Chi legge "esamini tutto, ma ritenga solo ciò che è giusto".

La mente non è un vessillo da riempire, ma un fuoco da accendere.

mercoledì 6 dicembre 2017

Non ci resta che difendere il nostro diritto ad esistere

Scegliere come pontefice il nome Francesco essendo Bergoglio appartenente all'ordine dei gesuiti, è una palese contraddizione. O la si coglie o si fa finta di niente. Il gesuitismo infatti mira a trasformare l'impulso del Cristo in una signoria puramente terrena. Tradendo il volere del loro fondatore sant'Ignazio, pretendono di istituire il Regno di Dio in una patria terrena.

Senza chiedervi atti di fede scientifici o religiosi, posso affermare per esperienza che noi siamo immortali grazie alla nostra particolarità genetica ed animica che ci rende "presenti" all'interno di un sistema senza fine, sostanzialmente senza tempo; che facciamo parte di un universo in cui la materia e noi stessi siamo una dominante universale ed eterna; che il nulla e il vuoto non esistono perché il cosmo (a Nove dimensioni) è occupato da etere in movimento.

Scorgo purtroppo movimenti scomposti contro il nuovo ordine mondiale. Disorganizzati i tentativi di opposizione. Io che sono Nessuno ci provo a suonare la trombetta, ma fioca è la mia voce, scarsa l'energia, per dare corpo ad un movimento di opinione per donne e uomini risoluti a difendersi dal marchio della bestia. La massoneria francese addirittura ha la faccia come il culo di attaccare la Chiesa Cattolica definendola setta oscura, e chiede a Macron di levare di mezzo il presepe dalle scuole statali. In Italia senza che nessuno lo chieda apertamente, sempre più preti e insegnanti faranno a meno di usare simboli cristiani per il Natale ove possibile, per non offendere la sensibilità di ebrei e islamici. Siamo allo smantellamento progressivo del cattolicesimo, in cambio di una religione gandhiana, pacifista, volontarista, demitizzata, a-dogmatica. La puzza massonica inonda ogni plaga.




 

venerdì 24 novembre 2017

IL LATO OSCURO DELLA MELA E IL V° POSTULATO DI EUCLIDE



Oriente: Nella Massoneria, si chiama Oriente ogni luogo dove si trova ed opera una loggia; Grande Oriente è la loggia centrale, formata dai rappresentanti delle varie logge di una nazione e presieduta dal Gran Maestro. (dal Dizionario Enciclopedico Italiano – Treccani, 1958).

Se un numero sufficiente di persone (da 3 a tutti i numeri dispari in poi)) riesce a volere fortemente la stessa cosa visualizzandola, orientandosi verso la stella di riferimento per riceverne influenza sottile, questa cosa si realizza. Bisogna che l'oggetto desiderato sia consono allo spirito del gruppo, ai suoi fini, che vanno al di là degli interessi personali, altrimenti la magia non funziona. La parola Magia (come la parola Massoneria) viene dal greco massein, fare, ammassare, to make, la massa del pane, il libro Massa e potere di Elias Canetti; il Kremmerz al secolo Ciro Formisano, invece, la fa derivare da mag, energia primordiale, lo stesso Evola segue tale interpretazione; e infine la terribile massa che tiene in movimento il pendolo di Foucault, a Parigi, in rue Saint Martin 292, in cui Umberto Eco si pone come testimone illuminato. Forse il segreto dei segreti sta tutto qui. La Magia è un metodo (volontà x immaginazione2) che gli antichi conoscevano e adoperavano e che per Piero Angela bisogna assolutamente dimenticare. La Massoneria in tutti i suoi rami (v. Santa Alleanza nella Treccani) è una specie di Magic business. Uniscono gli utili al diletto di praticare l'arte stregonesca.

