Chi legge "esamini tutto, ma ritenga solo ciò che è giusto".

La mente non è un vessillo da riempire, ma un fuoco da accendere.

venerdì 28 maggio 2010

IUS 17

Rabbà disse: se i giusti volessero, potrebbero creare un mondo, perché è detto: sono i vostri misfatti che fanno la differenza fra voi e il vostro Dio. (Isaia 59,2)

''Due particelle +/-  o sanno quello che fanno o è meglio che non s’incontrino mai”,   perché l’atomo che è nato almeno 13,7 miliardi di anni fa,  non poteva venir fuori  rabberciato alla meglio….Questo vuol dire che la prima particella +  e la prima particella -  avevano previsto ogni particolare,  per poter aderire alle tantissime leggi della fisica atomic''. Massimo Corbucci, Alla scoperta della Particella di Dio, pag.  134

"Questa vasta dimora della natura è costruita con molte ali, ognuna delle quali ha il suo ingresso. Il fisico, il chimico, il biologo entrano da porte diverse, ognuno ha la sua sezione di scienza, e ognuno arriva a pensare che sia un suo dominio speciale, distinto da quello degli altri. Noi dobbiamo invece ricordare che tutte le indagini hanno come scopo il raggiungimento del sapere nella sua totalità. Nelle mie ricerche sull'azione delle forze sulla materia, mi sono stupito nello scoprire che si annullavano linee di demarcazione e che emergevano punti di contatto tra il mondo vivente e il non-vivente. Ciò significa che dovremmo abbandonare tutti i preconcetti, gran parte dei quali risultano in seguito assolutamente privi di fondamento e contrari alla realtà". Jagadis Chandra Bose


Una Anonima Talenti si stava formando pure a Viterbo. Eravamo ben decisi e convinti a seguire in tutto e per tutto, il nostro maestro. Diatribe personali, piccole competizioni egoiche, infantilismi ancora da risolvere, sfumavano; ci si aprivano orizzonti altrimenti solo sognati o immaginati. La nostra città smetteva di essere un modesto e dimenticato capoluogo di provincia, per diventare un astroporto verso altre dimensioni, dove un saltafossi degli spazi ignoti ci faceva sperimentare cosa poteva fare realmente l'uomo, grazie all'emersione delle sue meravigliose latenze. Scandurra non voleva costituire un sodalizio superomistico, composto di egolatri intenti solo all'ottenimento di poteri paranormali – sebbene la tentazione di certi personaggi orbitanti nella bottega magica, fosse forte - , ma preparare donne e uomini liberi alle materie oscure, per svolgere compiti specialissimi tra universi tangenti. Da favola e da brivido.

Seguendo le istruzioni sommarie del maestro, mi immersi lentamente nel fosso. L'acqua salmastra era fredda, densa. Con i piedi cercai il fondo, ma con mia grande sorpresa sembrava non esserci. Mi immersi fino alla testa e mossi le braccia e le gambe per rimanere a galla. Mi prese un po' di strizza. Poi, feci esattamente quanto mi suggerì Scandurra: abbassare la testa e piegare il dorso. Presi quanta più aria possibile e mi calai dentro quella pozza. Mi raggomitolai in posizione fetale. Dopo alcune decine di secondi, l'ossigeno nei miei polmoni si esauriva... non vidi più nulla. Buio pesto. L'erbaccia e chi sa cosa altro mi si attorcigliava addosso. Passai momenti di panico. Notai l'esaurirsi del mio spirito di conservazione: giacevo passivo e sconsolato in quel nero acquitrinoso. Non avevo reazioni. Ero come svuotato, inerte. E scendevo in direzione di un fondo che forse non c'era.
Un bagliore frontale, dapprima tenue poi più forte, mi indicò la via da seguire. Con una bracciata mi diressi verso quella luce brillante. Alzai la testa e distesi il corpo e toccai il fondo con i piedi; l'acqua mi arrivava al petto. Tornai a respirare l'aria. Tossii e sputai. Mi trovavo sotto una volta, alta non più di due metri, che dava in una galleria ascendente e illuminata da una qualche fonte non distinguibile. Mi inoltrai con circospezione. C'era un odore di bosco, sebbene non notai alcun tipo di vegetazione. Man mano che salivo l'acqua si abbassava, dopo alcuni metri non ve ne era più traccia. La galleria saliva con un angolo di 10/15gradi, il fondo era morbido, sembrava moquette; era larga circa un metro e mezzo, scavata nella roccia in maniera perfettamente levigata. Che fosse una costruzione artificiale non c'erano dubbi, ma chi l'aveva fatta?
Mi resi conto soltanto dopo alcuni minuti, che ero completamente asciutto; dalla testa ai piedi non c'era nemmeno una goccia d'acqua. Infatti, un leggero vapore caldo inondava la galleria e pensai che potesse dipendere da questo. Non vi erano rumori, nemmeno i miei passi sentivo. Sembrava tutto insonorizzato come in uno studio di registrazione atipico. Provai a fischiettare. Niente, non sentivo niente. Mi prese un po' di angoscia. Dove mi trovavo? Dovevo continuare a camminare? Verso dove? Cosa avrei trovato alla fine della galleria? C'era una fine? Cento domande mi affioravano, senza uno straccio di risposta. Non mi rimaneva che andare avanti, anche perché ritornare indietro, al punto in cui mi trovavo, non avrebbe avuto senso. Almeno così mi convinsi. Aumentai il passo. Sgombra la mente, Angelo. Mi sentivo bene, mi liberai dei pensieri molesti e affrontai l'avventura col giusto piglio. Avevo voluto la bicicletta...

