Cocteau Twins - Pandora
Scrive Zolla di Eliade che viveva
"un'alterazione radicale del tempospazio ordinario" dalla nascita.
Scrive Fabret d'Olivet in 'Storia filosofica del genere umano': "I
monaci esicasti sono dei fanatici, se credono di vedere la Luce del Tabor a
partire dall'ombelico." Questa Luce è chiamata dal Sacerdote e martire
russo Florenskij "Luce Inaccessibile della Divinità Triipostatica".
Riguardo a quest'ultimo, E. Zolla ci fa notare una cosa, e riguarda certe
posizioni del Sacerdote, cioè le sue invettive che "un' amante della
verità non può accettare...pronuncia frasi ingiuste e inesatte contro la
mistica cattolica e pagana sia contro le religioni orientali...denigra gli
stigmatizzati...giunge ad aborrire l'Imitazione di Cristo." Dunque
conclude Zolla: 'Cosa ne può sapere in concreto delle altre iniziazioni?'
Secondo un'opinione di Guénon il cristianesimo è per nascita un evento
'oscuro', 'impenetrabile', 'voluto', 'non accidentale'; se si debba intendere ad una enorme
cospirazione; a un'antinomia kantiana; alla vecchia tesi del falso dio cattivo
(Marcione, Basilide, Valentino eccetera). Scrive Zolla di Guénon: "Non a
caso come lui (Florenskij) partiva da studi matematici per rifondare la
metafisica", e ancora: "Raggiunse così ciò che chiamò la
tradizione." 'Uscite dal Mondo', Adelphi. Per Florenskij la Tradizione si
può riassumere così: "Solo Gesù Cristo ha affermato la Triunità,
l'Unotrino." Secondo Péladan, gli Egizi conoscevano già questa legge; un
rimando alle Ipostasi divine. Beninteso che 'il gioco eterno' delle Triadi non
deve essere confuso con La Trinità. Rimando a 'La Grande Triade dunque, agli
equivoci con la Trimurti cioè all'impeccabile analisi guénoniana: Cielo, Terra,
Uomo: è un errore equiparare il Figlio del Cielo e della Terra secondo la
tradizione cinese alla pari del 'Figlio' cristiano: in effetti, nessun 'figlio
di Dio' ha un nome adatto ad essere invocato, mentre un solo Figlio di Dio
sulla faccia della terra viene invocato nel Nome, ed è Gesù. Nessuno invoca il
nome di Confucio, di Ibn Arabi o di Platone. Basti questo. Guénon ha una
formula pro-pizia: "Una tradizione non può essere giudicata con il lume di
un'altra tradizione". Un piccolo sospetto: siamo in grado di vedere
ovunque il Nome di Dio secondo ogni formula tradizionale ma neghiamo al
cristianesimo il suo Fondamento? Si raggiungono le vette della conoscenza ma non
si è in grado di riconoscere in Gesù Cristo: Dio? Questa è l'Essenza del
cristianesimo, non una formula, anche se ogni secolo ha i suoi tradizionalisti
e le sue formule. Platone, in accordo con le triadi vede uno stato ideale con
al Vertice i sacerdoti, poi i guerrieri, infine gli 'schiavi'; anche Tommaso
pone il potere sacerdotale al vertice, ma non si parla di 'schiavi', poichè
soltanto con il cristianesimo si mette fine per la prima volta alla parola
'schiavo'; il ghibellino Dante quello regale, il filosofo Rosmini quello
Guelfo, e tuttavia un cristiano non avrà bisogno di costoro per capire che Gesù
Cristo è Dio, nè del Concilio di Nicea, poichè è dato Inesprimibile
dell'Esperienza, Totale. Una nota opinione di Evola in merito: "Il
cristianesimo - si badi - non è ciò che oggi sussiste della religione cristiana
- troncone tagliato fuori dallo slancio più profondo."...poi, in totale
contraddizione con tale asserto, sostiene che è colpa del cristianesimo se è
caduto l'Impero e oggi tutto va in malora: quale cristianesimo avrebbe fatto
cadere Roma, quello 'moderno'? E cosa sarebbe stato il cristianesimo nelle sue
origini? Si tratta forse della definizione più precisa ma confusa che ci lascia il filosofo.