Dispongo sul leggio La sacra Bibbia, nell'edizione di padre Giuseppe Ricciotti, e seguendo il consiglio di un vecchio amico comincio la lettura a partire da Matteo 13.13 (“Per questo parlo loro in parabole: perché pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e non comprendono.”), dove si avverte che le parabole vanno interpretate, altrimenti le cose che si ascoltano e che si vedono non hanno senso. Questo aspetto vale anche per i testi esoterici e magici. Non solo. La stessa Natura iniseme ai fatti storici debbono esser letti sotto più angolature. Nel mio caso ho applicato diciamo la seconda vista alla Realtà e alla Storia. Ho percepito la presenza sotterranea di un'antica cospirazione globale, che pur con nomi e simboli diversi ha interferito pesantemente sugli eventi noti ai più. Che metodo uso? Comparo e sintetizzo: spulcio almanacchi, cronache, raccolgo, decripto, cerco concordanze, tracce, fievoli orme, dicerie e quanto utile per far luce sul mistero della Storia. Procedo annaspando in un terreno perennemente scivoloso. Diventa sempre più chiaro che certe cose non verranno dette ad alta voce; certi eventi non saranno mostrati sul palcoscenico. La verità va sussurrata di modo che le persone attente alla presenza dello straordinario possano captarle e farne tesoro senza rischiare troppo. Alcuni uomini appartenenti all'eterno complotto hanno ucciso, tradito, si sono spesi oltre l'umano per appropriarsi del potere assoluto, distruttivo, ossia il lato oscuro della mela; dicevo, per comprendere i motivi di tale terribile corsa ad inseguire l'oscuro talismano dell'arcano del potere, bisogna leggere in profondità, tra le righe, scovare il metatesto, i simboli, disseminati tra mille libri, monumenti, chiese, templi, racconti orali tramandati dai nostri vecchi. Come si dice: leggere tra le righe. E cosa si trova tra le righe? Spazi vuoti ma pieni di significato. Beninteso, il 90% delle tracce son state rilasciate proprio dalla cricca degli oscuri, il motivo? Innescare trappole e disseminarle nel bosco per ferire l'ingenuo segugio in cerca di guai. Il rimanente 10% sono piccoli semi, frutto di faticose indagini da parte di persone fededegne che nel corso dei secoli si sono affaccendati per ricostruire uno straccio plausibile di storia che non sia quella scritta dai vincitori. Il noto saggio di politica Il Principe di Machiavelli, di cui la CIA finanzia la pubblicazione in tutto il mondo, è il primo tassello dove si dice che nella Città Nuova non c'è morale, il fine giustifica i mezzi. Ecco, le persone che si cimentano nell'avventura più folle di sempre, hanno la morale invertita.
Chi non segue il pensiero invertito bensì aspira alla Luce come uomo di desiderio alla maniera dei martinisti, rischia purtroppo sempre di cadere, camminando sull'orlo può finire di cadere rovinosamente. Tra i più noti cercatori della mela d'oro va riconosciuto Umberto Eco, curioso ma non coraggioso abbastanza, ha fallito accontentandosi della comoda appartenenza alla classe colta internazionale. Altro “collezionista” di cose occulte è Quirino Principe, musicologo di fama, traduttore de Il Signore degli Anelli (edizione Rusconi-Bompiani) e sensibile all'odor di zolfo, non facendo parte della cricca Ultramondo, è relegato ai margini (meglio per lui, direi). Guido Ceronetti è un altro antiquario, ma è troppo ammaliato dall'orrido, dalla patologia della civiltà, dall'estetica del tavolo operatorio. Ovviamente considero Brizzi e Sibaldi, volenterosi ragazzotti un po' in là con gli anni che giocano con l'arte ma artisti non sono e mai potranno ambire a vedere i cieli interni, troppo impegnati a vender teleprodotti. H.P. Lovecraft poteva essere un eccellente cercatore del talismano, ma seguì i propri incubi da non vedere la Luce in quel di Providence, per lui esisteva solo il lato oscuro della Realtà e la sua condizione di indigenza lo fiaccò parecchio e influì sulla visione d'insieme: comunque i mostri partoriti dalla sua fantasia somigliano troppo a quelli reali del basso astrale. Thomas Pynchon sarebbe sulla strada giusta se non si facesse irretire dalle sirene letterarie post moderne. Gustav Meyrink fu ad un passo, Kafka mai, uomo senza fede e dedito all'onanismo, Tolkien vide oltre il velo grazie alla sua fede, Thomas Merton vide l'unità grazie alla trappa, Simone Weil sfiorò l'arcano e forse la Luce, Colin Wilson ci andò vicino, Dalmazio Frau si sta attrezzando con buone chance, Heidegger girò intorno al Logos, Ettore Majorana fu portato in alto dal neutrino e contemplò il Grande Mattino del Mondo, Zolla perse la via per un piatto di lenticchie Adelphi, Pirsig viaggiando in moto ci passò davanti, John Blofeld percorrendo le vie della seta incontrò viaggiatori dei regni nascosti, Sri Aurobindo agganciò il sovramentale e lo fece discendere ma non lasciò eredi, Carlo Carretto trovò Dio nel deserto e padre Pio squarciò maya e mostrò la potenza di Gesù. La lista è lunga ma molti i fallimenti.

Ma ora parliamo del lato oscuro. Volete degli esempi? Ve li do, banalissimi, ma anch'essi se letti in codice svelano l'occulto:

l'uomo brucia le foreste dell'Amazzonia;
la Juventus favorita dall'arbitro nella partita contro il Napoli;
un soldato spara contro un gruppo di bambini armati di sassi.

E quest'altro:

C'è chi chiama bene il male e male il bene” (Isaia).