Subentrò ad un certo punto un'idea, non del tutto campata in aria, visto che mi trovavo nel viterbese: ero in un camminamento sotterraneo etrusco. Ovvio pensarlo. Però, così come mi era venuta, scartai l'ipotesi. Conoscevo sin troppo bene il mondo etrusco. Questa galleria era moderna, illuminata non si sa da che cosa e questo, già di per sé, rendeva tutto enigmatico, lontano da vestigia note. La questione della luce che inondava tutta la galleria senza poterne individuare la provenienza, mi intrigava molto. Ricordai di aver letto qualcosa su fiaccole eterne presenti in gallerie segrete e cose del genere, concernenti i Rosa+Croce, ma un conto è apprendere queste cose a mo' di leggenda, con i “si dice, si racconta”, altra cosa è vederle di persona. Mi trovavo dentro un mistero. Mi venne la pelle d'oca e un certo senso di inquietudine.

Erano già passati dieci minuti d'orologio. Dell'orologio proprio volevo parlarvi. Una premessa. Sono sempre stato un appassionato di questi strumenti di precisione, sebbene le mie finanze non mi permettevano acquisti onerosi. Insomma, tra permute e risparmi, ero riuscito a procurarmi un Omega Speedmaster: uno degli orologi più precisi dell'epoca. Bene, dicevo che erano passati almeno dieci minuti, in realtà tale computo lo dovetti fare a istinto, perché la lancetta dei secondi del mio Omega andava visibilmente all'indietro. Sì, amici, all'indietro, ed erano passate secondo il mio cronografo, o meglio, anticipate, almeno due ore. Dove stavo? Forse quel vapore era tossico e mi procurava allucinazioni; oppure la mancanza di ossigeno durante l'immersione, aveva comportato delle alterazioni neurologiche, per cui in uno stato semi comatoso viaggiavo in chissà quale mondo della follia. Mentre elucubravo, inciampai in qualcosa e caddi in avanti, evitai una smusata per pochissimi centimetri, grazie alla prontezza di riflessi mi sostenni con le mani. Questo fatto mi convinse che non sognavo e non ero vittima di allucinazioni: sentivo il mio peso, il piccolo choc da caduta, insomma ero vivo e vegeto e presente a me stesso. Piuttosto, cosa mi aveva fatto cadere? Non vi erano gradini o sassi, niente che sporgesse dal suolo. Feci per rialzarmi e proprio di fronte a me, stava una porta rossa di spesso cristallo, rettangolare, priva di maniglie che chiudeva la galleria. Lasciava intravedere poco, oltre il vetro: forme in movimento. C'era al di là della porta qualcosa o qualcuno, comunque. Forme mobili, vive, quindi. Visto e considerato che mi trovavo lì, non fu né difficile né geniale decidermi di bussare e semmai di spingere la porta. Chi domanda non fa errori.

