Chi legge "esamini tutto, ma ritenga solo ciò che è giusto".

La mente non è un vessillo da riempire, ma un fuoco da accendere.

giovedì 20 maggio 2010

IUS 15


Quella sera terminò così. Zac era euforico e corse verso casa, salutandoci. Scandurra tutto contento si stringeva al petto il giubbotto di pelle regalatogli dal suo allievo più promettente. Io? Ero in uno stato pietoso. Mi rodevo dall'invidia, ce l'avevo col maestro e poi, dell'avventura dell'amico, niente, tutto rimandato al giorno dopo.
Ma così non fu. Per ordine di Scandurra, su quanto accaduto in quel viaggio dimensionale, spaziale o come diavolo definirlo, il massimo riserbo. Perché mi lasciava così? Perché Zac e non io, era andato in quella missione? E, ancora, perché mi tenevano all'oscuro di tutto? Che il maestro avesse deciso di fare una scrematura tra i suoi fedelissimi? Queste e altre domande angosciose mi mulinavano in testa. Non ci potevo far nulla, non mi stava bene. Avevo dedicato a lui, giorni e giorni di massima attenzione, di pazienza, di sottomissione addirittura; gli avevo, come si dice dalle nostre parti, “portato l'acqua con l'orecchie”, ma tutto questo non bastava, no, non era sufficiente.

Passai notti insonni. Non mi ero più recato da Scandurra e cercai con tutta la volontà di pensare ad altro. Mi misi a studiare e a frequentare la Biblioteca provinciale. Ritornai ad allenarmi con la squadra di calcio del mio quartiere e mi riconquistai un posto da titolare. Le domeniche andavamo a giocare per il campionato e le trasferte diventavano vere e proprie avventure, tra tifosi assatanati e arbitri “venduti”. Insomma, ritornai al mondo reale.

Il morso della vipera non cicatrizza. Il mondo occulto ribussò alla mia porta. Una sera, insieme a mio padre, vedevamo la partita del mercoledì di coppa, dove era impegnata una squadra italiana contro una tedesca. A quei tempi il nostro era un calcio tattico fino all'ossessione, Gianni Brera sosteneva il modulo e auspicava maggior atletismo, ma era ben conscio che l'italiano aveva limiti ben precisi. Insomma, noi si giocava in contropiede e l'avversario ci assediava. Il portiere italiano diventava l'eroe della notte. Una telefonata ci fece trasalire. Andai a rispondere.
“Angelino che fine hai fatto”, era Scandurra con tono sardonico. “La notte è troppo bella per passarla davanti al televisore. Dai, ti vengo a prendere”. Ero tentato di rispondergli con un secco 'no'. Il richiamo della foresta era però più forte.