Sono tutte affermazioni dove il giudizio morale non c'è ma ce lo mette il lettore. Ha fatto bene o ha fatto male l'arbitro? O l'uomo? O il soldato? Certamente a Napoli non hanno nessun dubbio, ma a Torino? Perfino Isaia non sa risolvere il dilemma e non è l'unico: la Bibbia è piena di affermazioni eticamente neutre. Prendiamo il caso di Gesù. A noi cristiani piace pensare che Gesù, ossia Dio, sia infinitamente buono e giusto, che non divide gli uomini tra eletti e inferiori, che ci vuole liberi da costrizioni e da precetti, che tutti possiamo accedere al Regno, ma è un'idea nostra, nasce dalla cultura contadina e dai padri della Chiesa e non trova riscontro tra i talmudisti. Per noi, Lui è Via, Verità e Vita e basta.
Eppure ci sono persone maledettamente influenti che decidono le misure per leggere la realtà. Quando alcuni uomini di potere (sia quello economico-politico che quello occulto) dicono che è ora di cambiare cultura, ed hanno ai piedi tutta la stampa per dirlo più forte, intendono dire che dobbiamo tutti cambiare 'psi' o albero o prospettiva o punto d'osservazione. La funzione psi per il fisico Louis De Broglie: “La funzione psi rappresenta, preso nella sua interezza, lo stato delle conoscenze di un osservatore, preso nell'istante considerato, della realtà fisica che sta studiando. Non c'è da stupirsi se in pratica la funzione psi cambia da un osservatore all'altro». (Margins of Reality, 1986). Invece per me e per voi fare il Male al posto del Bene è sbagliato, è appunto male, e non si deve scambiare Dio col Diavolo. Semplice, no? Direi naturale, senonché per quelli della commissione Ultramondo il Bene e il Male se invertiti possono tornare utili in caso di conflitto perché disorienta gli avversari, cioè noi cristiani. Sempre per noi, il Bene e il Male sono due strade che non si incrociano mai, simboleggiate da Dio e dal Diavolo. Ma è proprio vero che due rette parallele non si incontrano mai?
A rigore due rette parallele non si incontrano mai perché sono così per definizione, ossia se si incontrassero non sarebbero più parallele. Il problema incuriosisce un po' tutti, e non è limitato al Bene e al Male. Oltre che nella morale l'abbiamo incontrato in fisica, in politica, e – naturalmente – in geometria. Infatti, il problema è rappresentabile con il teorema delle rette parallele che formano sempre angoli uguali quando una retta le incrocia entrambe, e ciò significa che non si incontrano mai. Il quesito è contenuto nella Stella di Raffaello che Euclide mostra agli allievi in Vaticano, nel famoso affresco delle Segnature. Il disegno che Euclide indica agli allievi è la segnatura di partenza. Il disegno è stato fatto col gesso su una lavagna per simboleggiare che può essere corretto. Secondo la geometria corrente due rette parallele non si incontrano mai a causa del postulato di Euclide, e quindi è lecito immaginare che cambiando postulato le rette alla fine possano incontrarsi pur essendo parallele. Su tutto questo però aleggia un certo sospetto. A che serve il postulato di Euclide? Se non basta la definizione a far rimanere staccate due rette parallele, come mai invece basta la definizione a far rimanere retto un angolo di 90 gradi? Come mai una retta non ha bisogno di postulati per proseguire retta verso l'infinito?
Dato il mondo in cui stiamo vivendo, viene in mente che Euclide col suo postulato è stato messo lì da Raffaello proprio per essere tolto quando avrebbe fatto comodo. Quando sarebbe arrivato il mortale piano massonico dell'inversione di significato.
In Vaticano, grazie a Dio, Bene e Male da due millenni a questa parte sono come le rette parallele, ma non escludo che da oggi niente sarà più come prima. Raffaello ha espresso la questione così: ha dipinto Euclide (che simboleggia la geometria basata sui suoi postulati) lo ha circondato di giovani apprendisti, e lo ha raffigurato curvo su di una lavagnetta, mentre con un compasso esamina un disegno fatto col gessetto. Il disegno rappresenta una stella a sei punte e al suo centro si vedono due rette parallele attraversate da una retta che le incrocia. È il teorema che tutti i ragazzi conoscono, in cui si dimostra che una retta, che attraversa due rette poste in un piano, genera angoli uguali se le due rette sono parallele. Euclide col suo postulato tiene diviso il Bene dal Male e infatti sembra che sia a causa di questo postulato che la Juventus vincerà la partita anche se il Napoli avesse ragione. Se non ci fosse Euclide a dividere le due categorie assolute, la squadra di Torino vincerebbe con la prepotenza avendo anche ragione. A questo serve l'inversione di significato, e ai bambini di adesso, il cui addestramento alla vita è affidato ad internet e alla televisione, gli insegnano che nella favola del lupo e dell'agnello è il lupo che ha ragione perché è il più forte, detta le regole del gioco, come il maschio alfa è dominatore.
Ricordate il presidente della Democrazia Cristiana, onorevole Aldo Moro? Alla luce di quello che accade oggi sembra una parabola oltre che una tragedia. La chiave sta in quella frase che i giornali gli attribuivano spesso: le convergenze parallele tra democristiani e comunisti. Se le convergenze restano parallele avviene quello che avviene con il Bene e il Male dei contadini, che viaggiano su due binari che non si confondono mai. Moro, nella parabola, era l'ostacolo che si frapponeva alla convergenza delle parallele. Togliendo di mezzo Aldo Moro è stato possibile realizzare la convergenza delle parallele, ossia l'inversione di significato. Chissà se il povero Moro si rendeva conto che lui stesso era il simbolo vivente (in coppia con Giulio Andreotti) del teorema di Raffaello. Moro non significa “scuro di pelle”, ma latino/arabo=chiunque di noi. Pensate alle zone di diffusione dell'arte moresca. Il cambiamento di significato della parola negli ultimi duecento anni è stato indotto ed è uno degli innumerevoli trucchi che la cricca imperante ha fatto grazie al sistema scolastico e mediatico. Il mondo intero ha saputo che le convergenze non sono più parallele quando il Presidente Moro è stato ucciso. Andreotti (andros, “uomo” nella lingua greca, altro nome simbolico) ha rappresentato l'antica arte della politica, quella del compromesso, dell'inciucio permanente col nemico, l'unica strategia per tenere a bada comunisti e massoni, così da relegarli in posizioni secondarie, non predominanti. C'era riuscito? A furia di toccare la merda, il suo puzzo si attacca alle mani, per quanto sapone si usi.
Una delle sculture più famose, a Roma, è la statua di Mosè, che contiene dei significati nascosti, rappresentati dalle corna e dal ginocchio nudo. La metafora di chi è Mosè è abbastanza scoperta. La statua famosa con le corna e col ginocchio nudo è di Michelangelo Buonarroti e sta a San Pietro in Vincoli. Dove sta? Dove sta Mosè San Pietro (ossia il Vaticano) è in vincoli, è legato. Questa è la prima metafora. L'altra è costituita dalle corna, che offrono diverse interpretazioni. La prima è quella delle guide turistiche: “Michelangelo scolpì le corna per errore. Comunque la statua appena fatta sembrava viva, e Michelangelo le dette una martellata sul ginocchio e disse non parli?”. La seconda interpretazione è questa: quelle corna Michelangelo le scolpì al posto di raggi, perché aveva letto male il contratto, che era in lingua greca. Infatti in greco “raggi” si traduce con una parola simile a “keren”, corna. Codesta spiegazione rassicura quelli che conoscono la storia segreta del segno del comando menzionata nella pietra di Bajazet. L'errore fu voluto dal genio di Michelangelo come l'ombelico che disegnò ad Adamo. Le corna sono le parallele che non si incontrano (ma anche le antenne che captano lo Spirito Universale alchemico), conferma se ci fosse bisogno che il cristianesimo è davvero la creazione da un genialissimo e segretissimo know-how e per tale motivo è il bersaglio prediletto che dovrà essere distrutto o cambiato dall'interno dai massoni e dagli araldi del pensiero liberale illuminista-illuminazionista. La Repubblica di Eugenio Scalfari e Il Corriere della Sera svolgono abilmente il compito e i gesuiti da par loro, giorno dopo giorno seminano bocconi avvelenati sul terreno dottrinale del mondo cattolico.
Il segno del comando è l'arcano del potere per antonomasia, è il frutto proibito dell'Eden, la mela tagliata in due parti, oggetto di meditazione presso il cerchio interno dell'alta massoneria azzurra, porta che aprirebbe ai segreti del 33° grado R+C. Gli stregoni credono di possedere il catalizzatore di energie e potenze occulte (il baphomet), ma alla fine è esso che li possiede e come recita la Treccani, “catalizzatore è quell'elemento, fatto, avvenimento che favorisce o accelera il formarsi e lo svilupparsi di tendenze, processi...”.