Mentre mi accingevo ad entrare, ricordai una basilare raccomandazione di Scandurra. Apriti al cosmo, mi ripeteva, e sentirai fluire dentro di te un treno d'onde. Il flusso celeste ti permetterà di entrare nell'ipersfera, nel baratro senza fondo. Cambiando la mia vibrazione e frequenza, potevo mettermi nelle condizioni ideali per entrare in contatto con qualsiasi materia. Conoscenza e prassi; diventare l'oggetto conosciuto; diapason vibrante con ogni cosa; estendere il mio campo di forza in ogni dove. Per conoscere bisogna identificarsi con ciò che si vuole conoscere. Annullare la distanza tra me e quello che guardo. Soltanto in questo modo, posso veramente comprendere. Il mio corpo diventava alchemico, si trasformava. Purtroppo tale trasformazione non era stabile. Richiedeva ancora del tempo. Già riuscire ad innescare mutamenti parziali, limitati, era comunque una condizione eccezionale. Come un'autoallucinazione, vibrava ogni cosa dentro di me, emergeva una nuova tensione. Non mi sentivo più sparso, disciolto in strutture psichiche e fisiche. Non ero più scisso, l'io retrocedeva nella serie cadetta, per lasciare il campo alla mia essenza. Diventavo la chiave-codice per oltrepassare la soglia...

29 commenti:

  1. "Non ero più scisso, l'io retrocedeva nella serie cadetta, per lasciare il campo alla mia essenza. Diventavo la chiave-codice per oltrepassare la soglia.."

    Stai dicendo che hai avuto un qualcosa come l'illuminazione???

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  2. x conoscere bisogna identificarsi con cio' che si vuol conoscere.....annullare la distanza tra me e quello che guardo... Angelo posso sapere? anche la domanda che ha fatto Vin...con affetto Chiara M.A.

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  3. Devo essere sincero, è la prima volta da quanto ti leggo che la fascinazione per quel che scrivi supera il mistero.
    Perdonami se non riesco a spiegarmi meglio, il senso è che benchè "capisca" a livello mentale quello che hai descritto, e che gli amici hanno giustamente quotato nelle loro domande, sento, a livello totale, come persona, di essere così lontano dal capirti che mi scoraggio.
    Forse questo è il mio limite, di non riuscire a trasferire al corpo le mie idee o intuizioni, cosa che invece sembravi fare benissimo tu.
    Vorrei riuscirci anche io.
    Come sempre, grazie.

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  4. Scusate l'OT furibondo... ma sbaglio o c'è arietta di qualche colpetto "d'aria" .... dalle parti del Colosseo..

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  5. Penso che sia quando diventi un tutt'uno con quello che vai cercando. A me capita che tutto si ovatta.. il suono, i colori. Diventano a volte più scuri. Perchè è tutto connesso. E' tutto collegato, dai quando ai dove, non ci sono le fatalità o le coincidenze. Esiste quel momento quel posto adesso. Qui, ora. O forse non esiste in nessun tempo, è qualcosa che va oltre la nostra pescezione di dare dei limiti creati. Affascinante..

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  6. E' incredibile Angelo, è incredibile. Tutto quello che uno ha sempre sentito che ci fosse, che fosse lì, a un palmo di naso..Ma mai potuto pensare vero.. come la tua entrata in questo mondo.. ho le alcrime agli occhi. Ma mi fa' rabbia che ci deva sempre essere qulcuno che sveglia i nostri istinti, che noi in tutti questi anni ci siamo sempre assecondati. Un bacione a tutti

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  7. Amici, quanto vo' raccontando non è letteratura, è cronaca. Lo ripeto. Quindi, aspettatevi di trovare elementi utili a realizzare quanto descritto. Non spaccio dottrine metafisiche fuori portata e inattingibili. Non è channeling. Le Materie Oscure di Scandurra, descrivono pratiche, metodiche, esperimenti. Non rimarrete delusi. È destino che seguiate il blog de Il Grande Ignoto, niente è casuale. Non dovete sognare, ma tenervi pronti per avere l'occasione della vita come l'ho avuta io.

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  8. ... che bello!!!!!!!
    se ci sarà da lavorare duramente per raggiungere quelll'obiettivo di cui tu stai delineando la strada con le tue parole, sono pronto!
    Grazie Angelo, e grazie a Scandur-ra!

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  9. http://www.youtube.com/watch?v=keM-0JkKpmI

    Angelo qui Malanga sembra che la pensi come te cosa ne pensi angelo di questo filmato....