Ero deciso a tenermi sul distaccato forte, non volevo fargliela passare liscia. Ripensandoci oggi, mi viene da sorridere, ma il 1972 avevo 14anni e certe mie posizioni erano naturali. Scandurra guidava con la sua solita flemma, poteva benissimo chiudere gli occhi e zigzagare per le viette di Viterbo antica senza problemi. Uscimmo dalle mura cittadine e ci recammo verso la fontana del Boia. Vi confesso che il cuore mi stava per sfondare il petto dall'emozione. Accostò e scendemmo. Stavo per incamminarmi verso il fosso quando il maestro mi trattenne.
“Dove vai? Pensi di scendere laggiù? Ti senti pronto? Stasera volevo soltanto fare un giretto e bere da questo fontanile dell'acqua fresca. Tutto qui.”
“Ma Scandurra, mi hai fatto venire per farci una bevutina serale? Non capisco. Zac ha avuto una possibilità incredibile ed io rimango al palo. Non capisco che devo fare. Ci sono figli e figliastri, evidentemente. Se sono pronto? Questo lo stabilisci tu, ovvio, però ho diritto ad una spiegazione se non ti dispiace.”
Il maestro mi guardò nelle 'palle degli occhi', come soleva fare e dire, poi si umettò le labbra e si diresse in direzione del fosso. Lo seguii un po' crucciato e una punta di vergogna incominciò a salirmi da dentro. Con mia sorpresa, davanti al fosso, sostava una macchina di grossa cilindrata. Scandurra si avvicinò al finestrino e bussò. Due uomini, uno sulla cinquantina e l'altro che non aveva più di venti anni, si tirarono su da una posizione supina, seminudi. Il più grande abbassò il finestrino e impacciatissimo salutò Scandurra.
“Ciao carissimo, sai, stavo facendo vedere questo lotto ad un mio cliente... ehm, è intenzionato a comprarlo per costruirci.”
“Dottor Federici, il posto è proprio bello, specialmente di notte. Spero che il suo cliente non se lo lasci sfuggire. Ma vedo che le ha già anticipato un acconto. Bene, è meglio non perdere tempo. Dottore, un saluto alla signora e buonanotte”.
I due 'uomini d'affari', in fretta e furia, si ricomposero e sparirono nella notte alzando un polverone. Scandurra si mise a ridere alla grande. Conoscevo di nome il dottor Federici. Noto proprietario terriero e di diversi negozi al centro, democristiano doc e dirigente dell'azione cattolica provinciale. Insomma, un notabile influente e ascoltato nei salotti che contano. Certo, pur di fare buoni affari, era disposto a tutto. Mi rivenne il buon umore e risi col maestro.
“Copulavano, eh? Senza invidia.” Sentenziò Scandurra. Si accovacciò presso il fosso e come se pensasse ad alta voce pronunciò uno dei suoi teoremi:
“La Materia è così evanescente da diventare un buco, lo Spirito può riempirlo completamente perché è solido”.
La serata era fredda ma bella. Mi sentivo come riconciliato col maestro. Compresi che ero stato infantile. Possedevo dentro di me la sacra fiamma, non avrei potuto far altro che incamminarmi lungo i sentieri della conoscenza. Detto così sembro enfatico, ridondante, ma chi mi conosce sa bene che è la mia natura. Mai ho aspirato ad una vita borghese, ad una mentalità borghese, ad una fede borghese. La religione cattolica mi stava stretta, almeno quella che ho conosciuto sin da bambinetto. La liturgia, la preghiera, il rapporto col prete, mi apparivano esperienze fiacche. Non volevo sentir parlare di Dio e del Suo Regno, desideravo sperimentare, percepire. Non era orgoglio il mio, ma una sete inattenuata di assoluto, di segrete cose. La sacra fiamma per essere acquietata, pena la distruzione, deve canalizzarsi. Ringrazio il Padre Celeste che mi ha condotto il maestro a tempo debito. Non tutto quel che vidi, compresi. Non tutto quel che feci, imparai. Di tentativi ne feci tanti e di sbagli, altrettanti.

Dapprima l'odore proveniente dal fossato era insopportabile, poi cambiò. Diventava sapore, lo sentivo in bocca. Sapeva di metallo.
“Ti senti pronto?”, mi chiese di nuovo Scandurra.
“Credo di sì, però tu conosci meglio di chiunque altro, cosa sono in grado di fare.”
All'improvviso sentivo le gambe molli, la pancia mi bruciava... Mi rendevo conto in quel momento di quanto fosse difficile, incognito entrare lì dentro.
“Si fa presto a dire: esiste solo ciò che vedo. Si fa presto a dire: vedo solo ciò che esiste. Ma pochi dicono: proviamo. Vedi, Angelo, da giovinetto facevo parte di un'anonima talenti, una gilda. Gente con poteri non comuni. Il principe ci addestrò a rendere questi poteri utili, chiavi per accedere ad altre dimensioni. Ci indicò come trovare le botole che si affacciano su altri mondi. Alcuni di noi, forse per superbia o perché smisuratamente sciocchi, pensarono bene di modificare addirittura gli altri universi. Sembrava tutto pazzesco, ma anche drammatico. Un compagno sparì. Un altrò ritornò svalvolato e non si riprese più. Per me, da principio, il potere era una enorme scocciatura; vedere il destino ultimo delle persone, cambiare le cose, manipolare la materia, mi faceva alla lunga soffrire. Poi imparai ad usarlo per accedere e compresi il fine. Essere cittadino dei due mondi, pendolare senza scalo fisso, oltrepassatore di ponti, saltafossi: questi i compiti. Zac è tosto ma non è questo il suo lavoro, tu, invece, potresti ricevere la stessa consegna. Si fa sul serio, maledettamente. Dovrai rinunciare a molto, forse a troppo. Però, c'è sempre un impiego in banca che ti aspetta.”