domenica 12 novembre 2017

L'inferno tracima ma i telegiornali non confermano la notizia


Il 24 giugno 1717, da quando la nuova massoneria ha ripreso indegnamente il testimone dai grandi mastri di pietra, la logica della costruzione, del porre mattone su mattone è centrale nella visione mondialista dei figli della vedova, ma con intenti ben diversi dai loro avi: ogni mattone contribuisce all'edificazione del tempio. Di cosa si parla? Il tempio dedicato al nuovo liberatore dell'uomo, al portatore della luce del progresso, della libertà senza dogmi e vincoli. Ma per realizzare il tempio manca ancora una cosa da fare: far saltare la Tradizione d'Occidente, un bastione basato sui valori cristiani e tradizionali, alzato millenni fa contro le orde di gog e magog. Per carità, non discuto su quali armi faccia affidamento l'avversario, è libero di usare ogni mezzo al suo fine; ma noi, dico noi cattolici cosa opponiamo ai piani oscuri massoni? Cosa ci distingue, cosa siamo disposti a rinunciare pur di difendere la roccaforte, oggi sempre più fiaccata dai colpi di mortaio del nuovo umanesimo rampante?
Intanto dovremmo ribellarci ogniqualvolta i massoni, anche se mascherati, insozzano la Madre Celeste. Non permettere che venga meno il nostro sostegno inesausto alla Madonna. Che cosa ci importa se ci prendono per contarosari. I massoni odiano l'incarnazione. Il principe dal mantello rosso si ribellò a Dio per questo motivo. Il piano del Creatore era quello di dare corpo allo spirito attraverso l'uomo e ciò fu aborrito dal fulgido angelo. Perciò tutti i giorni satana ci umilia nella carne. Ci procura piaceri e dolori, ci schiavizza facendoci prima esaltare il corpo e poi ci induce al disgusto. Durante i millenni, prima con sette e congreghe, poi attraverso centri di propaganda e profeti del nulla, ci hanno sedotto con l'illusione di spiritualità assoluta, suggerendoci di liberare l'anima dal suo carcere, il corpo. Ogni forma di onanismo spirituale arrivato dall'Oriente decaduto tramite i colonialisti inglesi, è stata sperimentata da chi non pago di una religione troppo spostata verso l'umanitarismo, ha cercato tramite ascesi invertite la liberazione dai lacci carnali. Attenti amici, il corpo è l'unico mezzo che Dio ci ha dato per scrivere il nostro destino nel mondo. Chi si oppone è lui, l'anticristo, che ormai è più una dottrina che una persona, è l'antitesi al Vangelo; una dottrina che concepisce il mondo una creazione del demiurgo, quindi immonda, e il segreto della fuga sarebbe riservato a pochi eletti. Illuminismi, avanguardie, eresie: il settarismo è la cifra della modernità. Gli eletti preferirebbero distruggere l'umanità per ricominciare daccapo con altre forme di vita, nuove regole e prospettive. È un vecchio piano ma sempre sul tavolo di lorsignori. E noi che facciamo?
Inutile appoggiarci a forme politiche che a parole vogliono conservare la civiltà ma nei fatti sono l'altra faccia della medaglia del mondo moderno. Né darsi alla macchia alla maniera jungeriana o fuggire in Egitto, come fece Guénon. La linea va difesa e non abbandonata perché il nemico avanza. Qualcuno con buoni motivi, non discuto, suggerisce di attendere il momento propizio, rimanendo in piedi tra le rovine, non lasciandosi condizionare dalle correnti samsariche. Attendere... mah, qui a furia di attese e veglie, rischiamo di farci schiacciare dagli eventi o di morire d'inedia. Non credo che dobbiamo rimanere con le mani in mano. Una resistenza attiva va fatta. Ma come?
Non sto qui a stabilire strategie e tattiche. Più volte mi sono espresso in merito. La nostra è una battaglia esclusivamente spirituale ma non per questo priva di effetti concreti. In tempi come questi, emerge una luce insospettata in chi non cerca le cose quaggiù, e tanto basta ad illuminare le tenebre sempre più invadenti. Un richiamo ancestrale risuona in noi e ci induce ad alzare gli occhi e a vedere ciò che avevamo prima rifiutato.
Nulla sarà più come prima e una volta per tutte saremo messi di fronte all'ineluttabile, senza scuse o alibi dovremo scegliere da che parte stare.

domenica 5 novembre 2017

Il viaggio non è la meta


Per aprire lo scrigno della Sapienza bisogna reperire un mazzo di chiavi di vetro. Cosa alquanto difficile, ma anche trovandole si rischia facilmente di romperle. Non si può scassinare la serratura, essa è a prova di ladro perché soltanto chi ha il potere di “vedere” può trovare il buco della serratura e inserirci l'apposita chiave. Per dire che quanto appare non è la realtà, è un riflesso di essa e bisogna essere attrezzati per tentare di vedere oltre l'apparenza, il cammino infatti è assai tortuoso e pieno di insidie, facile confondersi e prendere lucciole per lanterne. Ora, i Massoni moderni hanno ricevuto per eredità lo scrigno, ma purtroppo per loro hanno smarrito la chiave e anche se ce l'avessero sotto il culo, non se ne accorgerebbero perché ciechi. È la iattura che subisce un antico Ordine che ha perduto la strada di casa. La stessa interdizione la subiscono gli studiosi del passato, storici, antropologi, psicanalisti junghiani, soprattutto i cultori degli antichi misteri alle prese con materiali ermetico-alchimistici di cui ignorano le leve di comando. Per non parlare dei cosiddetti interpreti delle Centurie di Nostradamus.
Tutti gli esperti del famoso profeta, almeno nell'immaginario comune, si son fatti un nome per tradurre le sue centurie, tentando inutilmente di venirne a capo, partendo dal presupposto arbitrario che si trattasse di profezie. Quanto ai risultati, beh, le previsioni si sono rivelate sbagliate come quelle di Renucio Boscolo. Mi domando: è mai possibile che nessuno si sia chiesto se ci fosse un'altra chiave di lettura di quegli scritti oltre alla tesi profetica? Nostradamus non fu un profeta nel senso profano che intendono i moderni, che seguono le banalità astrologiche di furbi “esperti” televisivi; il visionario francese intorno al 1550 produsse una mole di scrittura oracolare, nel senso di criptico, che solo un iniziato ai grandi misteri poteva elaborare. Michel De Nostradame, il suo nome, redasse le famigerate quartine ad uso interno di un ordine iniziatico che raccolse la scottante eredità templare, malgrado la riservatezza del materiale fu necessario divulgarlo poiché molti dei suoi componenti erano sparpagliati se non nascosti in tutto il continente. Ognuno di loro possedeva le chiavi d'accesso per interpretare le istruzioni onomantiche. Hanno un valore pure oggi? Sono solo reperti di un'epoca scomparsa, oppure conservano valenze procedurali iniziatiche ancor oggi per qualche degno cercatore? E qui vengo al nocciolo della questione. Esistono ancora regolarità iniziatiche nell'anno del Signore 2017? Chi si fregia del titolo di regolarità, di legittimo depositario dell'arcano, lo è effettivamente o millanta crediti inesistenti? Non solo. Vi sono adepti che virtualmente possiedono a pieno titolo la legittima successione, ma hanno tradito il mandato ed invertito il segno, così da diventare un bubbone pernicioso nel tessuto sociale delle nazioni. Il panorama non è dei più rosei, almeno per chi come me considera le società esoteriche necessarie per custodire il linguaggio dei simboli, i rituali, le dottrine sapienziali. Finché c'erano, assicuravano la continuità della Tradizione in ogni suo aspetto, la difendevano contro eresie e colpi di mano. Il percorso era sicuro per ogni aspirante alla Luce: seguire un iter una volta ammessi nel cenacolo interno di un Ordine, in grazia del quale l'adepto dovrebbe pervenire alla integrale corpificazione dello spirito e spiritualizzazione del soma, secondo gli assiomi alchemici. Oggi sembrano illusioni, sicuramente lo sono per chi ignaro segue i corsi di quei praticoni dell'occulto che mischiano dottrine e tecniche in un minestrone insipido e privo di nutrimenti: Gurdjieff-tantra-yoga-alchimia, vi viene in mente qualcuno? Eppure malgrado la latitanza di ordini iniziatici legittimi, si può sempre cercare la Salvezza e la Liberazione che sono le mete sempre valide dall'alba dei tempi. È pur vero che per raggiungere codesti traguardi si debbano acquisire stati di coscienza ampi e profondi, per giungere all'illuminazione. Scandurra più prosaicamente indicava come aprire i rubinetti mentali per attingere le energie che sostengono le dimensioni. Il resto è superstizione, appagamento psicologico, narcisismo, vanità