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  10. Voglio fare una Frase che ho sentito essere parte di questo blog, ma aggiustata in maniera giusta: "Il cittadino, e io dico COSMICO, perchè sia tale deve sapere. Perchè se nessuno può sapere, nessuno può fare." Se nessuno al giorno d'oggi può avere degli strumenti per poter fare, è perche non poteva arrivarci. C' è sempre stata una decostruzione della realtà. Abituaz
    ati a banalizzare tutto. Fino al giorno in cui avete deciso di leggere questo blog, e farlo vostro. Così mi sento Io, e così mi dò la risposta all' ult6imo post che ho scritto. Perchè è tutto un rivalutare tutto, adesso che stiamo capendo che dobbiamo cominciare a resettare i nostri pensieri per poter capiere cos' è la REALTà vera. Grazie a tutti, perchè tutti siete qui per qualcosa. un bacio con tutto il mio affetto.

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  11. concordo in pieno con Michele .. grazie..

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  12. Caro Vin, ho visto il filmato di Malanga come da te suggerito, e debbo dire che è interessante. Certe tesi o elementi - non sono equivalenti - raccolti dal dottore, rappresentano un sentire, un percepire comune. Sulle fonti di tali tesi, Malanga ricorre agli addotti.Anziché addotti, io li chiamerei 'rapiti', perché meglio rendono l'idea su quanto andiamo a discutere. Rapiti da chi? Extraterrestri? Ultraterrestri? Capisci che non è di secondaria importanza distinguere su chi ti rapisce. Già per il semplice fatto che ti rapiscono, quindi che violano la tua libertà personale, il giudizio non può che essere negativo sui presunti rapitori, ne convieni? Da qui, è giocoforza alzare qualche paletto su eventuali messaggi. Quanto di attendibile emergerà da una seduta ipnotica sul soggetto-rapito? Quanta verità c'è su quanto afferma il soggetto-rapito? I suoi rapitori, hanno previsto che il soggetto-rapito potesse sottoporsi a seduta ipnotica per scoprire quanto gli è accaduto?
    Schematizzo il ragionamento, ma sono obiezioni semplici e necessarie per capire con chi o cosa abbiamo a che fare. Nell'inconscio degli addotti può esserci un programma autosussistente, autodifeso, che decide cosa far dire ai rapiti, sia in stato di coscienza che sotto ipnosi. Anche se una qualche verità può emergere, sempre parziale sarà, proprio perché il rapimento stesso ne denuncia i cattivi intenti. Corrado Malanga, che considero insieme a pochi altri, tra i migliori ricercatori italiani e non solo, sicuramente avrà preso le sue contromisure di fronte a possibili programmi ingannevoli di questi sedicenti rapitori. Ci vuole comunque estrema prudenza, i saturniani, come li chiamo io, hanno pessimi propositi nei confronti del genere umano. I buoni, gli uranidi, non rapiscono nessuno, semmai ci parlano con i terrestri, così, semplicemente.

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  13. Caro Angelo, a me e' capitato una o due volte di andare oltre il velo una volta a 10-12 anni (una Domenica mattina verso le 10.30 bigiando la messa) circa dopo aver mangiato un gelato al limone datomi da una persona di circa 50 annetti e passa e non "simpatica", in un istante mi sono ritrovato nello stesso posto (paese) ma era tutto bianco e luminoso, con una nebbiolina per terra, erano sparite le auto e tutte le persone tranne due signori che si sono avvicinati a me chiedendomi il nome. Questi erano uno il genitore di quello che mi ha dato il gelato e l'altro il genitore del compare (di merende) quindi erano "trapassati" in quell'incontro
    mi hanno raccontato come era il paese prima che arrivasse l'abbondanza (finanziaria) e mentre parlavano andavamo in giro accompagnato da loro per il paese tutto luminoso e silenziosissimo e vuoto (senza persone).. quando ho chiesto dove erano le persone e le auto mi hanno detto di guardare giù: ho guardato il pavimento (strada) e ho visto sotto a circa 30 metri lo stesso paese reale con macchine e persone... in quel momento me la sono fatta sotto (soffro di vertigini) ho pensato in quel momento che se cadevo li avrei denunciati ai carabinieri.
    Dopo aver girato per un po' per il paese mi hanno ricondotto dove mangiavo il gelato e mi sono ritrovato sotto nel paese reale in un attimo.
    Un'altra volta a 25 anni ho rincontrato attraversando un porta che usavo spesso per il lavoro Due persone "trapassate", sempre il medesimo sistema pavimento con nebbiolina e il sotto a trenta metri identico a dove ero io con colleghi di lavoro che mi aspettavano ... questa volta ho visto alcuni pezzi della mia vita che non ricordavo.. su due schermi i quali erano posizionati nel vuoto.


