''Col
ricordo risvegli i sensi''.
Scandurra
''…
ce l'hai presente il bumeranghe, sì, quello che usano l'australici?
Beh, il suo baricentro si trova dove non c'è massa, al di fuori di
esso: così è per lo spirito dell'uomo''.
Scandurra
''…
gli atlantidi c'avevano una conoscenza tale
da
illuminare a festa la Via Lattea, o da farla esplodere. È bene
giungere così in alto? L'uomo saprà mai contentarsi del giusto?''.
Scandurra
Deya
mi mancava. La città-labirinto, crocevia dell'universo dove il
Grande Tempo scolpiva la materia, luogo di mille intrighi, di ordini
oscuri e di luminosi esseri, rappresentava il centro della
conoscenza. Deya, nome magico che mi risuonava dentro. Forse avrei
rivisto Ranna. Quella tipa così distante, altera, nobile, mi
affascinava.
Ci
inoltrammo nel bosco. Ogni tanto Scandurra si soffermava a tastare un
frutto per vedere se fosse maturo (deformazione professionale?);
staccava un ramo a 'V' e lo imboscava nel cappottone; sfiorava un
fiore a calice e palpeggiava il tronco di un albero; spianava col
piede un piccolo 'montarozzo' di terra fresca. Insomma, aveva
comunque qualcosa da fare e quello che faceva sembrava avere un
senso, ben al di là delle apparenze. Conosceva ogni piazzola,
sentiero, fosso che incontravamo. Un perfetto viaggiatore di mondi e
universi, senza passaporto perché di casa dappertutto.
La
temperatura si faceva più tiepida all'imbrunire. Gli odori erano
forti e spade di luce rossoviola attraversavano le fronde e toccando
terra sembravano continuare il loro viaggio altrove. A mala pena si
intravedevano movimenti di animali – o chissà che altro – tra
gli arbusti.
-
Caro Angelo, se non vi fossero due opposti non sarebbero possibili i
campi di forza. 'Ste forze agiscono in parallelo per coesistere,
altrimenti non potrebbe circolare l'energia, né scorrere le
correnti luminose e tenebrose nel cosmo ed in ogni dimensione. Se
vuoi scacciare il diavolo devi scaldare l'acqua santa col fuoco.
Dappertutto le forze tendono ad equilibrarsi e ad annientarsi in
specifici ritmi di aggregazione e disgregazione. Queste sono le
leggi delle materie oscure. Tienile bene a mente, ti serviranno
presto.
-
Scusami Scandurra, sono un po' confuso...
-
In fondo... tutto si riduce a una misurazione di forze.
Intanto
mi indicò di sedermi ai piedi di una roccia grigionera che non
sembrava così naturale, conficcata nel bel mezzo di un piccolo
spiazzo. Un menhir messo lì non certo a caso, magari ad indicare un
… campo di forza, appunto.
-
Ricevi in questo modo lo spirito del luogo. Un lasciapassare per
essere accolto come amico. Non si entra a casa degli altri senza
prima bussare.
-
Che genere di abitanti si trovano qui?
-
I senzacorpo... spettri... adesso seguirò le loro impronte
spettrali per cercare un contatto.
-
Perché? Cosa ci debbono dire?
-
Sono io che devo informarli su certe cose.
-
Spettri dici, sono quindi anime di defunti?
-
No, sono antichi abitanti del posto legati a questo piano anche
quando cambiano di stato. Spettri che mantengono un centro di
coscienza sostenuto da un'energia quasi infinita. La loro vita
continua senza per questo abbandonare il posto dove hanno vissuto
prima.
-
Ma li posso vedere anche io?
-
Se c'hai core [coraggio]...
Ecco
di nuovo una prova. Ogni passo, un incontro fatidico. Scandurra ad un
certo momento prese dalla tasca del cappotto un pugno di terriccio
giallastro, lo gettò per terra e si accovacciò. Premette le mani su
quel composto. Era il suo rituale. Le mani aperte, parallele con le
dita separate: segno ancestrale di quelli che erano in contatto con
le ombre. Mani, ponti con l'aldilà. Mormorò una frase
incomprensibile che produsse un effetto risonanza, poi si alzò e
attese.
Mentre
sostavo ai piedi del masso, mi venne in mente un episodio, uno dei
tanti, in cui provai un'emozione travolgente. La primavera dell'anno
scorso, Scandurra ci portò a noi dell'anonima, sul Monte Venere in
prossimità del Lago di Vico, a pochi chilometri da Viterbo.