Ci capitò qualche anno fa un
coetaneo 'non accidentale', che spacciantesi per quello che non era, alla fine
serpeggiò così: "Vedrai, all'inizio si piange per notti, poi vorresti
vivere solo di notte, sarà dura all'inizio accettare che Satana è Dio, poi
non ci si fa più caso: tutti uniti sotto lo stesso 'Tetto', una sola
Forza. Il regno della notte è del Diavolo, la vera luce: qui sta tutta la
verità." La ratio ermeneutica dello svuotamento del Sacro Cuore a favore
di una logica interiore demistificatrice, ma elevata a 'Fuoco', diventa di
fatto un morso da vero Serpente 'razionale', che avvelena mortalmente nella
comunione con satana: "E' una verità per pochi eletti, il Dio dei
cristiani è malvagio." Il tale a noi è parso che non aveva scampo, una
nostalgia lontanissima ci trafiggeva sentendolo parlare, ci sembrava infine che fosse stato costretto
a tale rovesciamento, un passaggio 'intellettuale' da Dio a Satana: mostrava
l'evidente mancanza della benchè minima esperienza cristica che diceva d'aver
fatto, altrimenti o sarebbe stato impedito nel processo, o avrebbe provato
angoscia per la Perdita: quel certo senso 'Totale' che si dà all'Esperienza,
per l'appunto.
Fuga dall'Egitto. Mosè ha un 'bastone' con cui opera numerosi prodigi:
perchè si trasforma in serpente? Dio usa dunque l'animale. Nell'Esodo il popolo
voleva ritornare ai costumi egiziani: i serpenti assalgono costoro nella
drastica punizione e vengono avvelenati a morte. Ma il Legislatore fece mettere
su un'altura uno strano serpente di bronzo: chi lo guardava non temeva più
il morso del vero Serpente, il veleno perdeva la sua efficacia: un passo
terribile. Ora il cobra emette un possente sibilo, un soffio pieno, profondo,
vibrante, potente, si dice terribile 'come un ruggito', e quando attacca,
guarda dall'alto in basso, fissa negli occhi, ammalia, prepara l'attacco
difensivo, così gonfia il Cappuccio, mostra le zanne ed ecco il violentissimo
morso: si parla di un dolore estremamente meccanico, che non va più via,
anche mentre tutto si offusca e irrigidisce. Poi, se non c'è antidoto, si
muore. I faraoni avevano questo serpente sulla fronte a simbolo di Regalità,
Conoscenza, l'Ureo o l'Occhio, protezione contro i nemici (come Mosè insegna),
con potenzialità benevole. Guénon e altri tradizionalisti tuttavia ci dicono
che il mondo egiziano è degenerato a causa di uno smisurato uso della magia
nera: così Dio mette fine a questo mondo venuto da Atlantide e dai Lemuri. Mosè
entra di scena, e deve lasciare l'Egitto dopo aver ammazzato un egiziano in una
diatriba con un ebreo(a causa di ciò qualcuno sostiene che Dio gli impedì di
entrare nella cinquantesima Porta). Scappa nel deserto, deve purificarsi e
separarsi dagli errori, dall'illusione del 'mondo', e poi verrà la Teofania del
Roveto. Come viene rappresentato il Monte Sinai? Un luogo cerchiato di Fuoco ma
'oscurato' intorno dal Fumo: come dire che oltre la coltre c'è la Visione. Ora,
è possibile impedire a qualcuno di oltrepassare la nube 'meccanicamente'?
Influire per così dire sul suo 'digitale terrestre'? Si deve conoscere la Magia
Nera (un rimando dunque alla filiazione egizia) che influisce sui canali
ricettivi del sottile, che attacca il vitale, minando la capacità di
concentrazione, sulla qualità dell'attenzione, dato che la Luce si diffonde in
pari tempo in base alla Lucidità che permette dunque lo stato di trasformazione
interiore. Ma oltre all'influenza invisibile - alla malvagia egregore - devono
sussistere dei fatti materiali che devono colpirvi: si tratta di atteggiamenti
collaudati e tramandati: dietro la realtà massonica è nascosto l'odio assoluto
per Dio: una vecchia questione. Ed è
così che un giorno è cominciata: arrivano delle 'Orchidee' a casa, uno
sconosciuto soldato di Roma si presterà a tale compito, ligio al dovere e alla
causa, ma pare più una volontà annientata dagli 'ordini' da eseguire, un
bugiardo vivente. Tutto diventa truccato. Farsa. Bastardaggine.
Cola come da un rumore velenoso
uno sciocco rimando intorno all'astrale
un combattimento con un manichino -
"Come è possibile che esista una seconda via quando la verità è la
fonte di ogni verità e nulla esiste all'infuori della verità?", scrive
Florenskij.
E' risaputo che i grandi tradizionalisti del '900 non credevano
nell'esistenza del Diavolo. Evola era uno di questi. Che diavolo significa? Che
non esiste il diavolo. Che non esiste nessuno smeraldo staccatosi dalla fronte
del cherubino Ribelle. Nessuna caduta. Nessuna cospirazione del serpente
nell'Eden...tutte pinocchiate.
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