    a 15-16 circa anni mentre facevo motocross con un cinquantino ho incontrato uno di quei signori che avevo incontrato a 10-12 annetti (nel paese luminoso) ci siamo messi a parlare e mi ha detto cose che avrei fatto sia nella vita che a 60 anni (adesso ne ho 46) e poi e sparito, ho sempre pensato di aver avuto delle allucinazioni ma poi guardando indietro per terra c'erano le mie orme e le orme di quel signore e poi erano rimaste solo le mie.

    Quindi se qualcuno dice che tutto collassa nel 2012 o giù di li come mai quel signore mi ha detto che fra 14 annetti faro' altre cose... e me lo ha detto quasi 30 annetti fa???

    A quei tempi quando mi capitavano queste cosette pensavo o che mi avessero drogato o che ero scemo o che soffrivo di allucinazioni tremende...

    ma forse ho sognato tutto... chi lo sapra mai

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  14. Sembra che tutti qui abbiamo avuto almeno un' esperienza insomma.. Per restare in tema ieri sera ho avuto un missing time, questione di secondi. Ero a cena a casa di amici, seduto a tavola mentre sorseggiavamo un cosiddetto "ammazzacaffè", quando ad un certo punto ho avuto una sensazione di essere "ritornato". Tutto questo sono riuscito a calcolarlo dal discorso del mio interlocutore che continuava si a parlarmi, ma che io nel suo discorso avevo perso la parte centrale. Ripeto, ho perso dei seondi, ma è stata proprio una sensazione molto vivida. Ho perfino pensato fosse stato il limoncino. Buona giornata a tutti

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  15. Caro Michele, il limoncello aiuta a perdere manciate di secondi. A parte gli scherzi, la percezione del tempo è soggettiva e condizionabile pure da fattori esterni, ma resta soggettiva. Il tempo scomparso, invece, è un fenomeno oggettivo: un buco nel flusso temporale, che può capitare più di quanto si creda, a molte persone. Le cause che generano il missing time sono diverse, ma ne riparleremo.

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  16. La butto lì, probabilmente è solo un caso personale, ma sai per caso di questi buchi nel flusso temporale a cavallo degli anni 82-86?
    Grazie.

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  17. Grazie della risposta. In quel momento mi sono perfino sentito in imbarazzo e cercavo di scrutare gli sguardi dei miei amici pensando se avevo avvertito solo io quella condizione e pareva di si. Se dici Angelo che se ne riparlerà, sarò ben lieto di "leggerti",come con tutto quello che scrivi.

    P.S.

    Sbaglio o da quando è stata passata la linea di demarcazione che comincia col post della linea della rosa, siamo diventati tutti più attivi in questo blog? Un abbraccio a tutti

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  18. @Vin - Se ti leggi tutto quanto pubblicato su questo blog, leggerai tra le cose che il 2012 è un punto di "snodo" importantissimo ma non definitivo. Angelo, in accordo con dati tradizionali ortodossi, pone la fine del ciclo di un paio di decenni più in là. Dal 2012 fino a quel momento, secondo il mio parere personale, saranno anni difficili. Di qui il disvelamento dei temi di questo blog, fino a poco fa segregati.

    @Angelo, io credo a quanto scrivi e in ogni caso ti ringrazio per il tempo che dedichi a questa attività. Storgo il naso di fronte ad alcune considerazioni secondo me un po' troppo facili sulla Chiesa Cattolica, che ho fatto anche io in passato ignorando la sua importanza escatologica (anche se come tutte le istituzioni è prossima a svaporare...), e qui vorrei aprire un argomento un po' noioso per alcuni: non voglio fare solo riferimenti libreschi ma è di questi che mi servo...Prendiamo come esempio un Evola, un Cavaliere solitario il cui manifesto si può leggere in Cavalcare la Tigre. Lui probabilmente è riuscito a cavalcarla; ma quanti di noi, e qui mi ci metto anch'io, sono in grado di farlo? Alcuni hanno bisogno di strade e indicazioni, di aiuti concreti, non possono semplicemente avventurarsi da soli. Nel Cammino, sconfitto il drago della paura e l'egoismo - e già ce ne va - sopraggiunge l'ultimo avversario: l'illusione spirituale. Sono pochi gli Evola, e direi che sono pochi quelli come te... ti chiedo semplicemente con umiltà, sei sicuro di quanto stai facendo? Un'altra cosa: un conoscitore delle leggi dei corpi sottili, un innamorato di Cristo, quale tu sei, sicuramente non ignora la natura Cosmica (non solo storica) del Suo sacrificio, che si ripete di continuo (Cristo soffrirà fino alla fine del mondo, diceva un grande Santo), come può prescindere dall'Eucarestia? o non prenderla in considerazione? ammesso che sia vero, è questo che ho percepito nei tuoi racconti...