Raggiungemmo una serie di grossi massi naturali (forse) vicini alla
sommità; da lì potevamo ammirare quella magica terra al tramonto.
-
Questa è l'ora buona per vedere le porte del cosmo aprirsi in tutto
il loro splendore. Mettetevi a cerchio e prendete le distanze a
braccia aperte... come a scuola. Il cerchio chiama il punto che
spinto con decisione mette in moto l'ingranaggio... è tutta una
questione di misurazione di forze.
Così
facemmo. Eravamo in quell'occasione in nove. Sei maschi e tre
femmine, di età diverse ma tutti accomunati dallo stesso ardore.
Sebbene fosse caldo, un venticello fresco ci colpì ad altezza collo.
Un tuono profondo ci scosse, proveniva da est. Il cielo era sereno.
Di seguito, un altro tuono più forte ancora ci raggiunse dalla
stessa direzione. La terra sotto i nostri piedi tremò. Guardai un
po' preoccupato i compagni e una sorta di tremore circolò fra noi.
Cosa stava per succedere? Quale diavoleria ci serviva Scandurra?
- Bene, ora possiamo ritornare alle nostre macchine – ci invitò Scandurra divertito.
- Tutto qui? - fece Claudia.
Ci
precedette il maestro con la sua andatura caracollante. Tra di noi ci
scambiammo qualche commento di sorpresa mista a delusione. Raggiunte
le tre automobili accostate ai bordi del sentiero montano, ci
salutammo un po' interdetti e procedemmo lentamente sullo sterrato
verso la provinciale. Quando, come apparso dal nulla, incrociammo un
magnifico cavallo baio guidato da un cavaliere con tunica rossa e
calzari, come nei film mitologici di Maciste ed Ursus. Sembrava una
comparsa di Cinecittà.
- Ma che girano un film? - feci io.
- Boh? Mi sembra 'na carnevalata. Grande, grosso e cojone. A quell'età ancora si traveste da saettone [bamboccione giocherellone] – rispose Quintilio.
Il
tizio sul cavallo si fermò dopo averci superato. Lo vedemmo dallo
specchietto scendere da cavallo. Ci osservava con atteggiamento
sorpreso.
- È un atlantideo. Si chiama Rameter, un portaordini.
- Chi è? Non ci canzonare maestro. Va bene che ci devi addestrare ma...
Scandurra
fermò la sua 500 e così fecero gli altri al seguito. Uscimmo tutti.
Il maestro si diresse verso quell'uomo. Distava da noi 15metri circa.
Alto, muscoloso e dalla folta capigliatura legata dietro, parlottava
sottovoce col nostro mentore. Ci chiedemmo se tutto questo fosse una
presa in giro per metterci alla prova. Di cosa, poi. Il fruttarolo
folle ritornò con fare truffaldino e si mise al volante dell'auto.
Il baldo cavaliere rimontò a cavallo e proseguì la sua corsa.
Raggiunto il Passamontagna, incrocio tra Viterbo e Ronciglione, ad
uno di noi gli si accese la lampadina:
-
Ma avete notato che non c'è più l'asfalto stradale? Siamo passati
su di una strada sterrata. Che fine ha fatto la provinciale?
-
Vedrai, durerà per poco. Se scendi verso città, a pochi decine di
metri ritroverai la strada normale insieme al tempo normale –
rispose ridacchiando Scandurra.
-
Vuoi dirci che abbiamo vissuto un'esperienza nel lontano passato
dell'umanità?
-
No, abbiamo aperto una breccia nel Tempo e un mondo affiancato si è
mostrato a noi.
Ci
fermammo alla piazzola del Passamontagna. Non volevamo andar via da
quel mondo antico. Ci rifiutavamo di imboccare la via per Viterbo.
Avevamo paura di lasciarci alle spalle un'epoca spettacolare, dove
gli atlantidi dominavano su quella terra che fu poi degli Etruschi
(colonia rossa anch'essa). Con dovuto rispetto, mi rivolsi a
Scandurra:
-
Maestro, cosa succederebbe se rimanessimo in questo mondo
antidiluviano?
