla Luce come uomo di desiderio alla maniera dei martinisti, rischia purtroppo sempre di cadere, camminando sull'orlo può finire di cadere rovinosamente. Tra i più noti cercatori della mela d'oro va riconosciuto Umberto Eco, curioso ma non coraggioso abbastanza, ha fallito accontentandosi della comoda appartenenza alla classe colta internazionale. Altro “collezionista” di cose occulte è Quirino Principe, musicologo di fama, traduttore de Il Signore degli Anelli (edizione Rusconi-Bompiani) e sensibile all'odor di zolfo, non facendo parte della cricca Ultramondo, è relegato ai margini (meglio per lui, direi). Guido Ceronetti è un altro antiquario, ma è troppo ammaliato dall'orrido, dalla patologia della civiltà, dall'estetica del tavolo operatorio. Ovviamente considero Brizzi e Sibaldi, volenterosi ragazzotti un po' in là con gli anni che giocano con l'arte ma artisti non sono e mai potranno ambire a vedere i cieli interni, troppo impegnati a vender teleprodotti. H.P. Lovecraft poteva essere un eccellente cercatore del talismano, ma seguì i propri incubi da non vedere la Luce in quel di Providence, per lui esisteva solo il lato oscuro della Realtà e la sua condizione di indigenza lo fiaccò parecchio e influì sulla visione d'insieme: comunque i mostri partoriti dalla sua fantasia somigliano troppo a quelli reali del basso astrale. Thomas Pynchon sarebbe sulla strada giusta se non si facesse irretire dalle sirene letterarie post moderne. Gustav Meyrink fu ad un passo, Kafka mai, uomo senza fede e dedito all'onanismo, Tolkien vide oltre il velo grazie alla sua fede, Thomas Merton vide l'unità grazie alla trappa, Simone Weil sfiorò l'arcano e forse la Luce, Colin Wilson ci andò vicino, Dalmazio Frau si sta attrezzando con buone chance, Heidegger girò intorno al Logos, Ettore Majorana fu portato in alto dal neutrino e contemplò il Grande Mattino del Mondo, Zolla perse la via per un piatto di lenticchie Adelphi, Pirsig viaggiando in moto ci passò davanti, John Blofeld percorrendo le vie della seta incontrò viaggiatori dei regni nascosti, Sri Aurobindo agganciò il sovramentale e lo fece discendere ma non lasciò eredi, Carlo Carretto trovò Dio nel deserto e padre Pio squarciò maya e mostrò la potenza di Gesù. La lista è lunga ma molti i fallimenti.

Ma ora parliamo del lato oscuro. Volete degli esempi? Ve li do, banalissimi, ma anch'essi se letti in codice svelano l'occulto:

l'uomo brucia le foreste dell'Amazzonia;
la Juventus favorita dall'arbitro nella partita contro il Napoli;
un soldato spara contro un gruppo di bambini armati di sassi.

E quest'altro:

C'è chi chiama bene il male e male il bene” (Isaia).