    Grazie ancora e scusa la lunghezza,
    Pol

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  19. @ Pol
    Parli di Evola con una certa devozione, e in certa misura si può essere daccordo. Ma oggi, ora, nell'attualità dei confusi che solcano il loro spazio-tempo incarnato, come si fa a suggerire l'utile a danno del superfluo?

    Il marasma confonde e sovrappone. Se non altro Angelo innesca qualcosa. Se va nella direzione giusta, lì il Cristo c'è (con o senza eucarestia, sacramenti e bla bla...)

    beninteso opinione personale

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  20. @Pol
    Considero seriamente le tue riflessioni, come del resto faccio con tutti. Sulla Chiesa Cattolica, oggi come oggi, è sin troppo facile criticarla. Lo facevo in tempi in cui era pericoloso farlo. Il vescovo di Viterbo, negli anni 80, non disdegnava mezzucci infami, come sanno fare i preti, per farmi del male. Malgrado questi ostacoli, i miei son sempre stati giudizi che andavano oltre il personale. Stiamo assistendo ad un declino della Chiesa di Roma, e non necessariamente è una tragedia. Potrebbe esserlo per tanti cattolici bisognosi di guida, ma per chi cerca Dio, la strada è sempre aperta, preti o non preti. Non svilisco tutto in chave sociologica o politica. La Chiesa ha una missione escatologica: sicuramente. Le attuali gerarchie - escludendo il santo padre - Bertone, Fisichella, Bagnasco, sono capaci di capire e agire di conseguenza, circa l'escatologico momento? Ho seri dubbi, che in Vaticano - escluso il santo padre - abbiano idea in che fogna ci stiamo mettendo. Ho seri dubbi che le gerarchie vaticane - escluso il santo padre - siano in grado di far fronte ai grandi cambiamenti in cui si troverà l'umanità, da quì a poco. Ma poco importa che io ho seri dubbi. Sono i fatti che condannano il Vaticano, complice - escluso il santo padre - del Mondialismo. Poi, i fedeli, i ciellini, i neocat, l'opus gay, gli azionisti cattolici, focolarini e carismatici, i blondettiani e lefebvriani, son liberi di condannarmi, bruciarmi, maledirmi o non considerarmi affatto. Io non sono nessuno per questo mondo, grazie a Dio.

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  21. Cari Vin e Angelo, grazie della risposta. I commenti in questi post stanno diventando sempre più interessanti.
    Velocemente dico a Vin che non sono assolutamente devoto ad Evola; egli stesso ha detto che ha cercato di elaborare e continuare il pensiero di Guénon, "nella misura delle sue capacità"; ma non sono nemmeno un devoto di Guénon. Penso che gli scritti di Evola siano da rielaborare e indirizzare, trovare quanto può essere utile o sviante...e non è sempre un lavoro facile, e i rischi non sono pochi.

    Con il mio messaggio non volevo certamente giudicare l'operato di Angelo, non vorrei permettermi e conosco proprio poco, sono più le cose che devo imparare...semmai volevo chiedergli se è consapevole degli eventuali rischi di una diffusione di conoscenze che lui stesso ha conquistato con fatica e una trasmissione orale. Come esempio posso riportare che io nel mio piccolo so alcune cose - non mi sto riferendo a niente di operativo - che mi guardo bene dal dire in giro; in primo luogo perché alcune cose non verrebbero accolte, poi perché c'è il rischio di fare del terrorismo psicologico...anzi, io stesso devo stare attento e non vacillare...

    Probabilmente anche questo fa parte del disvelamento finale, a cui tutti contribuiamo. Sapevate che lo stesso Guénon era stato rimproverato da un grande dotto italiano per aver scritto troppo? Oggi potrebbe sembrare che abbia scritto poco...

