![]() |
| Gioia di vivere dei pellegrini cosmici |
![]() |
| In armonia con la Creazione |
![]() |
| Loro sopravviveranno al crollo dell'Impero Oscuro |
![]() |
| I 9 Mondi dello Spettro Psichico |
![]() |
| Non prevarranno |
Il
Mondialismo è la più funesta malattia ontologica che l'umanità
abbia mai patito. Essa è iniziata il 1500, appena dopo la scoperta
ufficiale dell'America. La data, ovviamente, è soltanto indicativa,
ma per chi avesse la briga di scartabellarsi le cronologie, e non
solo quelle manipolate dai vincitori, si renderà conto degli
avvenimenti a catena che da tale incominciamento si sono prodotti. A
dirla tutta, con la distruzione dell'Ordine Templare e del suo sogno,
già si erano visti all'opera i processi dissolutori in Occidente. E
se dovessimo giudicare tutti i suoi tragici effetti alla luce di una
visione alta della Vita e dell'Uomo, ebbene, non ci rimarrebbe che
considerare tale Sistema come l'acceleratore dell'Età Oscura verso
la sua inevitabile fine.
Il
Mondialismo ha fabbricato una società soltanto apparentemente
aperta, dipinta come democratica (demoniocrazia) e spacciata come la
migliore soluzione possibile ai problemi dei popoli. L'Impero che c'è
dietro il regime mondialista ha potuto affermarsi invertendo il
flusso di quelle potenze dell'anima originarie dell'uomo: volontà
intelligenza sentimento. È riuscito nell'intento di costruirsi una
struttura labirintica della società, per meglio difendersi da
eventuali sabotatori. Il Piano è stato così raccapricciante, da
risultare antiumano. Già, chi sente certe cose mi capisce. Alieni?
Macché.
L'ALLACCIO
EMPIO COI MONDI OSCURI
Se
potessimo visitare non visti, le 'stanze dense' di incontro degli
stregoni a capo della Cricca, scopriremmo luoghi rituali, dove si
respira una brutta aria. Anzi, diciamola tutta. Dove l'aria è
pesante e le vibrazioni hanno frequenze insolitamente lente. Perfino
i muri, le decorazioni, hanno qualcosa di insolito. Eppure i luoghi
di cui stiamo parlando possono trovarsi benissimo nel nostro
quartiere, magari in un condominio di edilizia popolare. Perché no?
Credete davvero che usino ville patrizie e palazzi rinascimentali,
suite al centesimo piano... anche, ma non soltanto. Ecco, da lì,
dalle stanze dense preparano l'allaccio. Sì, avete ben capito,
l'allaccio fatidico con i Signori della Fiamma, provenienti dai mondi
oscuri delle tenebre esteriori. Darest Sharma è la casa madre di
tutte le stanze dense presenti a miriade in tutti i Nove Mondi, dai
quali spargono il morbo. L'allaccio consiste nel creare le condizioni
psico-tecniche affinché ciò avvenga. Non vi fate cojonare da tutto
quell'esoterismo spacciato per cammino spirituale che trovate nelle
anticamere di quelle stanze. Son solo brandelli di un sapere
dimenticato e tradito, ciò che veramente conta per loro è la fede
nella causa attuale. Loro non hanno più bisogno di bassa
manovalanza, ne hanno reclutati abbastanza. I 'mediatori' cercano
donne e uomini predestinati, dalle caratteristiche particolari, con
quel certo senso psi più o meno latente. Son disposti a
comprare ma anche a ricattare se necessario. Vanno evitati come
l'inferno... se si entra nella loro sfera d'azione sono c****,
come direbbe Scandurra. Dove possono contattarvi? I mediatori vivono
in perfetta simbiosi con l'elemento terra, insomma sono fra noi. Sul
posto di lavoro, al bar del vostro isolato, all'esclusivo tennis club
ma pure in periferia, nei locali chiccosi o malfamati. Sono
dappertutto. Del resto sono secoli che operano capillarmente in
Europa, in Oriente, nell'estremo Occidente. I mediatori hanno risorse
praticamente illimitate. Li trovate tra i carbonari e a corte, nelle
cellule anarchiche come fra i reazionari. Giocano a calcetto con noi
tutti i venerdì sera o son nostri compagni intorno al tavolo da
poker. Erano tra gli Alleati, ma li abbiamo trovati schierati pure
tra gli hitleriani nella Seconda Guerra Mondiale. Sono come te e me,
almeno in apparenza. Non c'hanno distintivi o quasi. La Storia
sembrerebbe dar loro una patente di invulnerabilità. Vincono sempre
loro da secoli e secoli, almeno fino a ieri.
NON
PASSERANNO
Oggi,
Anno del Signore 2012: la fine dell'Impero Mondialista è prossima.
Lasciar crollare una cosa condannata forse è un bene: può
significare
risveglio,
autorealizzazione, libertà.
Gli
ultimi strascichi dell'Impero, il colpo di coda deve ancora esser
dato. Noi non ci faremo intimidire più. La Guerra è spirituale. Ciò
che è eterno in noi sarà la nostra salvezza.
Chi
siamo?
Siamo
pellegrini cosmici alla ricerca
dell'Assoluto, amiamo, gioiamo di fronte alla Creazione, mettiamo in
pericolo la nostra vita per un fine elevato, siamo amici di tutto e
di tutti; non ci curiamo delle convenzioni borghesi, non ci
difendiamo dai dinieghi degli scettici. Non vogliamo essere imitati
da nessuno. Siamo spontaneità pura, pura libertà. Per noi il mondo
è l'esplosione della libertà, che i mortali ragionevoli vogliono
sottomettere e dirigere verso una fine entropica. Non provochiamo
rivoluzioni né distruggiamo gli altri. Al contrario, ci facciamo
collaboratori del divino: promotori di ordine; siamo in grado di
vivere nella regione intermedia tra cielo e terra, il mondo mediatore
da dove procede l'energia universale e che è il legame di tutta la
realtà. L'universo è ogni giorno fresco, come le correnti del mare.
In ultima istanza, beviamo il calice amaro dell'immanenza per
alleggerire il carico al mondo. Ci troviamo allora in una sorta di
simbiosi soprattutto con il popolo e siamo temuti dai potenti, che
vedono in noi ciò che loro stessi non sono stati in grado di
realizzare. Vi è un pellegrino cosmico in ogni uomo, un essere unico
e dunque incomparabile, irriducibile a qualunque schema. Non sarà
forse che la cultura tecnocratica temporanea, invece, dietro una
facciata di una democrazia egualitaria e di un ordine suscettibile di
essere dettato dai computer (gli «ordinatori», quelli che
classificano), vuole ridurci ad un comune denominatore,
considerandoci semplici numeri? Non sarà piuttosto che questo
archetipo di cui stiamo parlando è il seme dell'unico «eroismo»
che è ancora presente in ciascuno di noi?
Si
può tracciare una sintesi del cammino del pellegrino:
essere
in comunione con l'universo,
avere
coscienza di dover mantenere l'ordine cosmico,
non
restare attaccati al transitorio
e
compiere la propria opera senza volerla giustificare attraverso i
risultati.