Sono tutte affermazioni dove il giudizio morale non c'è ma ce lo mette il lettore. Ha fatto bene o ha fatto male l'arbitro? O l'uomo? O il soldato? Certamente a Napoli non hanno nessun dubbio, ma a Torino? Perfino Isaia non sa risolvere il dilemma e non è l'unico: la Bibbia è piena di affermazioni eticamente neutre. Prendiamo il caso di Gesù. A noi cristiani piace pensare che Gesù, ossia Dio, sia infinitamente buono e giusto, che non divide gli uomini tra eletti e inferiori, che ci vuole liberi da costrizioni e da precetti, che tutti possiamo accedere al Regno, ma è un'idea nostra, nasce dalla cultura contadina e dai padri della Chiesa e non trova riscontro tra i talmudisti. Per noi, Lui è Via, Verità e Vita e basta.
Eppure ci sono persone maledettamente influenti che decidono le misure per leggere la realtà. Quando alcuni uomini di potere (sia quello economico-politico che quello occulto) dicono che è ora di cambiare cultura, ed hanno ai piedi tutta la stampa per dirlo più forte, intendono dire che dobbiamo tutti cambiare 'psi' o albero o prospettiva o punto d'osservazione. La funzione psi per il fisico Louis De Broglie: “La funzione psi rappresenta, preso nella sua interezza, lo stato delle conoscenze di un osservatore, preso nell'istante considerato, della realtà fisica che sta studiando. Non c'è da stupirsi se in pratica la funzione psi cambia da un osservatore all'altro». (Margins of Reality, 1986). Invece per me e per voi fare il Male al posto del Bene è sbagliato, è appunto male, e non si deve scambiare Dio col Diavolo. Semplice, no? Direi naturale, senonché per quelli della commissione Ultramondo il Bene e il Male se invertiti possono tornare utili in caso di conflitto perché disorienta gli avversari, cioè noi cristiani. Sempre per noi, il Bene e il Male sono due strade che non si incrociano mai, simboleggiate da Dio e dal Diavolo. Ma è proprio vero che due rette parallele non si incontrano mai?
A rigore due rette parallele non si incontrano mai perché sono così per definizione, ossia se si incontrassero non sarebbero più parallele. Il problema incuriosisce un po' tutti, e non è limitato al Bene e al Male. Oltre che nella morale l'abbiamo incontrato in fisica, in politica, e – naturalmente – in geometria. Infatti, il problema è rappresentabile con il teorema delle rette parallele che formano sempre angoli uguali quando una retta le incrocia entrambe, e ciò significa che non si incontrano mai. Il quesito è contenuto nella Stella di Raffaello che Euclide mostra agli allievi in Vaticano, nel famoso affresco delle Segnature. Il disegno che Euclide indica agli allievi è la segnatura di partenza. Il disegno è stato fatto col gesso su una lavagna per simboleggiare che può essere corretto. Secondo la geometria corrente due rette parallele non si incontrano mai a causa del postulato di Euclide, e quindi è lecito immaginare che cambiando postulato le rette alla fine possano incontrarsi pur essendo parallele. Su tutto questo però aleggia un certo sospetto. A che serve il postulato di Euclide? Se non basta la definizione a far rimanere staccate due rette parallele, come mai invece basta la definizione a far rimanere retto un angolo di 90 gradi? Come mai una retta non ha bisogno di postulati per proseguire retta verso l'infinito?
Dato il mondo in cui stiamo vivendo, viene in mente che Euclide col suo postulato è stato messo lì da Raffaello proprio per essere tolto quando avrebbe fatto comodo. Quando sarebbe arrivato il mortale piano massonico dell'inversione di significato.
In Vaticano, grazie a Dio, Bene e Male da due millenni a questa parte sono come le rette parallele, ma non escludo che da oggi niente sarà più come prima. Raffaello ha espresso la questione così: ha dipinto Euclide (che simboleggia la geometria basata sui suoi postulati) lo ha circondato di giovani apprendisti, e lo ha raffigurato curvo su di una lavagnetta, mentre con un compasso esamina un disegno fatto col gessetto. Il disegno rappresenta una stella a sei punte e al suo centro si vedono due rette parallele attraversate da una retta che le incrocia. È il teorema che tutti i ragazzi conoscono, in cui si dimostra che una retta, che attraversa due rette poste in un piano, genera angoli uguali se le due rette sono parallele. Euclide col suo postulato tiene diviso il Bene dal Male e infatti sembra che sia a causa di questo postulato che la Juventus vincerà la partita anche se il Napoli avesse ragione. Se non ci fosse Euclide a dividere le due categorie assolute, la squadra di Torino vincerebbe con la prepotenza avendo anche ragione. A questo serve l'inversione di significato, e ai bambini di adesso, il cui addestramento alla vita è affidato ad internet e alla televisione, gli insegnano che nella favola del lupo e dell'agnello è il lupo che ha ragione perché è il più forte, detta le regole del gioco, come il maschio alfa è dominatore.