18 commenti:

  1. quando affermi che Scandurra aveva compagni di gilda che sono spariti intendi dire che sono rimasti in altri universi??? o che hanno perso l'anima e il corpo???

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  2. @Vin - Dispersi in altri universi, è questo che intende Scandurra. O per scelta o perché costretti, non sono comunque più ritornati sul nostro piano.

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  3. Questo vuol dire che alcune volte quando spariscono persone possono dico possono essere andate in altri Universi o "Rapiti" in altri Universi.
    Ma una domanda sorge: in questi "altri" Universi si sta meglio o peggio di qui???

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  4. All' origine era al vibrazione , giusto?I mondi paralleli sono universi che vibrano in maniera leggermente diversa da quello in cui siamo noi, giusto? E' questione di frequenza. Quindi forse Scandurra riusciva a percepire quegli squarci in cui le frequenze penso siano connesse. E' come quando si comincia a percepire.. ma subito dopo svanisce. Però così si mettono in gioco i concetti che dicono ke più ti elevi a livello di amore, di gioia e più cominci a vedere un nuovo mondo con occhi diversi. Cioè Angelo..Bisogna fare un percorso per accedere a questi posti giusto? Perche a gli occhi di chi non crede è forse celato??

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  5. Ma avevi 14 anni?
    Immaginavo fossi ragazzo, non così giovane!
    Non so perchè ma la cosa mi sconvolge, di sicuro non dovevi stare a tuo agio con i tuoi coetanei all'epoca... scusa ma la cosa mi ha colpito molto, non capisco perchè...

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  6. @Vin - Ogni universomondo ha le sue caratteristiche, dove vige la libertà e dove governa la paura e l'odio. Soprattutto si trovano forze in contrapposizione.
    @ michele - Bisogna crescere e l'amore alza la frequenza. Ti dirò: è dura assai all'inizio. Spogliarsi delle maschere, uccidere i propri mostri interiori, è cosa proibitiva per molti.
    @ Giusparsifal - Stavo in perfetta sintonia con gli altri, molto di più che con coetanei impegnati solo ad abbordare ragazze e fumare spinelli. Semmai era il mondo circostante, la gente, i benpensanti che ci giudicavano male. Quando c'è una medesima causa da perseguire, le differenze anagrafiche o di estrazione, non contano. Almeno così è stato per me.

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  7. E si, io pensavo anche agli altri, che evidentemente dovevano essere uomini già fatti, che dovevano percepirti in maniera particolare...
    Complimenti ancora, davvero una vita dedicata, non ho parole... anzi si, ancora una volta, grazie!

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  8. Quindi Andelo se noi possiamo andare da loro, Loro possono venire da noi attraverso questi passaggio Spazio-Tempo??

    Adesso quelli che inquinano con forze pensiero questo mondo e lo stanno rendendo una pattumiera... escono forse dalle parti del Pakistan???

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  9. Penso che un po' tutti noi non stiamo in sintonia con il resto del Mondo, anche se dobbiamo dare una mano per risvegliare coloro che stanno dormendo..sempre secondo il mio parere.Penso che ci siano gruppi di controllo in ogni Mondo, come qui da noi esiste il "Gruppo", che controlla il nostro non risveglio per non permetterci di vibrare a frequenze più alte.Ho idea ci sia una pseudo salamandra in ogni continuum, vero?E' la battagila eterna fra il bene e il male..dev' essere così forse,ma a noi spetta ascendere sempre di più per poter salire sempre più in alto..no? E poi penso anche.. che le barriere si stanno assottigliando, più ci avviciniamo al 2012 e più si comincia a percepire qualcosa,qualcuno..che adesso c'è e poi un attimo dopo nn c' è più,come con gli ufo che sono cambiati rispetto al passato,.Almeno così sembra.Scusate se scrivo sempre dei poemi,ma è difficile esprimersi in giro,soprattutto perchè nessuno ti ascolta.ciao a tutti

    P.S. x Angelo

    Non finisci più su X Times la vicenda di quando sei entrato nel grattacielo fatto a fallo nella city di Londra? Quello degli psicoglifi in oricalco etc..? O mi sono perso qualche num? Ciao a tutti

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  10. quello che scrivi risveglia in me il ricordo e le sensazioni che ebbi la prima volta che lessi "La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath" di Lovecraft ... e anche li, c'era chi non tornava, o chi ne tornava completamente folle ... affascinante, come sempre...