-
Dieci abitanti di qui dovrebbero passare nel ventesimo secolo e non
sarebbe nemmeno risolto il problema... è complicato assai, ma
soprattutto non è giusto. Abbiamo da fare delle cose importanti,
non possiamo abbandonare un mondo agli sgoccioli. Non è per caso se
state acquisendo le materie oscure, non lo dimenticate. Il fuoco va
tenuto sempre acceso, soprattutto quando tutto si oscura intorno a
noi.
Rientrammo
tutti nelle nostre macchinette, abbacchiati e delusi, quando un
qualcosa, un movimento improvviso dietro di noi ci fece girare la
testa verso il lago. Un'aeronave immensa quanto lo specchio d'acqua
dei Cimini, si alzò verso il cielo, si fermò a poche centinaia di
metri dalla superfice del lago per cinque secondi, non di più, e poi
sparì alla nostra vista in un lampo. Dal movimento dell'acqua
capimmo che era decollata dal fondo del Lago di Vico. Magnifica nella
sua complessità aerodinamica, non sembrava però extraterrestre. Non
ci spiegammo perché, apparteneva comunque a questo mondo, magari di
una grande civiltà: Atlantide, appunto.
Quintilio
chiese spiegazioni al maestro:
-
Come mai fanno uso di cavalli e poi viaggiano in astronave? Oppure
sono popoli diversi, dei regrediti insieme a dei supersviluppati?
-
Si può viaggiare a piedi o a cavallo e percorrere centinaia di
chilometri in pochi minuti e navigare tra le stelle con lo stesso
principio. L'importante è conoscere il mistero del tempo e dello
spazio, il resto è un gioco da ragazzi.
-
Come mai gli atlantidi bazzicavano pure la Tuscia?
-
Qui fanno delle ottime frittate con gli strigoli. Le erbette di
campo così, le trovi in poche parti del mondo... eh eh eh. Il
territorio nostro è particolarmente prezioso. Da qui si viaggia che
è una bellezza. È il posto più prossimo alla serie di mondi
tangenti. Le botole sono ricettive e funzionali, che io sappia non
ci sono stati incidenti di immersioni in varchi interdimensionali,
fatta eccezione per non graditi ospiti. La terra che vi tiene è
viva, porosa, mista di materia densa e tenue. Più in generale, i
popoli si muovono per conoscere o per conquistare e a volte per
entrambe le ragioni. E quando la terra sembra troppo piccola si
punta verso le stelle e poi, beh e poi ti aspettano altri universi.
Siamo viaggiatori nati, fino a quando non troviamo un bel posticino
e con l'amore della nostra vita viviamo soddisfatti e in pace. È
quello che auguro a tutti voi.
Nella
conca del cielo ardeva il tuono. Tornammo sull'asfalto della strada
Cimina a riveder la nostra amata cittadina, interscalo cosmico non
segnalato sulle mappe. Giunti a Piazza del Comune, entrammo
gongolanti al Bar Centrale. Era ora di cena e qualcuno di noi volle
consumare un pasto adeguato, altri se ne tornarono a casa. Quei
quattro avventori presenti al bar ci facevano tenerezza, perché
ignari di quante cose immense e sublimi si nascondevano dietro le
pieghe del tempo e dello spazio. Le esperienze mirabolanti non ci
insuperbivano, anzi, ci sentivamo piccoletti di fronte all'infinito.
Acquistavamo pian piano un respiro cosmico, una veduta più ampia e
profonda della realtà. Emergevano bruciandosi, come in un'Opera al
Nero, in tutta la loro inutilità le nostre miserie, le invidie, gli
orgogli, le brame di possesso; prendevamo così le dovute distanze
dalle cose comuni, senza rimpianti. Non ci sfiorava nemmeno l'idea di
lucrare su quanto in nostro possesso. Possedere, che brutto verbo. La
Vita andava vissuta senza frontiere e la gioia era nel vedere che
''tutto abbiamo in prestito'' e che ci aspetta qualcosa di diverso,
di elevato, ben lontano da tutte le filosofie e scienze del mondo. Le
fessure, o meglio, le brecce che Scandurra apportava alla struttura
del reale, servivano a connetterci con le storie di altre civiltà,
antichissime o in divenire. Crescevamo e in questo fermento qualcosa
si risvegliava in noi. La memoria di ciò che eravamo, ben oltre quel
sistema di significato chiamato 'cultura' che ci imprigionava. Ci
diceva:
-
Rinunciate senza sforzo a ciò che è conosciuto, usatelo solo là
dove è necessario, siate abbandonati, lasciate ogni presa, ogni
identificazione; solo così aperti, sinceri, seri e senza maschere,
solo così i vincoli cadono e le ali si sciolgono libere, e noi si è
librati in volo, senza lasciar tracce, senza ricompensa, liberi nel
cielo che è il sacrale del mistero. Essere idonei a riceverlo è
tutto: se in noi c'è l'ordine, l'armonia come nella stanza pulita,
con le finestre aperte, allora il vento profumato dei diecimila fiori
di Deya entra e tutto compenetra. Vivete in voi non come vi dico ora,
vivete in voi come avvenimento nuovo, originale perché originario,
che sia vostro non mio, che sia vostra scoperta. La realtà per
ciascuno è l'esperienza viva, è la cosa appresa ora. Liberatevi
dalla corrente del mondo che travolge tutti, donando senza
ricompensa, amando senza ricerca del piacere. Si è vero uomo,
maestro con la maestria del comprendere, con la maestria dell'agire,
con la maestria che con l'amore è perpetua libera creazione.