Ricordate il presidente della Democrazia Cristiana, onorevole Aldo Moro? Alla luce di quello che accade oggi sembra una parabola oltre che una tragedia. La chiave sta in quella frase che i giornali gli attribuivano spesso: le convergenze parallele tra democristiani e comunisti. Se le convergenze restano parallele avviene quello che avviene con il Bene e il Male dei contadini, che viaggiano su due binari che non si confondono mai. Moro, nella parabola, era l'ostacolo che si frapponeva alla convergenza delle parallele. Togliendo di mezzo Aldo Moro è stato possibile realizzare la convergenza delle parallele, ossia l'inversione di significato. Chissà se il povero Moro si rendeva conto che lui stesso era il simbolo vivente (in coppia con Giulio Andreotti) del teorema di Raffaello. Moro non significa “scuro di pelle”, ma latino/arabo=chiunque di noi. Pensate alle zone di diffusione dell'arte moresca. Il cambiamento di significato della parola negli ultimi duecento anni è stato indotto ed è uno degli innumerevoli trucchi che la cricca imperante ha fatto grazie al sistema scolastico e mediatico. Il mondo intero ha saputo che le convergenze non sono più parallele quando il Presidente Moro è stato ucciso. Andreotti (andros, “uomo” nella lingua greca, altro nome simbolico) ha rappresentato l'antica arte della politica, quella del compromesso, dell'inciucio permanente col nemico, l'unica strategia per tenere a bada comunisti e massoni, così da relegarli in posizioni secondarie, non predominanti. C'era riuscito? A furia di toccare la merda, il suo puzzo si attacca alle mani, per quanto sapone si usi.
Una delle sculture più famose, a Roma, è la statua di Mosè, che contiene dei significati nascosti, rappresentati dalle corna e dal ginocchio nudo. La metafora di chi è Mosè è abbastanza scoperta. La statua famosa con le corna e col ginocchio nudo è di Michelangelo Buonarroti e sta a San Pietro in Vincoli. Dove sta? Dove sta Mosè San Pietro (ossia il Vaticano) è in vincoli, è legato. Questa è la prima metafora. L'altra è costituita dalle corna, che offrono diverse interpretazioni. La prima è quella delle guide turistiche: “Michelangelo scolpì le corna per errore. Comunque la statua appena fatta sembrava viva, e Michelangelo le dette una martellata sul ginocchio e disse non parli?”. La seconda interpretazione è questa: quelle corna Michelangelo le scolpì al posto di raggi, perché aveva letto male il contratto, che era in lingua greca. Infatti in greco “raggi” si traduce con una parola simile a “keren”, corna. Codesta spiegazione rassicura quelli che conoscono la storia segreta del segno del comando menzionata nella pietra di Bajazet. L'errore fu voluto dal genio di Michelangelo come l'ombelico che disegnò ad Adamo. Le corna sono le parallele che non si incontrano (ma anche le antenne che captano lo Spirito Universale alchemico), conferma se ci fosse bisogno che il cristianesimo è davvero la creazione da un genialissimo e segretissimo know-how e per tale motivo è il bersaglio prediletto che dovrà essere distrutto o cambiato dall'interno dai massoni e dagli araldi del pensiero liberale illuminista-illuminazionista. La Repubblica di Eugenio Scalfari e Il Corriere della Sera svolgono abilmente il compito e i gesuiti da par loro, giorno dopo giorno seminano bocconi avvelenati sul terreno dottrinale del mondo cattolico.
Il segno del comando è l'arcano del potere per antonomasia, è il frutto proibito dell'Eden, la mela tagliata in due parti, oggetto di meditazione presso il cerchio interno dell'alta massoneria azzurra, porta che aprirebbe ai segreti del 33° grado R+C. Gli stregoni credono di possedere il catalizzatore di energie e potenze occulte (il baphomet), ma alla fine è esso che li possiede e come recita la Treccani, “catalizzatore è quell'elemento, fatto, avvenimento che favorisce o accelera il formarsi e lo svilupparsi di tendenze, processi...”.