sabato 28 ottobre 2017

La fiamma è ancora accesa


Nel Vangelo di Matteo i sacerdoti zoroastriani sono presentati come ‘Re Magi'. Sono indovini (e infatti sapevano già cosa cercare, dice Matteo «cercano il neonato che è re dei Giudei») e sono astrologi (infatti lo seguono seguendo la Stella) e portano doni, oro, incenso e mirra. I Re Magi dei Presepi che le chiese cattoliche preparano per Natale, e anche quelli che attraversano Roma in barca, sono vestiti come 'Turchi' e sono scuri di pelle. Quelli del gruppo marmoreo della chiesa Aracoeli a Roma sul Campidoglio sono neri come il catrame. I tre Magi sono al servizio di Erode, ma dopo la nascita di Gesù “essendo avvertiti nel sonno” tornano al loro paese in Oriente passando per un altro cammino. I Re Magi oggi riposano a Colonia, dentro un sarcofago aureo. Prima stavano a Milano da dove — dice la guida — “furono trafugati”. Con tutto il resto? Mago in Matteo 2 designa l'adepto di un ordine o casta di sacerdoti astrologi e indovini della religione persiana di Zoroastro (Zaratustra). Nell'Antico Testamento si designano così i saggi di corte, i consiglieri e gli indovini ufficiali dei re. Negli Atti degli Apostoli sono menzionati Simon Mago e Elima Bargesù, che praticano le arti magiche. Oggi la magia per noi Cattolici è la preghiera, l'imposizione delle mani e l'unzione con l'olio santo. La magia per i massoni, invece, è importantissima perché sta nel nome: massa moltiplicata e sublimata grazie alla volontà, thelema, notoriamente decisiva per ogni operazione occulta. I seguaci di Martino de Pasquali, Claudio di San Martino e di altri celebri illuminati, sostenevano la possibilità di comunicazioni dirette con l'invisibile e in Russia, dove queste idee trovarono un terreno fertilissimo, nel 1818 il libro prediletto (in questo contesto) era la Bibbia, il principale manuale di arti ermetiche. Storie mitologiche e bibliche furono il primo soggetto dei primi scrittori. Servivano ad attribuire a forze esterne la magia e a sostituire quelli che Carlo Gustavo Jung chiama gli archetipi inconsci del comportamento umano. Fondatori della santa alleanza massonica erano Russia, Prussia ed Austria, che quindi hanno operato in concordia. Metternich li chiamava scherzosamente i Re Magi. Napoli e Spagna erano definite zone di intervento, e fu preso l'impegno di non deporre le armi fino al raggiungimento dello scopo: la Santa Alleanza. Il mondo del paranormale comprende la magia spicciola di tutti i giorni che la scienza non sa spiegare. Un fenomeno è definito paranormale quando non è spiegabile. Se un fenomeno è spiegabile oppure lo diventa, come le meteoriti che erano fenomeni paranormali fino ai primi del secolo tra i fautori del vecchio firmamento, allora non è più paranormale. Col risultato che chi si dedica allo studio del paranormale studia dei fenomeni che a priori sono definiti inspiegabili. Mangiare il brodo con la forchetta. Il paranormale è magia spontanea senza dottrina e perciò non ripetibile a piacimento. E se la gente vuol sapere che cosa pensano gli scienziati della magia? La maggioranza degli scienziati sono razionalisti, ossia negano potere all'intuizione. Gli scienziati illuminati sono veramente pochi, e questi trovano già ciò che gli serve col sistema della “verità plausibile”. Al di fuori della loro cerchia alcuni scienziati hanno tentato qualche indagine, secondo il biologo Lyall Watson, e in particolare Platone, Pitagora, Kammerer (il Linneo delle coincidenze), Eddington, certamente il cripto-alchimista Isacco Newton ''tutti sospettavano l'esistenza di un qualche principio che trascende le leggi di causa-effetto, qualche tipo di forma che modella gli eventi, una specie di armonia dell'universo che precede e forma il contenuto delle cose''. Per questi scienziati fu preparato un libro importantissimo, da Wolfango Pauli, premio Nobel per la fisica e da C.G. Jung, psicologo, che uscì nel 1952. Nel libro le coincidenze inspiegabili vengono attribuite ad un principio che collega tutto senza rapporto di causalità ed opera indipendentemente dalle leggi conosciute della fisica classica. Hanno escluso che questa forza sia controllabile dagli uomini, o che controlli gli uomini. «È una forza che tende ad imporre il suo stile di disciplina sul caos imposto dal secondo principio della termodinamica», che i due non mettono in discussione. Le leggi naturali, hanno osservato, non sono assolute. Sono verità statistiche che funzionano secondo la legge dei grandi numeri e lasciano spazio alle eccezioni. E quando queste eccezioni operano contro il tempo o lo spazio e legano gli avvenimenti in modi strani ed inaspettati, in quei casi si tratta di coincidenze significative. A quei fenomeni hanno dato nome “sincronicità”. Vengono presi in considerazione quel mazzetto di fenomeni notissimi che vanno sotto il nome di parapsicologia, oppure il mondo dei quanti, che è totalmente paradossale ma nessuno se ne accorge perché è studiato in una materia che si chiama fisica. C'è gente che si siede davanti ad una goccia d'acqua che cade su una lama e cerca di spingere di qua o di là la goccia col potere della mente, e moltissimi ci