Con
Scandurra ci affacciavamo sull'ignoto ed esso era grande.
Mi
destai dall'onda del ricordo, quando una leggera pressione mi colpì
la faccia e la testa. Un senzacorpo si stava avvicinando velocemente
verso di noi. Ma come diavolo potevo vedere uno spettro se non
possedeva un corpo? Semplice, c'aveva comunque una forma. Una sagoma
umanoide multicolore, cangiante che lasciava una scia di particelle
luminose, come nei cartoni animati di Walt Disney. Pura elettricità
mossa da una coscienza, forse un'anima allo stato puro, chissà. Alta
tre metri, illuminava tutto il boschetto in cui ci eravamo accampati.
Guardai preoccupato Scandurra. Lui chinò il capo in segno di
rispetto e salutò allargando le braccia a croce. Lo stesso fece la
sagoma elettrica, poi si girò velocemente verso di me. Scattai
subito in piedi e salutai in tutta fretta. Ricambiò un po' seccata.
Così mi sembrò.
- Si chiama Ha LL Fast, nome che riproduce la sua frequenza vibratoria. Se la pronunci come si deve, lei ti sente ovunque tu sia. Vibrazioni subspettrali ovviamente, essendo spettri eh eh, che viaggiano tra le botole senza limiti né impedimenti.
- È una donna? - feci io.
- Mah, è difficile definirla così. Era comunque una bonazza quando c'aveva il corpo, ma alta com'era mi sentivo troppo ciuco [piccolo], adesso poi...
- Perché, adesso sono repellente? - una voce bellissima, gentile, dai toni alti, provenne dalle parti di quell'essere elettrico.
- No, no, anzi. Però cara mia, avevo difficoltà quando eri di ciccia, figurati adesso che pari un fulmine.
I tuoi racconti, le tue parole e quelle di Scandurra sono per me (ma penso per noi tutti) un pò come le botole di cui parli. Portano altrove, fanno vedere quello che solitamente al massimo sognamo, ci liberano per un attimo dal samsara di questo mondo.
RispondiEliminaGrazie
Ci si libra liberi, per un istante.
RispondiEliminaCiao
"Col ricordo risvegli i sensi"
RispondiEliminacosi' è tutta questione di Ricordo? ma come ricordare quel dobbiamo ricordare?(si, lo so, la domanda suona un po alla Marzullo) ...
Cosa dobbiamo attivare in noi perchè la voce dei ricordi ricominci a farsi sentire perentoria e viva alle orecchie del nostro cuore? con quale "spatola" possiamo raschiare via la tappezzeria logora, ammuffita e marcia per liberare il muro, la roccia viva che per anni è stata nascosta nostro malgrado?
Forse è la fede? Credere per vedere? è questa la lama affilata per squarciare il velo di Maya?
E Quintilio e Claudia, li hai piu' rivisti?
file pdf scaricabile tramite il seguente link http://www.scribd.com/doc/78931055/Incontro-Con-Un-Uomo-Straordinario-47
RispondiElimina@ Alpha Canis Majoris
RispondiEliminaPrima lezione tratta dalle materie oscure
Prova a focalizzare un episodio della tua vita, magari non troppo lontano col tempo. Ecco, componi lo scenario, cerca di percepirne suoni colori, sensazioni tattili, odori, sapori. Questo è un lavoro germinale per cominciare ad aprire il primo rubinetto mentale. Provare per credere.
o credere per provare?!?