domenica 12 novembre 2017

L'inferno tracima ma i telegiornali non confermano la notizia


Il 24 giugno 1717, da quando la nuova massoneria ha ripreso indegnamente il testimone dai grandi mastri di pietra, la logica della costruzione, del porre mattone su mattone è centrale nella visione mondialista dei figli della vedova, ma con intenti ben diversi dai loro avi: ogni mattone contribuisce all'edificazione del tempio. Di cosa si parla? Il tempio dedicato al nuovo liberatore dell'uomo, al portatore della luce del progresso, della libertà senza dogmi e vincoli. Ma per realizzare il tempio manca ancora una cosa da fare: far saltare la Tradizione d'Occidente, un bastione basato sui valori cristiani e tradizionali, alzato millenni fa contro le orde di gog e magog. Per carità, non discuto su quali armi faccia affidamento l'avversario, è libero di usare ogni mezzo al suo fine; ma noi, dico noi cattolici cosa opponiamo ai piani oscuri massoni? Cosa ci distingue, cosa siamo disposti a rinunciare pur di difendere la roccaforte, oggi sempre più fiaccata dai colpi di mortaio del nuovo umanesimo rampante?
Intanto dovremmo ribellarci ogniqualvolta i massoni, anche se mascherati, insozzano la Madre Celeste. Non permettere che venga meno il nostro sostegno inesausto alla Madonna. Che cosa ci importa se ci prendono per contarosari. I massoni odiano l'incarnazione. Il principe dal mantello rosso si ribellò a Dio per questo motivo. Il piano del Creatore era quello di dare corpo allo spirito attraverso l'uomo e ciò fu aborrito dal fulgido angelo. Perciò tutti i giorni satana ci umilia nella carne. Ci procura piaceri e dolori, ci schiavizza facendoci prima esaltare il corpo e poi ci induce al disgusto. Durante i millenni, prima con sette e congreghe, poi attraverso centri di propaganda e profeti del nulla, ci hanno sedotto con l'illusione di spiritualità assoluta, suggerendoci di liberare l'anima dal suo carcere, il corpo. Ogni forma di onanismo spirituale arrivato dall'Oriente decaduto tramite i colonialisti inglesi, è stata sperimentata da chi non pago di una religione troppo spostata verso l'umanitarismo, ha cercato tramite ascesi invertite la liberazione dai lacci carnali. Attenti amici, il corpo è l'unico mezzo che Dio ci ha dato per scrivere il nostro destino nel mondo. Chi si oppone è lui, l'anticristo, che ormai è più una dottrina che una persona, è l'antitesi al Vangelo; una dottrina che concepisce il mondo una creazione del demiurgo, quindi immonda, e il segreto della fuga sarebbe riservato a pochi eletti. Illuminismi, avanguardie, eresie: il settarismo è la cifra della modernità. Gli eletti preferirebbero distruggere l'umanità per ricominciare daccapo con altre forme di vita, nuove regole e prospettive. È un vecchio piano ma sempre sul tavolo di lorsignori. E noi che facciamo?
Inutile appoggiarci a forme politiche che a parole vogliono conservare la civiltà ma nei fatti sono l'altra faccia della medaglia del mondo moderno. Né darsi alla macchia alla maniera jungeriana o fuggire in Egitto, come fece Guénon. La linea va difesa e non abbandonata perché il nemico avanza. Qualcuno con buoni motivi, non discuto, suggerisce di attendere il momento propizio, rimanendo in piedi tra le rovine, non lasciandosi condizionare dalle correnti samsariche. Attendere... mah, qui a furia di attese e veglie, rischiamo di farci schiacciare dagli eventi o di morire d'inedia. Non credo che dobbiamo rimanere con le mani in mano. Una resistenza attiva va fatta. Ma come?
Non sto qui a stabilire strategie e tattiche. Più volte mi sono espresso in merito. La nostra è una battaglia esclusivamente spirituale ma non per questo priva di effetti concreti. In tempi come questi, emerge una luce insospettata in chi non cerca le cose quaggiù, e tanto basta ad illuminare le tenebre sempre più invadenti. Un richiamo ancestrale risuona in noi e ci induce ad alzare gli occhi e a vedere ciò che avevamo prima rifiutato.
Nulla sarà più come prima e una volta per tutte saremo messi di fronte all'ineluttabile, senza scuse o alibi dovremo scegliere da che parte stare.