riescono. La psicocinesi è una magia ammessa; la sovietica Nina Kulagina, è il nome più noto, e la documentazione relativa (un film la mostra mentre separa con la mente il tuono dall'albume di un uovo rotto in un acquario davanti alle cineprese) fu presentata al mondo dall'Accademia sovietica delle Scienze. Che succede se uno scienziato scopre qualcosa contrario allo schema antimagia? All'inizio, fine Settecento (ma gli anni si contavano diversamente) gli illuminati credevano che la mente dell'umanità generasse tutto, visto il potere che gli uomini avevano dimostrato in Egitto, dove il metallo più duro era il rame e le tombe dei re sembravano scavate nel formaggio. Fino a metà Ottocento non erano ammissibili scoperte come i fossili (immaginati da chi, se l'uomo non c'era ancora?) oppure la profondità del Firmamento, oppure i meteoriti. Galileo Galilei rappresenta lo scienziato italiano che incontra durante le sue ricerche una verità diversa da quella dell'Accademia. Il succo della parabola di Galileo è che deve cedere ai teologi, anche se è padrone di tenersi le sue opinioni in privato. I teologi al vertice sanno perché: non si può generare la vera magia con l'ammaestramento degli uomini perché questo non basta. Il massimo che possono sperare è una sostituzione finale della magia artificiale con quella naturale, dopo che la gente ha dimenticato come si faceva. La magia naturale, quella che toglie il peso alle cose (la gravità è uno stato mentale) e rende belli i paesi ed i paesaggi fatti dall'uomo, richiede la collaborazione dell'intero tri-regno e non può essere violentata. La storia della scienza e della religione è la storia di continui rappezzamenti delle idee originali perché gli illuminati man mano che la scienza procede, non si accorgano del furto sbagliato. Nei libri la doppia informazione consiste in questo: solo agli illuminati viene insegnato che il mondo è generato dalla magia ('mente', oppure 'mana') mentre a tutti gli altri si danno versioni diverse di tutti i fenomeni altrimenti senza spiegazione, a seconda del livello accademico in cui si trovano. La teoria vuole che il mondo immaginato dagli illuminati, con un po' di aiuto, prenda vita: la magia, appunto. La simbologia delle parole, dei numeri e dei significati fa parte del cerimoniale, così le maschere e i codici per individuarle. Tutto è collegato da segni nelle tre dimensioni, e con le regole della cabala occidentale (l'argotico) si possono immaginare tutti i nuovi mondi che si vuole fino a vederli per davvero, ma non sono allucinazioni bensì focalizzazioni. Cominciata forse con un po' di luce, la scienza è finita nel peggior oscurantismo: l'hanno messa a servizio del tecnomillenarismo apocalittico e i vertici istituzionali sono stati lentamente convertiti al postulato di Euclide. Sono le baronie universitarie e le grandi case editrici. Anche i gesuiti ad un certo punto si sono mossi verso la demitizzazione. Bergoglio e il suo Generale dell'Ordine sono particolarmente indaffarati nell'imporre il riduzionismo al cattolicesimo, in un'opera senza precedenti in perfetta linea con i nuovi amichetti luterani. Se è impossibile dimostrare che i dinosauri siano stati creati dalla mente dell'uomo, togliamo almeno il sospetto che la creazione sia un fatto continuo, di adesso mentre sto scrivendo. Diciamo tutti che la creazione “ci fu” un tempo, e non occorre nemmeno insistere tanto sul concetto del Creatore. Induciamo a credere, a colti e a ignoranti, la banale teoria del Big Bang iniziale e lasciamo la Creazione fuori dai programmi di studio. Nemmeno gli illuminati si accorsero che la verità era stata scoperta e subito nascosta di nuovo. Alle facoltà di fisica Alberto Einstein è ancora un'icona intoccabile, se poi la negazione dell'etere non risolve i buchi logici e sperimentali, pazienza. I dati raccolti fin qui a LHC dai due esperimenti del CERN di Ginevra responsabili della scoperta del bosone di Higgs, non hanno trovato nulla. Dov'è allora la notizia, e qual è il significato di questa "non scoperta" per la fisica delle particelle, e in generale per la nostra comprensione delle leggi fondamentali che regolano la natura? In realtà la prova latita malgrado i miliardi di dollaroni generosamente offerti da enti internazionali (chi c'è veramente dietro le congrue donazioni?). A cosa servirebbe 'sto bosone? Sembra anch'esso una cosa magica spurgata però dalla dimensione trascendente. Una particella basica che darebbe peso e realtà alle cose, ma la natura dell'Universo sfugge ai cosmologi perché mutevole ed elusiva, proprio come i dischi volanti. La magia, derisa e vituperata dagli scienziati, ha già risposto da tempo immemore alle domande topiche:
  • Chi, o che cosa è, Dio?
  • E se esiste, dove si nasconde?
  • E se riuscissimo a trovarlo, che cosa faremmo?
  • Saremmo ancora in grado di stabilire un dialogo, come fece Mosè?
  • E se sì, quale linguaggio dovremmo utilizzare?
  • E una volta scoperto di poter comunicare, che cambiamenti potremmo operare nella nostra vita e nel mondo intorno a noi?
Noi viviamo in uno stato di creazione continua... ma continuiamo a guardare dalla parte sbagliata.

