Chi legge "esamini tutto, ma ritenga solo ciò che è giusto".

La mente non è un vessillo da riempire, ma un fuoco da accendere.

lunedì 25 gennaio 2010

SKYLARK, DIETRO I CONFINI DEL MONDO




Gli strateghi de Il Gruppo, dividono il mondo in tre fasce di paesi, che chiamano:
1) il "nucleo funzionale" della globalizzazione,
2) la "breccia" disfunzionante rispetto alla globalizzazione,
3) e una varietà di "Stati-sutura" .
Il nucleo funzionale comprende il ricco mondo occidentale, USA, Gran Bretagna, Germania, Giappone e Francia (old core), a cui però viene affiancato un "nuovo nucleo" (new core) costituito da India e Cina. Per quanto diversi e lontani, anche questi due Stati hanno aderito alla globalizzazione economica e vogliono diventare, o stanno diventando, "giocatori internazionali". Gli Stati della breccia (o del vuoto) sono Iran, Corea del Nord e praticamente tutta l'Africa, visti come fonte di instabilità, destabilizzazione, guerre, e incapaci di competere nell'economia globale. Gli stati-sutura sono quelli come il Brasile e la Serbia, avviati a diventare, da Paesi poveri e instabili, a Paesi ad economia capitalista e in sviluppo. Per l'Italia non vi è collocazione stabile né destino, siamo fuori dai giochi. Il Gruppo sostiene che la strategia americana deve, nel prossimo futuro, "proteggere ed espandere" il "nucleo", ed "eliminare gradualmente" i regimi del "vuoto", che resistono alla globalizzazione (e alla "democrazia").
Non finisce qui l'incubo. Si affaccia sullo scacchiere internazionale, sottotraccia e con ramificazioni in più continenti, una task force, autonoma e autosufficiente – dispone di enormi risorse – con una ragion d'essere ed una strategia diciamo così esopolitica. Dove è situata? Ho motivo di credere che al Quartier Generale delle Forze Armate americane ci sia un livello occulto di tecnocrati, scienziati, alti ufficiali di cielo terra mare, che alla faccia di buona parte degli inquilini della Casa Bianca e dei cittadini, detengono il controllo di arsenali, basi sotterranee, impianti hi tech per interferenze climatiche e geofisiche, con lo scopo ultimo di prendere il comando degli Stati Uniti allorché si vengano a creare le condizioni previste di un'invasione aliena e salvare la patria o morire. Nome in codice di questo settore deviato delle Forze Armate: SKYLARK. Ultimamente sono entrati in azione per motivi altamente umanitari, dicono loro.
Il terremoto devasta Haiti il 13 gennaio. Due giorni prima, Skylark aveva in corso un’esercitazione basata su uno scenario che comportava l’avvio di soccorsi ad Haiti dopo un evento cataclismatico. Quando scoppia veramente il disastro, lo Skylark decide di passare dalla simulazione al reale (go live); ed è in grado di intervenire ad Haiti rapidamente, perché i sistemi erano già caricati sui bancali a Miami in preparazione dell’esercitazione che è stata cancellata.
Io non credo né al caso né alle coincidenze, così in occasione di un fatto tragico come quello accaduto sull'isola caraibica e che ha provocato la morte – sono cifre approssimative - di 170/200mila morti, mi vengono in mente altri “fatterelli” di proporzioni planetarie che i fisici atmosferici e i sismologi chiamano uragani, terremoti, tsunami, accaduti in questi ultimi anni in aree speciali. Sì, speciali quali Iran, Oceano indiano, Caraibi. Zone particolarmente calde, sia dal punto di vista geopolitico che economico finanziario, ma anche siti popolosi di nazioni evidentemente sacrificabili, carne da cannone. Sul web troverete centinaia o migliaia di blog che denunciano certi ordigni supertecnologici, vere e proprie armi di distruzione di massa che interferirebbero sul clima e sulla crosta terrestre. Esperimenti inauditi e segretissimi, hanno luogo sopra e sotto terra, all'insaputa della gente e persino dei governi. Vi chiederete – domanda retorica – chi si permetterebbe di agire in questo modo, uccidendo centinaia di migliaia di innocenti per scopi indicibili? Chi si arrogherebbe il diritto di decidere della vita di popoli interi, riducendo il mondo ad un gigantesco poligono militare, per provare strumenti micidiali distruttivi di uomini e cose? Perché si costruirebbero tali armi apocalittiche? Per supremazia politico militare? Oppure un evento di dimensioni cosmiche sconosciuto ai più, si starebbe abbattendo su di noi e un gruppo segreto, paramilitare, che agisce nell'ombra da decenni, allestirebbe la difesa contro la minaccia che viene da altrove? Domande alle quali ho dato già le risposte adeguate, configurandosi così uno scenario da incubo:

1.ALIENI ESULI DA UN UNIVERSO TANGENTE, SONO IN AVVICINAMENTO VERSO LA NOSTRA TERRA;
2.UN ORDINE DELLE TENEBRE CHE DENOMINO IL GRUPPO, HA STABILITO UN PATTO SCELLERATO CON QUESTI ESSERI APPARENTEMENTE SEMIDIVINI – SATURNIANI – AL FINE DI PARARSI LE TERGA DURANTE L'INVASIONE;
3.UNA FORZA PARAMILITARE SKYLARK, NEL FRATTEMPO, SECONDO UNA FILOSOFIA SUPEROMISTICA-NAZISTOIDE, PREPARA LE TRINCEE PER RISPONDERE COLPO SU COLPO ALL'ATTACCO ALIENO E FA LE GRANDI MANOVRE PER PROVARE LE SUPERARMI A COSTO DI SACRIFICARE VITE UMANE .

Siamo all'alba di una nuova era, dicono i teosofi; per chi? Dico io.

11 commenti:

  1. Questo inquietante articolo si comprende meglio alla luce di quanto hai scritto sulla rivista X times: mi riferisco segnatamente al cupo, ma lucido testo Il regno di Saturno. Sono scenari inversimili, ma - ci ricorda Eraclito - che "la verità è inverosimile".

    Fosche ombre si addensano all'orizzonte.

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  2. Sì, caro Zret,le cose che scrivo le raccolgo da più fonti, tutte discutibili e proprio per questo vicine a ciò che si nasconde.

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  3. Ciao Angelo,
    La parte operativa delle tue analisi?

    A leggere le tue considerazioni, che sai mi vedono daccordo con percentuali 'bulgare...' anke se snza prove documentali sui fatti specifici, mi pongono una serie di commenti collaterali:
    1- constato che certa divulgazione produce più soggetti alla Paolo Franceschetti che non alla Angelo Ciccarella...
    2- la malcelata, probabile vanagloria che il lettore medio(basso) del network creda che la sola conoscenza ne configuri una reazione risolutiva
    3- la non provata fiducia sul fatto che un ordine superiore possa venirci in soccorso.

    Come far deflagrare il dibattito su questi temi e conseguenzialmente attrezzare un movimento reattivo?

    La mia convinzione (umiliata e insoddisfacente) può essere solo nel credere che un Fato sia in grado di inquinare con un insignificante 'bug' fors'anche involontario tutto quel complesso titanico che sinora nessuno meglio di te pare descrivere, almeno in lingua fiorentina...

    Fatalismo? Non so. E comprendo di non essere soddisfatto io stesso di questo scenario; tuttavia è l'unico disponibile.
    Per il resto, credo converrai, comunque il redde rationem non potrebbe essere indolore, e qui si nasconde la persuasione che chi più chi meno i governi di facciata riescono ancora ad esercitare.

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  4. Ti ringrazio Sante Asse dei tuoi apprezzamenti. Le tue domande sono attualissime e pertinenti, ma pure ahimè drammatiche. Già, perché "che fare" è obbligatorio porselo. Secondo una certa corrente di pensiero tradizionalista, alla fine dell'Età Oscura, poco o niente si può e si deve fare: stare alla finestra e guardare il mondo che crolla. A me non sta bene questo atteggiamento passivo, quasi cinico e presuntuoso. Sono un tipo realizzativo, non mi sono mai limitato a leggere di meditazioni o di sentieri iniziatici. Ho tentato sempre di sperimentare, magari commettendo errori dottrinari, tecnici, ma la teoria, il filosofeggiare, non è roba per me. Mi infilo in un buco se lo individuo, ci rimetto pure, ma almeno conosco dove porta. Che fare? Individuare gli ingranaggi della macchina infernale e introdurre un corpo estraneo in modo da farla inceppare. Facile a dirsi, lo so, ma è quello che tento di fare. Da solo non ci riuscirò mai, ecco perché mi espongo sul web. Altri si aggiungeranno lungo la strada, spero anche tu.

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  5. Io veramente già mi sento sulla strada, ma dubito che il problema sia combattere qualcuno, alla Mike plato per intenderci.

    Uscire dall'ologramma? potrebbe essere una strada, ancora da asfaltare comunque.

    Armiamoci e partiamo?
    Lascia tutto e seguimi??

    mi sembra già sentito.

    A forza di pensarci su, alla fine si farà quello che ni non si voleva: immobili a guardare...

    ciao

    sante asse alias ferruccio santulli alias...

    p.s.

    ma tu non dovevi inviarmi una mail privata????