    Per quanto riguarda la Chiesa Cattolica; ciò che più mi interessa è la salvezza dell'anima, e al suo interno è ancora possibile trovarla. Spolverando è possibile trovare anche conoscenze mistiche, metafisiche e profetiche di prim'ordine, rimanendo in piena ortodossia, questo Angelo lo sa perché ha citato in passato alcuni autori che lo fanno in modo impeccabile. Certo è molto più soddisfacente e sfizioso cercare una strada tutta propria, e dire di averla trovata, ma occhio ai relativismi...

    Qualora la chiesa affogasse nella melma, la stessa che sta stagnando al suo interno e non solo all'esterno, sarebbe un grave dramma per l'umanità. Se la sua portata escatologica è reale e conosciuta da pochi, anche dal solo santo padre, questo da solo dimostrerebbe che in qualche modo è "assistita", come lo è stata in questi 2 millenni. Gli atteggiamenti tra cui posso scegliere sono due: contribuire ad affondarla, come sta facendo gran parte del mondo e dei suoi alti prelati (non tutti grazie al Cielo), o cercare con i miei miseri mezzi di restaurarla, o di vivere nella sua parte sana e alimentarla. Una persona che ha incarnato questo ideale e l'ha vissuto sulla sua pelle è San Padre Pio, comparso in questo momento di massima degenerazione...
    In più trovo che mettermi alla sequela ortodossa di Gesù sia un buon esercizio di umiltà, e, se mi si concede, di esempio per chi mi circonda. Umiltà che sinceramente raramente trovo in chi la critica, segno oltretutto di mancanza di rispetto per i cristiani di fatto - e non solo di nome - presenti, passati e futuri.
    La divisione interna a cui accennavo poco fa potrebbe portare ad un nuovo scisma, e allora sì che bisognerà scegliere per davvero da che parte stare, assumendone le conseguenze.
    Io non conosco di persona ciò di cui parla Angelo, ma leggo affascinato...alcune cose che ho trovato qui contribuiscono al mio percorso, e altre mi fanno tornare alcuni conti che non riuscivo a risolvere; concludo dicendo con Vin che Cristo non abbandona nessuno, e che quando parlavate di strani formicolii in testa e cose di questo tipo pensavo con piacere che sono sensazioni similissime a quelle che percepisco quando ricevo l'Eucarestia.

    Un saluto a tutti

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  22. @Pol
    In tempi in cui il materialismo - politico, scientifico, filosofico - e la demitizzazione religiosa, la facevano da padroni, Guenon ed Evola ebbero il merito di indicare alcuni punti fermi, sebbene con sensibilità diverse. Da un punto di vista umano, Evola lo trovo più maturo del collega francese, isterichetto e permaloso piuttosto. Da un altro punto di vista, entrambi sono più avvezzi a discettare che a fare. Forse Evola col gruppo di Ur sperimentò quanto scriveva. Guenon è un metafisico algido e teorizzatore.
    Divulgare ciò che è segreto può essere pericoloso? Certo, bisogna vedere la sostanza delle cose rivelate. Il messaggio di Cristo è altamente eversivo nei confronti del potere sia religioso che temporale, checché ne dicano i preti. In nome Suo si son fatti ammazzare e hanno ammazzato milioni di cristiani. Lui ci indicava il Suo Regno dentro di noi; invece, lo abbiamo sempre cercato altrove. È quanto di più detonante ci possa essere Cristo e il Suo insegnamento. Ne sono innamorato per questo. Spesso però gli uomini Lo hanno tradito e continuano a tradirLo. Se abbiamo bisogno di ponti non cerchiamoli negli uomini, ma dentro il nostro cuore. Ve lo dico io che ortodosso non lo sono proprio.

    Quanto ho ricevuto lo ritrasmetto, senza paura, perché chi sa e vuole può ricevere il dono; chi è animato da cattivi intenti, non riuscirà a sfruttarlo.