RispondiEliminaad ogni modo grazie!
La fede è di vitale importanza, ma non è sempre determinante per la ricerca della verità. Un passo decisivo sarebbe quello di provare, sperimentare la verità, con i dovuti mezzi.
EliminaIL SENSO DELLA VITA?
RispondiEliminaScandurra una volta rispose a questa domanda rivoltagli da un allievo:
<< Il fine di questa vita terrena è intensificare la luce vitale presente in noi. Quanto riusciremo a fare qui, ce lo ritroveremo in una seconda fase dopo... e lo zeppo [uovo-anima] cammina>>.
È un lungo cammino, la Vita. Tragico e amaro per molti; disperato e oscuro per altri. Tuttavia, per alcuni di noi capita di imbattersi in esseri come Scandurra e di raccoglierne i semi viventi. A noi spetta il compito immane di ri-trasmettere quanto donatoci da tali esseri, i quali dopo il tratto di strada fatto con noi, si eclissano.
Sembra che la Vita ci sfugga nella sua vera realtà. Sembra di non poter mai incidere significativamente su questo piano. Eppure... possiamo ancora fare la differenza. Mettere la nostra parte, la nostra volontà per far risplendere, incrementare quel dono prezioso, quella luce vitale che attende da millenni di emergere ad ammirare di cosa è capace l'uomo. Scopriamo finalmente che esistono delle priorità, a cominciare da quella iniziale: ricercare il significato della Vita. Non sarà così intuitivo. Far risplendere la luce vitale prima di trovarla in noi, è impossibile. Allora prendiamoci delle ferie a data indeterminata dalle cose transitorie, così incominceremo a sentire che qualcosa arde sotto la cenere.
Parole Sante Angelo, anche se spesso non è facile trovare quel significato, o anche solo mettersi a cercarlo. Mi puoi dire a quale indirizzo mail potrei scriverti privatamente? Grazie..
RispondiEliminaangelo.ciccarella@teletu.it
EliminaCiao Angelo, non ho mai commentato ma seguo da mesi il tuo blog, ho provato a scriverti su facebook e sulla mail indicata nel badge qui a destra ma penso non funzioni.
EliminaMi permetto quidni di rimandarti il testo su questo indirizzo.
http://www.corpoquantico.it/?p=160
RispondiEliminaCaro Angelo, cosa ne pensi di quanto affermato qui?
Caro Giovannone, ho letto l'articolo che mi segnali, ma se segui da un po' il blog, saprai pure che diffido di rivelazioni ufficiali. Che esistano botole, come le chiama Scandurra, è un fatto. Perché? Semplice, puoi crederci o meno, ma noi dell'anonima abbiamo sperimentato cose eccezionali senza scopo di lucro e svincolati dai potentati di questo mondo, civili e militari. Quando notizie di questo genere vengono gettate così, sul web, dubito assai che siano del tutto vere. È possibile che vi siano 'fughe di notizie', nella storia dell'umanità la cricca dominante non sempre è riuscita a insabbiare e coprire tutto, ma poi, in un modo o nell'altro i fetenti che ci hanno governato prima e quelli che ci governano oggi, metteranno tutto a tacere. Comunque, non sottovaluto la notizia, anzi, invito tutti gli amici a leggerla come da tua indicazione.
EliminaLa libertà di dire la nostra, nella fattispecie la mia, quanto potrà durare? Dobbiamo sbrigarci, i tempi lo richiedono.
Da quando ti ho conosciuto su x times, per me c'è stata una svolta , finalmente tutto è diventato più chiaro, delle intuizioni hanno avuto conferma, ma credo per molti che ti seguono.
RispondiEliminaUna domanda, la frase "il maestro arriva quando l'allievo è pronto", ritieni sia giusta o non è una regola per cui non bisogna contarci?
Ultimamente sento un incremento verso i ns temi, proprio e' un pensiero fisso ,che non mi lascia mai.
Sì, la rivista XTimes è stata il volano per certe tematiche. Poi, la linea editoriale è drasticamente cambiata e allora mi son concentrato sul blog. Rispondo alla tua domanda. Io cercavo un maestro e non ero certamente pronto, almeno secondo i canoni iniziatici, eppure Scandurra mi ha aperto la porta. Credo sia centrale questo: cercare risposte facendo le domande giuste.