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  6. Ciao a tutti.
    Anche io è da mesi che penso al "che fare?", ricavando poche risposte da me stesso.
    Riflettevo poco tempo fa sugli scandali, necessari sì, ma guai a coloro per i quali avverranno. Sopra una nave che affonda c'è poco da fare, però mi piace la figura di chi butta l'acqua fuori con un piccolo secchiello, pur sapendo che la nave prima o poi affonderà. E non bisogna mai smettere di indicare e perdere di vista il traguardo finale, ciò che attende il destino dell'umanità dopo la notte alla quale cmq non si sa se noi sopravviveremo. Basta un piccolo cerino per illuminare nella notte, prefigurazione virtuale della Luce salvifica.

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  7. No Ferruccio, non è combattere qualcuno, il piano. Mentre cerco la Luce, abbandono le zavorre karmiche, ricordo la meta, la vera meta e così, il kaos, l'entropia psichica non può più nulla contro di me. Far tornare gli dèi in esilio, le potenze dell'anima ossia, è la grande guerra santa a cui siamo chiamati, quella interiore, certo. Il granello nell'ingranaggio del sistema poi diventa automatico. Camminare, navigare è necessario, non staremo certo a guardare. Ciò che fa più paura al sistema è la singola persona che vuole liberarsi. A Mike Plato ho espresso già le mie riserve sulla sua azione, con rispetto, per carità, ma vengo dalla vecchia scuola e so quanto sia già arduo combattere con la propria caduca natura, figurati quanto sia tosta la prima linea. Ti manderò come promesso scritto privato. Non dimentico.
    @Pol - Credo fermamente che una sia pur fioca luce, una piccola fiamma incendia l'universo oscurato.

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  8. Siamo perfettamente daccordo, Angelo, come due 'vecchi' catari o templari che dopo 700 anni si ritrovano alle soglie del nulla per vedere l'effetto che fa.

    salto di frequenza: avverrà comunque o tocca lavorarci su?
    Più l'uomo moderno si attiva e più constato che compie danno. Temo una valanga di neo-gnostici laureati, tecnocrati, iper-strutturati, che invaderanno anche quello che non gli compete: i territori dello spirito. Alla fine primeggia sempre il messaggio di Francesco d'Assisi: deevoluzione (c'è anche un economista francese che parla di questo nel campo dell'esasperato mondo post-industriale).

    Ma non è la stessa cosa che sta avvenendo semplicemente osservando il kaos che ci sommerge? (comunque dopo tornerà sempre un tempo per chi dovrà ricostruire, o basta anche in questo?)

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  9. Il wu wei, l'agire senza agire, la passività attiva di taoistica memoria, potrebbe essere, caro Sante Asse, una possibilità. Però è più difficile operare in tale modo, discernere le cause della rovina e precederle o attenuarle, per quanto ci è possibile. La consapevolezza come stato interiore, è già un'azione, una luce che si accende, un bastione contro le tenebre. Qui parliamo di disposizioni interne, di movimenti sottili. Oggi assistiamo a newagers bolliti, che ci riprovano a cavalcare il famigerato 2012 quale feticcio culturale della fine, intellettuali snob impelacati nel vuoto chiacchiericcio del nulla, filosofi all'amatriciana senza fissa dimora (senza bussola) che discettano di cose che non conoscono. E via discorrendo. Carissimo, noi abbiamo l'onere di vedere, cioè come diceva don Juan, cogliere direttamente l'energia delle cose. È compito pazzesco, ma qualcuno lo deve pur fare.

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  10. Caro Angelo,
    ma non è quello che cerco di dire anch'io?

    Un francese islamizzato di nostra conoscenza non diceva anche lui questo?

    non vedo contraddizione nè ripensamento, quindi.

    Se dobbiamo agire all'esterno in forme più massive?
    E dove sono gli spazi, dove i candidati?
    quest'altro decennio è un'onda di saturazioni, di messaggi e di distorsioni di messaggi, che finchè non sarà finita lascia pochi spazi per organizzare alcunché (a mio immodesto avviso...)
    A volte penso che l'onda che si sogna non sia altro che questa perdita di controllo demografica che, come cinicamente previsto dalle chiese cattoliche, segna l'esaurirsi delle incarnazioni per sfiancamento del pianeta. Un'onda che presume di coprire finanche il mondo sottile: istantanea e implacabile, come ben fu raccontata ad esempio da chi visse il Vajont...

    (forse ho preso un po' la mano... aspetto la mail... ciao)

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  11. There was never a night or a problem that could defeat sunrise or hope...................................................

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