    Grazie!

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  11. Ciao Michele, ma secondo te cosa accadra' entro il 2012??? un risveglio o un collasso totale??

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  12. ciao Angelo, molto interessante davvero! volevo chiederti, cosa ne pensi degli insegnamenti di Gurdjeff a proposito appunto delle varie leggi che governano i vari mondi? cioè, sto leggendo un libro di Ouspensky riguard e vorrei sapere cosa ne pensi...

    Ciao=)

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  13. @Luca - Il mago armeno è stato indubbiamente un personaggio epocale nell'ambito culturale e spirituale, del novecento. Non mi sottraggo ad una valutazione schietta, come è il mio solito. Alcuni suoi insegnamenti sono efficaci, e questo è centrale di ogni dottrina, altrimenti parliamo di fantasticherie. Ouspensky, però ne travisa o quantomeno ne dà una forma occidentale, filosofica a dati ed elementi che si sostenevano da soli. Quando gli intellettuali mettono mano a queste materie oscure (nel senso che ne dava Scandurra, ossia che si perdono nella notte dei tempi), fanno casino, o peggio, tradiscono l'originale. Non discuto la buona fede del russo. Guenon, Evola, per citarne alcuni, hanno subito non pochi danni da discepoli e sodali. Lo stesso Aurobindo, è stato non poco travisato. C'è poco da fare però. O si ha la ventura di accedere direttamente agli insegnamenti di questo o quel maestro, altrimenti la trasmissione subisce contaminazioni.

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  14. già.. probabilmente essendo a un livello di conoscenza inferiore chi accede a queste dottrine non riesce a discriminare correttamente e cogliere le sottili differenze che a lungo andare, con la trasmissione senza il maestro, creano delle derive.
    Infatti è impressionante quanto Guenon quando affronta un argomento spesso deve prodigarsi a operare numerevoli e raffinati distinguo in merito a pubblicazioni a lui contemporanee che, analizzando la cosa senza aver presente tutte le sfaccettature, cadono spesso in errori...
    Il problema è che purtroppo pochi hanno la 'fortuna'(probabilmente è solo una questione di grado di evoluzione necessario a vivere determinate esperienze) di avere un maestro come Scandurra e di poter comprendere pienamente gli insegnamenti attraverso l'esperienza diretta. Non sai quanto é dificile avere sete di conoscere e avere davanti un marasma di informazioni che è quasi impossibile vagliare una ad una per valutare la buona fede di chi scrive...
    Per questo ti ringrazio ancora una volta veramente di cuore xchè ultimamante stai rappresentando una fiaccola di verità in una tempesta di azioni criminali volte al depistaggio e al controllo...

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  15. @Luca
    Non è fortuna incontrare un maestro. Potrei citarti la frase famosa nel nostro ambiente: quando il discepolo è pronto...Invece ti dico: insisti, lavora, insisti, lavora, insisti, lavora. Il maestro verrà, vedrai. Io, intanto, col raccontarvi le gesta di Scandurra, oltre che testimone, sono trasmettitore di conoscenze. Quello che ho ricevuto, lo dono.

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  16. Caro Angelo..e' difficilissimo lavorare e insistere .. ogni giorno..in questo mondo che devia x forza di cose .. almeno nel mio caso .. molte sono le interferenze quando lavoro e insisto come dici tu..e appena vado un poco piu' avanti queste interferenze aumentano come volessero bloccarmi...cosa sono?... grazie ..

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  17. pdf scaricabile qui http://www.scribd.com/doc/34362610/Incontro-Con-Un-Uomo-Straordinario-15

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