EliminaL'incremento, come tu dici, verso i nostri temi è aumentato, lo noto anche io. Ma non può essere altrimenti. Le cose stanno maturando verso un fine.
Angelo ancora una domanda, in un mio precedente intervento ho scritto che il CREATORE ama anche i ns nemici, altrimenti li avrebbe già eliminati, se non fossero anch'essi una sua creazione.
RispondiEliminaNon intendevo dire che si deve porgere l'altra guancia, ma che non li si deve a ns volta odiare, in quanto se crei energia d'odio non si fa che alimentarli ancor di più, ma si dovrebbe essere vigili e attenti e che in casi particolari vale, ovviamente, ciò che qui chiamiamo legittima difesa. Il difficile, ma da assolutamente apprendere, è capire non tanto come intervenire , ma quando è il momento giusto, senza che nulla si sprechi, cioè che tutti i protagonisti ne giovino della lezione impartita , non la penso come Icke, sembra che per lui, noi assolutamente non dobbiamo intervenire, ma solo subire e aprire il cuore ...sic..). Mi dici il tuo pensiero, grazie.
Inoltre leggo su vari blog e libri tante belle parole e discorsi pieni di intenti positivi, mi piacerebbe fare da spettatore nel momento giusto , quando si deve passare ai fatti, mi sa che moltissimi buoni intenti si sciolgono come neve al sole, c'è il rompete le righe.
Credo che essere vigili, attenti, sia un fattore che ti deve sempre accompagnare, senza essere una ossessione, questi ragazzi che ci controllano hanno mille volti,potrebbero avere anche il mio , ecco perche' mi metto sempre in gioco, non per mia sfiducia in me stesso, ma per essere al meglio, lo faccio anche verso chi leggo, perchè al momento giusto , io non fuggo e lascio li' altri a fare. Ciao a tutti.
È necessario per l'equilibrio cosmico, neutralizzare il male. Ciò non vuol dire odiare i nemici, tuttavia se li fermiamo con le nostre scelte, limitiamo gli effetti nefasti sugli altri. Icke è un saettone prezzolato, che disorienta e inganna il prossimo, guadagnandoci pure. Prima giudica e stronca 3/4 di storia umana, nega l'esistenza di Cristo, re-inventa la cosmogonia, la dottrina, spara ad alzo zero su ideologie, movimenti d'opinione, personaggi potenti (rettiliani mascherati, a suo dire) e poi 'volemose bene', perché tanto alla fine tutto s'aggiusta. Fregnacce. Sono in azione da millenni forze oscure devastanti, e se si possiede un minimo di onore e onestà intellettuale, non si possono osservare e nascondersi. Le filosofie new age, il buonismo, il relativismo spirituale, hanno portato più danni che sostegni. Bisogna fare le proprie scelte, senza tentennamenti.
Eliminaultimamente girano molti videodi questi stranisuoni che si sentono in giro:
RispondiEliminahttp://www.youtube.com/watch?v=ggKBD4K6OpI&feature=player_embedded
dalla mia esperienza, ma ad esempio anche in questo tuo ultimo racconto, certi 'eventi' son sempre preceduti da un qualche tipo di vibrazone sonora.
Angelo come leggi questo tipo di fenomeno?
Sono avvisi, quindi segni, anche se fossero naturali. Segnali da forze sconosciute.
EliminaCaro Angelo, è da qualche mese che ti seguo, riconosco in te una voce profetica che grida nel deserto - una delle poche attentibile, a dir la verità, almeno dal mio punto di vista. L'urgenza di riconnettersi allo Spirito, di aprire i rubinetti mentali è condivisa da noi tutti, sebbene io creda, non molto diversamente da te, che prima di aprire i rubinetti mentali occorra aprire il cuore. Bisogna emozionarsi, insomma, come direbbe Scandurra, lasciarsi purificare dall'azione catartica delle emozioni, quelle positive, ben inteso, troppo a lungo represse da una cultura necrofila che ha reciso ogni legame con lo Spirito. Il razionalismo alla Carnap e le correnti new age hanno fatto moltissimi danni spirituali, irreparabili, oserei affermare. Troppe defezioni in giro, anche da parte "amica" anche di spiritualisti indefessi della prima ora. L'ultimo di una serie, tanto per citarne uno dei peggiori, il filosofo Girard, grande apologeta del cristianesimo e apocalittico (e traditore di Cristo) che non molto tempo fa dichiarava al Corriere della sera che per i prossimi anni vedeva un "futuro radioso". Un futuro radioso? Tu quoque?