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  23. Non so, mi sembra che la gente sia attaccata a schemi di frasi e parole sentite, lette, ma che non agiscano in sinergia con loro stessi. Sento sempre la frase: "questo diceva, quell' altro ha scritto."Un' opinione la si crea leggendo, ascoltando, ovviamente, ma il più delle volte mi sembra che tanti facciano del pensiero degli altri il proprio. Si, è giusto, ma bisogna sempre "speziarlo" con la prorpria esperienza di vita e di ascolto. Non credo nelle fatalità, nelle coincidenze, per cui chi si trova ad avere accesso a quello che sta rivelando Angelo, è perchè per qualche schema.. non so.. Divino forse, si trova qui. Chi vorrà potrà sperimentare, e chi non vorrà non lo farà. Sono sicuro che chi però proverà per lo meno, sarà perchè spinto da qualcosa, che neanche noi possiamo forse comprendere. Questo è il mio pensiero. Non ce l' ho con nessuno, anzi mi fa' piacere acoltare sia pol che santa asse. Sono tutte esperienze, e sono contento di poterle fare. Grazie a tutti, buona sera.

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  24. Come neanche detto sto cadendo anch'io nella retorica in cui mi sono espresso un attimo fa', ma rileggo sempre i post, e ho trovato una frase che rispecchia incredibilmente quello che volevo dire. E' tratto da un pensiero Scandurriano:" LA VITA E' FATTA DI SEGNI, SIMBOLI, INCONTRI FATIDICI". Ecco, penso che in queste parole risieda la risposta dei vari post che abbiamo scritto. Entriamo in sintonia col volere di Scandurra, una sintonia d'onda. Scusatemi, Buona serata

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  25. Un saluto a tutti. Leggendo l'ultimo resoconto mi è venuto di pensare che gli scrittori della Fantascienza della "Golden Age" - ero un appassionato... - la dovevano sapere lunga. La narrazione, infatti, mi ha riportato a certe atmosfere.

    Il racconto comunque mi suscita alcune domande: l'esperienza è stata possibile solo perché in quel luogo vi era un passaggio dimensionale? Si trattava di un portale accessibile fisicamente solo immergendosi in quel fosso fangoso? O sarebbe stato possibile accedervi anche in altri modi? O, al contrario, il fosso di per sé era necessario ma non sufficiente? Castaneda fa dire a Don Juan che il momento del crepuscolo è "la fessura tra i mondi" o qualcosa del genere. Ma ovviamente non basta assistere al crepuscolo per poter "passare". Anche la fase ipnagogica in quanto "crepuscolo" della coscienza di veglia è considerata un confine che se oltrepassato consapevolmente può dischiudere le porte della conoscenza. Però occorre conservare la consapevolezza, appunto, e per farlo occorre molta energia. Quindi mi chiedo se in questo caso il passaggio è avvenuto solo grazie alle caratteristiche fisiche del luogo - magari preparato dagli abitanti dell'"altra parte" - e se di conseguenza era sufficiente immergersi, o se chi lo faceva doveva possedere alcuni requisiti indispensabili per poter varcare la soglia.

    Per quel che conta, volevo dire che anch'io sono convinto che se ci si è imbattuti in questo blog deve esserci una buona ragione. Forse non sarà la stessa per tutti, ma credo che ognuno troverà la propria.

    Un saluto

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  26. Mi sono preso qualche tempo per rispondere, per non scrivere formulette lette altrove tanto per cominciare...ovviamente rischio di sembrare un'oscurantista in un ambiente del genere, che però continuo a frequentare perché trovo molto stimolante. ma sinceramente nell'ultimo commento di Angelo trovo le critiche più facili che si possano fare alla Chiesa a cui mi riferivo sopra, non tanto come quelle rivolte ai preti di campagna che gridano all'anatema ogni volta che qualcuno mette in gioco se stesso in modo autentico piuttosto che ricercare una qualche "forma" esteriore, sempre ci son stati e forse in misura maggiore ci saranno... Mi fa strano che una persona con un'esperienza del genere, che probabilmente io non avrò, riesca ad approssimare in questo modo, non lo sto dicendo con supponenza ma con un po' di disagio. Non so, sembra in tutto questo che il Verbo abbia scelto degli inetti, defraudatori, pusillanimi, soggiogatori, a cui affidare il proprio Messaggio. Che poi dire che nella chiesa non si trovi quella ricerca autentica, tutta interiore, del Regno dei Cieli, è ignorarne la storia dei santi, l'autentico messaggio che sarebbe da rispolverare, le parole ad esempio di San Bernardo che capiva le Scritture camminando tra le querce. La Chiesa sta riproponendo la storia del suo Fondatore, e quando finisce la Chiesa inizia il Regno...
    un saluto a tutti i cercatori

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  27. pdf scaricabile qui http://www.scribd.com/doc/34363102/Incontro-Con-Un-Uomo-Straordinario-17

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