mercoledì 11 ottobre 2017

Bussando alle porte del Cielo

Vorrei che comprendeste l'autenticità di un atteggiamento completo verso la vita che vede la realtà come una sorta di emanazione che si estrinseca tra due polarità. Al di là di ogni facile manicheismo, la complessità di tutta la vicenda che ho narrato e che vede l'anonima talenti intorno al suo capo operare a più livelli, comporta senza dubbio un altrettanto complesso metodo di manifestazione dei fenomeni che l'hanno composta e determinata. E solo in una realtà, più sottile, questi fenomeni possono verificarsi, poiché in essa i ristretti domini dello spazio, imposti dal nostro modo errato di misurare il mondo, non esistono. E così nella sfera psichica, passato presente e futuro si piegano in un unico presente che è un attimo dell'eterno. Le vite che abbiamo vissuto, che vivremo e quella che stiamo vivendo, non sono altro che un'unica realtà, un unico momento. 

C'è ancora un'osservazione da fare. Quanto scritto in questi anni, tutto questo favoloso intreccio, si è verificato realmente, ma non so in alcun modo come abbia potuto realizzarsi alla luce delle cognizioni ordinarie. L'irruzione del magico non in termini estemporanei, bensì continuativi, ha prodotto sicuramente modifiche alla struttura stessa della realtà, così come la sperimentiamo abitualmente. Ciò ha comportato alterazioni del continuum s/t non solo a Viterbo (eccetto alcuni, i viterbesi non se ne sono accorti, dormienti come sono da secoli) ma in direzioni non ancora rilevabili completamente. Posso solo dire, evitando in parte questa esigenza di conoscere la causa prima degli eventi descritti, che quando uno viene coinvolto in situazioni di questo tipo, si sente estraneo da ogni considerazione analitica e gli è sufficiente vivere l'esperienza; sicuro tuttavia che altre menti ed altri spiriti vicini alla sua sensibilità, garantiscono, vivendo le medesime esperienze, la validità delle sue.

Ho potuto in quel decennio apprendere molte cose sul bene e il male, di dinamismi contrapposti che si contendevano il dominio dell'Universo, di lotte violente fra forze antagoniste.Tutto ciò nell'anonimato più stretto. Provavo indubbiamente una strana sensazione: ritrovarmi su altri mondi di universi diversi, io, comune cittadino della Terra, anzi di Viterbo. Manco fossi John Carter di Marte. L'esperienza totalizzante che vivevo non comportò nessuna alterigia né superbia rispetto ai miei simili. Anzi, nel mio piccolo tentai addirittura di produrre programmi radiofonici e poi televisivi nella mia città, allo scopo, probabilmente ingenuo, di suscitare un nuovo piano di coscienza verso realtà che esulano dal conosciuto. Quando rientravo dalle Immersioni e frequentavo i compagni di scuola e dell'oratorio, la percezione sensoriale abituale mutava, avevo ancora addosso la "polvere di stelle" che confondeva il mio rapporto col mondo. All'inizio, dopo diverse IVI ho avuto seri problemi sia fisici che psichici, faticai alquanto ad abituarmi al dentro-fuori. Il mio organismo mutava, lo sentivo, la coscienza si dislocava con facilità, non nascondo che ebbi paura. Ma non avrei mai rinunciato all'infinito.

Il metodo scientifico si basa sulla ripetibilità delle osservazioni. Quando si analizza un qualche fenomeno fisico, si scopre che esso è una combinazione di elementi dettati dalle leggi di natura e, insieme, di altri elementi accidentali. Il fatto che si veda una palla rossa cadere in un certo modo per effetto della gravità potrebbe, a priori, essere in parte conseguenza del fatto che essa è rossa. Per accertare che ciò non è vero si può solo esaminare come cadono palle di colore diverso, ma identiche sotto ogni altro aspetto. Nel caso dell'universo, questa libertà non c'è, e perciò i fisici sono obbligati a separarne le proprietà fondamentali  da quelle accidentali.  Un evento particolare, locale, non è un parametro applicabile su scala cosmica. Il comportamento dell'universo è diverso dal comportamento dei corpi che si trovano al suo interno. Il tempo sul terzo pianeta del sistema Sol non risulta lo stesso su altri mondi. L'ho constatato io stesso, ma che prova posso dare a sostegno di tale osservazione? L'orologio che possedevo durante le prime immersioni, un cronografo di buona marca, mi dava tempi diversi già dal momento in cui penetravo nel condotto dimensionale fino all'emersione su di un altro pianeta. Se poi raggiungevo il secondo universo, le lancette non giravano affatto, immobili; quando rientravo a Viterbo, il crono riprendeva tranquillamente il suo movimento perfettamente in sincronia con l'ora terrestre. I minuti o le ore di scarto si annullavano. I fenomeni psi confermano la tesi secondo la quale è possibile già qui violare le leggi di natura, almeno quelle convenzionali e codificate dalla scienza. Possediamo la chiave interna che ci connette alle leggi dell'universo, altre da quelle rilevabili ordinariamente. La realtà appare sempre più decisamente plastica e ideazionale. Scandurra dice che tutto quello che esiste si può modificare, piegare, basta avere un intento fine, ossia focalizzato su di un punto. Uno sguardo magico trasforma la materia.