RispondiEliminaSarà un segno dei tempi che le cassandre che fino a qualche anno fa gridavano alla catastrofe si ricredano sulle sorti dell'umanità? Quanto da comodo vedere quel che si vuole vedere e far finta di essere sordi e ciechi?
Hai perfettamente ragione. Filosofi e intellettuali in genere, di area spiritualista se non cristiana, spesso sbracano come assaliti da paure, infantili dico io, o più semplicemente si appiattiscono sulle posizioni di papi e teologi. Credono oppure vogliono credere che le profezie sulla fine di un mondo, anche quelle considerate canoniche dalla Chiesa, riguardino sempre un futuro lontanissimo, se non addirittura da ritenersi metaforiche. Ecco, se non ci credono manco i preti su quanto le Sacre Scritture annunciano, allora è bene che noi laici, senza tessere né accrediti ufficiali, si seguano i segni dei tempi, onde illuminare la strada per quelli che verranno dopo.
Eliminagrazie Angelo mi sento esattamente in linea con il tuo pensiero, vero che bisogna amarli, ma senza mai dare le spalle e se c'è da menare , lo si deve fare, perchè alla fine è anche nel loro interesse.
RispondiEliminaNon dimentico che loro vogliono distruggere la creazione, tengo presente che il CREATORE aspetta un loro ritorno , ma questi non lo reggono . Fatto prova con Ha LL Fast, se pronunci il nome...qualcosa succede, incredibile, ciao a tutti.
Penso che l'Evento separerà noi antropomorfi in due schiere, coloro che si identificano con la Bestia, con la forma e sostanza zoologica e conseguente prassi (competizione tra bestie, animalità facente aggio sullo spirito), e quelli, che hanno realizzato un minimo separando filosofico...Sarà doloroso, come togliere un dente del giudizio senza anestesia, ma forse dopo potremmo ''nascere'' la ''seconda volta''.
RispondiEliminaQuesta foto e' bellissima... Sembra simboleggiare il femminino... colonne d'Ercole come grandi labbra... passaggi sempre difficili, dolorosi, verso l'ignoto. Passaggi a "miglior vita?". Solo un aspetto mi suona funesto... la mancanza d'acqua. Puoi dirmi Angelo qualcosa su questa immagine.
RispondiEliminaGrazie x tutto.
L'acqua la dobbiamo portare noi, canalizzandola.
EliminaE si, il femminino non può prescindere dall'acqua. A prima vista, sembrerebbe un paesaggio marziano. Comunque molto bello.
RispondiEliminaDico una stupidata, lo so, ma mi è venuta in mente e la scrivo: forse l'acqua manca da questa parte, ma, passato l'angusto e agognato passaggio...
RispondiEliminaRitornando a quei suoni, li avevo ascoltati anche io ma di notte, specie l'estate scorsa.
RispondiEliminaMa non come quelli che si trovano su YouTube ma molto molto vicini a quelli che si trovano nella seconda parte di questo interessante servizio:
http://youtu.be/al2YTq5oKnk
http://www.youtube.com/watch?v=gxdqyxI1AQc&feature=player_embedded
RispondiEliminanon riesco a fidarmi di questo tipo di rivelazioni, c'è sempre più di un qualcosa che non mi torna. tutto troppo logico e stagnante, troppo 'confinato' nella linearità della mente. a me arrivano come desrizioni vuote di un qualcoa che invece è molto più che vivo.
...ma forse mi sbaglio
come sempre in questi casi angelo, mi piacerebbe avere un tuo parere se possibile. gracias
Bisogna aver l'intelletto sano per discernere. Il rumore di fondo è predominante, offusca il segnale, lo contorce, fino a destrutturarlo. Leggere i segni è necessario, distinguerli dai falsi, è decisivo.
Eliminaa volte, nel discernere, si ha il timore di cadere nella presunzione... almeno parlo per me, potendomi basare unicamente, oltre che sull'intelletto, su un minimo di onestà e di intuito/sestosenso.
RispondiEliminagrazie
http://www.youtube.com/watch?v=s5IIj31NcDU&feature=share
RispondiElimina