Le avventure di cui sono stato testimone attivo, mi hanno permesso di formulare una teoria del tutto - una delle tante - oppure, più semplicemente, da ragazzo mi piaceva l'idea di attraversare a piedi quella specie di confine che doveva portarmi fuori dal mondo, in quel campo fiabesco. Eppure Scandurra mi disse che quel posto così pulito, ordinato, era abitato da spettri e diavoli. Del resto non si può imputare solo all'azione umana tutte le cose brutte, sanguinose, che accadono quaggiù. La tristezza, la malinconia, la depressione, da dove provengono? Siamo per principio scontenti di ciò che ci circonda, eppure continuiamo a credere solo al visibile. Viviamo in un mondo in cui il 99% delle cose belle vengono distrutte quando stanno per nascere, perché vi sono all'opera  forze dirette a soffocare il bene. La maggior parte dei miei conoscenti non può fare a meno di alterare il proprio stato di coscienza con i mezzi più svariati, droghe, eccitanti, sesso, passioni ossessive, perché? Non vi siete mai chiesti che il bisogno di evadere dalla normalità non sia soltanto un fenomeno patologico, ma anche un tentativo ingenuo ma necessario, di ricordare la patria perduta, lo stato edenico smarrito, quando eravamo dèi? Scandurra ci ha insegnato che viviamo in un mondo in cui ogni cosa ha una vita propria, una vita sotterranea, dall'elettrone alla galassia, tutto è bucato e sorretto dal pozzo senza fondo. Tutto vive una sua vita speciale, che noi non afferriamo ma che è sempre in grado di svilupparsi. Un mondo, che come un corpo con le sue cellule, è dunque sul bordo del caos, di una sorta di malattia, e bisogna solo sperare che Dio abbia regolato la vita delle cose in modo tale che tutto resti nella precaria armonia che noi conosciamo. Un mondo fragile anche, perché transitorio e posto al fianco di altri mondi, paralleli, che potremmo però conoscere prima di passare il guado.

mercoledì 4 ottobre 2017

Anima & sistema di controllo



1. Sono i fisici oggi ad affermare che la loro pratica consiste nel puerile gioco di spaccare "cose" sbattendole l'una contro l'altra per vedere cosa succede... e poi sarei io l'irrazionale?

2. Se non ci risvegliamo dal mondo dei sogni in questa vita (giusta la concezione cristiana dell'elezione), è improbabile un risveglio successivo. La sostanza della nostra anima non è imperitura come si crede, è soggetta al divenire (è eviterna), al contrario dello spirito che è al di là delle forme transitorie. È necessario lavorare su se stessi senza farci risucchiare dal contingente. Usiamo energia emozionale (prajna) per ogni evento ordinario, poi ci manca per trasformarci. L'anima va alimentata dall'esperienza consapevole, dal fuoco dell'intento. VIVERE SECONDO INTENZIONE, è il cammino iniziatico.

3. La spiritualità è innanzitutto azione, in secondo luogo esperienza ed infine è una cosa spiegabile, comprensibile. Sì, certo, conta l'influenza spirituale dall'alto o da chi già la possiede, tuttavia, amici, bisogna pur comunicare. Il tipo di spiegazione varia a secondo dei tempi, purché il linguaggio non tradisca il significato. L'uso dei simboli è parte del kit di ogni aspirante, ma non tutto il patrimonio dei segni e dei simboli è rimasto intonso. Non crediate che ogni formulario magico sia efficace a prescindere dall'anno della sua pubblicazione. È il rischio di ogni persona che si accinge a praticare certe tecniche realizzative: lavorare su uno yantra e accorgersi dopo mesi o anni che non succede niente. Dubiti delle tue capacità, invece lo schema è privo di energia, non risponde più al richiamo.

4. È vera la tesi secondo la quale l'umanità è dominata da un mondo che non si vede sotto l'influsso di una catena di entità ultraterrestri? Visionari, profeti cyberpunk, complottisti, neognostici, Mike Plato, David Icke, sostengono tale cosa, con differenze non decisive. L'antica dottrina gnostica propone un universo maligno governato da un demiurgo folle e distruttivo. Corrado Malanga riscrive la cosmogonia attraverso presunti addotti sotto ipnosi. Insomma ci sono autori e studiosi che si danno un gran daffare ad elaborare un sistema-madre che spieghi ogni cosa pure l'invisibile, come il superspettro di Keel, ottimo giornalista ma lacunoso nell'esegesi dei fenomeni studiati. Indubbiamente l'ignoranza di chi è integrato nel sistema non aiuta a vederci chiaro. Se esistesse Matrix troverebbe utile l'inconsapevolezza per esercitare meglio il controllo su di noi. Il dubbio viene, quello cioè di credere di essere le creature più libere della terra. Anzi, vi dirò di più. Ci sono buoni motivi per pensare che neppure la mente sia un nostro feudo. Siamo proprietà altrui, diceva Fort. Chi sostiene che un Ente malvagio regni dietro le quinte della storia indisturbato e che ci tiene all'oscuro della realtà, per cui ciò che vediamo e sentiamo è artificiale, passerebbe per matto e fatto oggetto di disprezzo. Forse è proprio questa la migliore magia: non appena qualcuno osa vedere oltre lo specchio viene subito tacciato di demenza e fatto ricoverare o lasciato solo nelle sue farneticazioni. Il guaio dell'uomo moderno è che teme le cose sbagliate. Non ci rendiamo conto che da almeno settecento anni il corso del tempo è cambiato ed ha preso una direzione errata insieme all'umanità. Gli orologi e i calendari mentono ma grazie alla convenzione mondiale (eggregore istituzionale) tutto appare normale e consolatorio. I libri scolastici ci raccontano la corbelleria che noi discendiamo dalle scimmie e procediamo per evoluzione verso un di più, così possiamo credere che domani sarà migliore di oggi e che i governi possono prometterci il sol dell'avvenire senza vergogna. Che tutto è iniziato con un botto gigantesco di energia indistinta. Che siamo andati sulla Luna e che il premier Gentiloni guida l'Italia. Dopo il martellamento continuo di notizie false alla fine crediamo a tutto quello che il sistema ci dispensa. Ma è solo la scorza del problema. Se scendiamo in profondità ci accorgiamo che è più buio... e che nulla è più come sembra. Matrix? Peggio.

5. Per diventare liberi dovete andare nella direzione opposta alla segnaletica ufficiale.

6. Il movimento New Age, meschinetto, si illude che negando l'oscurità il pericolo si allontani. Così facendo permette agli enti bassi di nascondersi meglio nella mente delle persone e di diventare ancora più forti. Shiva e Dioniso scelgono come location il nostro inconscio per albergare incontrastati; potenze infere poi sguazzano felici nel torbido innescato dalle terapie psicanalitiche di certi operatori che credono di gestire il materiale psichico invece lo fanno emergere verso la coscienza di veglia. Se io so come stanno le cose sarò meno vulnerabile. Invece che succede? La modernità ha fatto sì che l'antica dottrina fosse spazzata via dalla scienza, la quale è inerme di fronte alla Realtà. Ci hanno detto che i diavoli non esistono così non ci badiamo più: non c'è cosa peggiore di chi crede di vedere al buio.